Monasteri aperti svela un’Emilia terra di silenzi
Da Fidenza verso un tempo sospeso
La porta di un convento che si socchiude non è solo un varco nello spazio, ma un salto in un tempo immobile. Nei primi due weekend di ottobre, la regione torna a svelare il suo volto più segreto con l’ottava edizione di “Monasteri Aperti”, un’iniziativa promossa da Apt Servizi regionale insieme alla Conferenza Episcopale e al circuito dei Cammini, quest’anno dedicata interamente a San Francesco nell’ottocentesimo anniversario del suo transito. L’itinerario ideale prende le mosse da Fidenza, l’antica Borgo San Donnino, dove si cammina sulle tracce del Poverello tra affreschi trecenteschi per concludere l’esperienza con una pagnotta artigianale sfornata secondo un’antica ricetta miracolosa. Ma è un crescendo di meraviglie che si spinge fino al Monastero di Santa Maria Assunta a Castione Marchesi, tra preziosi mosaici policromi medievali e un aperitivo al tramonto, o alla Badia di Torrechiara con i suoi concerti di musica antica. L’evento tocca luoghi straordinari come il rinnovato Santuario di San Francesco del Prato a Parma, con un emozionante percorso narrativo guidato da frati e volontari, e la Chiesa di San Bernardino a Rimini, custode dell’antica sagrestia con il Crocifisso settecentesco di Innocenzo da Petralia. Il viaggio nella memoria francescana si dirama poi a Fontevivo, dove il progetto “Voci Negate” unisce la storia di Ranuccio I Farnese a una riflessione civile contro la violenza di genere. Si sposta a Busseto per un pranzo conviviale nel chiostro cinquecentesco di Santa Maria degli Angeli e ad Argenta, con l’analisi di un’inedita placchetta da pellegrino raffigurante il Santo. Il viaggio prosegue poi a Toano, tra gli scavi archeologici della Pieve romanica e i consigli gastronomici locali, per terminare a Sant’Agata Feltria nel monastero di clausura di Santa Maria Maddalena, lungo i sentieri che portano all’Appennino tosco-romagnolo.
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