Monasteri aperti svela un’Emilia terra di silenzi
Parma: passi lenti tra abbazie e boschi di faggi
Allargando lo sguardo alle province, quella di Parma si scopre come un atlante di pace interiore. Nel cuore del capoluogo, il Monastero di San Giovanni Evangelista custodisce tre chiostri, tra cui la sala capitolare con celebri affreschi del Correggio, dove il silenzio è interrotto soltanto dal ritmo cadenzato dei monaci benedettini. Bastano pochi minuti d’auto per uscire dalla città e immergersi nella natura del Parco dei Boschi di Carrega o per perquisire con lo sguardo la Pieve romanica di Talignano, sorta per i pellegrini della Via Francigena in un angolo di totale isolamento digitale, senza dimenticare il Labirinto della Masone di Franco Maria Ricci, un immenso percorso di bambù concepito come esperienza di disorientamento meditativo. Per chi cerca vette e panorami, il viaggio sale fino al Lago Santo Parmense, il più grande bacino glaciale dell’Appennino settentrionale, raggiungibile attraverso una faggeta che sa di resina e muschio. È un mosaico di acque, boschi e spiritualità che trova il suo compimento nell’Oasi Wwf dei Ghirardi, dove i rumori dell’asfalto cedono definitivamente il passo al bramito dei cervi e al canto dei torrenti.
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