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Lettera al risparmiatore
Quantum computing: la sfida di D-Wave & Co ai giganti dell’ hi tech
Le small cap di settore hanno corso, ma nell’ultimo periodo sono cadute a causa della concorrenza di big come Alphabet. Gli spunti dall’analisi tecnica
I computer quantistici. Un tema, che la Lettera al risparmiatore già ha trattato in passato, finito adesso al centro dell’interesse dei media. In particolare, a causa dei progressi realizzati sul fronte in oggetto da grandi gruppi tecnologici quali Alphabet Classe A.
Sennonché, diverse sono le società specializzate nel settore e quotate al Nasdaq: da Rigetti Computing Inc a D-Wave Quantum Inc fino a IonQ. Tutte realtà medio piccole, le cui quotazioni - unitamente al fatto di essere correlate tra di loro - spesso sono oggetto di speculazione. E, per questo, devono essere approcciate dal risparmiatore fai-da-te con molta cautela.
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Ebbene: guardando all’andamento di simili titoli nel medio periodo si trovano andamenti positivi. Seppure con performance molto differenti tra di loro. Così, ad esempio, IonQ - a detta di Seeking Alpha - nell’ultimo anno è salita del 43,7% mentre Rigetti Compunting ha guadagnato il 729,3%. La stessa D-Wave Quantum - sempre negli ultimi 12 mesi - è stata contraddistinta dal rialzo del 738%. Certo: a fronte dell’erraticità dei titoli - modificando anche di poco l’arco temporale considerato -le dinamiche delle azioni si avvicinano (o si allontanano) parecchio tra loro. Al di là di ciò, però, l’andamento complessivo - nel medio lungo - è di un incremento delle quotazioni.
PRIMI NOVE MESI A CONFRONTO
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I recenti crolli
Ciò detto, focalizzando l’attenzione sugli ultimi mesi ci si accorge che la situazione cambia completamente. Tutti i titoli indicati sono caratterizzati, dopo avere toccato il loro massimo storico, da una caduta. Secondo Seeking Alpha, Rigetti Computing - dal record -ha ceduto oltre il 50%. D-Wave Quantum e IonQ hanno, invece, rispettivamente perso il 40 e 44%. Insomma, i ribassi sono consistenti. Tanto che il contesto potrebbe configurarsi come quello che, gli esperti, definiscono «Buying the deep». Letteralmente: comprare il (nel) ribasso.
Si tratta di una strategia d’investimento la quale consiste nell’acquistare un’azione, o altro asset finanziario, dopo una discesa significativa del prezzo, con la convinzione che il valore tornerà a salire.
Attenzione, però: il rischio è che la realtà sia differente. Vale a dire, che si concretizzi il cosiddetto “catching a falling knife” (“afferrare un coltello che cade”). In altre parole: il pericolo è che l’azione, invece di risalire, continui, anche tra alti e bassi, a scendere. A fronte di un simile duplice scenario, com’è possibile districarsi? La risposta - rimarcando che qui viene dato nessun suggerimento operativo né effettuata alcuna sollecitazione all’investimento - è articolata.
RICAVI PER AREE GEOGRAFICHE
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L’analisi tecnica
Una prima suggestione può offrirla l’analisi tecnica. «Con riferimento a D-Wave Quantum - indica l’esperto indipendente Silvio Bona - il titolo ha raggiunto il suo massimo il 15/10/2025. Lì - a livello di chiusura della seduta - l’azione ha toccato quota 44,78 dollari. Successivamente la società è scivolata, realizzando le tre tipiche onde di Elliot, arrivando ad appoggiarsi sul supporto statico di medio periodo in area 20 dollari», che corrisponde al massimo relativo realizzato nel gennaio scorso. Simile, seppure la caduta «sia stata meno contenuta rispetto a quella di D-Wave Quantum, il comportamento di Rigetti Computing. In questo caso il top storico - sempre il 15/10/2025 - è risultato di 56,34 dollari. Un livello che è stato abbandonato» per cadere fino al massimo relativo di gennaio «che -come nel caso di D-Wave -non è stato rotto all’ingiù». Differente, invece, il contesto di IonQ. Il record della quotazione - ugualmente alle altre due aziende - viene toccato nella prima parte dello scorso ottobre (13/10/2025) con il «prezzo di 82,09 dollari. Sennonché, nel movimento al ribasso, il titolo è andato al di sotto del record relativo di gennaio. Un segnale di maggiore debolezza dell’azione in oggetto, rispetto alle altre due». Ciò considerato, «tutti i tre casi - conclude Bona - in aggiunta al fatto che l’area del massimo di gennaio 2025 deve essere monitorata per cogliere eventuali rischi di ulteriori discese - non hanno finora definito precise figure tecniche che preludano una vera ripartenza». Di conseguenza, per il retail «la prudenza deve essere elevata».
FLUSSI DI CASSA
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Il settore di riferimento
Fin qua alcune valutazioni riguardo l’andamento dei titoli in Borsa. Il risparmiatore, tuttavia, può - per capire al meglio la situazione - fare riferimento alle dinamiche del settore di riferimento. Cioè: capire cosa sia il quantum computing e quali i suoi recenti sviluppi. Si tratta - va ricordato - di una tecnologia che non utilizza i tradizionali bit, “fermi” ai valori 0 e 1, ma i cosiddetti Qubit. Vale a dire: unità di informazione capaci di trovarsi simultaneamente in entrambi gli stati. È questa caratteristica a renderlo potenzialmente molto più potente dei calcolatori tradizionali: la combinazione di elevate capacità computazionali e di elaborazione risulta, ad esempio, vantaggiosa nell’addestramento dei modelli di intelligenza artificiale (Ai), permettendo tra l’altro il contenimento dei consumi energetici. Non sorprende, quindi, che le grandi aziende impegnate nell’Ai guardino con interesse a questa tecnologia. C’è, tuttavia, un ostacolo: operando su scale subatomiche, i computer quantistici sono intrinsecamente instabili, il che ne rende complessa la costruzione e gestione. Per questo molti esperti ritengono che la loro piena maturità sia ancora lontana.
IL MERCATO DEL COMPUTER QUANTISTICO
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Conti e redditività
A fronte di un simile contesto, ben si comprendono - allora - due aspetti che il risparmiatore deve tenere in conto. Il primo è che le aziende descritte - vista l’attività di frontiera - seppure non possano considerarsi delle start up, sono comunque ancora non redditizie. Un esempio? Rigetti computing - che peraltro ha annunciato l’espansione del business proprio in Italia - nei primi nove mesi del 2025 ha riportato una perdita operativa di 62 milioni di dollari e un rosso netto di 0,65 dollari per azione. Piuttosto simile, seppure con valori e dimensioni differenti, la dinamica nelle altre due realtà: D-Wave, sempre tra inizio gennaio e fine settembre 2025, ha postato una perdita netta di 1,01 dollari per azione mentre IonQ - nonostante preveda un giro d’affari nel 2025 tra 106 e 110 milioni di dollari - stima che la perdita netta media a livello di Ebitda rettificato sia - sempre nell’esercizio in corso - tra 206 e 216 milioni di dollari.
Newsflow e innovazione
Insomma: è chiaro che simili realtà non si muovono in Borsa tanto in funzione di redditività et similia (se mai vengono passati ai raggi X i flussi di cassa), quanto piuttosto in base anche - e soprattutto - al news flow. Qualche esempio? La vincita di una commessa - tra le altere con la difesa - oppure di una reale evoluzione tecnologica. Già, l’evoluzione hi tech. A ben vedere - ecco il secondo tema che il risparmiatore deve valutare - è proprio il fronte dell’innovazione - e conseguente concorrenza - alla base della recente caduta dei titoli al Nasdaq. È, infatti, successo che Alphabet abbia presentato - nella prima parte dell’ottobre 2025- i risultati di un calcolo concreto con il suo chip quantistico Willow (presentato il 9 dicembre 2024). Da un lato, il processore è risultato circa 13.000 volte più veloce del miglior algoritmo classico. Dall’altro, pure rimanendo una tecnologia di frontiera, ha reso maggiormente realistica l’idea di impiegare quantum computer per applicazioni concrete. A fronte di ciò, gli investitori, invece di continuare a scommettere su piccole realtà focalizzate, hanno puntato le fiches - legate alla quantistica - sul colosso che, già di per sé, offre ricavi e profittabilità importanti. La strategia, a ben vedere, è piuttosto diffusa. Cioè: gli operatori, al fine di esporsi al settore in oggetto senza assumere i rischi delle startup o delle aziende lontane dalla redditività, guardano ai grandi gruppi tecnologici - quali tra gli altri Ibm - che sono impegnati su questa frontiera dell’innovazione.
I multipli in Borsa
Se queste alcune suggestioni strategiche, quali invece i multipli dei titoli in Borsa? Con riferimento alle small cap descritte gli indicatori di mercato, visto l’incredibile corsa realizzata, sono un po’ tutti fuori scala. Così, ad esempio, secondo Seeking Alpha il Price to sales ratio prospettico sul 2025 di D-Wave è oltre le 340 volte. Quello di Rigetti Computing, dal canto suo, è assolutamente improponibile mentre il rapporto tra prezzo e vendite di IonQ - nonostante rimanga su livelli ancora troppo, troppo elevati - si assesta ad una quota più “contenuta” di circa 150 volte.
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