Durante la pubblicazione dell’ultima trimestrale il management ha (un po’) rasserenato gli animi riguardo al futuro. Di chi si parla? Di Advanced Semiconductor Materials Lithography (Asml). Vale a dire: il gruppo olandese, leader della produzione di macchinari per la fabbricazione di microprocessori, quotato ad Amsterdam e Nasdaq.
Le attese
L’azienda ha detto di aspettarsi - oltre ad un ultimo forte quarto quarter per l’esercizio in corso - che le vendite nette del 2026 «non saranno inferiori a quelle del 2025». Si tratta di un cambio di prospettiva - rispetto alle precedenti valutazioni - il quale si basa in particolare su tre considerazioni.
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TRIMESTRI A CONFRONTO
Dati in miliardi di euro al 30/06/2025 e 30/09/2025
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La prima - ha indicato Asml - è che «...gli investimenti nell’infrastruttura per l’Artificial intelligence (Ai) supportano la domanda di chip di frontiera per il calcolo (Logic) e di memorie più sofisticate (Dram avanzate o High Bandwidth Memory)...»
La seconda, invece, è che il «momento positivo legato all’Ai sembra coinvolgere i clienti sia nel mondo Logic che in quello delle Memory».
La terza, infine, riguarda il fatto che gli utenti tornano «a migrare dai sistemi» meno avanzati «verso i macchinari più evoluti di litografia a ultravioletti estremi (Euv)». E questo, evidentemente, a causa anche, e sempre, dell’Intelligenza artificiale. Insomma, da una parte l’Ai ri-sostiene il business del gruppo. Dall’altra, la società punta a sfruttare la corsa alla nuova tecnologia attraverso l’innovazione.
Già, l’innovazione. Al fine di comprendere la strategia aziendale, è dapprima necessario ricordare l’oggetto sociale del gruppo. Il colosso hi tech è attivo, essenzialmente, nei macchinari per la litografia. Vale a dire, in parole molto semplici, il “trasferimento” sulla fetta di silicio - grazie a particolari fasci di luce - del disegno del circuito integrato. Un processo il quale, in linea di massima, viene diviso da Asml in due aree: la Deep Ultraviolet Lithography (Duv) e l’Extreme Ultraviolet Lithography (Euv). Nel primo caso ci si trova di fronte all’approccio - basato ad esempio su una lunghezza d’onda dell’ultravioletto di 193 nanometri (nm) - di tipo più tradizionale, non di estrema frontiera. L’Euv invece - sfruttando una lunghezza d’onda molto più corta (13,5 nm) - è adatto a supportare produzioni tecnologiche maggiormente “spinte” (fabbricazione di chip anche con gate a 2 nm).
Ciò detto, il progetto della multinazionale si articola su cinque diversi piani. In primis, c’è la volontà di proseguire nello sfruttare la famiglia dei macchinari Euv (38% del totale dei ricavi nel terzo trimestre del 2025). In particolare: l’obiettivo è aumentarne la produttività – più wafer lavorati ogni ora - e ridurne i costi operativi. Così facendo, i clienti dovrebbero essere indotti - come peraltro la medesima azienda indica stia accadendo - ad utilizzare maggiormente la tecnologia Euv cui corrispondono - per Asml- margini maggiori rispetto al quella Duv.
RICAVI E TECNOLOGIA
Dati in % su vendite nette dei sistemi al 30/06/2025 e 30/09/2025
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L’evoluzione hi tech
Oltre a ciò - secondo punto del programma - la società scommette sulla nuova generazione di macchinari Euv. I cosiddetti sistemi High-NA. Si tratta di soluzioni finalizzate, soprattutto, alla realizzazione di memorie più avanzate quali, ad esempio, le High Bandwidth Memory. Queste - grazie al fatto di essere Dram “impilate” in verticale e collegate tra loro con canali molto larghi - permettono di trasferire enormi quantità di dati in pochissimo tempo, rendendole essenziali per Gpu e processori dedicati all’Intelligenza artificiale. Ebbene: Asml sottolinea che sui sistemi High-NA installati presso i clienti sono già stati processati oltre 300 mila wafer, con un livello di maturità tecnologica giudicato superiore a quello delle prime macchine Euv alla stessa fase dello sviluppo. Ciò considerato, non bisogna però farsi prendere dall’entusiasmo. Da un lato, infatti, importanti clienti come Tsmc hanno indicato - seppure la situazione pare andare migliorando - di avere frenato gli ordini dei sistemi maggiormente avanzati. Dall’altro, poi, non siamo ancora di fonte alla produzione di massa e il superiore livello di maturità descritto è la logica conseguenza del fatto che l’Euv era una reale innovazione. Mentre l’ High-NA è l’evoluzione -seppure molto sofisticata - di qualcosa che già esiste.
Fin qua alcune suggestioni sullo sviluppo del core business di Asml. Il gruppo tuttavia - ecco il terzo punto - vuole diversificare l’attività. In tal senso, c’è l’obiettivo di crescere su una fase più a valle della filiera del chip: il packaging. Cioè: il processo che incapsula il circuito stampato su silicio in un contenitore protettivo. Rispetto al fronte in oggetto, l’azienda olandese gioca le sue fiches sul packaging avanzato/3D integration. Vale a dire: l’assemblaggio di più microprocessori o memorie in un unico modulo, per renderli maggiormente compatti, veloci ed efficienti. All’interno di questo approccio, nel terzo trimestre, il gruppo ha lanciato sul mercato il primo sistema XT:260. Uno scanner progettato proprio per il packaging 3D, che dovrebbe servire il mondo dell’Artificial intelligence. Sia chiaro: la tecnologia descritta è in fase di “early adoption”. Prime installazioni che servono per test, qualifiche e sviluppo dei flussi produttivi. Al momento non risultano volumi significativi e l’ impatto sul conto economico non è rilevante. Una scommessa, insomma, in cui - tuttavia - il gruppo crede molto.
Controlli e qualità
Differente, invece, il discorso nel segmento della Metrologia e Ispezione (quarto elemento del progetto di Asml) che da tempo genera ricavi per l’azienda (4% del giro d’affari). A quest’area appartengono scanner, software e strumenti di controllo volti ad ottimizzare il core business della litografia. Ebbene: la multinazionale, grazie alla recente partnership con Mistral AI (siglata nel settembre scorso con un investimento di 1,3 miliardi), ha concretizzato un cambio di passo. Asml vuole integrare nuovi modelli di Intelligenza artificiale all’interno dei suoi sistemi. La finalità? Aumentare la resa dei macchinari dati ai clienti, ridurne i tempi di calibrazione e rafforzare la componente di servizi digitali, che offre margini più alti e un vantaggio competitivo crescente. Infine, il quinto punto: il mondo della litografia Duv. Questo è un “pilastro”del business, nonostante l’attenzione crescente sia sull’Euv. Le macchine ArFi, ArF e KrF (circa il 60% dei ricavi nel terzo quarter del 2025) restano fondamentali per la produzione di microchip più “maturi” nell’automotive, nell’industria e per i prodotti non di frontiera (sia nel logic che nelle memorie). Anche se nel medio lungo periodo l’accelerazione dei ricavi arriverà dall’Euv, il Duv costituisce una fonte di fatturato stabile e legato agli alti volumi.
RICAVI E USO FINALE
Dati in % su vendite nette dei sistemi al 30/06/2025 e 30/09/2025
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La dinamica contabile
Appare, quindi, chiaro come voglia muoversi la società. E, allora, quali sono - invece - le dinamiche contabili? Nel terzo trimestre del 2025, l’azienda ha riportato numeri contrastati. Il fatturato è stato di 7,516 miliardi, inferiore alle attese del mercato. L’utile per azione, invece, si è assestato a 5,49 euro a fronte dei 5,45 previsti dal consensus degli investitori. Al di là dei dati di consuntivo, cio che - per l’appunto - è stato apprezzato dalla Borsa è il leggero miglioramento di prospettive sull’anno prossimo. Una positività conseguente alle aspettative legate all’Intelligenza artificiale. Ubs, in un report, rimarca la spinta al giro d’affari per il 2026 legata alla domanda di chip di calcolo e memorie più sofisticate in scia alla crescita proprio dell’Artificial intelligence. Non solo. La banca d’affari svizzera dice che, negli esercizi successivi, i nuovi macchinari Euv Hig NA potrebbero ulteriormente dare sostegno ai conti. Sennonché, il risparmiatore fai-da-te ha l’obbligo di fare molta attenzione. Nell’attuale fase di sviluppo dell’Ai, grande parte della richiesta di microprocessori avanzati arriva dai cosiddetti hyperscaler. Vale a dire: il colossi della tecnologia Usa che vanno costruendo l’infrastruttura per l’Intelligenza artificiale stessa. Ebbene: è noto come - rispetto a simili mega investimenti - molti esperti nutrano dubbi non solo sul possibile ritorno per chi li fa, ma anche rispetto alla loro concreta realizzazione. In altre parole: non è detto che la domanda di chip - e quindi dei macchinari adatti a fabbricarli - sia alla fine così sostenuta.
RICAVI E GEOGRAFIE
Dati in % su vendite nette dei sistemi al 30/06/2025 e 30/09/2025
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Coerentemente con questa visione “problematica” il titolo in Borsa pare essere in una situazione di standby. «Va sottolineato - spiega l’analista tecnico indipendente Silvio Bona- che Asml ha una buona impostazione rialzista di lungo periodo. Dai livelli del 2009 è salita fino al massimo - in chiusura - di 1.010 euro dell’11 luglio 2024». Di lì le azioni sono scese, arrivando - il 4 aprile 2025 - a quota 550 euro. «Un livello che è proprio il supporto dinamico di lungo periodo». Successivamente il gruppo si è ripreso, «raggiungendo un massimo relativo di 939 euro (30/10/2025). Oggi - dice sempre Bona- il titolo è in un momento di attesa. Nel breve, qualora le azioni rompessero al ribasso il supporto in area 820, Asml potrebbe scendere ulteriormente fino all’area 760 euro». Ciò detto, però, conclude l’esperto, «l’impostazione di lungo resta rialzista».
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