Lettera al risparmiatore

Palantir Technologies: opportunità di investimento o rischio da evitare?

Palantir Technologies: analisi di un’opportunità d'investimento nel settore hi-tech

di Vittorio Carlini

Palantir crolla in Borsa: occasione d’investimento o rischio da evitare? (REUTERS/Dado Ruvic/Illustration)

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«Buying the deep». Letteralmente: comprare il (nel) ribasso. È una strategia d’investimento che consiste nell’acquistare un’azione, o altro asset finanziario, dopo un calo significativo del prezzo, con la convinzione che il valore tornerà a salire. Ebbene: proprio in questi giorni si parla di “buying the deep” riguardo ad alcuni titoli hi tech.

Tra questi: Palantir Technologies. La società statunitense, quotata al Nasdaq, da un lato nell’ultimo anno (chiusura al 12/3/2025) ha guadagnato il 234,6%; ma dall’altro - dal record di 124,6 dollari- ha più di recente ceduto il 32,9%. Ecco, quindi, l’indicazione da parte di alcuni operatori: “buying the deep”. Sennonché, il rischio è che la realtà sia differente.

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Cioè, che si concretizzi il cosiddetto “catching a falling knife” (“afferrare un coltello che cade”). Detto in altre parole: il pericolo è che l’azione, invece di risalire, continui, anche tra alti e bassi, a scendere. A fronte di un simile duplice scenario, com’è possibile districarsi, evitando di incappare nella minusvalenza?

Oggetto sociale

Una prima risposta consiste nel guardare ai fondamentali dell’azienda. Il che, a sua volta, richiede di ricordare - seppure in linea di massima - l’oggetto sociale del gruppo. Palantir Technologies è attiva in tre aree. La prima è costituita dall’offerta di servizi legati alle sue piattaforme in cloud. Quest’ultime sono, essenzialmente, quattro. In primis va ricordata Palantir Gotham che aiuta - tra le altre cose - ad identificare modelli nascosti nei big data, supportando operazioni d’intelligence.

Ci sono, poi, Palantir Foundry e Palantir Apollo che consentono, rispettivamente, l’ottimizzazione della filiera produttiva (ad esempio nel pharma) e l’aggiornamento dei software in ambienti critici (settore militare). Infine: Palantir Aip. Vale a dire: l’ Intelligenza artificiale (Ia) per decisioni strategiche. La seconda area d’attività è, invece, l’ “On-Premises Software”.

Cioè: la vendita di licenze software, principalmente a termine, che permette ai clienti di usare le soluzioni di Palantir nei propri ambienti. Da ultima - ma non meno rilevante - esiste la consulenza ed adattamento dei prodotti alle esigenza del cliente. A fronte di quanto descritto è chiaro perché, nella divisione dei ricavi, la multinazionale americana faccia distinzione tra business governativo (1,57 miliardi di dollari nel 2024) e commerciale (1,3 miliardi).

I SEGMENTI DEI RICAVI

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I fondamentali

Ciò detto, quale allora l’andamento dell’attività? Nel quarto trimestre dello scorso esercizio l’azienda, sia sul fronte dei ricavi (827,5 milioni) e della redditività (0,14 dollari l’Eps adjusted), ha battuto le stime. Non solo.

La società ha comunicato un outlook sul 2025 molto positivo: il giro d’affari, ad esempio, è previsto tra 3,741 e 3,757 miliardi, con il settore commerciale in espansione di almeno il 54%. In un simile contesto il titolo di Palantir Technologies, nella singola seduta successiva alla pubblicazione dei dati, ha guadagnato il 22,9%.

Ciò detto, e più sul lungo periodo, l’azienda nell’intero 2024 ha incrementato la prima riga di conto economico del 29% (sul 2023) mentre l’utile netto Gaap è salito a 467,9 millioni (16% la marginalità). Insomma: i numeri sembrano indicare una realtà con solidi fondamentali, in rapida crescita e che ha da due esercizi ha costantemente raggiunto la profittabilità (nel 2022 Palantir Technologies aveva fatto segnare il rosso di 371 milioni).

ESERCIZI A CONFRONTO

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Articolazione del business

La realtà, tuttavia, è più complicata e, come sempre, bisogna analizzare numeri e trend con maggiore attenzione. In tal senso, un primo aspetto rimarcato dagli esperti è la diversificazione del business, con la richiesta (ad opera del mercato) di una maggiore rilevanza del mondo commerciale.

Un’esigenza la quale - dopo l’indicazione del neo segretario Usa alla difesa Pete Hegseth di tagliare annualmente le spese dell’8% - diventa ancora più pressante. Ebbene: a ben guardare - nonostante l’incremento dei clienti commercial - l’incidenza delle commesse governative non è calata molto: era il 58% del giro d’affari nel 2021 e si è assestata al 55% nello scorso anno.

Certo: la traiettoria di fondo è in diminuzione. Inoltre alcuni operatori sottolineano come, da una parte, i tagli alla difesa non dovrebbero direttamente coinvolgere le soluzioni di Palantir; e che, dall’altra, i suoi prodotti - focalizzati sull’ efficientamento dell’operatività - potrebbero trarre addirittura beneficio dalla sempre maggiore automazione delle agenzie voluta in seno al programma Doge (che sta provocando migliaia di disoccupati).

Ciò detto, tuttavia, proprio il rischio dei minori esborsi per la difesa è tra i motivi dei ribassi del titolo nelle ultime settimane. In altre parole: il mercato nota come il business governativo sia ancora preponderante e - quindi - cinicamente si preoccupa.

LE MARGINALITÀ

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Il peso della finanza

Ma non è solo questione di commesse militari o per la difesa. Altro aspetto è quello che riguarda l’utile netto e la sua composizione. Diversi analisti sottolineano l’impatto della gestione finanziaria sui profitti. Così, ad esempio, l’ultima riga di conto economico nel 2024 si è - per l’appunto - assestata a quota 467,9 milioni.

Alla cifra, però, hanno contribuito in maniera rilevante gli interessi attivi (196,8 milioni). Un evento estemporaneo? Non proprio. La voce contabile in oggetto, dal 2021 al 2024, è costantemente aumentata. In particolare: il salto maggiore è avvenuto tra il 2022 e il 2023, quando si è passati da 20,3 a 132,6 milioni. In conclusione: il risultato netto non consegue esclusivamente dal core business, bensì è l’effetto anche di attività finanziarie. Vero! Al fine di cogliere la reale redditività di Palantir Technologies è sufficiente guardare all’Operating income.

Quest’ultimo, sempre nel 2024, è salito a 310,4 milioni (erano stati 119,9 nel 2023). E, però, il suo rapporto con i ricavi vale l’11%. Una marginalità inferiore a quella riconducibile all’utile netto (16% del giro d’affari).

Come dire: l’Eps (adjusted) ha battuto le stime (spingendo il titolo), ma il fatto deve analizzarsi con i giusti distinguo, rimarcando la rilevanza di attività slegate dal core business. Insomma: l’analisi dei numeri - unitamente alla conoscenza della storia aziendale - può aiutare il risparmiatore fai-da-te a comprendere se si trova di fronte ad un’opportunità di “buying the deep” o se, diversamente, la situazione sia riconducibile al film horror dal titolo: “catching a falling knife”.

FLUSSI DI CASSA

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Multipli in Borsa

Fin qui alcune suggestioni in merito alle dinamiche del conto economico e dei fondamentali. Esistono, tuttavia, ulteriori metodologie, al fine di evitare di farsi male con il “coltello che cade”. Quali? Una tra le altre è volgere lo sguardo verso i multipli in Borsa. Riguardo a questo fronte - secondo SeekingAlpha - il rapporto tra prezzo e utile non Gaap sul 2025 (al 14/3/2025) è di 144 volte. Si tratta di un valore che - deve sottolinearsi- è senza senso. In teoria significa che- ipotizzando l’utile costante - ci vorrebbero 144 anni per ripagare il prezzo d’acquisto del titolo. Ovviamente, gli investitori scommettono sull’incremento reddittuale dell’azienda. Sempre secondo SeekingAlpha, il consensus di mercato stima, nell’anno in corso, il rialzo dell’Eps del 36,18%.

Successivamente, nel 2026 e 2027 la crescita dovrebbe essere rispettivamente del +25,26 e 36,9%. Infine: riguardo al 2028 l’attesa è di una salita dell’utile per azione del 46,8%. L’andamento così descritto -giocoforza- riduce il “Price to earnings”, il quale - sempre secondo il consensus- potrebbe arrivare a 87 volte nel 2027 e, poi, 59,33 nel 2028. Inutile dire che - anche a fronte del salto nel buio economico/finanziario cui il presidente Usa Donald Trump costringe l’Occidente (e non solo) - simili previsioni sono sfidanti.

Così come è sfidante il Beta del titolo. Secondo il terminale Bloomberg, l’indicatore per le azioni Palantir technologies è di 2,17 rispetto l’S&p 500. Cosa vuole dire? Significa che il titolo amplifica le dinamiche del paniere di riferimento. In altre parole: nel momento in cui l’S&p 500 sale (o scende) del 1%, l’azione tende a salire (o calare) del 2,16%. Si tratta nuovamente di una caratteristica -piuttosto diffusa tra le aziende hi tech - che deve essere considerata nel valutare l’opportunità del “buying the deep”. Se l’S&P 500 - in scia ad un’altra ondata di vendite generalizzate - dovesse nuovamente cadere, l’eventuale discesa della multinazionale statunitense sarebbe maggiore.

L’analisi tecnica

Ma non è solo questione di Beta. Un altra metodologia che può risultare utile ad affrontare il tema (almeno nel breve-medio periodo) è quello dell’analisi tecnica. «L’impostazione di fondo di lungo periodo - dice l’analista indipendente Silvio Bona- è ancora al rialzo. Tuttavia, è attualmente in atto una fase cosiddetta di correzione».

L’andamento «è la conseguenza della fortissima accelerazione del titolo, la quale ha portato il medesimo sui massimi storici di 124 dollari. Ad oggi, quindi, bisogna usare molta cautela e, verso il basso, monitorare l’area di supporto statico intorno a 63 dollari. Cioè, il livello che rappresenta i minimi del 2025». Il risparmiatore fai-da-te è avvisato.

L’analisi tecnica del titolo

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