OpenAI lancia SearchGPT e sfida Google sulla ricerca
Le azioni del colosso di Mountain View ne risentono. Ma insidiare la leadership di Big G sarà un’impresa ardua
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I punti chiave
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OpenAI ha annunciato che sta lanciando SearchGPT, un motore di ricerca basato sulla sua intelligenza artificiale (cioè su ChatGPT) con accesso in tempo reale alle informazioni provenienti da Internet. Per ora lo strumento, che la società di Sam Altman descrive come «un prototipo di nuove funzionalità di ricerca, che sfrutta la forza dei nostri modelli di intelligenza artificiale per darti risposte rapide con fonti chiare e pertinenti» non è accessibile, o forse lo è solo per un numero limitatissimo di utenti. Ma sul sito è presente un form per iscriversi alla waiting list.
I tempi e i modi del lancio vero e proprio non sono noti, ma di certo questa mossa è il guanto di sfida più importante degli ultimi anni nei confronti di Google, che con Google Search domina il mercato della ricerca online con percentuali che lasciano solo le briciole agli avversari.
Numero limitato di utenti
Secondo quanto appreso, SearchGPT sarà disponibile su browser come ogni altro motore di ricerca. E OpenAI ha annunciato che gli utenti vedranno le risposte alle loro query con attribuzione in linea ai creatori e agli editori di notizie, inclusi il crescente numero di società di media che hanno stipulato accordi di licenza con la startup negli ultimi mesi. SearchGPT consentirà inoltre agli utenti di porre domande di follow-up senza perdere il contesto della query originale.
Come detto, non sono note le tempistiche per il lancio vero e proprio di SearchGPT, ma la start up di San Francisco ha affermato che inizialmente sarà disponibile per gli utenti che si iscrivono alla lista d’attesa.
La ricerca nuova frontiera dell’AI
Con il lancio di ChatGPT alla fine del 2022, OpenAI ha innescato la corsa dell’intelligenza artificiale generativa, rendendola consumer e immediatamente a disposizione di miliardi di utenti. Una mossa che ha costretto le società di Big Tech a rispondere, con Google e Microsoft (sostenitrice di OpenAI) che hanno accelerato i loro piani, provando a portare immediatamente la GenAI nel mondo della ricerca.



