Lettera al risparmiatore

Novo Nordisk punta su investimenti e nuove fabbriche per la cura anti obesità

Pharma. Il business cresce anche grazie alle medicine contro il diabete. Il titolo ha corso molto sul listino: secondo gli esperti non è a sconto

class="dinomecognome_R21"> Vittorio Carlini

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6' di lettura

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Nelle pubblicazioni dei dati di bilancio ci sono sempre alcuni grafici più emblematici di altri. È così anche per la presentazione della prima trimestrale dell’anno in corso di Novo Nordisk. Tra le tantissime tabelle deve segnalarsi quella che descrive la divisione dei ricavi per area terapeutica. Ebbene: al 31/3/2024 il 76% del fatturato è appannaggio delle cure contro il diabete; il 17%, invece, riguarda le medicine anti-obesità. Il rimanente 7%, infine, è riconducibile alle malattie rare (essenzialmente del sangue o endocrine). In altre parole: le cure per il dimagrimento hanno assunto una importanza non da poco a fianco del mondo del diabete (di cui Novo Nordisk è leader). La rilevanza, a ben vedere, è salita nel tempo, come mostra il trend della divisione del giro d’affari negli ultimi 5 anni. Nel 2019 i ricavi di 122 miliardi di corone danesi erano per l’80 e il 5% generati rispettivamente dalle cure contro il diabete e obesità. Il rimanente era appannaggio delle malattie rare. Nel corso degli anni le vendite complessive sono salite (17% l’incremento annuo medio ponderato) e la stessa ripartizione ha via via visto il rialzo dell’incidenza dell’“Obesity care”. Nel 2021 valeva il 6%. Poi, successivamente, il suo peso è passato al 9% (2022) per arrivare al 18% dello scorso esercizio. Insomma: la crescente rilevanza delle cure anti-obesità è, per l’appunto, nei numeri. Tanto che, in un altro grafico dell’ultima trimestrale, viene descritto come l’attuale “ondata” di espansione aziendale sia legata soprattutto e proprio al tema del diabete (dove l’azienda punta a rafforzare la leadership). Successivamente il testimone dovrà ulteriormente passarsi al mondo dell’obesità per, infine, oltre il 2027 arrivare alla “wave of growth” attesa (soprattutto) nel comparto cardiovascolare. Un settore, quest’ultimo, dove l’obiettivo è costruire una posizione competitiva.

TRIMESTRI A CONFRONTO

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RICAVI E AREE TERAPEUTICHE

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LA STORIA DEL GIRO D’AFFARI

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LA DINAMICA DEI CAPEX

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La cura del diabete

Al’interno di un simile contesto, il colosso danese ha - seppure con un po’ di sali-scendi - riportato margini in aumento. Secondo il terminale Bloomberg, il rapporto adjusted tra Ebitda e ricavi era il 47,7% nel 2019. In seguito (2020) è passato al 47,2% per, poi, scendere, al 45,2%. Di lì in poi, tuttavia, l’indicatore è risalito, arrivando al 48,2% del 2023. Nello stesso primo trimestre del 2024 la dinamica positiva di conto economico è stata confermata. Il ricavi, a valuta costante, sono saliti del 24% e l’Operating margin è risultato del 48,7% (46,9% un anno prima). Infine: l’utile netto per azione diluito è stato di 5,68 corone danesi a fronte delle 4,39 corone dello stesso periodo del 2023.

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La concorrenza sull’obesità

Tutto facile come ingoiare una pastiglia, quindi? La realtà è più complicata. A partire dal mondo delle cure per il dimagrimento. Vero! Il mercato delle pillole anti-obesità è in ampliamento. Lo scorso anno, a detta di Goldman Sachs, valeva circa sei miliardi di dollari. Nel 2030 dovrebbe arrivare a generare un giro d’affari intorno a 100 miliardi. Non solo. Secondo le indicazioni di Novo Nordisk la quota di mercato dell’azienda europea è oltre l’80%. Una percentuale che plasticamente descrive l’importanza dell’azienda in questo comparto, in particolare grazie al farmaco di punta Wegovy che di recente è stato approvato anche in Cina. Sennonché, i concorrenti avanzano. Il che rischia di impattare la crescita di Novo Nordisk. In prima fila c’è certamente Eli Lilly. Il gruppo statunitense, nel novembre scorso, ha ricevuto l’ok – sia dalla Food and drug administration (Fda) che dalla Mrha britannica – per il Zepbound. Cioè: il suo trattamento anti-obesità. Un farmaco il cui successo (unitamente alla cura – basata su un principio simile – contro il diabete) ha indotto la società a rivedere al rialzo le stime sul 2024. Di più. Novo Nordisk dovrà - in un tempo più futuribile - fare i conti con la stessa Amgen. Quest’ultima non ha ancora la medicina approvata nell’ “Obesity care”. Il gruppo, però, sta sviluppando due molecole. In particolare, il focus è sul trattamento iniettabile chiamato MariTide e riguardo al quale, nel 2024, sono attesi aggiornamenti sulla sperimentazione clinica in fase II. A fronte di ciò, giocoforza, il risparmiatore si interroga riguardo all’impatto sul business di Novo Nordisk dei nuovi partecipanti alla corsa dell’oro delll’anti-obesità.

La risposta

Novo Nordisk dal canto suo - almeno questo è ciò che si evince analizzando trimestrali e trascrizioni delle conference call- sottolinea la sua capacità di affrontare la situazione. Dapprima, va sottolineato, la società sta sviluppando nuove medicine per la cura dimagrante. Un esempio? CagriSema. Questo è un trattamento, attualmente in Fase 3, finalizzato alla perdita di peso, oltre che ad altri benefici per i pazienti con obesità e comorbidità correlate. Sempre in Fase 3, poi, c’è Oasis. Vale a dire la dose orale del semaglutide che - va ricordato- è il principio attivo dei farmaci contro l’obesità (e il diabete). Inoltre, il gruppo - come mostra l’andamento nel primo trimestre del 2024 dove i ricavi sono stati spinti anche e soprattutto dai farmaci per la perdita di peso (+41%)- la domanda per simili medicine è molto alta. Tanto che il gruppo va ampliando la base produttiva.

La capacità produttiva

Il progetto di espansione è finalizzato (anche) a fare fronte alla richiesta proprio dei farmaci anti-obesità. In tal senso può ricordarsi lo shopping, da Catalent, di tre siti di fill-finish (Anagni in Italia, Bloomington negli Stati Uniti e Bruxelles in Belgio). Un’operazione (il closing definitivo è atteso verso la fine del 2024) la quale dovrà permettere flessibilità e opzioni future per l’espansione su più larga scala. Più in generale, l’impegno sulla produzione - avviato non da oggi - contribuisce all’incremento degli investimenti capitalizzati. I Capex, nel 2021, erano intorno al 4% del giro d’affari. Nel 2022 la percentuale è arrivata al 7% per, nello scorso anno, assestarsi a circa l’11%. Riguardo all’esercizio in corso, infine, la stima è di un impegno che dovrebbe valere circa 45 miliardi di corone. Il rialzo è importante, tanto che non stupisce come, nell’ultimo aggiornamento delle previsioni sul 2024, il Free cash flow sia inferiore alla precedente stima. A fine Gennaio scorso, l’attesa era per 64-74 miliardi di corone danesi di flussi di cassa liberi. Con la pubblicazione dei dati trimestrali, invece, la forchetta è stata portata a 57 - 67 miliardi. Si tratta di una riduzione che ha fatto storcere il naso a diversi analisti. Forse anche per questo il titolo in Borsa - immediatamente dopo la comunicazione dei numeri del quarter - è rimasto debole. In generale, comunque, va ricordato che Novo Nordisk ha migliorato le guidance sul 2024. Da una parte, il giro d’affari è atteso ad un rialzo tra il 19-27% (18-26% in precedenza). Dall’altra, l’Operating profit dovrebbe aumentare tra il 22 e 30% (21-29% secondo la guidance offerta il 31/1/2024).

Roth (Novo Nordisk): “Sostenibilità al centro della nostra strategia”

Trend di listino

La mossa deve avere agevolato - anche se non subito - la salita del titolo. Un listino dove Novo Nordisk vanta delle performance di tutta eccellenza. Negli ultimi 12 mesi il colosso danese guadagna più dell’82%. Da inizio anno, invece, la progressione è del 38%. In un simile contesto, inevitabilmente, il rapporto tra prezzo e utile è salito. Secondo il terminale Bloomberg, l’indicatore sul 2023 (al 26/6/2024) è di 37,39. Vero! Il dato è inferiore a quello del 2022 (38,27) ma è maggiore del P/e fatto segnare in ogni esercizio dal 2011 in poi. Riguardo, invece, al rapporto prezzo/utili sul 2024 l’indicazione è di 42,9. Vale a dire: si sale ulteriormente. Solo nel 2025 il multiplo ri-discende (35,14). La suggestione che l’azione non sia a sconto - suggerita da diversi esperti- è confermata dagli stessi dati di Seeking Alpha. Il PEG non GAAP sui 3-5 anni è di 2,09 contro la mediana di 1,82 del settore di riferimento. Maggiori, inoltre, gli stessi Enterprise value su ricavi ed Enterprise value su Ebitda. In altre parole, come accade spesso di fronte a titoli di aziende in crescita, molto dipende da come (e se) l’azienda riesce a confermare le previsione di aumento di ricavi e redditività. Sotto questo aspetto, sempre secondo Seeking Alpha, l’utile per azione dovrebbe andare molto meglio di quello del comparto di riferimento. Possibile? Diversi esperti, rimarcando il fatto che il gruppo non fa rima solo con anti-obesità ma ha importanti farmaci per il diabete (oltre che nelle malattie rare), nutrono pochi dubbi. La vera incognita, e dove le posizioni divergono, è in realtà il fatto che -per l’appunto - le azioni hanno corso parecchio. Dal che il risparmiatore-fai-da-te deve usare molta cautela.

L’andamento del titolo

L’analisi tecnica del titolo

L’analisi di Finlabo research

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