Automotive

Musk all’attacco sulla governance di Tesla, vuole contare il doppio

Il tycoon vuole arrivare al 25%. In alternativa potrebbe sviluppare l’IA altrove. Ma il board aspetta una sentenza su un precedente maxi premio

di Alberto Annicchiarico

Il ceo di Tesla e SpaceX Elon Musk a Gruenheide, vicino Berlino, dove è stata costruita la gigafactory europea di Tesla

3' di lettura

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Elon Musk punta a pesare molto di più negli equilibri azionari per rafforzare la sua presa su Tesla, in vista dello sviluppo dell’intelligenza artificiale. Il vulcanico imprenditore non si sentirebbe a suo agio, ha spiegato, nel far crescere la casa automobilistica più capitalizzata al mondo, fino a farla diventare leader nel settore dell’IA e della robotica, senza contare almeno per il 25%, quasi il doppio della sua attuale partecipazione, che vale circa 90 miliardi di dollari.

In un post sulla piattaforma di social media X, di cui è proprietario, Musk ha dichiarato che, nel caso in cui non ottenga azioni «sufficienti per contare» ed evitare scalate, preferirebbe seguitare a produrre «prodotti innovativi» fuori dal perimetro del costruttore di veicoli elettrici. A luglio l’imprenditore di origini sudafricane aveva anche dichiarato agli analisti che Tesla avrebbe investito più un miliardo nel corso del 2024 nel Progetto Dojo, puntando decisamente a sviluppare la guida autonoma.

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«Non ci si rende conto - ha scritto Musk per giustificare le sue pressioni sul board in merito a un nuovo piano di remunerazione - che Tesla non vale una startup, ma una dozzina. Basta guardare il divario tra le attività di Tesla e quelle di GM. Per quanto riguarda la proprietà delle azioni come motivazione sufficiente, Fidelity e altri (investitori, ndr) possiedono quote simili alle mie. Perché non si presentano al lavoro?».

Queste dichiarazioni sono state scritte da Musk in risposta a quanto affermato, sempre su X, da un utente: «Elon possiede 411 milioni di azioni Tesla. Non è un incentivo sufficiente per far sì che Tesla faccia bene negli anni a venire? I suoi 100 miliardi di dollari di oggi diventeranno 1.000 miliardi se Tesla supererà Saudi Aramco e Apple. E allora, perché un altro piano a suo favore?».

Musk, 52 anni, possiede circa il 13% delle azioni Tesla (secondo Factset) dopo aver venduto circa 40 miliardi in azioni nel 2022, in parte proprio per contribuire a finanziare l’acquisto di Twitter, costato 44 miliardi.

L’imprenditore, durante la discussione sul social network, ha elogiato il consiglio di amministrazione di Tesla e ha detto che i consiglieri stanno aspettando una sentenza della Corte del Delaware prima di preparare un altro piano di remunerazione. Il giudice Kathaleen McCormick deve decidere su una causa intentata da un azionista di Tesla che sostiene che il consiglio di amministrazione di Tesla non si è dimostrato indipendente quando ha redatto per Musk un premio di performance da 55 miliardi nel 2018.

Piano di remunerazione

A che cosa punta il capo di Tesla

Uno dei tweet di Elon Musk sul tema del suo “peso” nell’azionariato Tesla

Tesla, in rosso oggi nelle contrattazioni premercato ma in positivo (+1%) nel trading intraday, ha iniziato male (-11%) il 2024 in Borsa, perdendo decine di miliardi di dollari di valore di mercato sulla scorta di una domanda debole. In più Musk ha anche dovuto rispondere a un articolo del Wall Street Journal sul presunto uso di droghe e sulle preoccupazioni che questo ha suscitato tra i dirigenti e gli amministratori delle sue società, compresa Tesla. Con 698 miliardi di dollari, la capitalizzazione di mercato della società è aumentata di oltre 11 volte da quando il consiglio di amministrazione ha annunciato il maxi-premio a Musk nel gennaio 2018. In compenso, la valutazione della casa texana aveva raggiunto un top di oltre 1.200 miliardi prima dell’avventurosa scalata a Twitter.

Con circa 700 miliardi di dollari, la capitalizzazione di mercato della società è aumentata di oltre 11 volte da quando il consiglio di amministrazione ha annunciato il maxi-premio a Musk nel gennaio 2018. Tuttavia, la valutazione della casa texana aveva raggiunto un top di oltre 1.200 miliardi prima dell’avventurosa scalata a Twitter. Proprio l’acquisizione di Twitter e la reazione del mercato ha portato poco più di un anno fa a un precedente storico: Musk è diventato la prima persona in assoluto a cancellare 200 miliardi dal proprio patrimonio netto. Nel 2023 la sua fortuna si è ripresa grazie al raddoppio delle azioni Tesla e all’impennata della valutazione di Space X. Musk ha riconquistato la vetta del Bloomberg Billionaires Index e ora ha un valore stimato di 206 miliardi di dollari, circa il 15% in più del numero due Jeff Bezos.

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