USA

SpaceX accusata di aver licenziato illegalmente alcuni dipendenti: avevano criticato Musk

Un’agenzia governativa USA ha detto che l’azienda missilistica ha licenziato ingiustamente gli autori di una lettera contro l’imprenditore

di Silvia Martelli

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3' di lettura

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SpaceX è stata accusata da un’agenzia federale statunitense di aver licenziato illegalmente otto dipendenti per aver diffuso una lettera che criticava Elon Musk, fondatore e amministratore delegato della società leader nella produzione di razzi e satelliti.

Secondo una denuncia emessa da un ufficio regionale del National Labor Relations Board, l’azienda ha licenziato i dipendenti nel 2022 per aver chiesto a SpaceX di prendere le distanze dai tweet di Musk, tra cui uno in cui si prendeva gioco delle accuse di molestie sessuali nei suoi confronti. La lettera diffusa dai dipendenti chiedeva anche a SpaceX, che ha più di 13.000 dipendenti, di chiarire quali fossero le policy aziendali sulle molestie e di «applicarle in modo coerente».

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La denuncia afferma che il presidente e direttore operativo dell’azienda, Gwynne Shotwell, ha impedito illegalmente ai dipendenti di diffondere la lettera e identifica infrazioni simili commesse da parte di altri dirigenti e manager. Il caso sarà sottoposto a un giudice amministrativo a inizio di marzo, a meno che SpaceX non accetti un accordo prima di allora. Una portavoce dell’agenzia governativa ha dichiarato che la società sta cercando di ottenere rimedi compensativi, come la riassunzione dei lavoratori, pagando loro gli stipendi arretrati (quello che negli Stati Uniti viene chiamato “reinstatement with back-pay”).

Nella lettera del 2022, i dipendenti di SpaceX hanno scritto che «il comportamento di Musk nella sfera pubblica è una frequente fonte di distrazione e di imbarazzo per noi», aggiungendo che la «presunta cattiva condotta sessuale» di Musk vada contro le politiche di SpaceX di “tolleranza zero”.

La lettera era stata pubblicata internamente a SpaceX dopo che Business Insider aveva riferito che Musk si era denudato davanti ad un’assistente di volo su uno dei jet privati dell’azienda nel 2016. L’episodio era stato denunciato e secondo quanto riferito dai media, SpaceX aveva risolto la disputa nel 2018 pagando 250mila dollari all’assistente di volo.

Musk ha negato le accuse di cattiva condotta sessuale, definendole «accuse selvagge». Dopo la notizia riportata da Business Insider, anche il direttore generale e presidente di SpaceX Gwynne Shotwell aveva difeso Musk.

Secondo la denuncia del National Labor Relations Board, la dirigenza di SpaceX ha «interrogato» gli autori della lettera e «fatto dichiarazioni coercitive», tra cui invitare i dipendenti a «licenziarsi se non erano d’accordo con il comportamento dell’amministratore delegato Elon Musk». Alla fine, secondo la denuncia dell’agenzia, SpaceX ha licenziato illegalmente otto autori. L’agenzia sostiene che i licenziamenti siano una ritorsione.

Nella denuncia si afferma anche che un’alta funzionaria delle risorse umane aveva illegalmente dato l’impressione che i dipendenti fossero sorvegliati, mostrando ai lavoratori coinvolti nella stesura della lettera le schermate di una loro chat su un’app di messaggistica.

Musk ha talvolta adottato una linea dura nei confronti dei dipendenti delle sue aziende, come quando ha licenziato circa la metà della forza lavoro di Twitter, ora nota come X, poco dopo aver acquistato la società nel 2022. In seguito ha licenziato oltre 20 critici interni a Twitter, che ha perso circa l’80% dei 7.500 dipendenti che vi lavoravano quando il miliardario l’ha rilevata.

Tesla, di cui Musk è amministratore delegato, è stata per anni in causa dopo che il National Labor Relations Board l’ha accusata di aver licenziato un dipendente per aver partecipato ad attività sindacali. Nel 2021 l’agenzia governativa ha stabilito che il licenziamento era illegale e ha ordinato a Tesla di riassumere il lavoratore pagando anche gli stipendi arretrati. La decisione è poi stata confermata da un tribunale federale. L’azienda sta attualmente facendo ricorso in appello.

Inoltre, il Dipartimento di Giustizia ha fatto causa a SpaceX in agosto, accusandola di discriminare i richiedenti asilo e i rifugiati nelle assunzioni. Un giudice ha però emesso un’ingiunzione che blocca l’avanzamento del caso.

L’ufficio regionale del National Labor Relations Board cercherà ora di trovare un accordo tra SpaceX e gli ex dipendenti che sono stati licenziati. In caso di mancato accordo, ci sarà un’udienza che inizierà il 5 marzo a Los Angeles.

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