Lettera al risparmiatore

Moltiply: la priorità è l’integrazione della tedesca Verivox

Mid cap. L’ex MutuiOnline focalizzata sulla gestione della società neoacquisita Business dei prestiti in ripresa. Sotto pressione la comparazione dei prezzi

di Vittorio Carlini

6' di lettura

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Integrare la neoacquisita Verivox. È uno tra i focus di Moltiply (ex Mutuionline) a sostegno del business. Il gruppo, di cui la Lettera al Risparmiatore ha sentito i vertici aziendali, a fine marzo scorso ha completato lo shopping della realtà tedesca. L’operazione, il cui valore è stato di 231,5 milioni di euro in termini di equity value, è in linea - indica Moltiply - con la tabella di marcia prevista.

TRIMESTRI A CONFRONTO

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Le diverse mosse

Diverse sono le azioni avviate al fine di concretizzare le attese sinergie. Un esempio? Il miglioramento delle efficenze in aree quali quelle dell’acquisizione della clientela, del marketing e dell’advertising. Ciò detto, il risparmiatore - come di consueto in simili situazioni - esprime una preoccupazione: il timore è che la cosiddetta risk execution possa creare dei problemi al business di Moltiply.

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La società rigetta il dubbio. In primis - viene ricordato - il track record nell’M&A del gruppo mostra l’efficienza del medesimo sul fronte in oggetto. Inoltre - dice sempre la società - la selezione del target effettuata a monte, tramite la due diligence, consente comunque di affrontare con serenità l’integrazione. Infine, lo stesso coinvolgimento del management di Verivox contribuisce ad evitare soluzioni di continuità nell’integrazione medesima. Al di là di ciò può, però, ulteriormente obiettarsi che l’operazione sarà diluitiva al livello dell’ Ebitda margin consolidato di Moltiply.

Vero dice l’azienda italiana, che tuttavia ribatte: da una parte, il mercato è stato ampiamente messo a conoscenza della minore marginalità che caratterizza la realtà tedesca; dall’altra, gli interventi che sono, e saranno, via via realizzati sono finalizzati proprio ad avvicinare - in larga parte - l’Ebitda margin di Verivox a quello della divisione Mavriq (all’interno della quale è ricondotta l’operazione straordinaria). In conclusione, quindi, il gruppo italiano non vede alcun particolare problema riguardo al progredire dell’integrazione e considera l’operazione assolutamente valida sotto il profilo della strategia industriale.

RICAVI PER DIVISIONE

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Strategie future

A fronte di un simile contesto, Moltiply prosegue nell’attività di M&A o si prende un periodo di pausa? La risposta - ribadendo come la priorità sia “digerire” l’operazione di Verivox - è che nel caso si concretizzasse qualche opportunità, questa potrebbe essere colta. Lo sguardo, essenzialmente nell’ambito della divisione di Mavriq, è indirizzato verso i Paesi del vecchio continente dove la società è già presente: Francia, Olanda, Spagna e Germania. In generale, sono esclusi i turnaround. Sebbene - nel momento in cui si presentasse una ghiotta occasione sotto il profilo commerciale/industriale - potrebbe essere preso in considerazione anche lo shopping di una realtà più “problematica”. Infine, le dimensioni dell’eventuale operazione: tra 10 e 100 milioni di Enterprise value.

REDDITIVITÀ PER DIVISIONE

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Pfn e dinamiche

Già, l’Enterprise value. Il gruppo però, anche a fronte del recente eborso per Verivox, ha visto aumentare il rosso della propria Posizione finanziaria netta: quest’ultima è passata dal valore negativo di 320 milioni a fine del 2024 a quello di 515 milioni del 31/3/2025. Una dinamica la quale, con riferimento ad indicatori quali il “Net debt to Ebitda”, limita lo spazio di manovra per il possibile M&A. Non è così, indica Moltiply, che invita ad un’analisi più articolata della situazione. Nel recente passato - viene spiegato - sono stati posti in essere nuovi finanziamenti bancari i quali, come è di prassi, hanno comportato alcune limitazioni all’operatività riguardante lo stesso shopping. Tuttavia, rimarca l’azienda, nel giugno scorso è stato effettuato un Accelerate book building avente ad oggetto il 2,5% del capitale sociale. Le azioni sono state collocate ad un prezzo unitario di 44 euro, per un controvalore complessivo 44 milioni. Ebbene: la somma incassata, da un lato, permette al gruppo di avere l’immediata flessibilità finanziaria anche al fine di affrontare un’eventuale operazione straordinaria; e dall’altro, al netto di un’ulteriore attività di M&A e considerando l’apporto di cassa di Verivox, consente di prevedere il miglioramento della Posizione finanziaria netta alla fine dell’esercizio in corso. Di più. Il gruppo sottolinea che i tradizionali Covenant definiti dagli istituti di credito nel ri-finanziamento sono superiori al livello attuale degli indicatori finanziari - ad esempio Net debt to ebitda - in capo alla stessa Moltiply.

LA STORIA DELLA MARGINALITÀ

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Andamento del business

Fin qua alcune considerazioni riguardo ad integrazione di Verivox, strategia sull’M&A e dinamica della posizione finanziaria. Il risparmiatore, però, è interessato anche all’articolazione delle divisioni aziendali. Il gruppo, va ricordato, ha ri-denominato il business. Moltiply, nome della controllante, è anche parte della denominazione utilizzata per la ex area del Business Process Outsourcing (Moltiply Bpo&Tech). Cioè: essenzialmente l’amministrazione in outsourcing di processi (dalla gestione di un mutuo o un prestito personale fino ai sinistri assicurativi) a favore di banche, compagnie, intermediari e società di asset management. La seconda divisione invece - ex Broking division- è da ricondursi a Mavriq. Appannaggio di essa, tra le altre cose, c’è la distribuzione, di solito in remoto, e comparazione online di prezzi di prodotti creditizi e assicurativi. Oltre che, poi, tutto il business del confronto dei prezzi: dall’e-commerce fino alle utility e telecomunicazioni. Ebbene: la divisione Mavriq — ex Broking — ha assunto un ruolo via via più rilevante. Il trend, dati alla mano, si è consolidato anno dopo anno e sembra destinato a proseguire anche nel medio termine. Partendo dai ricavi, l’evoluzione è chiara: nel 2020 Mavriq rappresentava il 43% del totale, lasciando alla divisione Moltiply Bpo&Tech il 57%. Nel 2023 la quota di Mavriq è salita al 47%, fino a toccare il 49% nell’ultimo esercizio annuale. Una progressione costante, la quale ha trovato conferma anche nel primo trimestre del 2025. Più altalenante è la dinamica se si guarda la redditività: sempre nel 2020 Mavriq contribuiva per il 59% del Mol consolidato. Tre anni dopo, nel 2023, la sua incidenza era calata al 56%, per discendere ancora recente esercizio. Nel primo quarter del 2025, infine, il peso della divisione Mavriq ha ripreso quota, arrivando al 60% del Mol di gruppo. Il contesto -in generale - riflette il maggiore margine tipico della divisione Broking rispetto a quello, più operativo e meno scalabile, della Bpo. Secondo quanto indicato dal gruppo, l’intenzione è mantenere nel tempo un equilibrio tra le due divisioni, pur riconoscendo che il contributo di Mavriq è destinato a salire. In quest’ottica, viene confermato che - a livello di redditività - nel medio periodo possa raggiungersi la seguente ripartizione: 60-65%% di Ebitda legato a Mavriq e il rimanente 40-35% in capo a Moltiply Bpo&tech.

Ma non è solo articolazione delle divisioni del business. Il risparmiatore guarda alla stessa dinamica del conto economico. Tra inizio gennaio e fine marzo scorsi, l’area Moltiply ha visto ricavi (+20%) e Mol (+11,2%) salire. La performance è stata guidata dalla positiva ripresa dell’attività legata a mutui e leasing. Un duplice trend il quale - è l’indicazione della società - prosegue nel corso dell’anno. Mantenimento della stabilità nella redditività, invece, per Moltiply Loans. Ancora contrazione, infine, nelle sotto-divisioni di Real Estate (dove è venuta meno la spinta del Superbonus) e assicurazioni (anche se, in quest’ultimo fronte e nel medio periodo, l’attesa del gruppo è per il positivo impatto legato alle comperture sugli eventi catastrofali). Bene, nel complesso e sempre nel primo trimestre del 2025, il trend dell’altra divisione. Mavriq è stata caratterizzata dalla salita del giro d’affari (+31%) e della redditività (il Mol è cresciuto del 44,2%). Qui hanno recitato il ruolo positivo le sotto-divisioni assicurativa, creditizia e l’attività internazionale (ex Verivox). Queste hanno messo a segno una crescita a doppia cifra percentuale, che dovrebbe proseguire. Differente, invece, il discorso nella comparazione del prezzi dove i margini sotto sotto pressione. Riguardo a quest’ultimo fronte, Moltiply - in primis - ribadisce di essere in attesa della decisione della Commissione Ue in merito all’indagine preliminare per la presunta violazione da parte di Google del Digital Market Act. Un evento che potrebbe agevolare l’azienda italiana. Inoltre - più in generale e visto il minore Ebitda margin di Verivox, è probabile che sussista sull’intero 2025 il pressing sui margini percentuali di Mavriq. Al di là di ciò, conclude Moltiply, il gruppo prevede ricavi ed Ebitda consolidati - in valori assoluti - a fine anno superiori a quelli del 2024. Il tutto sia a livello organico che considerando la stessa Verivox.

Per approfondire
L’andamento del titolo

Analisi tecnica

Finlabo

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