Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.  ANSA/MASSIMO PERCOSSI

06 novembre 2025

Manovra, Upb: con taglio Irpef 408 euro a dirigenti e 23 agli operai. Giorgetti: tuteliamo i redditi medi

Per il bonus mamme, aumentato a 60 euro al mese, l’Istat stima una platea di circa 865mila lavoratrici, un quarto di quelle con figli

di Redazione Roma
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6 novembre 2025

Giorgetti: fiscal drag ampiamente coperto fino 35mila euro

Sul fiscal drag «non vanno considerate solo le misure fiscali, ma vanno considerate tutte, anche il taglio del cuneo contributivo. Con quello che abbiamo fatto dal 2022 ad oggi per i redditi più bassi è stato più che coperto il fiscal drag è stato ampiamente coperto fino 35mila euro. Per quelli superiori qualche problema l’ha avuto e per questo siamo intervenuti in modo selettivo con interventi sul ceto medio perché negli anni scorsi abbiamo preferito dare priorità ai ceti più bassi». Lo ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti rispondendo in audizione sulla manovra alle commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato.

6 novembre 2025

Giorgetti: problemi su dividendi, lavoriamo a soluzioni

La norma sui dividendi prevista dalla manovra «deriva dall’applicazione di una direttiva che deriva da una sentenza comunitaria. Ci rendiamo conto che ha dei problemi e siamo al lavoro per cercare di trovare delle soluzioni». Lo ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti rispondendo in audizione sulla manovra alle commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato.

6 novembre 2025

Giorgetti: sulla sanità sforzo enorme anche per errori passato

«Francamente non entro nel merito della politica sanitaria ma rifiuto l’idea che non siano stati fatti degli stanziamenti adeguati negli anni scorsi e quest’anno. Che il costo della sanità aumenti non si nega, ma che abbiamo fatto cose eccezionali anche per rimediare a disastri del passato tipo il payback è innegabile». Lo ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti nell’audizione in Parlamento sulla manovra

6 novembre 2025

Giorgetti: rottamazione è l’ultima, aiuta chi non ce la fa

«Innanzitutto questa è l’ultima» rottamazione, «in secondo luogo questa è una sorta di spalmatura, una rateazione. Noi non pensiamo di perdere gettito, naturalmente è distribuito in modo diverso. È una norma volta soprattutto a favore di quelle imprese che non ce la fanno o non ce la farebbero a continuare l’attività se dovessero onorare tutto il debito in modo immediato». Lo ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti a margine dell’audizione. «Da un lato c’è questa spalmatura del debito, dall’altra un po’ di fiato per chi in questo momento ha difficoltà», ha aggiunto.

6 novembre 2025

Giorgetti: sugli affitti brevi non abbiamo danneggiato nessuno

«Tasse sulla casa, siamo intervenuti sulla cedolare secca, che gestisce Airbnb e non crediamo che abbiamo danneggiato nessuno di quelli che devono abitare nella propria abitazione. C’è da fare una riflessione semplicemente e come governo siamo totalmente aperti alle decisioni che prenderà il Parlamento: il sistema ha prodotto un vantaggio nell’affittare a turisti per breve tempo rispetto a famiglie meno abbienti; è un dato di fatto. Ci sono altre soluzioni? Sì? Bene, disponibili a valutarle»: lo ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in audizione sulla manovra.

6 novembre 2025

Giorgetti: ok emendamenti ma vanno valutati effetti su spesa

 

«Il Parlamento potrà, nell’ambito delle proprie prerogative modificare» la manovra «ove lo ritenga necessario, ma ritengo opportuno ricordare che i nuovi parametri europei impongono un’attenta valutazione degli effetti finanziari delle proposte emendative alla luce del rispetto non solo dei saldi di finanza pubblica ma anche della traiettoria della spesa», al fine di evitare la formazione di «residui». Lo ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in audizione sulla manovra. «Da parte del Mef assicuro come di consueto la massima collaborazione delle strutture tecniche a fornire il supporto utile per la valutazione delle proposte emendative che saranno tempestivamente presentate», ha aggiunto.

6 novembre 2025

Giorgetti: a inizi 2026 informativa a Camere su spese Difesa

«Nel ribadire il percorso di crescita della spesa» nel settore della Difesa «affermato nel Documento di programmatico di finanza pubblica e nelle risoluzione», si chiarisce che «il governo agli inizi del prossimo anno finanziario informerà il Parlamento relativamente alle spese militari nel prossimo triennio e, qualora se ne ravvisasse la necessità, l’Italia - sempre con il pieno coinvolgimento delle assemblee parlamentari - potrebbe valutare l’attivazione della clausola nazionale di salvaguardia prevista per tali tipologie di spese». Lo ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in audizione sulla manovra.

6 novembre 2025

Giorgetti: taglio Irpef tutela i redditi medi

«Il perseguimento di una politica di bilancio attenta» non vuol dire che con la manovra il governo non abbia puntato a dare «risposte a esigenze profonde del Paese». Lo dice il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in audizione sulla manovra rivendicando quanto fatto con la legge di bilancio e citando fra gli interventi anche quello sull’Irpef che con la riduzione dell’aliquota dal 35 al 33% «tutela i contribuenti con redditi medi, ed estendendo la platea di chi aveva beneficiato del cuneo fiscale coinvolge il 32% del totale dei contribuenti» per un valore del beneficio medio atteso di 218 euro all’anno che arriva a toccare per le fascia più alta interessata i «440 euro». Il titolare del Tesoro ricorda la presenza dei vari «interventi di carattere fiscale per famiglie, famiglie numerose, supporto alla genitorialità, sanità, imprese».

6 novembre 2025

Giorgetti: quadro incerto, gestione responsabile conti

La manovra «si inserisce in un quadro congiunturale incerto nel cui l’attenzione sulle politiche bilancio perseguita dagli Stati è molto elevata. Una politica di bilancio attenta a garantire la sostenibilità del debito e in linea con le regole di governance Ue può garantire una stabilità economica finanziaria del nostro Paese che si trova a rinnovare ogni anno 400 miliardi titoli debito pubblico». Lo ha detto in audizione il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, sottolineando che la manovra «conferma la strategia seguita dal governo negli ultimi tre anni, un approccio che in periodo complicato» ha bilanciato il «supporto a specifici settori con l’esigenza di mantenere in ordine i conti pubblici». «Un’attenta conduzione della politica di bilancio ha contribuito al recente miglioramento del rating e dei titoli del debito pubblico. I risultati riflettono la crescente credibilità sui mercati conquistati dall’Italia di cui hanno beneficiato anche le istituzioni finanziarie e le aziende. Il mantenimento di una politica di bilancio responsabile è un requisito fondamentale per il nostro paese».

6 novembre 2025

Upb: con taglio Irpef 408 euro a dirigenti, 23 a operai

La riduzione di due punti di aliquota Irpef «riguarderà poco più del 30% dei contribuenti (circa 13 milioni, che sono oltre i 28.000 euro di reddito), determinando a regime una riduzione di gettito Irpef di circa 2,7 miliardi, cifra leggermente inferiore a quanto riportato nella Relazione tecnica». E’ quanto rileva la presidente dell’Upb Lilia Cavallari in audizione sulla manovra in Parlamento. «Circa il 50% del risparmio di imposta va ai contribuenti con reddito superiore ai 48.000 euro, che rappresentano l’8% del totale”, aggiunge, precisando che “il beneficio medio è pari a 408 euro per i dirigenti, 123 per gli impiegati e 23 euro per gli operai; per i lavoratori autonomi è di 124 euro e per i pensionati di 55 euro». Per quanto riguarda la compensazione dei benefici sui redditi elevati (sopra i 200mila euro) “riguarderà circa un terzo” della platea, 58mila contribuenti - ha spiegato - dal momento che «la platea è già interessata da precedenti diposizioni: in media il taglio di detrazione per questa fascia è di 188 euro, al di sotto del 440 che è il massimo beneficio della misura».

6 novembre 2025

Upb: circa 50% risparmio taglio Irpef a redditi sopra 48mila euro

 

“Secondo le stime effettuate dall’Upb, la riduzione di due punti di aliquota riguarderà poco più del 30 per cento dei contribuenti (circa 13 milioni, quanti sono oltre la soglia dei 28mila euro di reddito), determinando a regime una riduzione di gettito Irpef di circa 2,7 miliardi, cifra leggermente inferiore a quanto riportato nella Relazione tecnica. Circa il 50 per cento del risparmio di imposta va ai contribuenti con reddito superiore ai 48mila euro, che rappresentano l’8 per cento del totale”. Lo rileva la presidente dell’Upb, Lilia Cavallari, nell’audizione davanti alle commissioni Bilancio di Senato e Camera sul Ddl di bilancio. “Gli effetti della riforma variano considerevolmente fra contribuenti a seconda del loro reddito prevalente. Nell’ambito dei lavoratori dipendenti, il beneficio medio è pari a 408 euro per i dirigenti, 123 per gli impiegati e 23 euro per gli operai; per i lavoratori autonomi è di 124 euro e per i pensionati di 55 euro. In termini di aliquota media la riduzione risulta compresa fra 0,1 punti percentuali degli operai e 0,4 di impiegati e lavoratori autonomi in tassazione ordinaria”.

6 novembre 2025

Upb: target 2026 legati a revisione Pnrr, utile clausola salvaguardia

 

“Nel 2026, il conseguimento degli obiettivi dipende in misura rilevante dalla copertura derivante dalla proposta di rimodulazione del Pnrr presentata alle autorità della Ue e non ancora approvata di cui, attualmente, non sono esplicitati i progetti e i relativi programmi di spesa previsti, la ripartizione delle risorse fra entrate e spese e, nell’ambito di queste ultime, fra parte corrente e parte capitale. Considerati tali margini di indeterminatezza, la copertura avrebbe potuto prevedere una clausola di salvaguardia specifica a tutela degli effetti sui saldi, come fatto per altre occasioni in passato”. Così la presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio, Lilia Cavallari, in audizione davanti alle commissioni Bilancio di Senato e Camera sul Ddl di bilancio. “Per il 2027 - aggiunge l’Upb - gli interventi introdotti hanno utilizzato tutto lo spazio di bilancio disponibile in termini di deficit e di spesa netta, il che espone al rischio di non disporre di ulteriori risorse per far fronte a esigenze impreviste o qualora un eventuale deterioramento del quadro macroeconomico producesse effetti non gestibili con gli stabilizzatori automatici. Gli effetti di eventuali nuove future proposte di politica di bilancio dovranno trovare copertura attraverso aumenti di entrate o riduzioni di spese strutturali”.

6 novembre 2025

Corte dei conti: aumento risorse sanità in linea target ma è risposta parziale

 

“In tema di sanità, l’aumento delle risorse, che porta il livello di finanziamento del fabbisogno sanitario in quota Pil al 6,15 per cento nel 2026 (rapporto che nel 2027 e 2028 si attesterebbe rispettivamente a 6,04 e 5,92), corrisponde all’impegno assunto nei documenti programmatici ma consente di rispondere solo parzialmente agli interventi necessari per affrontare le criticità del settore nel cui ambito appaiono in crescita i costi per i contratti del personale, per i farmaci, per gli acquisti di prestazioni sanitarie da privati e per i dispositivi medici ed, in generale, per corrispondere alle esigenze di una popolazione sempre più anziana e con cronicità multiple che richiede risposte sempre più complesse e costose”. Lo ha detto la Corte dei Conti nell’audizione davanti alle commissioni Bilancio di Senato e Camera sul Ddl di bilancio, considerando “di rilievo” le disposizioni diretta a “valorizzare il personale del servizio sanitario” e “positive” le misure dirette al “potenziamento delle politiche di prevenzione sanitaria” e le disposizioni dirette alla “integrazione delle Farmacie dei servizi come presidi territoriali di erogazione di

prestazioni sanitarie e sociosanitarie”.

6 novembre 2025

Corte dei conti: da interventi su banche rischio minore gettito da 2029

 

Con riferimento agli interventi nel settore finanziario e, in particolare, agli istituti bancari e, per alcuni versi alle società operanti nel settore assicurativo “si tratta, nel complesso, di interventi aventi carattere temporaneo e non strutturale che sembrano finalizzati, unicamente, ad incrementare il gettito negli anni 2026-2028 con la finalità di copertura di parte delle spese rientranti nella manovra di bilancio. Le modalità dell’intervento che consiste, in larga misura nell’anticipazione di imposte che gli operatori finanziari interessati dovrebbero versare in esercizi futuri implica non solo che le entrate verranno meno a partire dal 2029, ma anche che parte delle imposte che matureranno in quegli esercizi saranno già state versate e, quindi, si potrà registrare un minor gettito”. Così la Corte dei Conti in audizione davanti alle commissioni Bilancio di Senato e Camera sul Ddl di bilancio.

6 novembre 2025

Corte dei conti: con rottamazione rischio Erario “finanziatore” di morosi

 

“Se anche il perimetro è limitato, escludendo i casi di mancata presentazione della dichiarazione dei redditi delle imposte e le somme dovute a seguito di accertamento, l’intervento sconta, comunque, le criticità, più volte sottolineate dalla Corte, e, in particolare, la possibilità che la misura possa ridurre la compliance fiscale, il rischio che l’Erario possa diventare un ’finanziatore’ dei contribuenti morosi, incentivando l’omesso versamento come forma di liquidità, l’incertezza sugli effetti sui saldi di finanza pubblica, potenzialmente negativi, soprattutto se le adesioni dovessero superare le stime iniziali”. Lo ha rilevato la Corte dei Conti nell’audizione davanti alle commissioni Bilancio di Senato e Camera sul Ddl di bilancio, in merito alle misure sulla rottamazione inserite nella manovra.

6 novembre 2025

Bankitalia: incentivi a imprese in media 2,3 miliardi annui

“La manovra prevede misure di incentivo agli investimenti delle imprese per 2,3 miliardi all’anno in media nel triennio. Si tratta in gran parte di interventi che sostituiscono o prorogano misure analoghe in scadenza”. Lo ha detto il vice capo del Dipartimento Economia e statistica della Banca d’Italia Fabrizio Balassone in audizione di fronte alle commissioni Bilancio di Camera e Senato. Bankitalia cita l’iperammortamento evidenziando tra l’altro che “per le imprese con capienza fiscale, a parità di valore dell’investimento, la nuova misura dovrebbe garantire nella maggior parte dei casi risparmi superiori rispetto a quelli ottenibili con gli schemi di incentivo in scadenza”. “Tuttavia - si conclude - i benefici sarebbero più incerti per le imprese in perdita o con utili non sufficientemente ampi, come quelle giovani o in forte crescita. In generale, l’efficacia delle misure di incentivo risente dell’incertezza che deriva dalla frequenza delle modifiche al quadro normativo”.

6 novembre 2025

Bankitalia: rottamazioni ricorrenti, problemi su riscossione

 

“Nella gestione dei crediti fiscali della Pa le ’rottamazioni’ hanno assunto un carattere ricorrente. Dal 2016 si contano 5 edizioni, sempre relative a carichi iscritti a partire dal 2000 e caratterizzate da un accidentato percorso normativo con frequenti riaperture dei termini, estensioni successive, riammissione di adesioni già decadute per mancati versamenti, modifiche di condizioni di adesione e dilazione”. Lo rileva la Banca d’Italia nell’audizione del vice Capo del Dipartimento Economia e statistica, Fabrizio Balassone, sulla Manovra, segnalando che secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate, a marzo i pagamenti effettuati sono nell’ordine della metà di quanto sarebbe stato dovuto per le varie edizioni delle definizioni agevolate: “Problemi di riscossione analoghi potrebbero manifestarsi anche con la procedura prevista dalla nuova definizione agevolata. Le misure di definizione agevolata dei carichi residui interessano una parte trascurabile dell’ammontare complessivo dei crediti fiscali affidati all’agente della riscossione”, conclude.

6 novembre 2025

Bankitalia: evitare ripetute e inattese modifiche tassazione banche

Le ripercussioni sui patrimoni di banche ed assicurazioni degli interventi fiscali contenuti in manovra “appaiono contenute” ma “in generale, sarebbe opportuno evitare il ripetersi frequente di inattese modifiche della tassazione”. Lo ha detto il vice capo Dipartimento Economia e Statistica della Banca d’Italia, Fabrizio Balassone, nel corso dell’audizione alle commissioni Bilancio di Camera e Senato sulla manovra.

“Le ripercussioni degli interventi sulla posizione patrimoniale del complesso degli intermediari appaiono contenute - ha detto - Il sistema bancario italiano è nell’insieme solido, ben patrimonializzato e oggi tra i più redditizi d’Europa. I rischi di credito restano limitati, grazie anche alle buone condizioni finanziarie delle imprese”.

6 novembre 2025

Bankitalia: da misure sostegno reddito poco impatto su disuguaglianza

“Si può stimare che complessivamente le misure” a sostegno del reddito incluse in Manovra “non comportino variazioni significative della disuguaglianza nella distribuzione del reddito disponibile equivalente tra le famiglie”. Lo rileva la Banca d’Italia in audizione in Parlamento sul Ddl bilancio, spiegando che “la riduzione dell’aliquota Irpef favorisce i nuclei dei due quinti più alti della distribuzione, con una variazione percentualmente modesta del reddito disponibile. Gli effetti dei principali interventi in materia di assistenza sociale si concentrano sui primi due quinti delle famiglie e sono anch’essi modesti. Le modifiche al calcolo Isee, se applicate anche nel caso di prestazioni soggette a razionamento, come ad esempio la frequenza di asili nido e mense scolastiche, modificherebbero l’ordinamento delle famiglie potenzialmente interessate a fruire di tali servizi, favorendo quelle più numerose e quelle proprietarie dell’abitazione. Secondo le nostre stime, tra le famiglie potenzialmente sfavorite rientrerebbero quelle più giovani e quelle di cittadinanza straniera”.

6 novembre 2025

Cnel: Italia potrà contare su circa 12 miliardi per difesa

“Il rientro anticipato dalla procedura di infrazione apre la strada a una maggiore flessibilità nel futuro. In particolare, la chiusura della procedura consentirà di attivare la ’national escape clause’ (Nec), uno strumento previsto dalle nuove regole europee che permette di destinare risorse aggiuntive a investimenti di carattere strategico. Per l’Italia, ciò significa poter contare su circa 12 miliardi di euro da destinare a difesa e sicurezza, rafforzando la base industriale nazionale in settori duali ad alto contenuto tecnologico e a elevata rilevanza strategica”. Lo ha detto il presidente del Cnel, Renato Brunetta, in audizione alla Commissione bilancio del Senato sulla manovra. “La legge di bilancio - ha sottolineato Brunetta - è incentrata sull’obiettivo strategico di consentire all’Italia un rientro anticipato dalla procedura di infrazione per debito eccessivo, nella convinzione che la solidità delle finanze pubbliche rappresenti un fattore essenziale di stabilità, credibilità e reputazione internazionale. Un bilancio coerente con gli impegni europei rafforza la fiducia dei mercati, migliora le condizioni di finanziamento e consolida la posizione dell’Italia all’interno del nuovo quadro di governance economica europea”.

RENATO BRUNETTA, PRESIDENTE CNEL 65° ANNIVERSARIO FONDAZIONE AEROPORTO LEONARDO DA VINCI

6 novembre 2025

Cnel: un buon equilibrio tra rigore e crescita

“Il bilancio per il 2026 persegue un duplice obiettivo: da un lato, consolidare la stabilità macroeconomica e finanziaria; dall’altro, rafforzare la competitività e l’autonomia industriale del Paese, in linea con le priorità europee di sicurezza economica, innovazione tecnologica e difesa comune”. Lo ha detto il presidente del Cnel, Renato Brunetta, in audizione presso le commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato sulla manovra. “Tale equilibrio tra rigore e crescita - ha aggiunto -riflette una visione che interpreta la solidità dei conti pubblici non come vincolo, ma come condizione abilitante per lo sviluppo, per l’attrazione di investimenti e per la piena partecipazione dell’Italia ai grandi programmi europei”.

6 novembre 2025

Istat: iper-ammortamento per 3,8% aziende, 45% beneficio perso per incapienza

“Le imprese beneficiarie della maggiorazione degli ammortamenti per beni strumentali ad alto contenuto tecnologico rappresentano circa il 3,8% delle società considerate. Una quota significativa dell’agevolazione è persa per incapienza, circa il 45%, soprattutto per le imprese appartenenti alla manifattura, le imprese indipendenti, quelle del Nord e le imprese finanziariamente fragili”. Lo precisa la relazione illustrata dal presidente dell’Istat, Francesco Maria Chelli, nel corso dell’audizione davanti alle commissioni Bilancio congiunte di Camera e Senato sulla manovra.

6 novembre 2025

Istat: da modifiche Isee 145 euro medi per 2,3 mln famiglie

“Nel complesso le modifiche al calcolo dell’Isee comportano un beneficio medio annuo di 145 euro per circa 2,3 milioni di famiglie (8,6% delle famiglie residenti)”. Lo ha riferito il presidente dell’Istat, Francesco Maria Chelli, nel corso dell’audizione alle commissioni Bilancio di Camera e Senato sulla manovra. “Dal punto di vista distributivo, il beneficio medio è più elevato per le famiglie più povere (263 euro, determinando una variazione media sul reddito familiare del 2,2%)” ha proseguito spiegando però che queste famiglie rappresentano “una quota molto esigua delle famiglie avvantaggiate dalla norma poiché generalmente già rientravano nei requisiti di accesso e ricevevano importi dei trasferimenti relativamente più elevati per le cinque misure considerate”. Infatti “quasi il 70% delle famiglie avvantaggiate dalle modifiche si collocano nei quinti centrali (terzo e quarto) della distribuzione del reddito familiare equivalente”.

6 novembre 2025

Istat: bonus mamme per 865mila, in media 660 euro in un anno

 

Per il bonus mamme, che la manovra aumenta a 60 euro al mese, si stima che una platea di circa 865mila lavoratrici, un quarto delle lavoratrici con figli (3,5 milioni). Assumendo un tasso di adesione pari al 100%, il beneficio medio annuo individuale sarà di quasi 660 euro (60 euro mensili moltiplicati per il numero di mesi lavorati), per un costo totale di circa 570 milioni. Così il presidente dell’Istat, Francesco Maria Chelli, in audizione davanti alla commissioni Bilancio di Camera e Senato in riferimento al bonus mamme in favore delle lavoratrici dipendenti e autonome madri di due figli, di cui il più piccolo minore di 10 anni, e alle lavoratrici autonome e dipendenti a tempo determinato madri di tre o più figli, di cui il più piccolo minore di 18 anni. Le famiglie beneficiarie sarebbero il 3,2% del totale delle famiglie residenti e il beneficio comporterà una variazione sui redditi familiari pari, in media, al 2,7%. Tre quarti del beneficio totale andrà a vantaggio delle famiglie dei quinti centrali della distribuzione del reddito. Il beneficio aumenta al crescere del reddito familiare equivalente (da 581 in media per le famiglie del primo quinto a 700 per quelle del quinto più ricco), in quanto le lavoratrici delle famiglie con i redditi più bassi lavorano in media meno mesi nell’arco dell’anno. Rispetto a quanto percepito nel 2025 con il beneficio previsto dal Decreto-Legge 95/2025, la misura comporterebbe per il 2026 un guadagno a livello familiare di circa 220 euro su base annua.

6 novembre 2025

Istat: da taglio Irpef beneficio medio di 230 euro per 14 milioni di contribuenti

Il taglio di due punti percentuali della seconda aliquota Irpef previsto in manovra “coinvolgerebbe poco più di 14 milioni di contribuenti, con un beneficio annuo pari in media a circa 230 euro”. È quanto evidenzia l’Istat nel corso dell’audizione alle commissioni Bilancio di Camera e Senato sulla legge di Bilancio. “Le famiglie beneficiarie sarebbero circa 11 milioni (44% delle famiglie residenti) e il beneficio medio di circa 276 euro (in ogni famiglia ci può essere più di un contribuente)”, ha aggiunto il presidente Francesco Maria Chelli.

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