Acqua potabile, l’Ue avvia procedura di infrazione contro l’Italia
Intanto l’Ispra ha pubblicato il Rapporto “Lo stato delle acque in Italia – verso il 4° ciclo di gestione” che fotografa lo stato dei corpi idrici nazionali per il raggiungimento degli obiettivi di qualità ambientale
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La direttiva Ue sull’acqua potabile, che prevede misure più stringenti in materia di qualità e sicurezza dell’acqua non sarebbe stata recepita correttamente. Per questo motivo la Commissione europea ha deciso di avviare una procedura di infrazione contro l’Italia.
Ad annunciarlo è l’esecutivo Ue, che spiega anche che la trasposizione della direttiva nel diritto interno «presenta ancora diverse carenze».
Dai rischi agli obblighi
Tra le motivazioni ci sarebbe anche la «limitazione dell’ambito di applicazione della valutazione dei rischi dei sistemi di distribuzione domestici, il rinvio di determinati obblighi, la mancanza dell’obbligo di informare le persone vulnerabili sulle modalità di accesso all’acqua potabile, di limitare le deroghe solo a circostanze debitamente giustificate e al periodo più breve possibile».
L’Italia ha ora due mesi di tempo per rispondere e porre rimedio alle carenze segnalate dalla Commissione che, in assenza di una risposta soddisfacente, può decidere di emettere un parere motivato, portando avanti l’iter di infrazione.
Il rapporto Ispra
Un quadro aggiornato sullo stato delle acque in Italia, intanto, arriva dall’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) che ha pubblicato il Rapporto “Lo stato delle acque in Italia – verso il 4° ciclo di gestione”.








