Santuari, giardini, castelli: il fascino nascosto del Garda meridionale e dell’Alto Mincio
Madonna della Corona, il santuario sospeso nella roccia
È uno di quei luoghi religiosi che una volta visitati difficilmente si dimenticano, per la posizione e per la dimensione storica e spirituale che li caratterizzano. Costruito a 774 metri di altitudine sulle pendici del Monte Baldo, il Santuario della Madonna della Corona appare tra le pareti rocciose che dominano la Val d’Adige, come se fosse parte integrante della montagna stessa. Le sue origini risalgono all’epoca degli eremiti che attorno all’anno Mille trovavano rifugio nelle cavità naturali della parete e nel corso dei secoli si è progressivamente ampliato fino ad assumere l’aspetto attuale: oggi è meta di pellegrinaggio internazionale, con oltre 200mila visitatori l’anno, e culla di reliquiari e candelieri in argento del XVIII e XVIII secolo che costituiscono il tesoro dei Cavalieri di Malta (a cui si deve la conversione da convento in santuario nel 1600). Fino al 1922, l’unico accesso possibile era il Sentiero della Speranza, l’antica via medievale che sale da Brentino per oltre 1.800 gradini e che permette di raggiungere il santuario a passo lento (due ore di camminata) e non tramite l’auto (si parcheggia nel borgo di Spiazzi e si scende a piedi sulla carrozzabile per una ventina di minuti). Una squadra di volontari coordinata da Monsignor Signoretto (memoria storica e fine narratore della Madonna della Corona) accompagna in visite guidate sul sentiero degli eremiti nei dintorni del complesso e da non perdere, il 24 giugno, è la rievocazione della discesa dallo sperone di roccia con un tiro di corda di 65 metri: in epoca medievale, una gru alimentata da un sistema di carrucole era usata per calare materiale e persone fino al santuario.
https://www.madonnadellacorona.it/
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