Dopo Intel e MP Materials

Lithium Americas raddoppia di valore in Borsa: il Governo Usa punta a una quota?

La società è canadese ma negli Stati Uniti sta sviluppando un enorme deposito di litio in joint venture con General Motors. Ora l’amministrazione Trump ha rimesso in discussione un prestito pubblico e starebbe chiedendo una contropartita

di Sissi Bellomo

3' di lettura

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Le terre rare, i semiconduttori e adesso il litio. Dopo l’ingresso nel capitale di MP Materials e di Intel, avvenuto tra luglio e agosto, l’amministrazione Trump avrebbe messo gli occhi su Lithium Americas, di cui potrebbe rilevare una partecipazione fino al 10%.

La società è canadese, ma negli Stati Uniti è impegnata in joint venture con General Motors nello sviluppo di Thacker Pass, un enorme deposito minerario nel deserto del Nevada che fin dall’avvio – previsto nel 2028 – promette di moltiplicare per otto la produzione “made in Usa” di carbonato di litio, che si impiega nelle batterie, riducendo una delle tante dipendenze dalla Cina.

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La Repubblica popolare, benché superata da Australia e Cile nelle estrazioni minerarie di litio, controlla infatti il 75% della capacità di raffinazione globale.

Il possibile acquisto di una quota di Lithium Americas – mossa in linea con il nuovo capitalismo di Stato perseguito dalla Casa Bianca – al momento è solo un’indiscrezione, raccolta in prima battuta dall’agenzia Reuters. Ma il mercato ha subito dato credito all’ipotesi, al punto che nel giro di poche ore Lithium Americas ha quasi raddoppiato la sua capitalizzazione, arrivando a guadagnare circa il 90% in Borsa sia a Toronto che a New York, dove il titolo ha raggiunto quota 5,80 dollari: un prezzo che assegnerebbe un valore di 130 milioni al 10% della società.

Anche gli altri titoli del comparto sono entrati in fibrillazione mercoledì 24, a cominciare da Albemarle – finora l’unico produttore di litio negli Usa – che a Wall Street ha registrato punte di rialzo superiori al 4%.

Se i rumors sulla cessione di una quota al Governo Usa rimangono tali, la stessa Lithium Americas in reazione all’ondata di acquisti in Borsa ha comunque diffuso una nota per confermare che al dipartimento dell’Energia ci sono davvero trattative in corso, che coinvolgono anche il socio GM, relative a Thacker Pass e in particolare al prestito pubblico da 2,3 miliardi di dollari per finanziarne lo sviluppo, che il Doe aveva concesso nel 2024, prima della vittoria di Donald Trump alle presidenziali.

Le discussioni, precisa Lithium Americas, riguardano anche «richieste aggiuntive da parte del Doe per potenziali ulteriori condizioni» relative all’erogazione del prestito.

Il comunicato è scarno e parco di dettagli, come anche i commenti che Reuters ha raccolto dalla Casa Bianca: «Trump sostiene questo progetto», ha dichiarato un funzionario, aggiungendo però che il presidente «vuole che abbia successo e anche che sia equo per i contribuenti, il denaro gratis non esiste».

Poche parole, che sembrano comunque avvalorare l’ipotesi che sia allo studio una mossa simile a quelle già compiute con Intel e prima ancora con MP Materials, di cui non solo il Pentagono è diventato primo azionista, ma ha anche garantito un prezzo minimo di acquisto per la futura produzione di ossidi e magneti di terre rare.

Per il litio di Thacker Pass l’orientamento sembra essere quello di scaricare l’onere su General Motors. Dal mosaico delle indiscrezioni – raccolte anche da altri media, tra cui Bloomberg – emerge che il Governo Usa nell’ambito dei negoziati sul prestito starebbe anche facendo pressioni su GM perché rinunci in tutto o in parte alla sua quota in Thacker Pass oppure si impegni ad assorbire l’intera produzione della prima fase del progetto: ben 40mila tonnellate di carbonato di litio all’anno a regime, sufficienti per le batterie di circa 800mila auto elettriche.

La casa automobilistica era entrata l’anno scorso in società con Lithium Americas, rilevando il 38% di Thacker Pass per 625 milioni di dollari e riservandosi per vent’anni il diritto (ma non l’obbligo) di comprare tutta la produzione della prima fase e una parte di quella della seconda fase.

Il Governo Usa – che pure aveva autorizzato il progetto Thacker Pass durante il primo mandato di Trump – ora sarebbe preoccupato di non ottenere la restituzione del prestito (concesso invece dall’amministrazione Biden) poiché il prezzo del litio, anche a causa dell’eccesso di produzione cinese, è troppo basso.

Senza i fondi pubblici – e in assenza di ulteriori finanziatori privati, che potrebbero essere difficili da trovare – i lavori di sviluppo della miniera e degli impianti di raffinazione nel Nevada dovrebbero essere interrotti.

Il prestito, ha confermato un portavoce di GM, è «una parte necessaria dei finanziamenti per commercializzare questa importante risorsa». La casa automobilistica «ha fiducia nel progetto, che risponde agli obiettivi dell’amministrazione Usa, e ha già impegnato quasi un miliardo di dollari nel suo sviluppo, inclusa una lettera di credito da 200 milioni».

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