Se i rumors sulla cessione di una quota al Governo Usa rimangono tali, la stessa Lithium Americas in reazione all’ondata di acquisti in Borsa ha comunque diffuso una nota per confermare che al dipartimento dell’Energia ci sono davvero trattative in corso, che coinvolgono anche il socio GM, relative a Thacker Pass e in particolare al prestito pubblico da 2,3 miliardi di dollari per finanziarne lo sviluppo, che il Doe aveva concesso nel 2024, prima della vittoria di Donald Trump alle presidenziali.
Le discussioni, precisa Lithium Americas, riguardano anche «richieste aggiuntive da parte del Doe per potenziali ulteriori condizioni» relative all’erogazione del prestito.
Il comunicato è scarno e parco di dettagli, come anche i commenti che Reuters ha raccolto dalla Casa Bianca: «Trump sostiene questo progetto», ha dichiarato un funzionario, aggiungendo però che il presidente «vuole che abbia successo e anche che sia equo per i contribuenti, il denaro gratis non esiste».
Poche parole, che sembrano comunque avvalorare l’ipotesi che sia allo studio una mossa simile a quelle già compiute con Intel e prima ancora con MP Materials, di cui non solo il Pentagono è diventato primo azionista, ma ha anche garantito un prezzo minimo di acquisto per la futura produzione di ossidi e magneti di terre rare.
Per il litio di Thacker Pass l’orientamento sembra essere quello di scaricare l’onere su General Motors. Dal mosaico delle indiscrezioni – raccolte anche da altri media, tra cui Bloomberg – emerge che il Governo Usa nell’ambito dei negoziati sul prestito starebbe anche facendo pressioni su GM perché rinunci in tutto o in parte alla sua quota in Thacker Pass oppure si impegni ad assorbire l’intera produzione della prima fase del progetto: ben 40mila tonnellate di carbonato di litio all’anno a regime, sufficienti per le batterie di circa 800mila auto elettriche.