Società canadese

Lithium Americas, il Governo Usa rileva il 5% ed entra nella jv con General Motors

Accordo sul prestito pubblico, vitale per finaanziare lo sviluppo di un maxi deposito di litio nel Nevada con relativi impianti di raffinazione

di Sissi Bellomo

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Il nuovo capitalismo di Stato dell’amministrazione Trump varca per la prima volta i confini degli Stati Uniti, con l’ingresso del Governo nel capitale di una società canadese. Si tratta di Lithium Americas – sede a Vancouver e doppia quotazione di Borsa, sui listini di Toronto e New York – di cui il dipartimento dell’Energia Usa diventerà azionista con il 5%, aggiudicandosi inoltre un’identica partecipazione nella joint venture tra la stessa Lithium Americas e General Motors che sta sviluppando nel Nevada un maxi deposito di litio – addirittura il più grande nel mondo occidentale, tra quelli con riserve certificate – con annessi impianti di raffinazione.

Il vero oggetto degli interessi di Washington è proprio questo: il progetto Thacker Pass, che a regime produrrà 40mila tonnellate l’anno di carbonati di litio, pronti all’impiego nelle batterie. Volumi importanti, che moltiplicheranno per otto la capacità produttiva di questo materiale strategico negli Usa, dove oggi c’è un unico impianto in attività, controllato da Albemarle.

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Lithium Americas – che farà posto al nuovo “socio eccellente” con un aumento di capitale – si è ulteriormente infiammata in Borsa, guadagnando oltre il 20% nella seduta di ieri a Wall Street, con punte di rialzo addirittura superiori al 40% subito dopo la conferma dell’accordo.

Il valore di mercato della società è quasi raddoppiato rispetto all’inizio dell’anno, a circa 1,7 miliardi di dollari, in gran parte proprio sulla spinta delle anticipazioni e poi della conferma dell’ingresso nel capitale del Governo Usa, sul modello di quanto già avvenuto l’estate scorsa con Intel e con Mp Materials, l’unico produttore statunitense di terre rare.

L’amministrazione Trump era entrata in trattative con Lithium Americas e GM in relazione a un prestito pubblico da 2,6 miliardi di dollari vitale per finanziare lo sviluppo di Thacker Pass, che era stato concesso nel 2024 quando alla Casa Bianca c’era ancora Joe Biden. Le condizioni del prestito ora «sono state ristrutturate», ha dichiarato ieri il segretario all’Energia Chris Wright attraverso una nota, «in modo da proteggere ulteriormente i contribuenti e consolidare il lancio dell’unica fonte nazionale di carbonato di litio in America».

Il comunicato di Lithium Americas – che parla di «accordo di principio non vincolante» – entra maggiormente nei dettagli, evidenziando in particolare le limitate modifiche agli impegni di General Motors sulla futura produzione di Thacker Pass. La casa automobilistica ha autorizzato la jv a siglare contratti con altre società per rifornirle di «alcuni volumi residui» di carbonati di litio che non prevede di utilizzare, ma non ha accettato di garantire direttamente l’acquisto di grandi volumi, come invece Washington le avrebbe chiesto, stando a indiscrezioni di stampa. La cessione di partecipazioni al Governo Usa (attraverso warrant per l’acquisto di azioni ordinarie senza diritti di voto) potrebbe essere stata la necessaria contropartita.

GM conserva quindi il diritto, ma non l’obbligo, di acquistare tutta la produzione della Fase 1 di Thacker Pass e il 38% della produzione totale dei prossimi vent’anni. L’avvio del progetto a questo punto è previsto nel nel 2027, visto che l’accordo sul prestito consente di anticipare a quest’anno il primo prelievo, da 435 milioni di dollari.

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