«La strada è giusta, ma serve più coraggio per soluzioni innovative»
di Matteo Meneghello
3' di lettura
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«La strada è giusta. Forse, soprattutto in un momento come questo, servirebbe maggiore coraggio, soprattutto sul fronte della governance. La scelta del Ddl, comunque, è corretta, e può offrire lungo l'iter di approvazione, l'opportunità di ampliare il raggio d'azione riformatorio» Andrea Zoppini, avvocato, ha seguito da vicino le più recenti operazioni societarie italiane ed ha lavorato negli ultimi venti anni alle principali riforme del mercato finanziario italiano. Per il giurista qualche dettaglio da aggiustare c'è, ma nonostante questo, il bicchiere resta mezzo pieno.
Come valuta l'iniziativa del Governo?
La mia valutazione è senz'altro positiva, si tratta di un Ddl che è parte di una strategia più ampia, avviata con il Libro Verde. Naturalmente potrà essere migliorato, ma mi pare necessario assumere iniziative tempestive per porre un limite alla fuga delle società italiane dalla Borsa. Un problema c'è, se in molti preferiscono altre piazze finanziarie, come per esempio quella di Amsterdam.
Secondo alcuni quella olandese è concorrenza sleale.
Innanzitutto bisogna smentire l'opinione diffusa per cui si trasferiscono in Olanda le società che non vogliono pagare le tasse. Le tasse si pagano nel luogo in cui si genera il reddito, quindi se la sede è italiana si continuano a pagare in italia. Il tema è quello delle regole: del diritto societario, ma anche il sistema della vigilanza e i costi che si generano per il fatto che l'Italia ha innalzato in molti casi i livelli di tutela previsti dalle direttive comunitarie. Se imponiamo alle società quotate di utilizzare un vestito di governance troppo pesante e oneroso, non è sorprendente che si rivolgano all'estero.


