Con il passaggio al gruppo greco Antenna si chiude una lunga uscita di scena, fatta di smentite, trattative esclusive, allarmi politici e tensioni nelle redazioni. La cessione di la Repubblica è il tassello conclusivo di un’operazione di di progressivo smontaggio del perimetro Gedi, già anticipato nelle settimane scorse dall’accordo separato per La Stampa con il gruppo Sae.
Per capire il peso dell’operazione bisogna tornare al dicembre 2019, quando Exor firmò l’accordo per rilevare da CIR il 43,78% di Gedi per 102,5 milioni di euro, avviando poi l’opa e prendendo il controllo del gruppo. Allora l’idea era quella di portare sotto una regia unica un grande polo dell’informazione italiana, con la Repubblica, La Stampa, radio, digital e concessionaria pubblicitaria. Sei anni dopo, il bilancio politico-industriale di quell’investimento racconta altro: Gedi resta un marchio centrale nel sistema dei media, ma per Exor è diventato un asset marginale rispetto al resto del portafoglio, mentre i conti del gruppo hanno continuato a muoversi in un contesto difficile per tutta l’editoria tradizionale.
La trattativa con Antenna non nasce ieri. Exor aveva confermato a dicembre 2025 colloqui in esclusiva con il gruppo greco, dopo mesi di indiscrezioni e interesse di altri soggetti. Da quel momento il dossier è diventato un caso politico e sindacale. Il governo, per voce del sottosegretario Alberto Barachini, ha chiesto garanzie su pluralismo e occupazione; i comitati di redazione di Repubblica e La Stampa hanno denunciato opacità, chiedendo tutele sull’indipendenza editoriale.
In parallelo, il negoziato si è trascinato ben oltre la prima scadenza di gennaio, con rinvii e ricuciture, fino alla stretta finale di marzo. Il profilo dell’acquirente aiuta a capire la portata del cambio di fase. Antenna è uno dei maggiori gruppi media greci ed è ricondotto alla famiglia Kyriakou; Theodore Kyriakou ne è il presidente e azionista di riferimento.
La comunicazione interna del presidente Gedi è stata seguita dall’annuncio dell’azienda attraverso un comunicato stampa. Nel quale si legge che «a seguito del completamento dell’operazione, Mirja Cartia d’Asero, manager di grande esperienza con un percorso consolidato alla guida di organizzazioni nei settori media e finanziario, assumerà il ruolo di Amministratore Delegato del Gruppo GEDI. Mirja lavorerà a stretto contatto con il management di GEDI per sostenere il percorso di sviluppo e internazionalizzazione del Gruppo. Mario Orfeo, direttore del quotidiano dal 2024, continuerà a ricoprire il suo ruolo alla guida di la Repubblica, garantendo continuità editoriale e gestionale, mentre Linus resterà alla guida delle attività radiofoniche»