Editoria

La Stampa cambia proprietà, preliminare al Gruppo Sae. Repubblica verso Antenna

Il closing dell’operazione è previsto entro il primo semestre. Nel deal compresi anche digitale e centro stampa

di Andrea Biondi

Il palazzo sede del quotidiano La Stampa. Italy Photo Press

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La notizia, ora, è ufficiale. Uno dei giornali simbolo dell’informazione italiana si prepara a cambiare proprietà. La Gedi della galassia Exor e il Gruppo Sae guidato da Alberto Leonardis hanno annunciato di aver firmato il contratto preliminare per la cessione de La Stampa, avviando formalmente il processo che porterà la storica testata torinese sotto il controllo del nuovo editore.

L’operazione non riguarda soltanto il quotidiano, ma un perimetro molto più ampio: sono infatti inclusi, come si legge in una nota, «le testate collegate, le attività digitali, il centro stampa, la rete commerciale per la raccolta pubblicitaria locale, nonché le attività di staff e di supporto alla redazione».

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La struttura dell’operazione prevede la creazione di una nuova società. Il passaggio della testata avverrà infatti «attraverso un veicolo di nuova costituzione, controllato dal Gruppo SAE, nel quale si prevede anche l’ingresso di investitori legati al territorio del Nord Ovest». Un elemento che sembra voler sottolineare il rapporto storico tra il giornale e l’area piemontese in cui è nato e cresciuto.

Nel comunicato le due aziende indicano anche la linea editoriale che dovrebbe guidare il nuovo corso del quotidiano: «Il progetto mira a garantire continuità nel posizionamento storico della testata, preservandone l’indipendenza editoriale e il profondo legame con il suo territorio».

I tempi dell’operazione sono relativamente rapidi. Il closing è previsto «entro il primo semestre del 2026». Prima, tuttavia, dovranno essere completati i passaggi previsti dalla normativa, perché «la cessione è subordinata all’espletamento delle usuali procedure sindacali e burocratiche previste dalla legge».

La firma del preliminare arriva al termine di settimane di attenzione e discussione sul futuro del quotidiano fondato nel 1867 e per oltre un secolo punto di riferimento dell’informazione torinese e nazionale. Sul territorio, anche le istituzioni piemontesi hanno acceso i riflettori: nelle ore precedenti alla firma, un ordine del giorno del Consiglio regionale ha chiesto di vigilare su occupazione e futuro editoriale.

Il dossier non riguarda soltanto la proprietà, ma anche la sostenibilità economica dell’intero sistema editoriale che ruota attorno alla testata: redazione, attività digitali, stampa e raccolta pubblicitaria.

Per ora l’accordo definisce il quadro generale ma non entra nei dettagli industriali dell’operazione, a partire dalle cifre, che comunque dovrebbero attestarsi sopra i 22 milioni. Le prossime settimane saranno decisive per capire come si tradurrà il passaggio di proprietà: governance, direzione del giornale, investimenti sul digitale e prospettive occupazionali saranno i veri indicatori del nuovo corso.

La lunga trattativa per la cessione di Gedi al gruppo greco della famiglia Kyriakou è poi alle battute finali e mancherebbero solo alcuni dettagli per finalizzare l’intesa. È quanto trapela dai protagonisti seduti al tavolo. L’esclusiva, in realtà, è scaduta a fine gennaio ma fonti vicine alla trattativa spiegano come non sia stata rinnovata perché non ci sono più altri pretendenti alla porta (tra gli interessati in passato anche Leonardo Maria Del Vecchio). Le trattative proseguono ogni giorno e la finalizzazione sarebbe ormai vicina.

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