Lavoro

La professione più ricercata nel food&beverage? È il global bartender: ecco quanto guadagna

Secondo la Mixology Academy è una figura molto richiesta e ben pagata non solo nei bar, ma anche negli hotel, nei pub, nei ristoranti e per gli eventi

di Maria Teresa Manuelli

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3' di lettura

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Il professionista più ricercato e meglio pagato nel mondo del food&beverage fuori casa? È il global bartender, ovvero «l’addetto al servizio di drink (alcolici e analcolici) nei bar». Una volta definito “barman”, è una professione che oggi può essere svolta a un tale livello di competenze multidisciplinari da risultare la professione meglio pagata tra quelle che non richiedono una laurea.

Il bartender, di ogni sesso, è una figura ricercata, non solo nei bar, ma anche negli hotel stellati e di lusso, nei pub, nei ristoranti e negli eventi pubblici e privati, in Italia e all’estero. Lo afferma Mixology Academy, centro di formazione del settore fondato daIlias Contreas e Luca Malizia, da 15 anni attivo in Italia nelle sedi di Milano e Roma.

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L’accademia adotta un proprio metodo scientifico di lavoro al bar – il Global bartending, appunto – creato e registrato per ottimizzare l’attività al bancone evitando sprechi di materie prime e tempo nella realizzazione dei cocktail. Alla base c’è un diagramma di flusso per il calcolo delle attività nel tempo.

«I professionisti preparati secondo questo metodo – spiega Ilias Contreas – garantiscono risultati migliori in termini di prestazioni rispetto ai colleghi che praticano ancora le tecniche degli anni ’80, come l’American Bar, insegnato oggi nelle tradizionali scuole da Barman, o Bartender School e molto spesso accompagnato dallo stile acrobatico denominato Flair, e le tecniche degli anni ’50 del secolo scorso, come il Metodo Classico, materia di studio per gli allievi degli istituti alberghieri e delle Associazioni nazionali di barman».

Secondo il blog aziendale “Diventare Barman” lo stipendio di un professionista dipende soprattutto dal tipo di locale in cui si lavora, ma come riferimento si possono prendere le medie raccolte negli ultimi 15 anni dall’esperienza dei tanti studenti sul campo:

- Barista Coffee: circa dai 1.000 euro ai 1.300 euro al mese.
- Professional Bartender: circa dai 1.200 euro ai 1.500 euro al mese.
- Mixologist: dai 70 euro ai 130 euro a serata, cioè dai 1.300 euro ai 1.700 euro al mese
- Bar Chef: dai 90 euro ai 150 euro a serata, che vuol dire dai 1.500 euro ai 1.900 euro al mese.
- Global Bartender: dai 1.600 euro ai 2.500 euro al mese
- Bar Manager: dai 1.800 euro ai 3.000 al mese.

Oltre al discorso mance che in un locale più internazionale possono diventare un secondo stipendio, mentre in uno più tradizionale possono essere anche vicine allo zero.
Diverso è il discorso all’estero, dove in paesi come Svizzera o Austria lo stipendio base può arrivare all’equivalente di oltre 3.000 euro (mance escluse), mentre in Paesi in cui si applica la service charge, come quelli anglosassoni, (Inghilterra, Australia, Nuova Zelanda, Stati Uniti) questa fa la differenza.

«Un esempio che possiamo fornire come testimonianza è quello del nostro studente Francesco Arcari che lavora presso lo Zuma di Miami e che percepisce dai 6mila agli 8mila dollari al mese tra stipendio, service charge e mance personali extra lasciate dai suoi clienti. Sempre grazie alla service charge, sulle navi da crociera come quelle della Disney il nostro allievo Simone Cossu ha guadagnato fino a 9mila dollari al mese con vitto e alloggio inclusi».

Durante l’evento “Bar Sales” di Bar Wars tenutosi lo scorso novembre, l’accademia ha presentato agli studenti-imprenditori la possibilità di utilizzare la service charge anche in Italia. «Alcuni hanno già iniziato ad utilizzare questa formula e, nei prossimi mesi, aspetteremo i risultati di questo esperimento».

L’accademia, che fa parte del polo Global Training Group, a fine 2023 ha dichiarato un fatturato di 4,1milioni di euro, +49,3% sul 2022; con 1.483 studenti e come corso più frequentato, proprio quello del Global Bartender di 184 ore.

«Dal 2017 al 2019, il 94% degli studenti della Mixology Academy – prosegue Contreas – ha trovato lavoro entro tre mesi dalla conclusione di un corso professionale, mentre, nel 2020, nonostante la grave emergenza economico-sanitaria, il dato si è attestato comunque al 78,7%. Nel 2021, grazie alla ripartenza dell’intero settore e dell’impegno straordinario dei trainer, dell’ufficio trova-lavoro e degli allievi, siamo riusciti a superare i livelli pre 2020, con un eccezionale tasso del 97% tra chi ha concluso un corso ed è riuscito a trovare lavoro entro tre mesi dalla certificazione. Infine, nel 2022 questa statistica già straordinaria è arrivata al 98,19%, con un tasso del 100% per gli studenti che hanno completato il percorso Global Bartender».

Oltre il 60% degli iscritti alla Mixology Academy è costituito da ragazzi e ragazze dai 18 ai 26 anni, ma possono frequentare le lezioni anche i minorenni e gli adulti senza esperienza.


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