Fuori menu

La prima colazione ora si fa al ristorante stellato: identikit di un trend in ascesa

Dalla classica proposta dolce alle uova a chilometro zero con il tocco segreto dello chef: aumenta l’offerta per un inizio di giornata speciale che piace sempre di più anche agli italiani

di Camilla Rocca ed Emiliano Sgambato

Colazione da Horto Milano

6' di lettura

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La prima colazione ora si fa al ristorante. O nell’hotel di lusso (anche se la notte si è dormito a casa). Il primo pasto della giornata è sempre più importante per gli italiani e può diventare un momento speciale, in cui ci si cerca una coccola culinaria in più. Anche grazie alle proposte studiate ad hoc dai ristoranti (la vera novità rispetto agli alberghi, che hanno più “semplicemente” aperto le porte alla clientela esterna), la velocità del rito “cappuccino e brioche” al bar sotto casa si può trasformare in un’occasione di convivialità più intima e rilassante, lontana dalle abitudini dei tradizionali appuntamenti a pranzo e cena, in una ricerca di benessere che va oltre la dolcezza della classica pasticceria, cercando offerte ibride che spaziano tra una raffinata tradizione e uno sprint salato dal gusto innovativo e internazionale.

La colazione “fuori casa” insomma si è trasformata da momento frugale e occasionale a vera e propria esperienza di consumo strutturata per food lovers ma non solo. Così sempre più ristoratori colgono l’occasione per differenziare l’offerta e ampliano l’orario di apertura per fare spazio a proposte mattutine gourmet o salutiste.

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L’Ora Etica di Horto

«La nostra proposta di colazione ha debuttato a febbraio e siamo molto soddisfatti dei risultati che stiamo ottenendo - racconta Diego Panizza, co-fondatore con Osvaldo Bosetti di Horto a Milano -. Su un fatturato di 3,48 milioni di euro con un Mol del 7,5%, la colazione vale per ora una quota dell’8,5% su un obiettivo del 10% che contiamo di raggiungere presto». Lo scontrino medio è di 35 euro, il percorso completo dolce e salato (bevanda, croissant, frutta, uova, acqua e caffè, ndr) costa 50 euro. «Ora lo proponiamo anche come possibile voucher regalo e sta andando bene. Come funziona molto l’offerta per i clienti business, che durante la settimana copre il 70% dei coperti, ben più del 46% del ristorante. Ma la formula ha successo anche tra la clientela privata italiana, che nel weekend è molto più presente degli stranieri: la proporzione è circa due terzi/un terzo, un dato significativo perché a pranzo e a cena la clientela si divide circa a metà», continua Panizza.

Horto

Tutto il menu segue la filosofia dell’Ora Etica, che contraddistingue l’intera proposta gastronomica di Horto, doppia stella Michelin: quell tradizionale e quella verde. Le materie prime devono infatti provenire da fornitori che distano al massimo un’ora dal ristorante: «Un modello virtuoso di sinergia tra cucina e territorio, in un reciproco rapporto di conoscenza e rispetto, nella convinzione che vicino c’è tutto». Così ad esempio le richiestissime uova che si possono gustare sulla terrazza a due passi dalla Galleria di Milano arrivano da una piccola azienda vicino a Como, il Principe di Fino, «che alleva galline libere e all’aperto per tutto l’anno, dove possono nutrirsi di erbe spontanee e frutta di stagione in spazi molto più grandi di quelli previsti dalla normativa che regolamenta il biologico», dice il giovane executive chef Alessandro Pinton. Stessa cura per la provenienza di frutta, yogurt, salumi eccetera: una declinazione della filosofia “Cook the Mountain” del tristellato Nornert Nierdekofler, garante del progetto fin dalla nascita del locale nel 2022 e a capo della direzione strategica e organizzativa della cucina.

Aprea al Museo verso il bis

Successo anche per il format “Colazione al Museo” del Caffè Bistrot Andrea Aprea, affacciato sul giardino interno del palazzo della Fondazione Luigi Rovati. L’iniziativa, anche questa attiva da febbraio, è stata particolarmente apprezzata come idea regalo, grazie alla sua capacità di unire cultura e il buon cibo.

Due le formule proposte: più ricca la “Colazione Dolce e Salata” comprende una bevanda calda, una spremuta di arancia o pompelmo, una brioche o un prodotto da forno, frutta fresca e un piatto a scelta tra una selezione (85 euro per due persone, ingresso al Museo d’arte incluso); per chi preferisce una proposta più semplice, la “Colazione all’Italiana” include una bevanda, una spremuta e una brioche o un prodotto da forno (50 euro per due persone, ingresso al Museo d’arte incluso).

Caffè Bistrot Andrea Aprea

«Colazione al museo è un incontro tra il piacere della buona tavola e la ricchezza culturale del patrimonio artistico, dove la gastronomia si intreccia con la bellezza dei luoghi che ospitano il nostro Bistrot - commenta Andrea Aprea, chef del ristorante bistellato che si trova all’ultimo piano dello stesso stabile con una meravigliosa vista sullo skyline di Milano -. La nostra proposta vuole essere un’occasione per iniziare la giornata in maniera speciale, immergendosi in un’atmosfera che stimola i sensi e arricchisce la quotidianità».

Visto l’ottimo riscontro, è molto probabile la conferma del format anche nel prossimo autunno. È inoltre in fase di studio un’evoluzione dell’esperienza, «pensata per accompagnare un altro momento di pausa e piacere durante la giornata».

Oltre il bar (vincente)

Secondo dati Fipe, il mercato della colazione al bar in Italia vale circa 20 miliardi di euro l’anno, con oltre 5 milioni di italiani che fanno colazione fuori casa quotidianamente. La colazione è inoltre al primo posto come numero di occasioni di consumo e ha incrementato la frequenza dell’1% nel 2024.

Una ricerca Doxa evidenzia che circa il 40% degli hotel di fascia medio-alta in Italia apre la colazione anche ai clienti non alloggiati, con formule a prezzo fisso o à la carte. Questa evoluzione intercetta nuovi bisogni: socialità, lavoro in smartworking, mobilità e turismo esperienziale, rendendo la colazione uno degli spazi più interessanti su cui innovare nella ristorazione.

Il bar tradizionale resta il leader (oltre il 70% delle colazioni fuori casa), ma cresce il segmento “ibrido” (bakery, specialty café, coworking con food), che ha tassi di crescita annua del 7%. Inoltre il brunch (quello “colazione prolungata”) è in forte espansione: in Italia vale circa 250-300 milioni di euro l’anno, con boom nei weekend e target giovane-urban.

Panetterie e dintorni

Un esempio è Pane Terra di Davide Longoni, in via Tertulliano a Milano: un’ oasi per gli amanti del pane e della lievitazione naturale. Un piccolo spaccio, un luogo autentico dove il pane e la pizza diventano cultura quotidiana. Qui si può provare anche una colazione curata e genuina, tra pane tostato con burro e confetture artigianali, dolci da forno e caffè selezionati.

Longoni

Nel cuore barocco di Ragusa Ibla, I Banchi - Pane al Pane è il progetto multifunzionale pensato da Ciccio Sultano: un’ambiziosa basilica del gusto, che combina forno, bottega, bistrot e ristorante, tutto in un unico spazio accogliente all’interno di Palazzo Di Quattro. Il luogo si presta a colazioni ricche di brioche appena sfornate, granite, biscotti di mandorla e cassate.

A Firenze, il Caffè dell’Oro con la sua una vista mozzafiato sul Ponte Vecchio è l’indirizzo anche per una colazione con vista. Croissant freschi, torte artigianali e caffè cru si accompagnano a un servizio curato e a un’atmosfera intima, perfetta per iniziare la giornata immersi nella bellezza del centro storico fiorentino.

Bistrot modello vincente

Al piano di sopra il paradiso della stella Michelin, al piano si sotto si trova il bistrot, dove vengono servite anche le colazioni. Il Moma di Roma è un ristorante unico, con due anime distinte: una dinamica e contemporanea, con piatti semplici e gustosi; l’altra gourmet, raffinata e creativa. Ogni anima ha un proprio chef e cucina separata. Dal 2002 Gastone e Franco Pierini gestiscono questo ristorante dopo tante esperienze importanti.

Moma

Velò è il nuovo bistrot all’interno dello storico Motovelodromo di Torino, inaugurato accanto alla pista ciclistica costruita nel 1920. È un ristorante immerso in un suggestivo spazio verde racchiuso dalla pista ciclistica dove un tempo gareggiavano Coppi e Bartali. Aperto con orario continuato dalle 8 a mezzanotte. Qui la colazione è un rito: con opzioni tradizionali e gluten free, anche a bordo piscina.

Nel cuore di Palermo, Charleston, ristorante una stella Michelin, è un autentico salotto gastronomico che rinasce dove tutto ebbe inizio, in via Generale Magliocco 19, guidato oggi dai giovani chef Gaetano Verde e Giuseppe Calvaruso. Al piano terra il ristorante si divide in caffè, bistrot e cocktail bar, mentre al primo piano c’è lo spazio dedicato al fine dining. La colazione ha un’ampia scelta, dai croissant sfogliati alla viennoiserie agli avocado toast, da gustare immersi nella memoria di un luogo ricco di storia e ospitalità d’autore.

Charleston

A Lamezia Terme, Abbruzzino Oltre è la nuova scommessa stellata dello chef Luca Abbruzzino. Ospitato all’interno del raffinato Palazzo Greco Stella, un edificio ottocentesco trasformato in boutique hotel, galleria d’arte e bistrot, con opere di artisti come Andy Warhol e Damien Hirst, qui viene servita anche una colazione informale. Nell’elegante salottino al piano terra, accompagna il percorso gastronomico con caffè selezionato e piccoli peccati di pasticceria.

Abbruzzino Oltre

Per chi cerca un tocco etnico

Mezè, a Milano, è invece un ottimo indirizzo per scoprire la cucina libanese a Milano, con una proposta in stile mediorientale dove la colazione diventa un rituale di piccoli assaggi dolci e salati – dalle uova speziate all’halloumi con composta di pomodori, dall’hummus di barbabietola ai dolci kataif – accompagnati da tè, caffè e limonata ai fiori d’arancio. Un’esperienza autentica e conviviale che valorizza la tradizione del “mezè” come arte della condivisione, con il tipico pane libanese cotto sul forno convesso a vista (detto saj), per un viaggio di sapori capace di trasformare la colazione in pura scoperta.

Coraje

A Brera, Coraje è il ristorante sudamericano nato dalla passione del calciatore Lautaro Martínez e di sua moglie Agustina. L’atmosfera è autentica, con piatti che raccontano storie di famiglia e tradizione. Indirizzo che oltre alla ristorazione e al bar offre una proposta curiosa per la colazione: il pan con manteca y dulce de leche, ovvero pane rustico bianco realizzato con la ricetta originale della nonna di Agustina, servito con burro e marmellata, oltre agli healthy pancakes preparati con farina d’avena e guarniti con topping golosi.

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