L’estate è pirotecnica sulle sponde del Lago di Como

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La piscina galleggiante e le ortensie di Villa d’Este

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Sicuramente sarebbe piaciuta anche a Carolina di Brunswick, regina consorte del Regno Unito, donna irriverente e amante in ogni senso della bellezza, la piscina galleggiante di Villa d’Este ovvero la dimora che la sovrana in fuga amorosa nel Bel Paese trasformò in una residenza sfarzosa. Inaugurata esattamente sessant’anni fa, come lo Sporting Club, prima in assoluta in Europa, costituisce un’icona estiva nel primo bacino del Lago di Como per la sua forma longitudinale, i movimenti che seguono quelli delle correnti, accogliendo le anatre e i cormorani quando scende il tramonto sul trompe l’oeil del Padiglione della Regina, sul ristorante Grill amato davvero da George Clooney che è solito sedersi all’esterno tra i secolari platani, nonostante la moglie Amal lo dirotti ultimamente più spesso verso la Provenza a dispetto della sua Villa Oleandra a Laglio. La scrittrice Edith Wharton aveva ragione a rimarcare l’inclinazione di questo storico albergo verso la sensibilità del paesaggio: abbandonandosi casualmente ai profumi e ai colori nel suo parco, si viene colti dall’estasi dinanzi alla sensualità delle ortensie, al coraggio dei cipressi macrocarpa, restando di stucco al cospetto delle scene rappresentate nei tondi del mosaico che da il là alla prospettiva ascendente tra due cornici di vasche verso la nicchia, dove troneggia una statua di Ercole. Il percorso di scoperta non si arresta: tra le fronde e le ombre di castagni e lecci, nel folto degli allori, superati gli ippocastani e i bambuseti, ecco che si raggiungono le fortezze addossate alla falesia. Non sono altro che curiose costruzioni panoramiche, un’ulteriore scenografia prospettica da godere forse più dal basso. La colazione sotto gli ippocastani alternati ai tigli, tutti pettinati a ombrellino, rappresenta un altro momento catartico. Nell’Edificio del Cardinale, la palazzina cinquecentesca, si respira un’atmosfera napoleonica nello stile, sbarazzina nel mood contemporaneo: le statue di stampo canoviano, i dipinti ottocenteschi francesi nella sala delle Colonne ideale per prendere un tè accomodati sui divanetti rossi, gli affreschi sulle volte della sala intitolata al Generale Bonaparte, i ritratti spagnoleschi e di imperatori romani nei lunghi corridoi lasciano immaginare di trovarsi sempre nell’imminenza di una festa, di un incontro galante capace di cambiare la vita da una attimo all’altro. Perché non potrebbe accadere, infatti, di incontrare un principe azzurro dentro la porta girevole, al tavolo del bridge o in quello dirimpettaio del ristorante La Veranda, e ancora al volante dell’Alfa Romeo vintage parcheggiata nel giardino? Bisogna provare, magari, perdendo una scarpetta sui tappeti dei saloni o sulla ghiaia del parco.

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