L’intervista - Fabrizio Testa amministratore delegato Borsa Italiana

«La leva è la certezza dei tempi per emissioni, Ipo e aumenti»

di Matteo Meneghello

Fabrizio Testa, Amministratore delegato Borsa Italiana (Imagoeconomica)

3' di lettura

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«Con il Ddl Capitali il bicchiere delle riforme è mezzo pieno. Ben venga anche l’attenzione all’educazione finanziaria: la scorsa settimana ho incontrato alcuni ragazzi delle superiori ad un evento promosso dalle Fondazioni e Casse di Risparmio, ho visto entusiasmo e grande interesse: si può lavorare molto anche su quel fronte. Ma non saremmo arrivati qua senza il Libro Verde e lo sforzo corale di tutti gli attori del sistema, quali la stessa Borsa». Fabrizio Testa, ad di Borsa Italiana, è ottimista. Sia sull'impianto legislativo licenziato dal Consiglio dei ministri la scorsa settimana, sia sulla complementarità di queste nuove riforme con le recenti semplificazioni prodotte da Consob e da Palazzo Mezzanotte.

Se oggi possiamo cogliere questo traguardo, il merito è di Borsa?

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Siamo ancora a un punto di partenza, non di arrivo. L’impulso alle riforme è da ricondurre ai lavori del Libro Verde: il merito è di tutta l'industria, che ha creato il consenso giusto e ha prodotto i suggerimenti sfociati in quel documento e ora nell’iniziativa legislativa. Borsa, anche grazie alla recente integrazione in Euronext, ha saputo ritagliarsi un ruolo da protagonista, portando anche del valore aggiunto.

Di che tipo?

Il rafforzamento dell’infrastruttura italiana è stato fondamentale in questo percorso. A fine marzo i mercati equity di Borsa sono migrati su Optiq, la piattaforma di trading di Euronext, condivisa insieme alle altre sei Borse europee del Gruppo. Una scelta che porterà vantaggi a tutto il sistema, offrendo un unico accesso a una platea più ampia di investitori sia agli emittenti che agli intermediari.

Quali sono le best practices degli altri mercati europei che Borsa italiana può ancora importare in Italia?

La leva sulla quale possiamo continuare a operare sulla parte equity e obbligazionaria è quella relativa alla certezza dei tempi, nel momento in cui ci sono emissioni obbligazionarie o nuove quotazioni o aumenti di capitale. Continueremo a lavorare su questo per dare maggiore competitività al mercato italiano.

Che tipo di sostegno si trova nel Ddl, da questo punto di vista?

Fondamentale, a mio giudizio, è l'intervento sul prospetto. Si sgombra il campo da incertezze sulla tempistica di decorrenza della pratica, precisando cioè che fa fede la data di deposito e non quella della pre-analisi di Consob; uno sforzo importante di allineamento con le indicazioni del Listing act dell’Ue.

L’indirizzo europeo può fornire ulteriori spunti complementari
al Ddl?

In generale gli input, già ricevuti e in gran parte accolti, riguardano l’armonizzazione dei vari regimi nazionali. Tutti gli interventi di diritto societario del Ddl, per esempio quelli relativi al voto plurimo, vanno in questa direzione. Allo stesso modo lo sforzo per una maggiore protezione degli investitori, penso al passaggio relativo agli enti previdenziali contenuto nel ddl Capitali, dovrebbe allargare la platea del mercato italiano, eliminando il gold plating rispetto alle altre normative nazionali europee.

Per una volta quindi abbiamo già fatto i compiti a casa?

I mercati sono in continua evoluzione, ma essere riusciti a coinvolgere l’ecosistema italiano in maniera così coordinata e determinata è sicuramente un fattore premiante.

Manca ancora qualcosa?

Un altro importante documento a cui si sta lavorando in parallelo a questo provvedimento è la legge delega fiscale. Si tratta di un tassello importante per migliorare la competitività dei nostri mercati. I principi guida definiti sono in linea con le nostre aspettative. Anche in questo caso ho apprezzato l’attenzione a investitori ed emittenti e in generale ai futuri imprenditori che vogliono raccogliere capitali ed entrare in Borsa. Questa componente del Paese costituisce una leva fondamentale per rafforzare l’economia reale.

È la volta buona per sbloccare la pipeline delle ipo?

Il Ddl, da questo punto di vista, è ricco di spunti interessanti, come l’innalzamento della soglia di capitalizzazione per le Pmi. Lo scenario, poi, è favorevole a certe scelte: con i tassi di interesse in forte aumento l’impresa ha necessità di avere accesso a finanziamenti alternativi e questo potrebbe costituire un’ulteriore spinta. Per il momento sul mercato italiano stiamo osservando una buona risposta nelle scelte di ipo soprattutto sull'Egm, ma questi interventi dovrebbero favorire la stessa situazione anche sul mercato principale.

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