Ita, corsa a due per la privatizzazione. Il Mef valuta quota tra il 10 e il 30%
La privatizzazione di Ita Airways sarà una corsa tra l’asse Msc-Lufthansa e il fondo americano Certares affiancato, nell’ottica di un’alleanza commerciale, da Air France-Klm e Delta
di Celestina Dominelli
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La privatizzazione di Ita Airways sarà una corsa tra l’asse Msc-Lufthansa e il fondo americano Certares affiancato, nell’ottica di un’alleanza commerciale, da Air France-Klm e Delta. Sarebbero, infatti, queste le due offerte vincolanti attese sul tavolo degli advisor (Equita per la parte finanziaria e Gianni & Origoni per gli aspetti legali), ingaggiati dal ministero dell’Economia, entro la scadenza della deadline fissata alla mezzanotte di lunedì 23 maggio. La prima sarebbe già arrivata a Via XX Settembre come ha confermato la compagnia aerea tedesca all’agenzia di stampa Dpa. Fuori dai giochi l’altro fondo Usa Indigo Partners che non ha nemmeno completato l’iter per l’accesso alla data room. Il Mef, come ribadito anche dal ministro Daniele Franco in commissione Trasporti alla Camera lo scorso 10 maggio, punta a chiudere il processo per giugno: l’obiettivo sarebbe quello di arrivare alla firma di un contratto di compravendita (sale and purchase agreement o spa) già entro la prima decade del mese.
La tabella di marcia stringente
Se saranno questi i tempi della chiusura, è ancora presto per dirlo. Finora, però, la stringente tabella di marcia, che il Mef e i suoi consulenti si sono dati, è stata rispettata. Anche perché, si fa notare, in data room i due contendenti si sono trovati a studiare una società con un assetto leggero e lontano dalla complessità della vecchia Alitalia. Senza contare che gli operatori in campo stavano già guardando da tempo il dossier. La combinazione dei due fattori ha quindi favorito la celerità del processo che ha consentito altresì agli schieramenti di poter visionare sia la proposta di spa sia quella di accordo tra gli azionisti (shareholders’ agreement o sha) nel quale dovrà essere dettagliato anche il ruolo futuro del Mef. I cui contorni sono stati in parte già tratteggiati, nel corso dell’audizione parlamentare, dallo stesso ministro Franco che ha chiarito come Via XX Settembre manterrà «una quota di minoranza senza vincoli temporali» per garantire «un presidio del governo su obiettivi industriali e occupazionali».
Il ruolo del Mef
Ma quale sarà l’entità del pacchetto? La risposta è legata a tre aspetti inclusi nelle offerte depositate dai due pretendenti: la governance contemplata dalla proposta, il prezzo messo sul tavolo e, infine, il tipo di sviluppo ipotizzato attraverso il piano industriale contenuto nella documentazione trasmessa dai due competitor e che dovrà essere esaminato anche dai vertici di Ita e dai suoi advisor (Jp Morgan, Mediobanca, Grande Stevens e Sullivan & Cromwell). Perché, se la strategia contemplerà una crescita consistente, si potrebbe anche decidere di conservare una quota per poi cederla in futuro a prezzi migliori.
Sul tavolo del Tesoro una quota tra il 10 e il 30%
Ciò premesso, secondo quanto risulta al Sole 24 Ore, il range che il Mef starebbe valutando è tra il 10 e il 30% e il punto di caduta potrebbe essere alla fine quello di un 20% che sembrerebbe conciliarsi con la volontà manifestata da entrambi i soggetti di avere una solida maggioranza della società presieduta da Alfredo Altavilla e guidata da Fabio Lazzerini. Per Msc-Lufthansa si parlerebbe di un 70/80% complessivo con una valorizzazione sopra il miliardo, mentre Certares si attesterebbe al di sotto. I pesi definitivi del Tesoro saranno comunque fissati non appena il Mef avrà analizzato le offerte che, come accade in tutte le privatizzazioni, vale la pena di ricordarlo, non devono contenere condizioni sospensive e devono risultare pienamente finanziate. Ergo: nessuna casella in bianco, quindi. Con i due concorrenti chiamati a chiarire una volta per tutte anche la matrice europea di chi andrà a rilevare la maggioranza di Ita. Un aspetto, quest’ultimo, su cui non ci sarebbero criticità di sorta nemmeno da parte del fondo Certares che avrebbe documentato il pieno allineamento rispetto a questo paletto.
Swissport si aggiudica le attività di handling di Fiumicino
Il boccino torna ora quindi nelle mani del Mef. Mentre, sul fronte dell’amministrazione straordinaria, Swissport, che ha vinto la gara per la cessione dell’handling di Fiumicino, si prepara ad avviare la consultazione con i sindacati per poter procedere al trasferimento del ramo di attività.


