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Iran, Trump: «Nuova proposta di Teheran è inaccettabile»
La nuova proposta iraniana per porre fine al conflitto prevede un primo periodo di un mese dedicato ai negoziati per raggiungere un accordo che consenta la riapertura dello Stretto di Hormuz, la fine del blocco navale statunitense e la cessazione definitiva delle ostilità in Iran e in Libano
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Sintesi per punti
3 maggio 2026
Media israeliani, Netanyahu potrebbe anticipare le elezioni al 1 settembre
Secondo quanto riportato da Canale 12, che cita fonti anonime, il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu starebbe valutando la possibilità di anticipare le elezioni al 1° settembre, anziché a fine ottobre come previsto. Secondo il rapporto, Netanyahu sta subendo crescenti pressioni da parte dei partiti ultraortodossi della sua coalizione affinché anticipi le elezioni a settembre, poiché l’inizio del mese ebraico di Elul è considerato un momento politicamente vantaggioso per mobilitare la loro base elettorale. Netanyahu sarebbe però favorevole a mantenere le elezioni a fine ottobre per avere più tempo per valutare gli sviluppi politici e di sicurezza, in particolare per quanto riguarda l’Iran, anche se una svolta potrebbe spingerlo ad anticipare i tempi.
3 maggio 2026
Iran, Merz: «Non rinuncio a lavorare con Trump»
Il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, ha affermato di voler continuare a collaborare con il presidente americano, Donald Trump, nonostante le tensioni emerse tra i due sulla guerra in Iran. «Non rinuncio a lavorare sulle relazioni transatlantiche, né rinuncio a lavorare con Donald Trump», ha dichiarato Merz in un’intervista all’emittente pubblica Ard trasmessa questa sera.
3 maggio 2026
Iran, «Concentrati sulla fine della guerra, anche in Libano»
«Ora siamo concentrati sulla questione della fine della guerra nella regione, Libano compreso». Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei Parlando in diretta alla televisione di Stato. Lo riporta l’agenzia Isna.
Alcuni iraniani passano davanti a un enorme cartellone pubblicitario anti-statunitense che fa riferimento al presidente degli Stati Uniti Donald Trump e allo Stretto di Hormuz in piazza Valiasr a Teheran, in Iran, il 2 maggio 2026. Il conflitto tra l'Iran e gli Stati Uniti sullo Stretto di Hormuz continua, poiché la tregua tra i due paesi è stata prorogata a tempo indeterminato e sono in corso negoziati diplomatici. EPA/ABEDIN TAHERKENAREH EPA
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3 maggio 2026
Iran, Trump: «Nuova proposta di Teheran è inaccettabile»
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato di aver «esaminato la nuova proposta iraniana e di ritenerla inaccettabile». In un’intervista all’emittente pubblica israeliana Kan, il capo della Casa Bianca ha aggiunto che «la campagna sta procedendo molto bene». Trump ha inoltre ribadito la sua richiesta al presidente Isaac Herzog di concedere la grazia a Benjamin Netanyahu. «È un primo ministro in tempo di guerra. Israele non esisterebbe se non fosse per me e Bibi, in quest’ordine, serve un primo ministro che possa concentrarsi sulla guerra e non sulle sciocchezze».
3 maggio 2026
Iran: «Usa hanno risposto alla nostra proposta, la stiamo valutando»
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno risposto alla proposta dell’Iran e che Teheran sta esaminando la risposta di Washington. Lo riporta la Cnn. Parlando in diretta alla televisione di Stato, Baghai ha affermato che la “proposta in 14 punti” dell’Iran non include la questione nucleare. «La questione nucleare non è inclusa nella proposta in 14 punti e quanto riportato da alcuni media è frutto della loro immaginazione», ha affermato. Baghai ha aggiunto che la proposta è «incentrata unicamente sulla fine della guerra», senza fornire ulteriori dettagli.
3 maggio 2026
Merz sottolinea l’importanza degli Stati Uniti e minimizza le tensioni con Trump
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha detto che gli Stati Uniti sono centrali per la Nato, nonostante le recenti divergenze di opinione, e ha ridimensionato le tensioni con il presidente Donald Trump, dopo che Washington ha annunciato una riduzione delle truppe in Germania. «Resto convinto che gli americani siano il partner più importante per noi nell’Alleanza del Nord Atlantico», ha detto Merz all’emittente pubblica ARD in un’intervista che sarà trasmessa domenica sera. Alla domanda se i piani degli Stati Uniti di ridurre la loro presenza militare in Germania avessero qualcosa a che fare con uno scontro tra i due leader sulla strategia di Trump in Iran, Merz ha detto: «Non c’è alcun collegamento».
3 maggio 2026
Bessent: «Produzione petrolifera a rischio stop già la prossima settimana»
La pressione economica e militare degli Stati Uniti sull’Iran potrebbe portare a breve a un blocco della produzione petrolifera del Paese. Lo ha dichiarato il segretario al Tesoro americano, Scott Bessent, in un’intervista a Fox News, indicando un possibile stop dei pozzi già «la prossima settimana». «Stiamo correndo una maratona negli ultimi 12 mesi e ora stiamo sprintando verso il traguardo», ha affermato Bessent, aggiungendo che le autorità iraniane «non sono più in grado di pagare i loro soldati. Si tratta di un vero blocco economico». Secondo il segretario al Tesoro, l’industria petrolifera iraniana sarebbe sotto forte pressione a causa delle restrizioni sulle esportazioni di greggio, principale fonte di entrata per Teheran, e del progressivo esaurimento della capacità di stoccaggio. «I loro pozzi petroliferi potrebbero dover iniziare a fermarsi entro la prossima settimana perché lo stoccaggio del greggio si sta riempiendo rapidamente - ha spiegato Bessent - Le infrastrutture energetiche stanno iniziando a scricchiolare, anche a causa di decenni di sanzioni».
3 maggio 2026
Libano, Hezbollah: droni e razzi contro forze Israele
Il movimento armato libanese Hezbollah riferisce di attacchi con droni e razzi contro le forze israeliane nel sud del Libano. Hezbollah afferma di aver preso di mira veicoli dell’esercito israeliano e soldati nella città di al Bayyad, nel sud del Libano, confermando un colpo andato a segno. Lo riferisce il sito del network satellitare qataiota alJazeera. L’attacco è avvenuto alle 11.30 (08.30 GMT) di domenica, e le forze israeliane sono state colpite da un drone kamikaze. Alle 14.30 (11.30 GMT), Hezbollah ha dichiarato di aver preso di mira anche veicoli e soldati israeliani nella città di al Qantara, nel distretto di Marjayoun, con armi a propulsione a razzo, senza che siano stati confermati colpi andati a segno.
Gli attacchi sono stati effettuati, ha spiegato Hezbollah in una dichiarazione su Telegram, «in difesa del Libano e del suo popolo, e in risposta alla violazione del cessate il fuoco da parte del nemico israeliano e agli attacchi che hanno preso di mira i villaggi nel sud del Libano, causando la morte e il ferimento di civili».
3 maggio 2026
Israele: «Nessuna tortura, costretti a usare forza con la Flotilla»
Il ministero degli Esteri israeliano ha replicato alle affermazioni degli attivisti della Flotilla, arrestati e trasferiti in Israele, secondo i quali sarebbero stati torturati e picchiati. «Contrariamente alle false e infondate affermazioni preparate in anticipo, Saif Abu Keshek e Thiago Avila non sono mai stati torturati. A seguito di un violento scontro fisico contro i membri dell’equipaggio israeliano, quest’ultimo è stato costretto a intervenire per fermare tali azioni», si legge nella dichiarazione. «Durante il trasferimento dei passeggeri alle forze greche, alcuni passeggeri si sono rifiutati e hanno iniziato a protestare violentemente - ha aggiunto il ministero -. Per sedare la violenza e completare il trasferimento, un’unità di polizia a bordo di una nave delle Forze di Difesa Israeliane è stata costretta a usare la forza».
3 maggio 2026
Ukmto, imbarcazione segnala un attacco al largo delle coste iraniane
Una nave portarinfuse in navigazione vicino alle coste iraniane ha segnalato di essere stata «attaccata da diverse imbarcazioni di piccole dimensioni». Lo riporta l’agenzia britannica per la sicurezza marittima (Ukmto), scrive la Cnn. L’incidente è stato segnalato questa mattina, ha dichiarato l’Ukmto nel suo avviso, aggiungendo che si è verificato a circa 11 miglia nautiche a ovest di Sirik, in Iran. L’equipaggio della nave è risultato illeso e non si sono registrati impatti a seguito dell’attacco. L’agenzia britannica non ha specificato in quale Paese sia registrata la nave.
3 maggio 2026
Bessent: «Usa stanno soffocando economia Teheran, è blocco economico»
Il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha dichiarato che gli Stati Uniti stanno soffocando il regime iraniano attraverso il «blocco economico» instaurato parallelamente all’offensiva militare lanciata con Israele contro l’Iran alla fine di febbraio. «Posso dirvi che stiamo soffocando il regime, che non è più in grado di pagare i propri soldati», ha affermato Scott Bessent, aggiungendo che «si tratta di un vero blocco economico». Nel sottolineare che la marina statunitense svolge un ruolo predominante impedendo il transito delle navi dirette in Iran o in partenza dal Paese, il segretario ha ricordato che «nessuna nave passa». Gli Stati Uniti, ha detto ancora, «hanno aumentato la pressione su chiunque invii denaro in Iran per aiutare» i Guardiani della Rivoluzione islamica, definiti un «organismo corrotto». «Rubano al popolo iraniano da anni. Hanno denaro all’estero, che abbiamo localizzato. Continueremo a rintracciarlo e conserveremo questi asset per la popolazione iraniana al termine del conflitto».
3 maggio 2026
Passo indietro Usa sui missili a lungo raggio in Germania
Gli Stati Uniti intendono fare un passo indietro sul dispiegamento di missili a lungo raggio in Germania. Lo conferma il Financial Times sottolineando che Washington vuole cancellarlo in seguito allo scontro fra il cancelliere Friedrich Merz e Donald Trump sull’Iran. Il piano di dispiegamento di Tomahawk, concepito durante l’amministrazione Biden e previsto in Germania nel corso di quest’anno, puntava a rafforzare la capacità di deterrenza della Nato nei confronti della Russia, mentre sei nazioni europee lavoravano allo sviluppo di un proprio sistema. La decisione di posizionare armi a lungo raggio statunitensi in Germania per la prima volta dalla fine della guerra fredda è stata presa con estrema precauzione dal governo di Olaf Scholz. Berlino ha richiesto ufficialmente agli Stati Uniti di acquistare i missili Tomahawk e sistemi di lancio Typhon ma i tempi di consegna sono lunghi. Il ministero della difesa tedesco non è stato in grado di confermare se un contratto sia mai stato firmato.
3 maggio 2026
Teheran propone riapertura graduale Hormuz in cambio stop blocco Usa
L’Iran avrebbe offerto una graduale riapertura dello Stretto di Hormuz in cambio della revoca del blocco navale statunitense. Lo hanno riferito fonti citate da Al Arabiya, secondo cui Teheran avrebbe inoltre ritirato la richiesta del ritiro delle truppe Usa dalla regione. Nella nuova proposta, secondo le stesse fonti, ora l’Iran chiederebbe soltanto la fine del rafforzamento militare statunitense attorno ai propri confini. Il piano includerebbe anche la richiesta di garanzie internazionali contro eventuali futuri attacchi contro il territorio della Repubblica islamica.
3 maggio 2026
Torta di compleanno con un cappio per il ministro israeliano Ben Gvir
Una torta con decorazioni raffiguranti delle pistole e un cappio, simbolo controverso di appoggio alla misura della reintroduzione della pena di morte in Israele applicabile a palestinesi considerati terroristi è tra i regali ricevuti per il 50esimo compleanno dal ministro della Sicurezza Nazionale israeliana, Itamar Ben-Gvir. Lo riporta il Times of Israel, secondo cui video e foto del dolce in questione sono state pubblicate sui social ufficiali del suo partito, Otzmá Yehudit, formazione politica di estrema destra. Sulla torta con il cappio è anche stata inclusa una mappa con la bandiera di Israele su un’area comprendente i territori di Gaza e della Cisgiordania. Inoltre, la moglie di Ben-Gvir ha consegnato al ministro un’altra torta, sempre con un cappio oltre che la scritta «Congratulazioni al ministro Ben-Gvir. A volte i sogni si avverano».

Dal profilo Instagram del partito di estrema destra Otzmá Yehudit, uno dei regali ricevuti per il 50esimo compleanno dal ministro della Sicurezza Nazionale israeliana, Itamar Ben-Gvir: una torta con decorazioni raffiguranti delle pistole e un cappio, simbolo controverso di appoggio alla misura della reintroduzione della pena di morte in Israele applicabile a palestinesi considerati terroristi, 3 maggio 2026 Sulla torta con il cappio è anche stata inclusa una mappa con la bandiera di Israele su un'area comprendente i territori di Gaza e della Cisgiordania. Instagram / Otzmá_Yehudit
3 maggio 2026
Il Papa riceverà Marco Rubio in Vaticano il 7 maggio

Papa Leone XIV riceverà in Vaticano, secondo quanto si apprende, il segretario di Stato americano, Marco Rubio, giovedì 7 maggio, anche se l’incontro non è ancora nell’agenda ufficiale del Pontefice. Secondo le stesse fonti Rubio incontrerà lo stesso giorno anche il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin.
Questi incontri sono molto significativi alla luce delle recenti tensioni tra il presidente Donald Trump e il Papa con Trump che ha lanciato duri attacchi al Pontefice: «Debole e pessimo in politica estera», «non capisce niente», «non sa cosa sta succedendo». E con il Papa che non ha risparmiato repliche: «Non ho paura di lui». Poi, dal Camerun, Leone XIV ha pronunciato un discorso sul «mondo devastato da una manciata di tiranni», aggiungendo: «Guai a coloro che manipolano la religione e il nome stesso di Dio per i propri interessi militari, economici e politici».
3 maggio 2026
Iran, consigliere Velayati a Trump: «Politica non è come film con Jack Sparrow»
«Le sciocchezze e i comportamenti sopra le righe di Donald Trump non possono oscurare le reali dinamiche geopolitiche». Lo ha affermato in un post su X Ali Akbar Velayati, consigliere della Guida suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, in una dura presa di posizione contro il presidente degli Stati Uniti. Secondo Velayati, il ritiro delle truppe statunitensi dalla Germania, l’indebolimento della Nato e i ripetuti problemi tecnici delle navi da guerra americane sono «segni del crollo delle illusioni della Casa Bianca». Velayati ha accusato quindi Trump di aver recentemente minacciato di carestia la Repubblica islamica, «nonostante la sicurezza alimentare mondiale e la catena di approvvigionamento dei fertilizzanti chimici siano sotto il controllo dell’Iran nello Stretto di Hormuz», elemento che a suo avviso dimostra «la mancanza di consapevolezza della situazione economica e politica globale». «Signor Trump, il mondo della politica non è il dominio di film come quelli di Jack Sparrow», ha proseguito Velayati, aggiungendo che «chi gioca con le arterie vitali del mondo finirà per mettersi in una situazione di stallo».
3 maggio 2026
Pakistan continua a spingere per negoziati e dialogo diretto Usa-Teheran
Il primo ministro, il ministro degli Esteri e il capo dell’esercito del Pakistan continuano a spingere per negoziati e a incoraggiare gli Stati Uniti e l’Iran a dialogare direttamente. Lo riferiscono due funzionari pakistani, che hanno parlato a condizione di rimanere anonimi. Il Pakistan ha ospitato precedenti negoziati fra Iran e Stati Uniti e giovedì è tramite un intermediario pakistano che Teheran ha fatto pervenire una nuova proposta agli Usa. La nuova proposta iraniana in 14 punti, secondo media iraniani vicini al governo, prevede la fine della guerra piuttosto che una semplice proroga della tregua. Secondo l’agenzia di stampa semiufficiale Nour News, che ha stretti legami con le organizzazioni di sicurezza del Paese, la proposta presentata tramite il Pakistan, una replica al piano in 9 punti degli Stati Uniti, chiede inoltre che Usa revochino le sanzioni contro l’Iran, pongano fine al blocco navale, ritirino le forze dalla regione e cessino tutte le ostilità, comprese le operazioni di Israele in Libano.
3 maggio 2026
Iran, vice presidente Parlamento, su Hormuz non faremo marcia indietro
Il vice presidente del Parlamento iraniano, Ali Nikzad, ha dichiarato oggi che l’Iran «non farà marcia indietro sulla propria posizione riguardo allo Stretto di Hormuz, e non tornerà alle condizioni pre-guerra». Ali Nikzad, che non ha potere decisionale in Parlamento, ha rilasciato queste dichiarazioni durante una visita alle strutture portuali della strategica isola di Larak, situata vicino alla parte più stretta dello Stretto. «Lo Stretto di Hormuz appartiene alla Repubblica Islamica dell’Iran», ha affermato, aggiungendo che il Paese sta lavorando per risarcire le imprese e le proprietà danneggiate durante la guerra e che il piano di blocco navale di Trump è destinato a fallire. Nikzad ha ribadito la posizione dell’Iran secondo cui qualsiasi nave non associata agli Stati Uniti o a Israele potrà passare dopo aver pagato un pedaggio. Gli Stati Uniti hanno avvertito le compagnie di navigazione che potrebbero andare incontro a sanzioni se pagassero l’Iran in qualsiasi forma, comprese le criptovalute, per passare in sicurezza.
3 maggio 2026
Pasdaran: Trump deve scegliere fra operazione impossibile e cattivo accordo
«Trump deve scegliere fra un’operazione impossibile e un cattivo accordo con l’Iran». Lo afferma l’organizzazione intelligence dei Guardiani della rivoluzione, in una dichiarazione riportata dall’agenzia di stampa iraniana Tasnim, vicina ai Pasdaran. «Lo spazio decisionale per l’America è limitato», afferma la Guardia rivoluzionaria iraniana. «La scadenza dell’Iran contro il blocco al Pentagono. Il cambiamento di tono di Cina, Russia ed Europa nei confronti di Washington. La lettera passiva di Trump al Congresso. L’accettazione delle condizioni negoziali dell’Iran. Non ha più senso; Trump deve scegliere tra “un’operazione impossibile o un pessimo accordo con l’Iran’. Lo spazio decisionale per l’America è limitato», recita la dichiarazione riportata da Tasnim. Inoltre, il capo della magistratura iraniana, Gholamhossein Mohseni Ejei, ha dichiarato in un post su X: «Non desideriamo che la guerra continui, ma non la temiamo; se la nostra dignità sarà minacciata, combatteremo per difenderla».
3 maggio 2026
Libano, un morto e tre feriti in attacco aereo di Israele nel sud
Un raid aereo israeliano sul comune di Arab Salim, nel distretto di Nabatieh, nel sud del Libano, ha causato almeno un morto e tre feriti, tra cui un bambino. Lo si apprende da una dichiarazione del Ministero della Salute libanese, ripresa dall’agenzia di stampa statale National News Agency.
3 maggio 2026
Iran, Araghchi sente Wadephul, illustrate iniziative diplomatiche Teheran
Il ministro degli Esteri dell’Iran, Abbas Araghchi, ha dichiarato di aver avuto un colloquio telefonico con l’omologo tedesco Johann Wadephul, per discutere degli sviluppi regionali e internazionali. Lo riporta la tv di Stato iraniana. Secondo quanto riferito dallo stesso Araghchi, durante la conversazione ha illustrato al ministro tedesco le posizioni e le iniziative diplomatiche di Teheran, comprese quelle che ha definito come gli sforzi dell’Iran per porre fine alla guerra condotta da Stati Uniti e Israele.
3 maggio 2026
Trump in difficoltà nei sondaggi, «il 62% degli americani lo boccia»
A sei mesi dalle elezioni di metà mandato, Donald Trump è in difficoltà nei sondaggi. Secondo le rilevazioni di Washington Post-Abc-Ipsos, il 66% degli americani non approva la sua gestione dell’Iran contro un 33% che invece lo promuove. Sull’economia, solo il 34% degli interpellati lo promuove, in calo di sette punti. Sull’inflazione può contare solo sul 27% di consensi e sulla gestione del costo della vita sul 23% a fronte di un 76% che lo boccia. In generale il tasso di approvazione del presidente è al 37% rispetto al 39% di febbraio, con il tasso di disapprovazione al 62%, il livello più alto dei suoi due mandati.
3 maggio 2026
Al Jazeera: aumento di aerei militari Usa verso il Medio Oriente
Il traffico aereo militare statunitense ha registrato un notevole incremento, costituito principalmente da aerei da trasporto e per il rifornimento in volo. Flightradar24, un’applicazione per il tracciamento dei voli, scrive Al Jazeera, ha rilevato un insolito aumento del numero di velivoli militari statunitensi in viaggio dall’Europa verso i paesi del Medio Oriente nella giornata di sabato.
La maggior parte degli aerei inviati nella regione erano cargo militari C-17A Globemaster III, ciascuno in grado di trasportare circa 77 tonnellate di equipaggiamento e circa 100 persone. Almeno 12 aerei da trasporto erano in rotta verso il Medio Oriente, alcuni dei quali in partenza dalla Germania. Anche gli aerei cisterna Boeing KC-135 Stratotanker erano tra quelli diretti nella regione, e almeno quattro aerei per il rifornimento in volo sono stati osservati operare nei pressi di Israele e nelle aree limitrofe.
BREAKING: US military aircraft activity surges towards the Middle East, Flightradar24 tracker shows
— Al Jazeera Breaking News (@AJENews) May 3, 2026
🔴 LIVE updates: https://t.co/7hLZJ9Lh5q pic.twitter.com/eSRXEkyVVS
3 maggio 2026
Teheran a Usa, «preparatevi a cimitero vostre portaerei e forze»
“Gli Stati Uniti sono gli unici pirati al mondo a possedere portaerei. La nostra capacità di affrontare i pirati non è inferiore alla nostra capacità di affondare navi da guerra. Preparatevi ad affrontare un cimitero delle vostre portaerei e delle vostre forze, proprio come i resti dei vostri aerei sono stati lasciati a Isfahan”. Lo ha affermato su X Mohsen Rezaei, consigliere della Guida Suprema Mojtaba Khamanei.
Per Approfondire
3 maggio 2026
Idf, «razzi di Hezbollah contro i nostri soldati, non ci sono feriti»
Durante la scorsa notte “l’organizzazione terroristica Hezbollah ha lanciato diversi razzi contro le forze dell’Idf”: lo riferisce in una nota l’esercito israeliano, aggiungendo che “sono stati identificati obiettivi aerei sospetti” ma che “non si registrano feriti” tra i soldati. L’Idf ha anche reso noto di aver individuato “due terroristi armati di Hezbollah che operavano a sud della linea di difesa avanzata” nell’area di occupazione in Libano e di averli uccisi.
3 maggio 2026
Media, «in Libano almeno sei morti in raid israeliani dalla scorsa notte»
Almeno sei persone sono morte a causa di raid attribuiti a Israele avvenuti tra la scorsa notte e stamane nel sud del Libano: lo riporta il giornale L’Orient-Le Jour. La scorsa notte, aggiunge la stessa fonte, un drone ha colpito una moschea a Samaïyé, villaggio situato a sei chilometri a sud-est di Tiro, provocando tre vittime. Stamattina, invece, “due persone sono morte in un attacco che ha preso di mira un ristorante e una farmacia ad Arabsalim”, mentre “un attacco con drone contro un motorino a Haris (Bint Jbeil) ha causato un morto”. Sia L’Orient-Le Jour sia l’agenzia di stampa Nna parlano di raid in corso in diverse località e di diversi feriti provocati da alcuni di essi.
3 maggio 2026
Iran, Pasdaran: Trump tra guerra impossibile e cattivo accordo
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane affermano che gli Stati Uniti si trovano di fronte a una scelta tra un’operazione militare “impossibile” o un “cattivo accordo” con la Repubblica Islamica dell’Iran. In una dichiarazione diffusa dalla televisione di Stato, l’intelligence del Corpo delle Guardie rivoluzionarie afferma che «Trump deve scegliere tra ’un’operazione impossibile o un cattivo accordo con la Repubblica Islamica.»
3 maggio 2026
Cnn, «droni a fibra ottica, la nuova arma di Hezbollah in Libano»
Hezbollah sta usando sempre più spesso droni quadricotteri a fibra ottica, carichi di esplosivo, per colpire le forze armate israeliane con precisione in Libano. Lo scrive la Cnn. Questa tipologia di drone fornisce all’operatore un’immagine nitida e in prima persona del bersaglio, ed è nel contempo molto difficile da individuare e quindi da neutralizzare. I droni a fibra ottica, spiega la Cnn, sono efficaci nella loro semplicità: invece di un segnale wireless che controlla il drone a distanza, il cavo in fibra ottica collega direttamente il drone all’operatore. Poiché i cavi in fibra ottica sono sottili e leggeri - praticamente invisibili a occhio nudo - possono estendersi fino a 15 chilometri o più, ha riferito una fonte militare israeliana alla Cnn, consentendo all’operatore di rimanere a distanza di sicurezza mentre il drone gli fornisce un’immagine ad alta risoluzione del bersaglio. L’Idf ha fatto affidamento sul vantaggio tecnologico per contrastare la guerra con i droni, disturbando i segnali e le frequenze utilizzati dagli operatori per controllare i dispositivi, al fine di fermarli prima che raggiungano i soldati israeliani. Ma senza un segnale non sono in grado di interferire elettronicamente con il controllo dei droni a fibra ottica e si trovano anche ad affrontare una sfida maggiore nel rilevare il proiettile in arrivo. I droni a fibra ottica sono apparsi per la prima volta in gran numero sul campo di battaglia in Ucraina. Israele ritiene che Hezbollah importi i droni civili dalla Cina o dall’Iran e che poi li equipaggi con una granata o un ordigno esplosivo simile. La Cina ha precedentemente negato di fornire armi a qualsiasi parte in conflitto e ha sottolineato di adempiere ai propri obblighi internazionali. L’Idf ha contrastato la minaccia utilizzando reti e altre barriere fisiche - come si è visto in Ucraina - ma un ufficiale israeliano ha ammesso che si tratta di una soluzione imperfetta a un problema tecnologicamente limitato.
3 maggio 2026
Media, «superpetroliera iraniana sfuggita al blocco navale Usa»
Una “superpetroliera” iraniana con un carico di 1,9 milioni di barili di greggio sarebbe riuscita a “sfuggire” al blocco della Marina Usa nell’area dello Stretto di Hormuz e a “raggiungere l’Estremo Oriente”: lo riferisce l’agenzia Anadolu, citando il sito specializzato TankerTrackers. Su X, questo tracker specializzato ha spiegato che la petroliera, chiamata Huge e battente bandiera iraniana, “è stata avvistata l’ultima volta al largo dello Sri Lanka più di una settimana fa e attualmente sta transitando nello Stretto di Lombok, in Indonesia, diretta verso l’arcipelago di Riau”. E ha aggiunto che il valore del carico di petrolio a bordo avrebbe un valore di “quasi 200 milioni di dollari”. TankerTrackers afferma che, secondo i dati di tracciamento marittimo, “non trasmette segnali del sistema Automatic Identification System (Ais) dal 20 marzo scorso”.
3 maggio 2026
Araghchi a Tajani, «da alcuni Paesi europei approccio irresponsabile sul nucleare»
Nel corso di un colloquio telefonico tenutosi ieri sera tra il ministro degli Esteri Antonio Tajani e l’omologo iraniano Seyed Abbas Araghchi, quest’ultimo ha sottolineato “l’importanza di un ruolo responsabile dei Paesi europei” negli “sforzi diplomatici per porre fine alla guerra imposta” con Usa e Israele: lo si legge in una nota pubblicata stamane su X dall’ambasciata di Teheran a Roma. “Il Ministro degli Esteri iraniano, esprimendo rammarico per l’approccio non costruttivo e irresponsabile di alcuni Paesi europei nel ripetere accuse infondate riguardo alla questione nucleare iraniana, ha ribadito che il programma nucleare dell’Iran è esclusivamente pacifico”, si legge. Araghchi ha inoltre affermato che questi Paesi, di cui non viene indicato il nome esplicitamente, “invece di insistere su tale approccio, dovrebbero condannare apertamente l’aggressione militare degli Stati Uniti e del regime sionista contro l’Iran, e chiamarli a rispondere delle gravi violazioni del diritto internazionale umanitario”. Da parte sua, Tajani ieri sera aveva reso noto di aver espresso alla controparte “la forte preoccupazione dell’Italia per l’aumento delle tensioni regionali”, sottolineando “la necessità di evitare ulteriori escalation e di intensificare il lavoro per un accordo sul cessate il fuoco e la riapertura dello stretto di Hormuz” e “confermato con chiarezza che per l’Italia lo sviluppo di un programma nucleare iraniano a fini militari rappresenta una linea rossa”.
Per Approfondire

Tutte le carte dell’Europa per rispondere a Trump
03 maggio 20263 maggio 2026
Media, «Israele acquisterà dagli Usa nuovi caccia F-35 e F-15»
Israele acquisterà altri due squadroni di caccia F-35I e F-15IA dagli Stati Uniti: lo ha annunciato oggi il Ministero della Difesa, come riportano i media internazionali. Il ministro della Difesa, Israel Katz, ha affermato che la recente guerra in Iran “ha dimostrato ancora una volta la potenza dell’aeronautica israeliana e il suo ruolo decisivo nella protezione di Israele. Le lezioni apprese da quella campagna ci impongono di continuare a progredire nel rafforzamento delle forze, per garantire la superiorità aerea per i decenni a venire”. Nel fine settimana, un comitato per gli appalti della difesa, composto da alti ministri, ha dunque approvato un piano del Ministero della Difesa per l’acquisizione di un quarto squadrone di F-35I dalla Lockheed Martin e di un secondo squadrone di F-15IA dalla Boeing, in accordi del valore di decine di miliardi di shekel, ha dichiarato il ministero in un comunicato. Il ministero ha affermato che i velivoli “costituiranno un elemento fondamentale per lo sviluppo a lungo termine delle forze armate israeliane, affrontando le minacce regionali in continua evoluzione e preservando la superiorità aerea strategica di Israele”. Con questi velivoli, la flotta di F-35I dell’Aeronautica israeliana raggiungerà quota 100 esemplari, mentre quella di F-15IA - la variante israeliana dell’avanzato F-15EX - arriverà a 50 nei prossimi anni. Attualmente, Israele possiede 48 caccia F-35I, a seguito di un ordine iniziale di 50. Altri 25 F-35 sono stati ordinati nel 2023 e la loro consegna è prevista a partire dal 2028. Israele ha ordinato 25 caccia F-15IA nel 2024 e la consegna dei primi esemplari è prevista a partire dal 2031.
3 maggio 2026
Iran: media, giustiziato uomo coinvolto in uccisione agente nel 2022
Le autorità iraniane hanno eseguito la condanna a morte di un uomo ritenuto coinvolto nell’uccisione di un agente di sicurezza. Lo riporta l’agenzia giudiziaria Mizan, precisando che la sentenza era stata confermata dalla Corte Suprema alla fine del 2025. L’uomo, identificato come Mehrab Abdollahzadeh, era stato indicato come uno dei principali responsabili della morte dell’agente Abbas Fatemiyeh, ucciso nel 2022 durante le proteste scoppiate in tutto il Paese dopo la morte di Mahsa Amini in custodia della polizia. Secondo Mizan, l’imputato avrebbe confessato l’aggressione. Tuttavia, l’organizzazione per i diritti umani Hrana riferisce, citando una fonte informata, che Abdollahzadeh sarebbe stato sottoposto a torture per ottenere confessioni forzate.
Guerra in Iran e Medio Oriente, 3 maggio
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3 maggio 2026
«Proposta dell’Iran in 14 punti, un mese per un accordo su Hormuz e fine guerra»
La proposta di Teheran si articola in 14 punti e prevede il termine di un mese per i negoziati su un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz, per mettere fine al blocco americano e alla guerra in Iran e in Libano. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali solo dopo il raggiungimento di un’intesa sarebbe avviato un negoziato nel tentativo di trovare un accordo sul nucleare.
3 maggio 2026
Iran, media: Teheran propone un mese per negoziare stop definitivo ostilità
La nuova proposta iraniana per porre fine al conflitto prevede un primo periodo di un mese dedicato ai negoziati per raggiungere un accordo che consenta la riapertura dello Stretto di Hormuz, la fine del blocco navale statunitense e la cessazione definitiva delle ostilità in Iran e in Libano. Lo riferiscono ad Axios due fonti informate, secondo cui solo dopo l’eventuale raggiungimento di questa prima intesa verrebbe avviata una seconda fase di negoziati, della durata di un ulteriore mese, con l’obiettivo di arrivare a un accordo sul programma nucleare. I media iraniani avevano precedente riferito di una risposta articolata in 14 punti - tramite un mediatore pakistano - a una proposta degli Stati Uniti per porre fine alla guerra. Mentre Washington aveva suggerito un cessate il fuoco di due mesi, Teheran punta a risolvere tutto entro 30 giorni e insiste per una fine completa del conflitto, piuttosto che una tregua temporanea. La proposta iraniana - secondo Tasnim - include garanzie di sicurezza contro futuri attacchi, il ritiro delle forze statunitensi dalle aree vicine, la revoca delle restrizioni navali, lo sblocco dei fondi iraniani congelati, risarcimenti, la rimozione delle sanzioni e la cessazione dei combattimenti su tutti i fronti, oltre a nuove regole per lo Stretto di Hormuz.
3 maggio 2026
Libano: Idf, avviso evacuazione per 11 città e villaggi nel sud
L’esercito israeliano ha emesso un avviso urgente rivolto alla popolazione di 11 città e villaggi nel sud del Libano, esortando ad evacuare immediatamente le abitazioni e spostarsi ad almeno 1.000 metri di distanza in aree aperte. Secondo quanto riferito dalle forze israeliane, sono in corso operazioni contro Hezbollah a seguito di quella che viene definita “una violazione del cessate il fuoco”, con l’avvertimento che chiunque si trovi vicino a combattenti o strutture del gruppo potrebbe essere a rischio. Nonostante la tregua in vigore, Israele continua a condurre raid nel sud del Libano, mentre Hezbollah – sostenuto dall’Iran – prosegue con attacchi con droni e razzi contro le truppe israeliane e il nord di Israele.
3 maggio 2026
Trump: c’è la possibilità che riprendano gli attacchi all’Iran (Bloomberg)
C’è la “possibilità” che gli attacchi contro l’Iran riprendano. Lo ha detto Donald Trump, secondo quanto riporta l’agenzia Bloomberg. Il presidente però non ha voluto esprimermi sulle tempistiche di eventuali attacchi.
3 maggio 2026
Trump: «Riduzione dei soldati in Germania sarà superiore a 5.000 unità»
La riduzione delle truppe in Germania sarà ben più ampia di 5.000 unità. Lo ha detto Donald Trump sottolineando che il livello delle truppe in Germania scenderà in modo significativo, secondo quanto riportato dall’agenzia Bloomberg.
3 maggio 2026
Trump: esaminerò a breve la proposta dell’Iran, non immagino sia accettabile
“Esaminerò a breve il piano che l’Iran ci ha appena inviato, ma non riesco a immaginare che possa risultare accettabile”. Lo ha detto Donald Trump sul suo social Truth. “Non riesco a immaginare sia accettabile, dal momento che non hanno ancora pagato un prezzo sufficientemente alto per ciò che hanno fatto all’umanità e al mondo negli ultimi 47 anni”, ha messo in evidenza Trump.






