Intelligenza artificiale Dell: non solo server, la sfida è sui computer
La storica azienda è ben posizionata per sfruttare la nuova tecnologia. Il mercato, però, non fa più sconti: i nuovi prodotti devono portare redditività
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Da un lato, la domanda di server per l’allenamento dell’Artificial intelligence (Ai) che sale (anche se - a detta di qualcuno - non quanto dovrebbe). Dall’altro, i pc addizionati anch’essi dall’Ai che finora battono in testa. Così può - in linea di massima - riassumersi l’attuale contesto del business di Dell Technologies.
Già, il business. Per comprendere al meglio la situazione della storica società dei computer - quotata al Nasdaq - è dapprima necessario ricordarne l’oggetto sociale. Il gruppo è essenzialmente contraddistinto da tre aree: l’Infrastructure solutions group (Isg), il Client solutions group (Csg) e l’Other business. La prima divisione ricomprende diverse attività: dai prodotti hi tech per l’archiviazione dei dati alle soluzioni di rete fino al mondo di servizi e server. Proprio quest’ultimi - in scia al boom dell’Intelligenza artificiale generativa - sono diventati un driver primario per l’azienda. I server infatti vengono, ad esempio, usati per allenare la medesima Ia o sostenerne l’attività d’inferenza. Appannaggio della seconda divisione - invece - sono i pc, i notebook e le periferiche. Oltre poi -anche in questo caso - i servizi a sostegno dell’uso degli stessi prodotti. Infine la terza area -più residuale - dell’ Other business. Qui sono ricondotte soluzioni quali quelle per la sicurezza informatica.
I dati sui nove mesi
Ebbene: nei primi nove mesi dell’esercizio 2024-2025 (terminati il 31 maggio dello scorso anno) il giro d’affari di Isg si è assestato a 32,2 miliardi di dollari. Quello di Csg, invece, è risultato di 36,5 miliardi. L’ Other business, dal canto suo, è valso 2,9 miliardi. A fronte di simili numeri, è chiaro come - a livello di ricavi - pc e notebook sono più rilevanti di server e soluzioni per storage. Sennonché, il discorso cambia quando si guarda all’Operating income. Qui l’Isg - sempre nei primi nove mesi del 2024-2025 - vanta la redditività di 3,5 miliardi mentre quella di Csg è di 2,2 miliardi. Non solo. La dinamica di quest’ultima è risultata - rispetto allo stesso periodo dell’anno fiscale precedente - in ribasso (l’Operating income si era attestato a 2,8 miliardi). Al contrario, l’Infrastructure solutions group è aumentato sia a livello di fatturato che di profittabilità. In altre parole: i dati - seppure riferiti ad un unico periodo - segnalano la rilevanza dell’Isg. In particolare, sulla spinta del boom dell’Intelligenza artificiale.
Borsa ed investitori
Ciò detto, però, la situazione è più articolata di quanto descritto. La riprova? Può riscontrarsi nelle reazioni in Borsa del titolo di Dell Technologies alla pubblicazione delle diverse trimestrali. Nel primo quarter dell’anno fiscale in corso, ricavi e profittabilità sono aumentati. Il giro d’affari è stato di 22,2 miliardi di dollari (+ 6% rispetto allo stesso periodo di un anno prima) mentre il diluited Eps si è assestato a 1,32 dollari (+67%). Non solo. I ricavi hanno battuto il consensus e la redditività netta è risultata superiore alle previsioni della stessa azienda. Lo stesso fatturato dell’Infrastructure solutions group (9,2 miliardi) è, poi, salito oltre le stime. Insomma: il contesto avrebbe dovuto fare balzare verso l’alto il titolo di Dell Technologies. Al contrario, nella seduta successiva alla comunicazione dei numeri, le azioni hanno ceduto il 17,87%. Un tonfo il quale - unito a quello della giornata della pubblicazione del quarter e a quello successivo - ha portato alla discesa complessiva del 28,45%. Cosa è accaduto? In primis, ha inciso l’outlook dell’utile per azione del secondo quarter inferiore alle aspettative. Inoltre: l’Operating income dell’Isg -cui sono ricondotti i server per l’Ai - in rapporto ai ricavi dell’area è calato - rispetto ad un anno prima - dal 9,7% all’8%. Si tratta di un duplice trend che - giocoforza - ha indotto gli investitori ad avere dei dubbi sulla profittabilità dei server legati all’Intelligenza artificiale. Vero! Le spedizioni di questi prodotti - ha indicato il gruppo - sono aumentate quarter su quarter di oltre il 100%. Inoltre diverse case d’affari non hanno dato troppo peso ai singoli numeri (Evercore, ad esempio, ha parlato di un «modesto intoppo»). Ciò detto, tuttavia, le perplessità riguardo ai margini dei server sull’Ai sono rimaste. Il che, visto che Dell Technologies aveva corso in Borsa soprattutto grazie alle aspettative su quest’ultimi, ha portato alle prese di beneficio.
Secondo e terzo quarter
Vendite sul titolo le quali, invece, non ci sono state al momento della semestrale. Al contrario: il titolo è cresciuto del 4,33%. In quell’occasione la società texana ha iscritto nella prima riga di conto economico il valore di 47,3 miliardi di dollari (+8% ). L’operating income, dal canto suo, è stato in linea (+1%). L’utile netto consolidato, infine, è salito del 74%. Un mix di dati che - anche perché nel frattempo le azioni di Dell Tecnologies, dopo il tonfo del primo quarter, avevano iniziato un andamento laterale - è stato di fatto apprezzato dagli operatori. Quegli stessi investitori i quali, nuovamente, hanno mugugnato al momento di apprendere i numeri sul terzo trimestre del 2024-2025. Nel caso in oggetto, il titolo - sempre nella seduta successiva alla pubblicazione dei dati - è sceso del 12,25%. Di nuovo colpa dei server legati all’Artificial intelligence? A ben vedere il cerino “acceso” è passato nelle mani dell’area Client solutions group. In generale Dell Technologies, nuovamente, ha mostrato il conto economico in rialzo. Le vendite nette sono incrementate del 10%, l’operating income del 12% e l’Earning per share (Eps) diluted del 16%. Sennonché: nonostante l’Isg abbia riportato fatturato e profittabilità operativa in rialzo, il Csg, invece, è stato contraddistinto dal calo dell’operating income. Questo è passato da 965 milioni (terzo quarter 2023-2024) a 694 milioni (medesimo trimestre del 2024-2025). Qui, a ben vedere, hanno pesato soprattutto le vendite di personal computer e note book (ricomprese nel Csg). Il settore - è l’indicazione di Statista - aveva subito, in scia al Covid, un vero e proprio boom nel 2020 (+14,7% per i tablet). Successivamente, c’è stata la frenata. A livello globale, ad esempio, nel 2023 i ricavi globali da tablet sono rimasti in rosso. L’aspettativa? Era per la forte ripresa nello scorso anno. Invece il 2024 (+3,8% le vendite globali di pc secondo Idc) è stato un esercizio interlocutorio, dove - nel terzo trimestre - Dell Tecnologies ha patito la debolezza del comparto. Come mai? Perché, tra le altre cose, l’Ai non si è ancora realmente presa il centro della scena dei personal computer. Con il che: gli investitori - dopo avere fatto le pulci al gruppo, nel primo trimestre, sull’intelligenza artificiale e i server - hanno attuato il medesimo metodo con riferimento ai pc. Insomma: la pretesa - anche a fronte della pressione sul gross margin aziendale - è che la narrazione dell’artificial intelligence si trasformi in vendite (e redditività) sia nei server che nei pc.



