Lettera al risparmiatore

Computer quantistico: le sfide di Rigetti & Co ai giganti tecnologici

Focus. Boom in Borsa, anche sull’onda speculativa, di molte realtà del settore. La tecnologia non è matura e le quotazioni sono alte ma i big tech ci puntano

di Vittorio Carlini

(Alamy Stock Photo / via Reuters)

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Il computer quantistico. Un tema il quale - a differenza dell’Artificial intelligence (Ai) - non riempie le prime pagine dei giornali. E che, però, in Borsa ha attirato l’attenzione degli investitori. Soprattutto di recente. Per rendersene conto basta guardare ad alcune performance di aziende del settore. Dinamiche le quali, da un lato, sono state sostenute dalla speculazione; e che per questo, dall’altro, devono essere approcciate - anche perché la volatilità intraday è elevata - con molta, molta cautela.

Titoli e mercato

Ciò detto, i numeri di mercato descrivono andamenti in rialzo. Qualche esempio? IonQ. La società, con il quartier generale nel Maryland, nell’ultimo anno ha guadagnato il 244,3%. Si tratta di un bel balzo in avanti che, a ben vedere, ha preso l’abbrivio soprattutto da inizio settembre scorso. A quell’epoca il titolo della società - che offre soluzioni di quantum computing attraverso piattaforme cloud di Amazon, Microsoft o Google - viaggiava a circa 6,6 dollari. Adesso danza intorno a quota 45 dollari. Discorso simile può farsi in altri due casi. Il primo è quello di Rigetti Computing. Solo a fine novembre 2024 le azioni di quest’ultima - attiva nel settore dal 2013 - “languivano” a circa 3 dollari. Poi, in poco più di un mese, i titoli sono saliti a 17 dollari. Il secondo, invece, riguarda D-Wave Quantum. Qui la piccola realtà canadese è scattata dall’area di due dollari per salire - dopo avere toccato quota 10 dollari - agli attuali 9,91. Il tutto con il rialzo -nell’ultimo mese - del 258,4%. A fronte di un simile scenario, il risparmiatore - giocoforza -domanda: cosa ha svegliato l’interesse degli operatori?

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RIGETTI E I NOVE MESI

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Il conto economico

In primis deve rimarcarsi che non si tratta di una reazione legata al trend della redditività o, più in generale, dei fondamentali. Certo: alcuni miglioramenti delle voci di bilancio - come nel caso di IonQ -possono aiutare. E, però, le realtà in oggetto sono imprese hi tech di frontiera le quali, operando con una tecnologia non ancora commercialmente matura, da una parte investono molti soldi in ricerca e sviluppo; e, dall’altra, finora non coprono i costi produttivi. Così, la stessa IonQ -nel quarto trimestre del 2024 - ha sì riportato ricavi in aumento a 12,4 milioni di dollari, ma - avendo tra le altre cose spesato 33,2 milioni in R&D- ha iscritto una perdita operativa di 65,5 milioni. Rigetti - dal canto e sempre nell’ultimo quarter - ha postato un rosso operativo di 17,3 milioni. D-Wave, infine, è stata contraddistinta da una perdita netta di 22,7 milioni. Insomma: i market mover non sono da ricercarsi nei dati trimestrali, sebbene questi debbano sempre essere passati ai raggi X.

La corsa al quantum computing

In realtà hanno recitato un ruolo importante altre situazioni od eventi. Alcuni di questi sono legati alla singola storia delle aziende descritte. Altri invece, sono più di carattere settoriale, e riguardano diversi colossi tecnologici. Nella corsa al computer quantistico, infatti, sono coinvolti anche diverse big tech: da Alphabet a Microsoft fino ad Ibm. C’è da stupirsi? «Assolutamente no- risponde Roberto Siagri, già fondatore di Eurotech e attuale amministratore delegato di Rotonium -. Il quantum computing rappresenta una salto di paradigma». È una tecnologia che, invece di basarsi sui tradizionali bit (che usano il codice binario 0 e 1), funziona «con i quantum bit. Cioè: unità d’informazione capaci di essere “contemporaneamente” nei due stati 0 e 1. La caratteristica, a ben vedere, è importante». Grazie ad essa il computer quantistico «riesce, tra le altre cose, a raggiungere capacità e velocità di calcolo molto maggiori di quello tradizionale. Una combinazione la quale, ad esempio nell’allenamento dei sistemi neurali, è molto utile. Tra le altre cose, per ridurre il consumo energetico». Evidente, quindi, perché «grandi aziende, attive nell’Ai, vogliano essere della partita».

D-WAVE E I NOVE MESI

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Vero! Il computer quantistico - operativo su scale sub atomiche, ovvero su sistemi estremamente piccoli- è altamente instabile. Viene influenzato dal minimo rumore di fondo e, quindi, è molto difficile da realizzare. In altre parole: si tratta di una rivoluzione tecnologica che, nonostante i rapidi progressi scientifici, è - a detta di diversi scienziati - ancora lontana nel tempo. «Sennonché - ribatte Siagri - vengono fatti importanti passi in avanti. Tanto che nel giro di tre o quattro anni arriveremo al suo utilizzo nell’industria».

Il chip di Google

Ebbene: proprio uno di questi passi in avanti ha contribuito al recente rialzo dei titoli del quantum in Borsa. Il 9 dicembre scorso Google ha presentato un nuovo chip di calcolo quantistico: Willow. Nei test della grande «G» sulla memoria quantistica - archiviazione e recupero dei dati - Willow ha completato la prova in pochissimo tempo: meno di cinque minuti. Il risultato è veramente notevole: un super computer attuale avrebbe impiegato diversi anni. Ciò detto, però, rimangono delle limitazioni. Un esempio? Il tasso di errore ancora elevato. Sebbene Willow abbia mostrato progressi in questo senso, rimangono ostacoli che tutti i player devono superare prima che il calcolo quantistico diventi un prodotto commerciale. Per l’appunto: in molti dicono che non è chiaro quanto tempo ci vorrà.

IONQ E I NOVE MESI

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Ma non è solo questione di news flow legati alle big tech in grado d’influenzare l’intero settore. Ci sono anche novità - riguardanti le singole piccole realtà - che hanno spinto le quotazioni. È il caso di Rigetti. La società, il 25 novembre scorso, ha comunicato il successo nella vendita di suoi titoli per 100 milioni di dollari. Si tratta di un’operazione che si inserisce nel programma di offerta azionaria “at-the-market” annunciato in marzo. Chiaro come - nel caso in oggetto - gli investitori abbiano cavalcato la notizia del ri-finanziamento sia in ottica speculativa che - più strategicamente - in prospettiva di crescita aziendale.

Già, la crescita aziendale. International business machine (Ibm) è tra i leader mondiali del quantum computing. Il gruppo - che finora è in linea con la sua road map sul tema - ha di recente comunicato diversi progressi tecnologici. Tra gli altri - durante la Ibm quantum developer conference - il fatto che il suo processore Quantum Heron può eseguire con precisione determinati circuiti quantistici con un massimo di 5.000 operazioni di gate a due qubit. Insomma: al di là delle singole piccole realtà di settore ci sono i colossi hi tech i quali scommettono sulla frontiera tecnologica in oggetto. Il che - a detta di diversi esperti - può essere un modo di esporsi al “calcolo quantistico” senza correre i rischi legati a start up o società non ancora redditizie. Proprio Ibm - per quanto nell’ultimo trimestre abbia riportato dati contrastanti con l’adjusted Eps sopra le stime ma ricavi inferiori al consensus - può essere un esempio in tal senso.

IL SETTORE DEL QUANTUM COMPUTING

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I multipli di mercato

Fin qua alcune suggestioni sulla tecnologia, i market mover e i protagonisti. Quali, però, i multipli in Borsa? Dapprima può guardarsi alle small mid cap già descritte. Secondo Seeking Alpha, IonQ vanta - al 29/12/2024- un Price to Sales sugli ultimi 12 mesi “rolling” di 254,7. Mentre il medesimo indicatore sul 2024 è di 236,3. Inutile dire che i multipli sono molto elevati. Identico è il film proiettato sugli schermi di Rigetti. Qui, da una parte, il rapporto tra prezzo e vendite (sui 12 mesi passati) è - al 24/12/2024 di 155,6; e, dall’altro, il multiplo Ev to Sales prospettico è maggiore di 282. Infine: D-Wave. Rispetto all’azienda canadese l’Ev/sales rolling e prospettico è - al 29/12/2024 - rispettivamente di 238 e 256 volte. In conclusione: al di là dei singoli numeri, si tratta di valutazioni elevatissime, tipiche di realtà che bruciano cassa e scommettono sul fatto di arrivare al momento in cui le proprie soluzioni/prodotti potranno tradursi in reali vendite e profitti.

Differente, invece, la narrazione - ad esempio- in quel di Alphabet. Questa ha un P/e non GAAP forward superiore alla mediana di riferimento. Ma, ovviamente, la solidità - e le prospettive di business in scia anche all’intelligenza artificiale - ne fanno una realtà meno soggetta alla volatilità che caratterizza le small mid cap descritte. Alla fine, come sempre in simili situazioni, la diversificazione è un approccio essenziale per mitigare i pericoli. In tal senso, può essere utile analizzare la composizione del portafoglio degli Etf investiti sul computer quantistico.

Così facendo si conoscono meglio i competitor e le prospettive di un settore che -comunque - il risparmiatore fai-da-te deve maneggiare con estrema cautela, tenendo in considerazione la sua propensione al rischio.

Per approfondire:

L’andamento del titolo

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