Intel, trimestre oltre le stime. Boom del titolo nell’after hours
Il fatturato si è attestato a 13,58 miliardi di dollari, con i segmenti data center e intelligenza artificiale a quota 5,1 miliardi di dollari
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Le azioni di Intel sono tornate sotto i riflettori a Wall Street. Il motivo? Una trimestrale che ha sorpreso il mercato, rafforzando l’interesse degli investitori. Il titolo ha guadagnato fino al 18% nelle contrattazioni after-hours, arrivando a 79 dollari.
I conti trimestrali
Si tratta di un segnale indubbiamente forte dopo anni difficili. I risultati del primo trimestre hanno mostrato un deciso miglioramento: l’utile per azione rettificato si è attestato a 29 centesimi, ben oltre i 2 centesimi attesi dal consenso e in crescita rispetto ai 13 centesimi dello stesso periodo dell’anno precedente. Anche i ricavi hanno battuto le stime, raggiungendo 13,6 miliardi di dollari contro attese per 12,4 miliardi (+7% su base annua). Le stesse indicazioni per il secondo trimestre confermano il momento positivo. Intel prevede un aumento dei ricavi a 13,8-14,8 miliardi e un miglioramento del margine lordo.
I segmenti operativi
Dal punto di vista operativo, il gruppo ha mostrato una tenuta superiore alle attese nel mercato dei personal computer, meno colpito del previsto dalla carenza di memoria che continua a spingere i prezzi. Più dinamico il segmento data center, che ha registrato la crescita del 22%, pur in un contesto altamente competitivo dominato da Nvidia. Resta invece in difficoltà la divisione manifatturiera, che segna una perdita di 2,4 miliardi di dollari, riflettendo i costi della trasformazione industriale in corso.
In questo quadro si inseriscono i nuovi accordi con le aziende di Elon Musk, finalizzati allo sviluppo di un grande polo produttivo in Texas e all’apertura a clienti esterni, passaggio considerato cruciale per sostenere i futuri investimenti. Il trimestre è stato inoltre appesantito da una svalutazione da 4,1 miliardi di dollari legata alla controllata Mobileye, attiva nei chip per il settore automobilistico.
Il difficile passato
Il percorso recente di Intel resta comunque segnato da una lunga fase di difficoltà: negli anni passati il gruppo ha accumulato ritardi tecnologici nella produzione di semiconduttori avanzati, perdendo terreno rispetto a concorrenti come Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (Tsmc). Un primo tentativo di svolta era stato effettuato nel 2021 con l’arrivo di Pat Gelsinger alla guida dell’azienda. Lo storico manager ha avviato una strategia che include anche l’esternalizzazione di parte della produzione. Tuttavia, il mercato non è rimasto convinto dal progetto e le azioni in Borsa sono continuate a calare.



