In luce il tech in Europa, St accelera sulla produzione in Cina
A inaugurare il movimento è stata in parte l’ottima chiusura dei listini asiatici, con il sentiment sugli investimenti in AI di nuovo in rafforzamento
di Ivan Torneo
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Seduta di acquisti sul comparto tecnologico europeo, con il settore in evidenza su tutte le principali piazze del continente, anche in parte in scia ad alcune buone performance dell’Asia. In Europa gli acquisti sono ben distribuiti: a Francoforte corre Infineon, mentre a Parigi si mettono in luce Schneider Electric e Legrand, tutte in rialzo di fino a oltre il 3%. Bene anche Amsterdam, con Prosus in progresso fino a oltre il 4% (anche spinta dai commenti positivi degli analisti di Morgan Stanley), e anche Asml. A inaugurare il movimento, come dicevamo, è stata l’ottima chiusura dei listini asiatici, in particolare di Tokyo (+2,8%), dove tra le altre Sony ha terminato in rialzo dell’1,1%, mentre SoftBank ha messo a segno un balzo del 7,9%, rafforzando il sentiment globale sul settore degli investimenti in AI.
A Piazza Affari spicca Stmicroelectronics, in linea con il movimento positivo del comparto semiconduttori europeo. A sostenere la società italo-francese, in particolare, c'è un ulteriore legame con l'estremo Oriente. Gli analisti di Banca Akros, infatti, hanno evidenziato l'annuncio dell’avvio, nei giorni scorsi, delle consegne di microcontrollori STM32 prodotti in Cina localmente da St, con i primi wafer realizzati interamente nel Paese da Huahong già distribuiti ai clienti locali. Un «traguardo», che per gli analisti «rappresenta un passo importante nella strategia globale della supply chain», con l’obiettivo di estendere la produzione locale ad altre famiglie di microcontrollori entro il 2026.
Sempre secondo i commenti degli analisti, «St è diventata la prima società globale dei semiconduttori con una doppia supply chain», grazie alla possibilità di offrire prodotti a 40 nanometri realizzati in Cina con «lo stesso design e la stessa tecnologia» di quelli prodotti negli altri stabilimenti del gruppo. Il modello produttivo copre l’intera filiera locale, dalla produzione dei wafer al packaging e testing, e consente ai clienti cinesi di scegliere tra componenti fabbricati localmente o all’estero «mantenendo standard globali di qualità e piena compatibilità», concludono gli esperti.



