Acqua, roccia e storie di confine tra le vette delle Alpi Giulie
Il riflesso smeraldo della Valcellina: l’anello di Barcis
Il viaggio comincia nelle Dolomiti Friulane, dove l’acqua ha scavato nel corso dei millenni una delle forre più spettacolari d’Europa, che sono più semplicemente gole profonde e strette scavate nella roccia dai torrenti. Il punto di partenza è il lago di Barcis, un bacino artificiale creato dalla diga di Ponte Antoi che stupisce per la tonalità verde ed eccezionalmente limpida delle sue acque, dovuta alla particolare scomposizione della luce solare sul fondo calcareo del torrente Cellina. L’anello che circonda il lago è un percorso di 5,6 chilometri, adatto anche alle famiglie, che si snoda tra piste ciclopedonali, passerelle sospese e brevi tratti boschivi. Il sentiero incrocia la storica “Vecchia Strada della Valcellina”, oggi spettacolare percorso naturalistico che un tempo rappresentava l’unico, impervio collegamento della valle con la pianura. Camminando lungo il “Sentiero degli Alpini”, lo sguardo spazia tra le architetture spontanee del borgo di Barcis e i profili verticali delle montagne circostanti, che quest’anno hanno visto anche il passaggio del Giro d’Italia nella tappa Gemona-Piancavallo.

