Staremo a vedere nelle prossime settimane quale componente, tra razionale e irrazionale, del mercato prevarrà. Quel che è importante sottolineare è che molti gestori da inizio anno stanno sottoperformando gli indici.
Molti non hanno preso parte alla festa delle big-tech. «Nel primo trimestre i gestori tradizionali hanno ridotto la loro esposizione alle megacap stocks di 130 punti base e questo è costato loro 189 punti di sottoperformance contro l'indice - spiega Paolo Belvederesi, ad di Zeygos -. Se vanno avanti cosi potrebbero sottoperformare l'indice del 10% per fine anno. Questo fattore potrebbe esporre il mercato al rischio di “panic buying”».
Cosa vuol dire? «Pur rimanendo convinti che “questi prezzi sono troppo alti, e che non si possono pagare questi multipli di Borsa”, essi stanno ricorrendo alle opzioni finanziarie per rimanere al passo con le performance delle megacap. E cosi mentre solitamente le opzioni put (che, quando acquistate, coprono dai ribassi) hanno una volatilità implicita più alta delle opzioni call (che, quando acquistate, consentono di cavalcare a leva i rialzi), nel caso di Nvidia sta accadendo l’opposto. Sono più volatili le call. Vuol dire che i gestori stanno correndo a comprare call, per provare a recuperare, utilizzando la leva finanziaria, la sottoperformance subita da inizio anno - spiega Belvederesi -. Basti guardare l'andamento della volatilità delle opzioni nelle ultime settimane. Essa solitamente sale quando il mercato scende e viceversa. Stavolta è differente. È salita insieme al mercato».
Questo è un movimento da panic buying, dove non si compra sui fondamentali ma spinti da fattori emozionali.
«Di solito nella prima fase vengono acquistate le azioni di grande capitalizzazione - conclude l’esperto di Zeygos -. Nella seconda i gestori vanno a caccia delle società più piccole, che hanno più margini potenziali di crescita. Ecco perché nelle prossime settimane bisognerà monitorare l’andamento degli indici più piccoli, come ad esempio il Russell 2000 negli Usa, per comprendere se davvero i gestori rimasti indietro andranno nel panico. Non da vendite. Ma da acquisti».