Lusso

Hermès, primo trimestre inferiore alle attese a causa dalla guerra in Medio Oriente

Ricavi a 4,07 miliardi di euro, in crescita del 6% a cambi costanti e in flessione dell’1% a livello reported. Il titolo crolla in Borsa

di Monica D'Ascenzo

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Risultati inferiori alle attese per il gruppo francese del lusso Hermès nel primo trimestre, a causa dell’impatto del conflitto con l’Iran sui consumi, in particolare in Medio Oriente e in Francia, dove il calo dei flussi turistici ha inciso sugli acquisti di beni di alta gamma. A Parigi il titolo ha aperto la seduta con una flessione del 14%, per poi recuperare leggermente. Viaggia comunque in ribasso di oltre l’8% a metà giornata, trascinando al ribasso il comparto del lusso con Kering in negativo per oltre il 9% e Lvmh che limita il calo allo 0,25%. A Londra Burberry cede il 2,7%, mentre a Francoforte Hugo Boss segna un -1,5%. In Italia Salvatore Ferragamo registra un -1,6%, Moncler -1,4% e Brunello Cucinelli ha segno positivo.

Le vendite di prodotti iconici come le borse Birkin e Kelly, le sciarpe in seta e i profumi sono cresciute del 6% a cambi costanti, al di sotto del consenso degli analisti (Visible Alpha) che indicava un incremento del 7,1%. L’effetto negativo dei cambi, pari a 290 milioni di euro, ha portato a una contrazione dell’1% dei ricavi a livello reported, scesi a 4,07 miliardi di euro dai 4,13 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente. Il gruppo ha comunque visto una crescita a doppia cifra in America, Giappone ed Europa (esclusa la Francia).

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«In un contesto geopolitico teso, Hermès mantiene la propria rotta, restando fedele alla strategia di lungo periodo. Sostenuta da un’elevata creatività, da standard qualitativi senza compromessi e dalla fedeltà della propria clientela, Hermès prosegue nel 2026 il proprio percorso di crescita profittevole con fiducia e determinazione. I fondamentali del modello Hermès si confermano più che mai un fattore distintivo di forza» commenta Axel Dumas, executive chairman of Hermès.

Hermès, che si rivolge a una clientela ultra-wealthy con borse che partono da circa 13.000 dollari, ha evidenziato come il rallentamento dei flussi turistici legato al conflitto abbia colpito in particolare le vendite nei punti vendita in concessione negli aeroporti e in Medio Oriente, oltre che in mercati chiave come Regno Unito, Italia e Svizzera, dove la clientela del Golfo rappresenta un driver rilevante.

Il mercato medio-orientale

Nel dettaglio geografico, il Medio Oriente ha registrato una flessione del 6% a cambi costanti, con ricavi pari a 160 milioni di euro rispetto ai 185 milioni del primo trimestre 2025. Pur rappresentando solo il 4,4% del fatturato complessivo, la regione era stata la più dinamica per il gruppo lo scorso anno.

«Il Medio Oriente, in calo del 6%, è stato significativamente impattato dagli eventi geopolitici che hanno interessato la regione nel mese di marzo» ha dichiarato il direttore finanziario Eric du Halgouet.

Particolarmente marcata la contrazione negli Emirati Arabi Uniti, dove le vendite nei centri commerciali del lusso hanno registrato un calo del 40% nel solo mese di marzo, a testimonianza della sensibilità del settore agli shock geopolitici e ai flussi turistici internazionali.

Le geografie dei ricavi

Alla fine di marzo 2026, le Americhe, il Giappone e l’Europa (Francia esclusa) hanno registrato una crescita sostenuta delle vendite, si legge nella nota del gruppo. Nonostante il rallentamento dei flussi turistici legato alla situazione in Medio Oriente, le vendite nei negozi del gruppo hanno evidenziato un incremento del 7%. Al contrario, l’attività wholesale ha risentito in modo significativo della riduzione delle vendite nei punti vendita in concessione, in particolare in Medio Oriente e negli aeroporti.

In Asia (Giappone escluso), i ricavi hanno segnato una crescita del 2% nel primo trimestre, sostenuti dalla fedeltà della clientela locale e dalla strategia di valorizzazione del marchio. La Greater China ha continuato a registrare un’espansione moderata, mentre la Corea ha mantenuto un buon slancio; più contenuta, invece, la performance nel resto della regione. A gennaio, l’apertura di un nuovo punto vendita ad Hanoi, in Vietnam, ha ulteriormente rafforzato la presenza della maison nel Paese.

Il Giappone ha confermato un andamento particolarmente solido, con vendite in crescita del 10%, sostenute da elevati livelli di traffico nei negozi e dalla forte fidelizzazione della clientela domestica. Nel mese di marzo è stato inoltre ampliato e rinnovato il punto vendita Umeda Hankyu di Osaka.

Dopo la performance positiva del 2025, le Americhe hanno registrato un primo trimestre eccezionale, con una crescita del 17%, trainata da uno sviluppo equilibrato in tutte le diverse linee di business e categorie di prodotto negli Stati Uniti, in Canada e in Sud America.

Anche l’Europa (Francia esclusa) ha mostrato una dinamica robusta, con vendite in aumento del 10%, sostenute principalmente dalla domanda locale. In Francia, invece, i ricavi hanno segnato una flessione del 3%, penalizzati dal rallentamento dei flussi turistici, in particolare nel mese di marzo, in relazione alla situazione in Medio Oriente.

Il resto del mondo, che include principalmente il Medio Oriente, ha visto un calo del 6% penalizzato dai recenti sviluppi geopolitici nella regione a partire dal mese di marzo, in particolare negli Emirati Arabi Uniti, ma anche in Kuwait, Qatar e Bahrain.

L’andamento delle divisioni del gruppo

Il segmento Leather Goods and Saddlery, in crescita del 9%, ha beneficiato dell’elevata domanda per le collezioni e dell’incremento della capacità produttiva. Tra i nuovi modelli, particolare successo è stato riscosso dalla borsa Faubourg Express e dalla Collier d’attelage.

Il segmento Ready-to-wear e Accessori ha mostrato un andamento stabile, proseguendo nel proprio percorso di sviluppo, mentre il comparto Silk and Textiles ha visto una crescita dell’8%, grazie a un rinnovamento creativo continuo nelle collezioni uomo e donna.

Il segmento Perfume and Beauty ha evidenziato vendite stabili. Meno positivo l’andamento delle vendite per la divisione orologi, che ha registrato una flessione del 4%. Infine, gli altri business di Hermès, che includono Gioielleria e Home Universe, hanno registrato una crescita del 7%, continuando a esprimere la forza creativa e l’unicità della maison.

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