Lusso

Kering, ricavi a 3,6 miliardi nel primo trimestre 2026, -6% a cambi correnti

Debole la performance di Gucci, che ha visto ricavi pari a 1,347 miliardi, in calo del 14% a cambi correnti e dell’8% a perimetro comparabile

di Monica D'Ascenzo

 REUTERS

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Nel primo trimestre del 2026 Kering ha registrato ricavi pari a 3.568 milioni di euro in calo del 6% a cambi correnti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Al netto degli effetti valutari e di perimetro, il fatturato risulta sostanzialmente stabile, segnalando una fase di normalizzazione dopo le recenti oscillazioni del settore del lusso. «Nel primo trimestre 2026, le vendite del Gruppo si sono stabilizzate, segnando una prima tappa significativa nel percorso di rilancio, nonché un ulteriore miglioramento sequenziale.In un contesto geopolitico che resta incerto, questa performance riflette i primi effetti tangibili delle azioni intraprese. La dinamica di crescita ha interessato la quasi totalità delle nostre Maison, con un contributo particolarmente rilevante della gioielleria» commenta il ceo del gruppo francese del lusso, Luca de Meo.

I canali distributivi

Nel dettaglio a livello di canali distributivi, il gruppo ha evidenziato dinamiche divergenti: il retail diretto, comprensivo dell’e-commerce, ha segnato una flessione del 2%, mentre il canale wholesale ha mostrato maggiore tenuta, con una crescita del 6% a perimetro comparabile, sostenuta in particolare dal buon andamento del segmento occhiali.

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Se si guarda allo spaccato per divisioni, Fashion & Leather Goods ha chiuso il trimestre con ricavi pari a 2.852 milioni di euro, in calo del 9% a cambi correnti e del 3% su base comparabile, pur mostrando un miglioramento sequenziale rispetto ai trimestri precedenti. In questo caso il retail diretto ha registrato una contrazione del 4%, mentre il wholesale è tornato in territorio positivo con un aumento del 2%.

Le maison

Perdura il momento di debolezza per l’andamento delle vendite di Gucci, che nel trimestre ha visto ricavi pari a 1,347 miliardi di euro, in calo del 14% a cambi correnti e dell’8% a perimetro comparabile. Il retail diretto è diminuito del 9%, con una crescita del Nord America pari all’8%, non sufficiente tuttavia a compensare le flessioni registrate in Asia-Pacifico ed Europa occidentale. Il canale wholesale ha invece segnato un aumento del 2%.

«Gucci rimane la nostra priorità assoluta. È in corso una trasformazione di ampia portata, fondata su interventi strutturali in termini di esperienza per il cliente, rete distributiva e, soprattutto, prodotto. Abbiamo pertanto ripensato la struttura dell’offerta e chiarito le priorità per categoria, avviando il progressivo arrivo in boutique di nuove collezioni nel corso dell’anno» sottolinea de Meo, proseguendo poi: «Il primo trimestre 2026 è stato caratterizzato da ulteriori progressi, a testimonianza di un’esecuzione rapida e rigorosa. Abbiamo posto le basi di una piattaforma di Gruppo volta a sostenere la crescita delle nostre Maison e a rafforzarne l’efficienza operativa, portando al contempo a termine operazioni rilevanti nei settori della bellezza, della gioielleria e nel settore immobiliare, rafforzando così la solidità del nostro bilancio».

Saint Laurent ha messo a segno risultati particolarmente buoni nelle categorie calzature e abbigliamento, mentre Bottega Veneta ha continuato a mostrare una dinamica positiva. Balenciaga ha registrato un ulteriore trimestre di crescita, sostenuta dalla pelletteria e Brioni un momentum particolarmente solido. McQueen prosegue invece nel percorso di razionalizzazione.

Gioielli

Positiva la performance della divisione Kering Jewelry, che ha raggiunto ricavi record pari a 269 milioni di euro, in crescita del 14% a cambi correnti e del 22% a perimetro comparabile. Il retail diretto è aumentato del 28%, trainato soprattutto da Giappone e Asia-Pacifico, mentre il wholesale è cresciuto del 14%. In evidenza le performance di Boucheron, che ha registrato la crescita più elevata del gruppo, e di Pomellato.

Occhialeria

Prosegue la traiettoria positiva anche per Kering Eyewear, che ha archiviato il miglior trimestre di sempre con ricavi pari a 489 milioni di euro, in aumento del 3% su base reported e del 7% a perimetro comparabile. La crescita è stata sostenuta dalla domanda robusta e da nuovi lanci di prodotto, tra cui la collaborazione con Valentino.

Nel segmento Corporate & Other i ricavi si sono attestati a 30 milioni di euro, in calo del 7% a cambi correnti ma in crescita del 10% a perimetro comparabile, con una performance particolarmente positiva di Ginori 1735, in aumento a doppia cifra.

Le tensioni geopolitiche

Sul fronte geografico, il Medio Oriente continua a rappresentare una quota rilevante ma in fase di rallentamento: l’area conta circa 1.100 dipendenti e 79 boutique, pari a circa il 5% del retail globale del gruppo. Nel trimestre il canale retail ha registrato una flessione dell’11%, dopo un avvio d’anno positivo.

Stime future

Guardando alle prospettive, il gruppo sottolinea come il contesto resti ancora incerto, con un focus dichiarato su agilità operativa ed esecuzione strategica. L’obiettivo rimane quello di tornare a una crescita sostenibile e migliorare la redditività complessiva. Ulteriori dettagli saranno forniti in occasione del Capital Markets Day del 16 aprile 2026, denominato “ReconKering”.

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