I musulmani sciiti  piangono durante una cerimonia in occasione dell’Ashura, il giorno più sacro del calendario musulmano sciita, a Teheran (REUTERS)

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Guerra, ultime notizie. Iran accusa l’Italia dopo Rutte. Aragchi sente Tajani

Alta tensione Roma-Teheran il giorno dopo le parole di Rutte sui «500 aerei Usa decollati dalle basi italiane per l’Iran». Il ministero degli Esteri iraniano accusa l’Italia, assieme alla Romania, di essere «complice» della guerra di Trump. Tajani chiama Araghchi: «L’Italia non ha mai preso parte ad alcuna iniziativa militare e non ha mai autorizzato l’utilizzo delle basi per azioni di guerra contro l’Iran», assicura il titolare della Farnesina. A Roma non si placa l’irritazione contro il segretario generale della Nato. Per Crosetto, «le sue parole inopportune e superflue rischiano di avere conseguenze serie». L’Oman intanto rassicura: «Non ci saranno pedaggi a Hormuz»

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Wsj: pasdaran attaccano nave Singapore a Hormuz

Le forze iraniane hanno attaccato una nave cargo battente bandiera di Singapore nello Stretto di Hormuz, mettendo alla prova l’accordo raggiunto la scorsa settimana tra Stati Uniti e Iran per la riapertura del corridoio marittimo strategico. Lo riferisce il Wall Street Journal secondo cui l’episodio, attribuito ai Guardiani della Rivoluzione iraniani, secondo fonti statunitensi, arriva in un’area strategica per il transito dell’energia globale e già al centro delle tensioni regionali. L’attacco ha danneggiato il ponte della nave, senza provocare vittime, secondo quanto riferito dalle autorità marittime britanniche. L’azione è avvenuta poche ore dopo un avvertimento iraniano alle imbarcazioni, alle quali era stato intimato di non utilizzare rotte non autorizzate da Teheran nello Stretto.

25 giugno 2026

Agenzia Onu sospende piano evacuazione di Hormuz

L’Organizzazione marittima internazionale delle Nazioni Unite (Imo) ha annunciato la «sospensione temporanea delle operazioni di evacuazione» delle navi bloccate nello Stretto di Hormuz «in attesa di ulteriori chiarimenti» sull’attacco avvenuto oggi contro un’imbarcazione nel Golfo dell’Oman. «Dopo l’avvio del piano di evacuazione dell’Imo, grazie al quale diverse navi sono già state evacuate con successo, ho deciso di sospenderne temporaneamente l’attuazione in modo da riconfermare che le necessarie garanzie di sicurezza continuino a essere in vigore per le navi presenti nella nostra lista di evacuazione e per tutte quelle nella regione», ha detto il segretario generale dell’Imo, Arsenio Dominguez, precisando in una nota che la nave presa di mira «non ha transitato nell’ambito del piano di evacuazione dell’Imo».

25 giugno 2026

Rutte: «L’Italia ha fatto quanto previsto dai trattati bilaterali con gli Usa»

Durante una conferenza all’Atlantic Council Mark Rutte ha risposto ad una domanda sulla polemica sulle basi italiane. «L’Italia ha fatto quanto previsto dai trattati bilaterali con gli Stati Uniti, e nulla di più», ha chiarito il segretario generale della Nato. Mark Rutte ha affermato che 4mila-5mila aerei americani hanno usato basi in Europa per le operazioni contro l’Iran. «Capisco la delusione di Trump» nei confronti di Paesi che non hanno collaborato con gli Stati Uniti, «ma sono casi isolati», ha aggiunto.

25 giugno 2026

Meloni: «Mai partecipato al conflitto»

«Io ho condiviso ogni parola che il ministro Crosetto ha detto tra ieri e oggi. Noi non abbiamo partecipato al conflitto in Iran. Del resto, se avessimo partecipato al conflitto in Iran non si spiegherebbe, diciamo, questa delusione che viene reiterata da parte del presidente americano molto spesso. Noi abbiamo rispettato i nostri impegni cedendo le basi per attività che non erano cinetiche ma che erano di natura logistica e tecnica. E quando si sono prospettate delle richieste che esulavano da quel perimetro, noi non abbiamo concesso l’utilizzo, l’autorizzazione, come ripeto è ampiamente noto. Quindi il governo ha fatto esclusivamente quello che ha dichiarato Parlamento, come del resto lo stesso Mark Rutte ha confermato anche ieri dallo Studio Ovale». Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella conferenza stampa con il presidente francese Emmanuel Macron.

25 giugno 2026

Ministri degli Esteri di Usa e Golfo: «Per pace duratura affrontare anche missili e proxy Iran»

I ministri degli Esteri del Golfo e degli Stati Uniti affermano che nei negoziati con gli ayatollah devono essere affrontati anche i «proxy» di Teheran e il programma missilistico dell’Iran. «I ministri hanno sottolineato che una pace e una sicurezza regionali durature richiedono di affrontare l’intero spettro delle minacce rappresentate dall’Iran, compresi i suoi missili balistici, i droni e il sostegno ai gruppi alleati (proxy) nella regione», hanno dichiarato in un comunicato congiunto diffuso al termine di una riunione co-presieduta dal segretario di Stato statunitense Marco Rubio a Manama, capitale del Bahrein.

25 giugno 2026

Araghchi: «Serve smentita ufficiale sul coinvolgimento dell’Italia»

L’Iran ha chiesto «una smentita esplicita e ufficiale da parte del governo italiano delle affermazioni» fatte dal segretario generale della Nato riguardo all’uso delle basi italiane da parte degli Stati Uniti nelle operazioni contro l’Iran. È quanto si legge nella nota diffusa dal ministero degli Esteri iraniano sul colloquio avuto oggi dal ministro Abbas Araghchi con il titolare della Farnesina, Antonio Tajani, in cui si afferma che Tajani «ha categoricamente respinto le recenti dichiarazioni del Segretario generale della Nato in merito al presunto utilizzo di basi militari italiane da parte degli Stati Uniti in operazioni militari contro l’Iran». Araghchi «ha apprezzato la telefonata e il chiarimento fornito dal suo omologo italiano, pur sottolineando la necessità di una smentita esplicita e ufficiale delle dichiarazioni da parte del governo italiano».

25 giugno 2026

Iran, mercantile colpito nello stretto di Hormuz

Una nave mercantile è stata danneggiata al largo delle coste dell’Oman, nello Stretto di Hormuz, dopo essere stata colpita da un proiettile non identificato. Lo ha reso noto l’agenzia marittima britannica Ukmto, precisando che non si sono registrate vittime. «Una nave mercantile è stata colpita sul lato di dritta da un proiettile non identificato, che ha causato danni al ponte di comando. Il comandante ha riferito che non ci sono state vittime, né impatti ambientali», ha dichiarato l’Uk Maritime Trade Operations. La nave è stata colpita a 7,5 miglia nautiche, pari a 14 chilometri, a sud-est di Dahit, in Oman.

25 giugno 2026

Iraq, media: Baghdad valuta di uscire da Opec senza aumento produzione

L’Iraq ha preso in considerazione l’idea di lasciare l’OPEC se il gruppo dei produttori non consentirà a Baghdad di aumentare in modo significativo la produzione di petrolio. Secondo quanto riferito da fonti a Reuters, l’eventuale uscita dell’Iraq rappresenterebbe un duro colpo per l’OPEC, che ha visto gli Emirati Arabi Uniti abbandonare l’organizzazione meno di due mesi fa. Il Paese dipende dal petrolio per la maggior parte delle sue entrate, che sono diminuite da quando la guerra con l’Iran ha di fatto bloccato le esportazioni attraverso lo Stretto di Hormuz.

Un alto funzionario del ministero del petrolio iracheno ha dichiarato oggi a Reuters che il governo sta affrontando una crisi finanziaria a causa della guerra e che un aumento significativo della quota OPEC dovrebbe essere preso seriamente in considerazione.

L’Iraq aveva già valutato l’uscita dall’OPEC, ma il piano attuale è quello di rimanere membro e chiedere una quota più alta, ha aggiunto il funzionario a Reuters

25 giugno 2026

Media Libano, «tre morti e un ferito per raid israeliano»

Tre persone sono state uccise e una è rimasta ferita a seguito di un attacco israeliano che ha preso di mira un veicolo Honda Crv sulla strada tra Zawtar e Mayfadoun, nel sud del Libano. Lo riferisce l’agenzia di stampa libanese Nna.

25 giugno 2026

Idf, «ucciso a Gaza il comandante del centro produzione armi della Jihad Islamica»

’’Martedì, in un attacco mirato nell’area di Khan Younis, l’Idf ha eliminato il terrorista Adam Muhammad Ibrahim Abu Hadid, comandante del centro di produzione di armi dell’organizzazione terroristica Jihad Islamica’’. Lo comunica il portavoce dell’Idf in una nota, aggiungendo che ’’Abu Hadid era coinvolto in diverse fasi del processo produttivo e supervisionava le infrastrutture utilizzate per la fabbricazione di ulteriori armi destinate ad attaccare le truppe e i civili israeliani’’.

25 giugno 2026

Tajani ad Araghchi: «L’Italia non ha mai preso parte ad azioni belliche»

“Ho parlato con il ministro degli Esteri iraniano Araghchi. L’Italia non ha mai preso parte ad alcuna iniziativa militare e non ha mai autorizzato l’utilizzo delle basi per azioni di guerra contro l’Iran, nel rispetto più rigoroso dei trattati con gli Stati Uniti”. Così su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Ho chiesto che si torni a una piena apertura dello Stretto di Hormuz - aggiunge - favorendo il passaggio di tutte le navi cargo italiane ancora bloccate. La riapertura dell’ambasciata italiana a Teheran è un forte segnale di dialogo anche in vista della ripresa dei rapporti economici e culturali”

25 giugno 2026

Rubio: Trump «molto arrabbiato» con l’Italia e altri Paesi

Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha affermato che il presidente Donald Trump è “molto arrabbiato” con l’Italia e con altri Paesi per la posizione tenuta sulla crisi iraniana. “Lavoreremo alla questione insieme all’Italia”, ha comunque assicurato. Le dichiarazioni arrivano in una fase già delicata, dopo la polemica sulle basi Usa in Italia. Il tema era già emerso nella visita di Rubio a Roma dell’8 maggio, quando il segretario di Stato aveva chiesto agli alleati europei, Italia compresa, di passare dalle parole ai fatti contro Teheran e di sostenere gli sforzi americani sullo Stretto di Hormuz. Oggi, Rubio è impegnato nel Golfo per rassicurare gli alleati regionali sul quadro dell’intesa preliminare tra Stati Uniti e Iran. Rubio ha poi aggiunto che “gli accordi con l’Italia saranno firmati” e di aver parlato “lo scorso venerdì” con la sua controparte italiana.

25 giugno 2026

Rubio: «Pedaggio a Hormuz? Inaccettabile far pagare il passaggio»

Le parole del segretario di Stato Usa.

25 giugno 2026

Iran, Rubio: al potere ci sono ancora «religiosi radicali»

“Il sistema iraniano è guidato da religiosi radicali. È sempre stato così e continua a esserlo” ha dichiarato oggi il segretario di Stato americano Marco Rubio in un punto stampa in Bagrein, sottolineando che questo è “un dato di fatto”.

“Detto questo, dobbiamo anche gestire gli aspetti geopolitici di questa situazione. Se hanno cambiato mentalità, o se hanno modificato il loro approccio nei confronti degli Stati Uniti e dei loro vicini, allora daremo a questa opportunità una possibilità di funzionare”, ha specificato ancora Rubio, aggiungendo che “forse qualcosa è cambiato. Non sto dicendo che sia successo; sto dicendo che il presidente vuole verificare se sia davvero così”.

“Se lo è, lo scopriremo. Ma non lo scopriremo da ciò che dicono: lo scopriremo da ciò che fanno”, ha precisato Rubio.

25 giugno 2026

Israele, Katz: «Con l’Iran non possiamo accontentarci di ciò che è stato ottenuto finora»

Il ministro della Difesa Israel Katz, intervenendo alla conferenza ’Campagna Economica’ del comando per la lotta al terrorismo ha fatto riferimento alla guerra contro l’Iran: “Ogni dollaro che arriva in Iran è un dollaro che potrebbe finire nelle mani di Hezbollah, Hamas, Houthi e altri gruppi terroristici”. Pertanto, “non dobbiamo accontentarci di quanto abbiamo ottenuto finora”.

25 giugno 2026

Oman, non saranno imposte tariffe per transito in Stretto Hormuz

L’Oman ha ribadito la propria responsabilità, in qualità di Stato costiero, di sostenere la sicurezza marittima ai sensi del diritto internazionale, ma ha sottolineato che non saranno imposte tariffe di transito nello Stretto di Hormuz. La dichiarazione è stata fatta dal ministro degli Esteri omanita, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa di Stato dell’Oman, citata da Al-Jazeera. Il ministro ha parlato nel corso della riunione ministeriale congiunta fra i Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo (Gcc) e il segretario di Stato americano, tenutasi oggi in Bahrein. L’Oman ha espresso il proprio sostegno al memorandum d’intesa fra Stati Uniti e Iran e ha affermato che è importante per ripristinare la pace e garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz.

25 giugno 2026

Le celebrazioni musulmane per Ashura in Turchia

Si tratta di un evento celebrato nel mondo islamico per ricordare il giorno in cui Dio salvò Mosè e il suo popolo dal faraone d’Egitto spartendo miracolosamente le acque del mare. Se nel mondo sciita ha un’indole marcatamente luttuosa (e fa parte delle commemorazioni del Muharram).

A questo significato iniziale, gli sciiti aggiungono la commemorazione del martirio dell’imām al-Ḥusayn ibn ʿAlī e di 72 suoi seguaci per opera delle truppe del califfo omayyade Yazīd I. La strage avvenne il 10 del mese di muharram dell’anno 40 dell’Egira, e il lutto per l’evento, presso gli sciiti, dura 40 giorni.

Ragazze musulmane sciite portano zaini scolastici in memoria delle vittime dell’attentato dinamitardo contro una scuola femminile a Minab, in Iran, durante un corteo funebre in occasione dell’Ashura, il giorno più sacro del calendario musulmano sciita, a Istanbul, in Turchia, il 25 giugno 2026. REUTERS/Murad Sezer

25 giugno 2026

Basi Usa in Italia, quali sono e quali le funzioni strategiche

Andrea Carlidi Andrea Carli

Base militare Usa di Sigonella, pista aeroporto con scritta Nas e Etna innevata sullo sfondo/Foto Ufficio stampa Nas Sigonella ANSA

La polemica a distanza tra il segretario generale della Nato Mark Rutte e il governo Meloni sugli almeno 500 aerei statunitensi che, ha ricostruito l’ex premier dei Paesi Bassi, sono decollati dalle basi americane in Italia per supportare l’operazione americana Epic Fury contro l’Iran, ha messo ancora una volta sotto i riflettori il tema della presenza Usa sul territorio italiano. L’Italia ospita alcune delle installazioni logistiche e strategiche più importanti dell’intera scacchiera euro-mediterranea.

Se da una parte gli Usa hanno annunciato l’intenzione di ridurre la loro presenza nella Nato, anche a livello di militare, e il vertice Nato di Ankara del 7 e 8 luglio dovrebbe essere l’occasione per ufficializzare ai partner dell’Alleanza atlantica il nuovo assetto, le basi italiane non dovrebbero essere toccate da questa operazione di ridimensionamento. Il 15 giugno il ministro della Difesa Guido Crosetto ha incontrato a Washington, nella sede del Pentagono, il segretario alla Difesa americana Pete Hegseth. Al termine del faccia a faccia il responsabile della Difesa italiana ha fatto il punto di quello che era emerso durante l’incontro e ha confidato di non aver percepito la volontà di un disimpegno degli Stati Uniti dalle basi italiane. «Anzi, dal punto di vista bilaterale e della Nato la cooperazione con noi in qualche modo è molto importante per gli Stati Uniti», ha spiegato parlando con i media all’ambasciata a Washington. Quanto ad un disimpegno americano in Europa, Crosetto ha spiegato che si tratta di un piano di cui gli americani parlano da anni: un impegno minore. «Assetti che loro potrebbero ritirare dall’Europa ed essere sostituiti comodamente da assetti europei».

25 giugno 2026

Petroliera liberiana supera Hormuz seguendo rotta Onu-Oman

Una petroliera liberiana è riuscita a superare lo Stretto di Hormuz nonostante le minacce della Guardia Rivoluzionaria iraniana, utilizzando una nuova rotta vicino alle coste dell’Oman promossa dall’Organizzazione marittima internazionale delle Nazioni Unite (Imo). Il transito della Stoic Warrior e le minacce giungono in un momento di crescente tensione tra l’Iran e gli Stati Uniti riguardo ai termini dell’accordo provvisorio volto a porre fine in modo definitivo alla guerra.

25 giugno 2026

Cisgiordania, forze Israele uccidono un palestinese

Un palestinese di 32 anni, Mustafa Taha Mustafa al Khatib, è stato ucciso oggi dalle forze israeliane nella sua abitazione nel villaggio di Sarta, vicino a Salfit, in Cisgiordania. Lo riferiscono fonti palestinesi.

Secondo le fonti, i militari israeliani hanno fatto irruzione nel villaggio nelle prime ore del mattino e hanno aperto il fuoco contro al Khatib mentre si trovava in casa. Il corpo, hanno aggiunto, non è stato prelevato dall’esercito.

25 giugno 2026

Israele smentisce Usa su ritiro parziale dal Libano

Le forze armate israeliane hanno smentito la notizia di un parziale ritiro dal Libano meridionale diffusa da fonti del Dipartimento di Stato americano: è quanto riporta il Times of Israel.

Sebbene un possibile ritiro sia stato oggetto di discussione nel corso dei negoziati diretti fra Israele e Libano nessuna istruzione in merito è ancora arrivata dai vertici politici, secondo il comunicato diffuso da Idf.

Le fonti non avevano specificato né l’entità né la zona esatta del ritiro, precisando che il controllo della sicurezza nell’area sarebbe stato trasferito all’esercito libanese, secondo un modello che sarebbe poi stato replicato a tutta la regione occupata da Israele.

25 giugno 2026

Amb. Usa a Beirut: «Idf si ritirerà dal libano del sud ma non oggi»

L’ambasciatore Usa a Beirut Michel Issa, che è parte della delegazione nei colloqui a Washington tra Libano e Israele, ha dichiarato all’emittente libanese Al Jadeed “il ritiro dell’Idf dal sud del Libano avverrà ma non oggi”. “L’atmosfera dei colloqui è positiva, saranno selezionate delle zone pilota (nel sud del Libano), le future decisioni al termine dell’incontro di giovedì”, ha aggiunto.

25 giugno 2026

Israele si è ritirato da una parte della zona cuscinetto nel sud del Libano

Israele si è ritirato da una parte della zona cuscinetto nel sud Libano. Lo riportano i media israeliani citando un fonte americana di Reuters. Un funzionario del Dipartimento di Stato americano ha dichiarato che Israele si sta ritirando da alcune aree della zona di sicurezza “come gesto di buona volontà nei confronti del governo libanese’’, aggiungendo che l’esercito libanese si ristabilirà in queste aree. Una fonte della tv pubblica israeliana Kan ha smentito la notizia, nonostante nei giorni scorsi siano già stati registrati movimenti di truppe.

25 giugno 2026

Teheran: «Italia e Romania complici della guerra»

“L’Italia e la Romania sono esplicitamente nominate dal segretario generale della Nato come partecipanti all’aggressione contro l’Iran. Essi, insieme a tutti gli altri Paesi europei che hanno sostenuto l’aggressione americano-israeliana contro l’Iran, devono spiegare ai propri cittadini e al mondo perché hanno scelto di colludere in questo palese atto di aggressione e nella commissione di atrocità di massa contro le popolazioni iraniane a Minab, Lamerd, Teheran,Isfahan, Sanandaj, Hamadan, Tabriz, Shiraz, Bandar Abbas”. Lo scrive su X il portavoce degli Esteri iraniani Esmaeil Baqei dopo l’intervista di Mark Rutte a Fox.

25 giugno 2026

Il petrolio scende sotto i livelli pre guerra, Brent a 72 dollari

Il petrolio Brent, benchmark internazionale di riferimento per l’Europa, è sceso sotto i livelli precedenti all’attacco di Usa e Israele contro l’Iran, grazie alla graduale ripresa del traffico nello Stretto di Hormuz. Il prezzo del barile con consegna ad agosto ha perso nelle contrattazioni notturne oltre l’1%, raggiungendo i 72,44 dollari, rispetto alla chiusura di 72,48 dollari del 27 febbraio, il giorno prima dell’inizio del conflitto.

25 giugno 2026

Hegseth “pensiona” il generale Donahue: ultimo eroe americano

Angelica Migliorisidi Angelica Migliorisi

Il generale dell'Esercito statunitense Christopher Donahue, comandante generale dell'82ª Divisione aviotrasportata. (Foto AP, Archivio) AP Photo/undefined

Alle 23.59 del 30 agosto 2021, mentre Kabul sprofondava nel caos e vent’anni di guerra stavano finendo nel modo che Washington aveva sperato di evitare, un generale con il casco e il fucile in spalla attraversò la pista dell’aeroporto Hamid Karzai e salì sull’ultimo aereo militare in partenza dall’Afghanistan. La fotografia venne scattata attraverso un visore notturno. L’immagine era verdastra, sgranata. Sarebbe diventata uno dei simboli dell’America post-11 settembre.

L’uomo ritratto era Christopher Donahue, comandante della 82ª Divisione Aviotrasportata, una delle unità più celebri dell’esercito a stelle e strisce. Quella notte fu lui a salire a bordo dell’ultimo volo americano in partenza da Kabul, chiudendo simbolicamente una guerra costata agli americani oltre duemila militari e migliaia di miliardi di dollari.

25 giugno 2026

Unicef, nel 2025 accertate 38.558 gravi violazioni ai danni dei bambini

“L’ultimo rapporto del Segretario Generale sui bambini e i conflitti armati documenta 38.558 gravi violazioni accertate ai danni dei bambini nel 2025. Dietro quel numero ci sono bambini uccisi e mutilati, reclutati e utilizzati da forze armate e gruppi armate, rapiti, sottoposti a violenze sessuali, a cui è stata negata l’assistenza umanitaria e privati dell’istruzione, della salute e della protezione”. Lo dichiara Catherine Russell, direttrice generale dell’Unicef.

Si tratta di “cifre allarmanti che raccontano solo una parte della storia. Molte altre violazioni non vengono segnalate a causa dell’insicurezza, delle difficoltà di accesso, del timore di ripercussioni”. Il rapporto evidenzia inoltre “uno sviluppo profondamente preoccupante: per la prima volta, le forze governative e gli attori ad esse affiliati sono responsabili di violazioni più gravi nei confronti dei minori rispetto ai gruppi armati non statali”. E segnala diverse altre tendenze allarmanti. “In primo luogo, i bambini continuano a essere uccisi e mutilati in numero impressionante dalle armi esplosive nelle aree popolate”.

Nel 2025, quasi il 70% delle vittime tra i bambini è stato causato da armi esplosive. I numeri più elevati sono stati verificati in Ucraina, Afghanistan, Myanmar, Israele, nello Stato di Palestina e in Libano. E cresce il numero di bambini vittime di molteplici e gravi violazioni. Nel 2025 è salito ancora superando la soglia di 3.100. “Ciò significa che a un singolo bambino sono accadute diverse cose terribili. Viene rapito o reclutato e, in molti casi, è anche vittima di stupro o altre forme di violenza sessuale.” In aumento anche i casi in cui viene negato l’accesso umanitario.

Nel 2025, le Nazioni Unite hanno verificato oltre 8.000 episodi che hanno comportato restrizioni alle operazioni umanitarie, attacchi al personale e alle risorse umanitarie e interferenze con la fornitura di assistenza. I numeri più elevati sono stati riscontrati in Israele e nello Stato di Palestina, in Libia e in Ucraina. Inoltre gli stessi operatori umanitari sono sempre più spesso oggetto di attacchi: quelli locali impegnati in prima linea nelle crisi che colpiscono le loro stesse comunità costituiscono la maggior parte delle persone uccise, ferite o detenute. Anche il crescente utilizzo di droni suscita serie preoccupazioni.

Al di là del rischio immediato di morte o ferite, i droni possono anche avere gravi ripercussioni psicologiche sui bambini. “Nonostante queste tendenze preoccupanti, ci sono alcuni motivi di speranza- nota Russell- Nel 2025, oltre 13.000 bambini hanno lasciato le forze armate o i gruppi armati. Questi bambini hanno ricevuto sostegno per il reinserimento e la protezione dall’Unicef e dai nostri partner”.

25 giugno 2026

La guerra per immagini

Guerra in Iran e Medio Oriente, 25 giugno.

Guerra in Iran e Medio Oriente, 25 giugno

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25 giugno 2026

La Casa Bianca chiede al Congresso 88 mld di dollari di fondi aggiuntivi

La Casa Bianca ha chiesto al Congresso degli Stati Uniti quasi 88 miliardi di dollari in fondi aggiuntivi, la «maggior parte» dei quali serve per far fronte a «esigenze urgenti» legate alla guerra in Iran. Più di 67 miliardi di dollari verrebbero assegnati al Pentagono – nello specifico per i «costi operativi» del conflitto avviato da Stati Uniti e Israele il 28 febbraio e per «rifornire le scorte di munizioni» – secondo quanto indicato in una lettera inviata al Congresso da Russ Vought, responsabile del bilancio della Casa Bianca.

A marzo, il Segretario alla Difesa Pete Hegseth aveva ipotizzato che il Pentagono potesse necessitare di ulteriori 200 miliardi di dollari per finanziare la guerra. La richiesta dell’amministrazione Trump potrebbe scontrarsi con l’opposizione del Congresso, dove quasi tutti i Democratici hanno contestato il conflitto fin dall’inizio e dove alcuni parlamentari della maggioranza repubblicana iniziano a mettere in discussione i costi che ne derivano.

«Il presidente Trump sta chiedendo ai contribuenti di rimediare al disastro che lui stesso ha creato», ha dichiarato in un comunicato il leader della minoranza al Senato, Chuck Schumer. «Dopo aver trascinato l’America in una guerra irresponsabile, ora vuole che il Congresso gli consegni decine di miliardi di dollari in più per riparare i danni, mentre le famiglie pagano prezzi sempre più alti», ha aggiunto, definendo l’iniziativa un «assegno in bianco per Trump».

25 giugno 2026

Per Teheran nessun passaggio da Hormuz senza loro autorizzazione

I Guardiani della rivoluzione iraniani hanno messo in guardia contro qualsiasi transito nello Stretto di Hormuz privo della loro autorizzazione, minacciando di adottare «misure appropriate» nei confronti delle imbarcazioni inadempienti. L’Iran sta valutando l’introduzione di “tariffe di transito” (inesistenti prima del conflitto), mentre gli Stati Uniti si oppongono a tale iniziativa sostenendo che si tratti di una «via navigabile internazionale», nonostante le acque dello stretto bagnino le coste sia dell’Iran che del Sultanato dell’Oman.

«L’unica rotta autorizzata per il passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz è quella annunciata dalla Repubblica Islamica dell’Iran», hanno dichiarato i Guardiani della rivoluzione. Qualsiasi transito non autorizzato dall’Iran è definito «inaccettabile e pericoloso» e comporterà l’adozione di «misure appropriate»; tale avvertimento è contenuto in una nota che critica «l’annuncio, da parte di alcune autorità, di una nuova rotta marittima».

Il testo aggiunge che «la Repubblica Islamica dell’Iran adotterà ogni misura possibile per garantire il transito sicuro delle navi commerciali».

25 giugno 2026

Teheran: «Nato complice degli Usa nella guerra»

Teheran accusa la Nato di “complicità” nella guerra israelo-americana contro l’Iran, dopo che ieri il segretario generale del blocco ha sottolineato il sostegno dell’Alleanza agli Usa. In risposta alle critiche del presidente statunitense Donald Trump nei confronti degli alleati per non aver sostenuto la guerra, il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha dichiarato a Fox News che centinaia di aerei americani sono decollati da basi in Italia. “Paese dopo Paese, alleato dopo alleato, hanno messo a disposizione le proprie basi per Epic Fury”, ha dichiarato Rutte a Fox News, riferendosi all’operazione militare statunitense in Iran. “Cinquecento aerei statunitensi sono decollati da basi americane in Italia per supportare Epic Fury”. Rutte ha anche dichiarato a Fox News che la Romania “ha ridotto i voli aerei commerciali e il numero di aerei perché doveva utilizzare gli aeroporti per le infrastrutture di rifornimento in volo” durante la guerra con l’Iran. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, condanna la presunta ammissione da parte del segretario generale della Nato di una “complicità attiva” nella “guerra illegale”. “Si tratta di un’ammissione chiara e inequivocabile della complicità attiva della Nato in una guerra di aggressione illegale contro uno Stato membro sovrano delle Nazioni Unite”, scrive Baghaei su X, accusando la Nato di “una flagrante violazione delle norme imperative del diritto internazionale e dei principi cardine della Carta delle Nazioni Unite”. L’Italia si è affrettata a prendere le distanze dalle parole di Rutte, che, secondo il Ministero della Difesa ha trasmesso “un messaggio completamente fuorviante, confondendo la tipologia dei voli autorizzati”. L’Italia ha dichiarato di aver consentito solo voli statunitensi “tecnici e logistici” durante la missione Epic Fury, in base agli accordi esistenti con gli Stati Uniti.

25 giugno 2026

Usa, Senato repubblicano fa retromarcia su Iran

Il Senato Usa ha respinto una risoluzione che puntava a impedire al presidente Usa Donald Trump di riprendere la guerra con l’Iran, appena un giorno dopo l’approvazione di una misura quasi identica che aveva rappresentato un richiamo simbolico alla gestione del conflitto da parte della Casa bianca.

La risoluzione è stata bocciata con 50 voti contro 47 in un voto procedurale a tarda sera. Il senatore repubblicano Bill Cassidy, della Louisiana, che martedì aveva votato con i democratici a favore della precedente risoluzione, ha cambiato posizione e si è opposto all’avanzamento della nuova misura. Il senatore repubblicano Rand Paul, del Kentucky, che aveva votato a favore di tutte le precedenti risoluzioni dall’inizio della guerra, ha votato “presente”.

“La mia opinione sul dibattito tra guerra e potere esecutivo non è cambiata e ho votato in questo modo diverse volte”, ha scritto Paul su X. “Ma poiché le ostilità sembrano concluse e il presidente mi ha chiesto di considerare la sua posizione negoziale, lo farò. Il mio voto di presente è un modo per dare al presidente più spazio e leva per negoziare una pace duratura”, ha detto.

Due repubblicane, Lisa Murkowski dell’Alaska e Susan Collins del Maine, hanno votato con i democratici per far avanzare la risoluzione. Un democratico, John Fetterman della Pennsylvania, ha votato contro.

Il voto rappresenta una sconfitta per i democratici, che il giorno precedente avevano celebrato l’approvazione di una risoluzione sui poteri di guerra come una critica simbolica a un conflitto impopolare. Ma la decisione di mercoledì sera non modifica né cancella la risoluzione già approvata: blocca soltanto l’avanzamento di un’altra misura analoga.

25 giugno 2026

Il Segretario di Stato Usa Marco Rubio in Bahrein

Il Segretario di Stato Usa Marco Rubio incontrerà oggi i funzionari del Bahrein nell’ultima tappa di un viaggio in Medio Oriente, durante il quale ha cercato di promuovere l’accordo con l’Iran dell’amministrazione Trump presso gli alleati arabi del Golfo, che si mostrano scettici.

Rubio ha riconosciuto la delicatezza della sua missione nel presentare l’accordo di pace ai leader arabi del Golfo, i quali temono che concessioni eccessive possano rafforzare Teheran e ridefinire l’equilibrio della sicurezza regionale e dei flussi petroliferi.

Arrivato mercoledì sera nella capitale del Bahrain, Manama — che ospita il quartier generale della Quinta Flotta della Marina statunitense — Rubio incontrerà anche il Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC), un gruppo di sei monarchie sunnite che comprende Arabia Saudita, Qatar, Oman, Emirati Arabi Uniti e Kuwait.

Il suo tour di tre giorni nel Golfo ricco di petrolio è la prima missione diplomatica di alto livello dopo l’accordo quadro tra Stati Uniti e Iran della scorsa settimana per porre fine al conflitto.

«Non faremo nulla che possa compromettere la sicurezza dei nostri alleati, dei nostri storici alleati nella regione», ha dichiarato ai giornalisti in Kuwait.

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