La polemica

Rutte: dall’Italia 500 voli Usa contro l’Iran, governo smentisce

Le dichiarazioni del segretario Nato scatenano polemiche in Italia, opposizioni chiedono chiarimenti mentre la Difesa nega coinvolgimenti militari diretti dalle basi nazionali

di Manuela Perrone

Il segretario generale della NATO Mark Rutte (a sinistra) e il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Pete Hegseth (a destra) prima di una riunione dei ministri della Difesa della NATO presso la sede dell’Alleanza a Bruxelles, in Belgio, il 18 giugno 2026.  EPA/Olivier Hoslet EPA

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«Comprendo perfettamente la delusione, ma se prendiamo ad esempio l’Italia, 500 aerei statunitensi sono decollati dalle basi americane in Italia per supportare l’operazione. Quindi si tratta di un numero enorme». Le parole di Mark Rutte, pronunciate in un’intervista a Fox News, arrivano in Italia a metà mattina e scatenano il putiferio tra le opposizioni che partono all’attacco di Giorgia Meloni e del Governo. Replica il ministero della Difesa, guidato da Guido Crosetto: «Solo voli conformi ai trattati, il messaggio di Rutte è totalmente fallace». Poi lo stesso ministro si dice disponibile a riferire in Parlamento.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Rutte: «Trump leader del mondo libero»

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Il segretario generale della Nato è a Washington per incontrare Donald Trump e nel pomeriggio si collegherà al vertice E5 a Berlino dove è attesa Meloni. Rutte ha difeso a spada tratta il presidente americano, definendolo «il leader del mondo libero» e sostenendo non solo che gli alleati europei e canadesi sono pronti a seguirne la linea su Iran, libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, aumento della spesa militare e guerra in Ucraina, ma anche che il vertice Nato di Ankara, il 7 e 8 luglio, servirà a consolidare la leadership di Trump. Gli alleati «vogliono seguirlo», ha detto Rutte riferendosi al tycoon. «Sono assolutamente sicuro che, come il G7 è stato un grande successo, anche ad Ankara vedremo i 42 Paesi arrivare a conclusioni comuni».

Bonelli (Avs): «Meloni sbugiardata da Rutte»

Come era prevedibile, però, i numeri snocciolati da Rutte - oltre a quelli italiani, il segretario Nato ha evidenziato che se si guarda a tutta l’Europa sono state tra 4mila e 5mila le missioni di volo in cui si è sostanziato il supporto europeo all’azione militare statunitense contro l’Iran - suscitano la levata di scudi del centrosinistra. «Le parole di Rutte sono gravissime e sbugiardano Giorgia Meloni», mette a verbale per primo Angelo Bonelli da Avs. «Meloni ha ingannato gli italiani e il Parlamento: 500 voli militari americani sono decollati dalle basi Nato presenti in Italia a sostegno di Epic Fury, la guerra di Trump e Netanyahu contro l’Iran». Per il deputato, «è lecito pensare che gli scambi di accuse tra la premier e il presidente degli Stati Uniti siano stati una sceneggiata per coprire il sostegno militare garantito dalle basi italiane agli aerei Usa. Meloni chiarisca immediatamente quanto accaduto e riferisca al Parlamento».

Provenzano (Pd): «Meloni chiarisca con urgenza»

Anche per il responsabile Esteri del Pd, Giuseppe Provenzano, le dichiarazioni di Rutte «esigono un immediato chiarimento dal Governo», perché Meloni «aveva assicurato che l’Italia non sarebbe stata coinvolta» nella «guerra illegale di Trump e Netanyahu all’Iran, contraria ai nostri principi e ai nostri interessi». Secondo Rutte, aggiunge il deputato, l’Europa «si è trasformata in una piattaforma di proiezione della potenza americana, cioè della logica di potenza trumpiana, della legge del più forte in violazione del diritto internazionale». La presidente del Consiglio «ha il dovere di chiarire con urgenza queste gravi affermazioni».

Conte (M5S): «Crollano le favolette del Governo»

A stretto giro giunge anche la dura reazione del M5S, che con il leader Giuseppe Conte attacca: «Crollano le favolette del Governo e dei suoi trombettieri. Le parole di Rutte ci confermano quello che abbiamo sempre sostenuto. Quello di Trump è solo un richiamo all’ordine per un Governo che ha sempre detto sì: 500 aerei partiti dall’Italia per una guerra illegittima in Iran in cui Netanyahu ha trascinato Trump e che ha danneggiato pesantemente l’economia italiana». Anche per l’ex premier, «è doveroso che la presidente Meloni venga a fornire necessari chiarimenti al Parlamento e al Paese».

La Difesa: «Trattati sempre rispettati»

Prova a spegnere il fuoco delle polemiche che bolla come «inutili e pretestuose» il ministero di Crosetto, che non risparmia critiche a Rutte. «La Difesa - si legge in una nota - ribadisce senza tema di smentita che l’Italia, e il ministero della Difesa, ha sempre operato nel pieno rispetto della Costituzione, dei trattati internazionali, degli indirizzi parlamentari e degli accordi che regolano la presenza e l’utilizzo delle basi alleate sul territorio nazionale, senza autorizzare né consentire attività al di fuori delle previsioni vigenti».

Autorizzate solo attività tecniche e logistiche

Come chiarito da Crosetto in Parlamento, continua il dicastero, « il Governo ha fatto esattamente quanto dichiarato alle Camere: sono state autorizzate esclusivamente attività di natura tecnica e logistica, non cinetiche, nell’ambito delle procedure previste dagli accordi esistenti. Le volte in cui si è prospettata una richiesta che esulava da questo perimetro, come è noto, l’Italia non ha concesso l’autorizzazione». Il caso è quello ormai celebre del “no” a Sigonella, più volte rimproverato da Trump a Meloni nelle bordate degli ultimi giorni.

«Totalmente fallace» il messaggio di Rutte

Il ministero va oltre. «Sorprende che il segretario della Nato, che nulla ha a che fare con l’operazione Epic Fury, faccia una ricostruzione che trasmette un messaggio totalmente fallace confondendo la tipologia dei voli autorizzati. Sarebbe bastato un approfondimento alla fonte per poter avere la reale rappresentazione di ciò che è avvenuto (e avviene ogni giorno): l’Italia autorizza esclusivamente i voli che sono previsti dai trattati e che escludono totalmente le attività cinetiche. Come sempre ha fatto e come continuerà a fare in vigenza degli attuali accordi».

La Nato: Rutte ha sottolineato il rispetto degli accordi con Usa

Più tardi arriva la puntualizzazione di un funzionario Nato, secondo cui il segretario generale ha voluto sottolineare come gli alleati, tra cui l’Italia, «abbiano dato attuazione agli accordi bilaterali esistenti in materia di basi militari e sorvoli». Qualche ora dopo un’altra precisazione di un portavoce: «Il tipo di supporto a cui si riferiva il segretario generale Mark Rutte riguarda la logistica o l’assistenza tecnica».

Crosetto e Tajani pronti a chiarire in Parlamento

Una precisazione che chiarisce meglio l’intento di Rutte: tentare di appianare i dissidi tra una sponda e l’altra dell’Atlantico prima del faccia a faccia con Trump. Senza tenere però in considerazione quanto la materia sia “esplosiva” all’interno di ogni Paese e in particolare in Italia. Dove il riarmo e, soprattutto, la vicinanza a Trump sono ogni giorno che passa più indigesti. Sia Crosetto sia il vicepremier Antonio Tajani si dicono comunque disposti a riferire in Parlamento.

L’ambasciatore Fertitta: «Da Meloni lavoro eccellente»

Getta acqua sul fuoco dell’ennesimo incidente anche l’ambasciatore Usa in Italia, Tilman J. Fertitta: ai microfoni di Sky T24 ha detto che Meloni «ha fatto un lavoro eccellente in Italia in questi cinque annni e ha portato l’Italia a diventare leader mondiale e gode di grande rispetto. Penso che gli italiani siano intelligenti e che continueranno a prendere le decisioni giuste nella loro leadership». Un endorsement in piena regola.

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