
17 giugno 2026
Guerra ultime notizie. Usa pubblicano l’accordo con l’Iran, dal fondo da 300 miliardi al petrolio
Le autorità americane hanno diffuso il testo dell’intesa. La firma prevista nei prossimi giorni
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17 giugno 2026Aggiornamento fissato
Intesa Usa-Iran: il testo integrale del memorandum diffuso dalle autorità americane

Le autorità americane hanno diffuso il contenuto del memorandum di intesa firmato tra Stati Uniti e Iran. Il documento prevede un cessate il fuoco e diversi impegni sia da parte americana che della Repubblica Islamica come base per i negoziati su una pace definitiva.
Di seguito il testo definitivo del “Memorandum of Understanding” tra Iran e Stati Uniti, la cui versione inglese è stata diffusa il 17 giugno.
17 giugno 2026
Trump ricorre ad una legge di guerra per aumentare le produzione di armi
Donald Trump ha invocato una legge di guerra, il Defense Production Act, per costringere le aziende della difesa a produrre più armi per far fronte alle scorte sempre più limitate in seguito al conflitto in Iran. La decisione mostra la preoccupazione diffusa all’interno dell’amministrazione sulle scorte di armi americane, fortemente ridotte a causa dell’Iran e delle guerre a Gaza e in Ucraina.
17 giugno 2026
Iran, Trump: ingiusto che non abbia missili balistici se altri Paesi li hanno
Il presidente americano Donald Trump ha detto di ritenere ’’ingiusto’’ che l’Iran non abbia missili balistici. ’’Se altri Paesi ne hanno, è un po’ ingiusto che loro non ne abbiano”, ha dichiarato ai giornalisti all’aeroporto di Orly. “Un missile balistico non è la stessa cosa di ciò di cui parliamo quando parliamo di nucleare, ma se l’Arabia Saudita e il Qatar e tutti ne hanno, ne possiedono, direi che in proporzione relativa penso che vada bene. Questo è ciò che intendo”, ha detto Trump.
Petroliere e navi mercantili nel Golfo di Oman , lungo le rotte marittime che collegano lo Stretto di Hormuz e il Mar Arabico, martedì 16 giugno 2026. (AP Photo) Associate Press/ LaPresse APN
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17 giugno 2026
Trump: scadenza 60 giorni non è inderogabile, può servire di più
I 60 giorni per negoziare con l’Iran non sono una scadenza inderogabile. Lo ha detto Donald Trump sottolineando che potrebbe servire più tempo per un accordo definitivo. “Finché si comportano bene, non mi interessa”, ha osservato il presidente.
17 giugno 2026
Netanyahu nega di aver ricevuto copia accordo, «se riesce successo clamoroso»
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha negato pubblicamente di aver ricevuto copia dell’accordo che gli Stati Uniti hanno raggiunto con l’Iran. Lo riporta il Guadian ma, secondo quanto riferito a Channel 12 da alti funzionari americani, il premier israeliano avrebbe riconosciuto privatamente che l’accordo sarebbe un «successo clamoroso» se attuato come previsto. «Non ci ha chiesto una copia, ma abbiamo tenuto lui e il suo team costantemente aggiornati sugli sviluppi», hanno dichiarato ai giornalisti i funzionari dell’Amministrazione Trump. I funzionari americani respingono le notizie diffuse dai media israeliani secondo cui a Netanyahu sarebbe stata negata la conoscenza del contenuto dell’accordo, affermando che, anche se a Netanyahu non è stato fornito il testo integrale del documento negli ultimi due giorni, il premier era a conoscenza del suo contenuto durante tutto il processo.
17 giugno 2026
Hormuz, Confitarma dice no a qualunque forma di pedaggio

Confitarma esprime una «ferma e unanime contrarietà a qualunque forma di pedaggio nello Stretto di Hormuz». La posizione della Confederazione degli armatori è emersa con forza durante il consiglio generale e l’assemblea privata, che si sono tenuti a Napoli, presso la sede del gruppo Grimaldi. «Il diritto di passaggio delle navi in transito attraverso gli stretti internazionali - ha detto il presidente dell’associazione, Mario Zanetti - deve essere libero e non può essere soggetto a limitazioni e a pedaggi, siano essi espliciti o mascherati. Ribadiamo il principio fondamentale della libertà di navigazione, da cui dipendono gli approvvigionamenti energetici, il commercio internazionale e la competitività del nostro Paese».
A questo proposito, durante il consiglio si è posta l’attenzione sul fatto che il pagamento, da parte degli armatori, di un pedaggio o di un qualsiasi servizio a favore di uno Stato sanzionato, come attualmente è l’Iran, potrebbe configurarsi come una violazione del regime sanzionatorio Ue e quindi comportare anche violazioni delle clausole contrattuali dei finanziamenti bancari già in essere.
17 giugno 2026
Accordo Usa-Iran, circolano i primi dettagli

Gli Stati Uniti e l’Iran si preparano a firmare formalmente un accordo di pace provvisorio che ha già portato entrambe le parti a rivendicare la vittoria, sebbene i dettagli dell’intesa stiano emergendo in modo incompleto e gli esperti del settore energetico siano scettici sulla rapidità con cui potrà riaprire lo Stretto di Hormuz. Teheran ha inoltre detto che la versione dell’accordo circolata sui media è inesatta.
Il testo del cosiddetto memorandum d’intesa – che apre la strada a due mesi di negoziati sul programma nucleare iraniano e su altre questioni – non è ancora stato pubblicato. Una bozza quasi definitiva, visionata da Bloomberg News, mostra che l’Iran dovrebbe ottenere una deroga alle sanzioni che gli consentirà di vendere petrolio immediatamente, mentre altri incentivi finanziari saranno rinviati.
17 giugno 2026
Usa pubblicano l’accordo con l’Iran, dal fondo da 300 miliardi al petrolio
Le autorità americane hanno diffuso il testo del memorandum of understanding con l’Iran. Nel documento gli Stati Uniti si impegnano a un fondo di 300 miliardi di dollari per l’Iran in caso di accordo definitivo e assicurano che l’Iran sarà autorizzato a vendere il petrolio dopo la firma del protocollo d’accordo. Il testo dell’accordo è stato letto da un funzionario americano durante una conference call. I 14 paragrafi includono le indiscrezioni finora circolate, incluso l’impegno americano a revocare ogni tipo di sanzione sulla base di un calendario concordato nell’ambito dell’accordo definitivo. Washington si impegna inoltre a rendere pienamente disponibili i fondi congelati dell’Iran a seguito dell’attuazione del memorandum. «Gli Stati Uniti e l’Iran concorderanno reciprocamente le procedure relative allo sblocco di tali fondi nel corso del negoziato», si legge nell’accordo.
17 giugno 2026
Trump: «Vance firmerà accordo, se non va in porto gli darò la colpa»
Sarà il vice presidente americano JD Vance a firmare l’accordo con l’Iran, «se andrà a buon fine, mi prenderò il merito. Se non andrà a buon fine, darò la colpa a JD». Lo ha detto il presidente americano Donald Trump concludendo la conferenza stampa a Evian, dove ha partecipato al G7. «Faresti meglio a stare attento, JD, farà inversione di rotta con l’aereo e se ne andrà di corsa. Sì, mi piace l’idea. Penso sia una buona idea», ha concluso Trump.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, insieme al segretario al Commercio Howard Lutnick e al segretario di Stato Marco Rubio, tiene una conferenza stampa durante il vertice del G7 a Evian-les-Bains, in Francia, il 17 giugno 2026. REUTERS/Evelyn Hockstein
17 giugno 2026
Trump: «Voglio ringraziare Xi e Putin, sull’Iran sono stati neutrali»
«Voglio ringraziare il presidente Xi» perché nella guerra con l’Iran «è stato neutrale» e «ci ha reso le cose molto più semplici». E «anche Putin è stato neutrale». Lo ha detto il presidente americano Donald Trump in conferenza stampa al termine del G7 di Evian in Francia.
17 giugno 2026
Iran, leader Hezbollah «Accordo è grande vittoria per Teheran»
Il segretario generale di Hezbollah Naim Qassem ha detto di considerare l’accordo fra Stati Uniti e Iran come una «grande vittoria» per Teheran e di un «momento chiave» per il Libano. In un messaggio trasmesso in televisione, si è felicitato con gli iraniani , con la resistenza e i popoli assetati, l’indipendenza di indipendenza e libertà per questa grande vittoria» e ha sollecitato il Libano «a trarne proditto per espellere Israele» dal territorio libanese.
17 giugno 2026
Trump: «Se l’Iran non rispetta l’accordo, riprenderemo a bombardare»
«Se l’accordo non sarà rispettato, se non faranno quello che hanno detto, riprenderemo a bombardare»: lo ha ribadito il presidente americano Donald Trump nella conferenza stampa conclusiva del vertice G7 di Evian. «L’accordo con l’Iran raggiunge tutti gli obiettivi prefissati», compresa la distruzione delle “strutture con l’uranio arricchito colpite dai nostri B52. Abbiamo l’esercito migliore e più potente del mondo».
17 giugno 2026
Iran, Trump: «Memorandum sarà firmato domani o venerdì»
Il memorandum d’intesa con l’Iran sarà firmato «a breve, domani o forse il giorno dopo» Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, durante una conferenza stampa a Evian. Il presidente ha poi aggiunto che Washington e Teheran «molto probabilmente firmeranno un accordo».
17 giugno 2026
La Cina all’Iran, tutte le parti rispettino accordo per la fine della guerra
Il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha dichiarato al suo omologo iraniano, Abbas Araghchi, che è «fondamentale» che tutte le parti «attuino realmente» i propri impegni dopo che Teheran e Washington hanno raggiunto un memorandum d’intesa per porre fine alla guerra. Lo ha riferito il ministero degli Esteri di Pechino. «L’alba della pace è già sorta, il passo fondamentale per il futuro è che tutte le parti attuino realmente i propri impegni ed eliminino le interferenze da parte di vari schieramenti», ha detto Wang Yi ad Abbas Araghchi in una telefonata. «La Cina ha sempre sostenuto le rivendicazioni ragionevoli e legittime dell’Iran e gli sforzi dell’Iran per salvaguardare la propria sovranità e sicurezza», ha aggiunto Wang. Il ministro degli Esteri cinese ha anche chiesto che la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz sia «gestita in modo appropriato, rispondendo con prudenza alle diffuse preoccupazioni della comunità internazionale».
17 giugno 2026
Axios, mediatori Iran-Usa valutano di anticipare la firma, forse oggi
I mediatori di Iran e Stati Uniti stanno valutando di firmare il memorandum d’intesa da remoto già oggi, anziché di persona venerdì. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali la firma elettronica farebbe entrare in vigore prima le disposizioni dell’accordo per lo Stretto di Hormuz.
17 giugno 2026
G7, Macron: bene accordo Usa-Iran, passaggio Hormuz sia libero
Il G7 ha accolto con favore la dichiarazione d’intenti tra Stati uniti e Iran e ha riaffermato la necessità di garantire il passaggio senza ostacoli e senza pedaggi nello Stretto di Hormuz. Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron nella conferenza stampa conclusiva del vertice di Evian, spiegando che il dossier è stato discusso con Qatar, Egitto ed Emirati arabi uniti. «Abbiamo unanimemente salutato il buon accordo concluso tra gli Stati uniti d’America e l’Iran e ottenuto dal presidente Trump», ha dichiarato Macron. «È un accordo che sosteniamo perché mette fine a una situazione di grandissima instabilità, le cui conseguenze per le nostre economie erano terribili», ha aggiunto il presidente francese, sottolineando che gli effetti della crisi erano visibili «nella vita di tutti i giorni», sulle imprese e sui cittadini.
Macron ha spiegato che il G7 ha riaffermato un principio centrale per la sicurezza energetica e commerciale internazionale. «Il diritto di passaggio in transito senza ostacoli, senza pedaggi, attraverso lo Stretto di Hormuz era la pietra angolare dell’inizio di questo accordo», ha detto, precisando che questo principio «comincia da adesso». Il presidente francese ha poi indicato la disponibilità di Francia e Regno unito a sostenere la ripresa del traffico marittimo nell’area. «Abbiamo convenuto che l’iniziativa multinazionale e indipendente in materia di difesa, co-costruita dalla Francia e dal Regno unito, era pronta a svolgere un ruolo importante per facilitare la ripresa del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, proteggendo le navi mercantili», ha affermato.
17 giugno 2026
Iran, Meloni: pace fragile, elezioni Israele non la mettano a rischio
In Medio Oriente bisogna «favorire soluzioni duratore e strutturali che superino la logica di tregue di breve periodo. Ci aspettiamo che Israele operi come attore positivo nel percorso di pace» con l’auspicio che «la campagna elettorale» in Israele «non metta a repentaglio il percorso che gli stati Uniti hanno avviato». Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in conferenza stampa al G7 di Evian. Successivamente, rispondendo ad una domanda sul tema, la premier ha sottolineato ancora: «La pace è fragile, va costruita e accompagnata ogni giorno ed è quello che faremo». Su Israele «ho detto che bisogna fare attenzione a un dibattito interno in campagna elettorale che può avere toni più esasperati. Ho letto Ben Gvir che dice che non si sente vincolato da Trump, bisogna fare attenzione a questa dinamica. Così come bisogna verificare quanto l’Iran sia sincero nel voler chiudere questa pagina. C’è una fragilità, che però può portare a una situazione più stabile di quella prima della guerra: dipende da come lavoreremo in questi mesi».
17 giugno 2026
Trump: «L’accordo di Obama sull’Iran era stupido, il mio è un muro anti-nucleare»
«L’accordo di Obama con l’Iran era il più stupido di tutti. Una strada verso il nucleare. Il mio è un muro». Lo ha ribadito Donald Trump a margine di un incontro con il premier indiano Narendra Modi al G7.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump incontra il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi a margine del vertice del G7, mercoledì 17 giugno 2026, a Evian-les-Bains, in Francia. (Foto AP/Julia Demaree Nikhinson) Associated Press/ LaPresse Solo Italia e Spagna
17 giugno 2026
Iran, Vance: «Testo accordo sarà pubblico entro venerdì»
Il testo dell’accordo tra Stati Uniti e Iran sarà reso pubblico «al più tardi venerdì», con la Casa Bianca che però sta spingendo per anticiparne la pubblicazione. Lo ha dichiarato il vicepresidente Jd Vance in un’intervista a Cbs, spiegando che i mediatori di Qatar e Pakistan avrebbero chiesto un rinvio della diffusione. «Stiamo cercando di convincerli a pubblicarlo oggi, perché voglimo dire al popolo americano cosa c’è dentro questo accordo», ha affermato Vance, aggiungendo che il documento sarebbe stato «mal rappresentato» nel dibattito pubblico e definendolo «un buon accordo per il popolo americano». Nel delineare i contenuti dell’intesa, Vance ha spiegato che la riapertura dello Stretto di Hormuz avverrebbe «immediatamente» e che il quadro dell’accordo prevede benefici per Teheran solo a fronte di cambiamenti sostanziali: «Se gli iraniani ci danno ciò di cui abbiamo bisogno sulla fine del finanziamento del terrorismo e sul non perseguire più un’arma nucleare, allora potranno ottenere alcuni benefici ed essere reintegrati nell’economia mondiale». Il vicepresidente ha inoltre precisato che «quando parlo di benefici, mi riferisco a un alleggerimento delle sanzioni», sottolineando che «nessuno di questi vantaggi andrà all’Iran se non cambierà fondamentalmente il suo comportamento». Sul fronte energetico, ha infine detto di aspettarsi un calo «molto significativo» dei prezzi della benzina nelle prossime settimane.
17 giugno 2026
Trump: «Il G7 è stato un grande successo»
«Il G7 è stato un grande successo». Lo scrive Donald Trump su Truth sostenendo che l’argomento di cui i leader volevano parlare di più «è il fatto che l’Iran non avrà armi nucleari e che lo Stretto di Hormuz verrà immediatamente aperto».
17 giugno 2026
Leader G7: transito libero a Hormuz imperativo per mitigare impatti su crescita
«Sebbene l’economia globale si trovi già ad affrontare gli effetti persistenti di shock preesistenti e cambiamenti strutturali che incidono sul commercio e sugli investimenti globali, riconosciamo che l’incertezza economica globale ha accresciuto i rischi per la crescita. Le pressioni sulle catene di approvvigionamento di energia, input agricoli e fertilizzanti sono aumentate, colpendo industrie, agricoltori e famiglie ovunque, in particolare nei paesi più vulnerabili. Riconosciamo che un rapido ritorno al transito libero e sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz, senza alcuna forma di pedaggio, e una soluzione duratura al conflitto, sono imperativi per mitigare questi impatti negativi e sostenere una crescita globale più equilibrata». È quanto si legge nella dichiarazione finale a firma dei leader del G7 su una “crescita più equilibrata, duratura e resiliente”.
17 giugno 2026
Bozza summit Ue: rafforzare missione Aspides per stabilità del Golfo
«Il Consiglio europeo accoglie con favore gli sforzi annunciati dagli Stati membri e dai partner per garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, una volta soddisfatte le condizioni necessarie. Qualsiasi accordo relativo a Hormuz non deve limitare la libertà di navigazione né alterarne la governance. Il Consiglio europeo ricorda il ruolo dell’operazione di difesa marittima Aspides, ne sottolinea il potenziale contributo alla stabilizzazione della regione e ne chiede il rafforzamento, in linea con il suo mandato». È quanto si legge nell’ultima bozza di conclusioni del summit Ue, all’esame del Coreper questa sera.
17 giugno 2026
Iran, Tajani: venerdì riapre nostra ambasciata a Teheran
«Annuncio in anteprima a questo Parlamento che venerdì riapriranno i battenti della nostra ambasciata a Teheran». Lo ha annunciato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, durante il Question Time alla Camera. «La nostra ambasciatrice farà rientro nella capitale insieme a tutti i diplomatici e funzionari del ministero degli Esteri», ha aggiunto Tajani.
17 giugno 2026
Iran, Tajani: ad Araghchi chiederò rilascio mercantile italiano
«Oggi parlerò anche con il ministro degli Esteri iraniano Araghchi, gli confermerò il pieno sostegno del governo» italiano «al dialogo per trasformare l’intesa con gli Stati Uniti in una pace duratura. Sottolineerò l’importanza prioritaria del rilascio del mercantile italiano bloccato nello stretto di Hormuz su cui il nostro impegno è massimo». Lo ha affermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo, nel corso del Question Time alla Camera, a un’interrogazione del gruppo Fratelli d’Italia sull’intesa raggiunta tra Iran e Stati Uniti per un cessate il fuoco. «Il governo - ha proseguito Tajani - ha sostenuto fin dall’inizio con i partner europei del G7 e della regione la via del dialogo e del negoziato. L’intesa dimostra che la diplomazia può produrre risultati concreti anche nelle situazioni più difficili. È ora essenziale intensificare l’azione diplomatica per raggiungere un accordo complessivo e duraturo che affronti tutti i temi ancora aperti». Secondo Tajani «va definitivamente scongiurata la prospettiva di un Iran in possesso dell’arma atomica e va assicurato il pieno rispetto della libertà di navigazione attraverso lo stretto di Hormuz e questo è un principio fondamentale per il nostro paese per la nostra economia e per la sicurezza delle catene di approvvigionamento». «L’Italia, insieme ai partner alleati - ha ribadito Tajani - è pronta a fare la sua partner nel quadro di una missione navale multilaterale finalizzata a garantire lo sminamento e la riapertura dello stretto. Come ha ribadito il presidente del Consiglio, la nostra partecipazione è subordinata al raggiungimento di un cessate il fuoco stabile e di un ampio consenso internazionale sul mandato della missione, su questo stiamo lavorando in perfetta sintonia con il ministro della Difesa Guido Crosetto. Quando queste condizioni saranno soddisfatte, torneremo in parlamento insieme per chiedere l’autorizzazione delle Camere».
17 giugno 2026
Merz: «Un successo l’accordo con l’Iran, ma serve secondo round negoziato»
Quello ottenuto dagli Usa con l’Iran è “un grande successo”. Lo ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz, affermando tuttavia che serva adesso “un secondo round di trattative”. A Evian, nella conferenza stampa a margine del G7, Merz ha affermato: “la circostanza che il prezzo del petrolio continui a calare è un buon segnale, e si spera che le consegne possano rientrare sistematicamente”. “Alle decisioni di questo negoziato devono seguirne altre. Serve un secondo round delle trattative”, ha spiegato. “Siamo tutti completamente d’accordo sugli obiettivi - ha aggiunto il Kanzler - la via di Hormuz deve essere aperta senza alcuna limitazione, senza se e senza ma. E l’Iran deve dimostrare di mettere fine al suo programma nucleare in modo duraturo nel tempo. La pace deve durare e questo non vale solo per l’Iran ma anche per il Libano”.
17 giugno 2026
Trump: se Iran non si comporta bene torneremo a sganciare bombe su di loro
“Questo non è un accordo definitivo è un memorandum d’intesa e se non mi piace torneremo a sparargli, a sganciare bombe sulle loro teste. Se non mi piace, se non si comportano bene, torneremo a sganciare bombe proprio in mezzo alla loro testa”. Lo ha detto il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump nel punto stampa con il presidente egiziano Al-Sisi a margine dei lavori del G7.
Gli iraniani, ha detto ancora Trump, “si sono comportati male per 47 anni”, tornando di nuovo a riferirsi alla caduta dello Scià, alleato degli Stati Uniti, e all’inizio della Repubblica Islamica, nel 1979. Donald Trump ha poi ripetuto che gli Stati Uniti non investiranno in Iran nel quadro dell’accordo concluso per mettere fine alla guerra, i cui dettagli non sono stati ancora resi ufficialmente pubblici. “E’ falso - ha detto in riferimento a notizie di previsti investimenti americani in Iran previsti dall’accordo - noi non investiremo neppure 10 centesimi” in Iran.
17 giugno 2026
Lavrov sente Araghchi: «Sostegno ad accordo, Israele lo rispetti»
Mosca sostiene l’accordo tra Iran e Stati Uniti. E’ quanto affermato dal ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov nel corso del colloquio telefonico con l’omologo iraniano Abbas Araghchi, secondo una nota del ministero moscovita. “Il ministro russo ha espresso il proprio sostegno al protocollo d’intesa raggiunto grazie all’efficace mediazione del Pakistan e del Qatar, volto a portare a un allentamento delle tensioni nella regione. È stata sottolineata l’importanza del suo rispetto da parte di tutte le parti coinvolte nel conflitto armato, compreso Israele”, si legge nella sintesi della telefonata.
17 giugno 2026
Bloomberg rivela il testo dell’accordo Usa-Iran, «nucleare, Hormuz e sanzioni»
La fine della guerra su tutti i fronti, incluso il Libano, la revoca del blocco navale Usa nello Stretto di Hormuz e il ripristino del traffico marittimo da parte di Teheran “ai livelli prebellici” entro trenta giorni, tenendo conto dei tempi necessari per lo sminamento della via marittima. Sono alcuni dei 14 punti chiave dell’accordo tra Usa e Iran, di cui Bloomberg e altri media hanno diffuso una copia. Il testo dell’accordo prevede inoltre che la Repubblica Islamica “non produrrà mai armi nucleari”, mentre “il destino dell’uranio arricchito sarà affrontato in modo adeguato” nell’accordo finale. Nel frattempo, “Iran e Stati Uniti concordano di mantenere lo status quo: Teheran congela il proprio programma nucleare allo stato attuale, mentre Washington si impegna a non imporre nuove sanzioni contro l’Iran e a non rafforzare il proprio dispositivo militare nella regione”. Da parte loro, gli Stati Uniti si impegnano anche, “insieme ai partner regionali, a definire un piano complessivo - concordato tra le parti - per la ricostruzione e lo sviluppo economico dell’Iran, garantendo un finanziamento minimo di 300 miliardi di dollari”, con un meccanismo di attuazione che dovrà essere messo a punto entro 60 giorni. Previsto, inoltre, anche lo “sblocco dei beni iraniani congelati” e la concessione di “deroghe per le esportazioni di petrolio iraniano”. Infine, in seguito alla firma del memorandum, “l’accordo finale sarà approvato mediante una risoluzione vincolante del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”.
17 giugno 2026
Rutte, «bene l’accordo con l’Iran, azione Usa migliora la sicurezza»
Il Papa, al termine dell’udienza generale, ha espresso la sua “soddisfazione per il raggiungimento di un accordo tra la Repubblica Islamica dell’Iran e gli Stati Uniti d’America che sarà firmato nella giornata di venerdì, quale incoraggiante risultato di un paziente lavoro di dialogo e di negoziazione. Esprimo gratitudine ai Paesi che si sono impegnati per favorire l’incontro tra le parti e rendere possibile tale intesa. Auspico che questo accordo possa contribuire a rafforzare la fiducia reciproca, la sicurezza e la stabilità nel Medio Oriente promuovendo percorsi di dialogo e di cooperazione tra i popoli”.
17 giugno 2026
Iran: ambasciatore Usa in Israele, «deportare membri Hezbollah e Hamas a Teheran»
“L’Iran chiede a Israele di interrompere la difesa del confine contro Hezbollah. Il piano di pace per Gaza dipende dal disarmo di Hamas. Idea: tutti i membri di Hezbollah e Hamas deportati sulla ’nave madre’ in Iran”. E’ la proposta dell’ambasciatore americano in Israele, Mike Huckabee, in vista della firma dell’intesa tra Usa e Iran venerdì in Svizzera. “Risultato? Il Libano e Israele liberi dai proxy terroristici dell’Iran. Diamo una possibilità alla pace!”, ha aggiunto su
17 giugno 2026
Iran, Araghchi: accordo pace con Usa richiede ritiro Israele da Libano
Un accordo di pace con gli Stati Uniti richiederebbe il ritiro di Israele dal Libano. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri dell’Iran, mentre crescono i timori che lo stato ebraico possa compromettere gli sforzi diplomatici per porre finalmente fine alla guerra in Medio Oriente, con Donald Trump che ha persino criticato il suo alleato e partner di guerra - Benjamin Netanyahu - definendolo irresponsabile.
“Senza il ritiro delle forze israeliane dai territori occupati durante questa guerra, il conflitto non può considerarsi pienamente concluso”, ha chiarito il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi.
Un funzionario delle relazioni con i media di Hezbollah ha anche affermato che il gruppo ha ricevuto assicurazioni dall’Iran secondo cui la repubblica islamica chiederà il ritiro delle truppe israeliane dal Libano nella prossima fase dei colloqui con gli Stati Uniti.
Le dichiarazioni sono arrivate mentre Donald Trump, parlando al vertice dei leader del G7, ha attaccato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, affermando che deve comportarsi “in modo più responsabile in Libano”, aggiungendo che un recente attacco aereo israeliano su Beirut è stato “vile”.
17 giugno 2026
Media, coloni israeliani danno fuoco a due moschee a nord di Ramallah
Coloni israeliani hanno dato fuoco all’ingresso di due moschee nei villaggi di Jaljulia e Mazra’a al-Nubani, a nord di Ramallah, e hanno imbrattato i muri con slogan razzisti e incitanti all’odio. Lo riferiscono i media palestinesi che pubblicano le immagini. Secondo fonti dell’agenzia di stampa Wafa, i residenti hanno affrontato i coloni mentre questi tentavano di incendiare la moschea, mentre le forze israeliane hanno successivamente fatto irruzione nella città sparando gas lacrimogeni e granate stordenti.
17 giugno 2026
IA, il Pentagono conferma: Grok di Musk usata in attacchi contro Teheran

L’intelligenza artificiale di Elon Musk, Grok, è stata utilizzata negli attacchi contro l’Iran. Lo ha rivelato il governo statunitense in una memoria giudiziaria presentata a difesa delle turbine a gas di un gigantesco centro dati della società xAI, di proprietà del miliardario, oggetto di una causa ambientale.
17 giugno 2026
Leader G7, bene accordo Usa-Iran, pronti a contribuire
I leader del G7 accolgono “con favore l’annuncio dell’accordo tra Stati Uniti e Iran, raggiunto sotto la ferma guida del presidente Donald Trump, con il sostegno dei Paesi mediatori” e ne sostengono l’attuazione “pronti a contribuire”. Lo si legge in una dichiarazione. “Abbiamo convenuto che l’iniziativa di difesa multinazionale e indipendente guidata da Francia e Regno Unito può svolgere un ruolo importante nel facilitare la ripresa del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, proteggendo le navi mercantili, rassicurando gli operatori del trasporto marittimo commerciale e sostenendo la verifica della rimozione di tutte le mine.
17 giugno 2026
Iran, G7: intesa offre opportunità storica contro minacce nucleari
“Riconosciamo la svolta e l’opportunità che attualmente si presentano in Medio Oriente” e “accogliamo con favore l’annuncio dell’accordo tra Stati Uniti e Iran, raggiunto sotto la forte guida del presidente Trump, con il sostegno dei paesi mediatori, che offre un’opportunità storica per impedire all’Iran di acquisire armi nucleari e per affrontare le minacce legate alle sue attività regionali e balistiche. Sosteniamo e siamo pronti a contribuire alla sua attuazione”. E’ quanto si legge in una dichiarazione dei leader del G7, riuniti ad Evian, sulle questioni geopolitiche.
“Riaffermiamo - si legge ancora nella dichiarazione - che il diritto di transito senza restrizioni né pedaggi è il fondamento del commercio internazionale. Concordiamo sul fatto che l’iniziativa multinazionale, indipendente e difensiva guidata da Francia e Regno Unito possa svolgere un ruolo importante nel facilitare la ripresa del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, proteggendo le navi mercantili, rassicurando gli operatori del trasporto marittimo commerciale e supportando la verifica della rimozione di tutte le mine”.
17 giugno 2026
Media, il fondo da 300 milioni servirà ad incentivare gli investimenti in Iran
Un fondo privato da 300 miliardi di dollari per incentivare gli investimenti in Iran. E’ quello previsto nell’accordo quadro tra Stati Uniti e Iran che sarà firmato venerdì. Lo scrive Reuters sul suo sito, citando una fonte a diretta conoscenza dell’accordo e aggiungendo che oltre la metà della somma è già stata impegnata. Il fondo sarà composto interamente da risorse del settore privato. La fonte iraniana di alto livello ha dichiarato che Teheran aveva inizialmente richiesto 400 miliardi di dollari come risarcimento per i danni di guerra agli Stati Uniti, ma Washington ha rifiutato. È così nata l’idea del fondo, che si chiamerà Fondo per la Ricostruzione e lo Sviluppo. Il nuovo fondo infatti nasce come uno strumento di investimento privato, non è un programma di ricostruzione o di riparazione, e non includerà alcun finanziamento o sovvenzione governativa. Aziende con sede negli Stati Uniti, negli stati arabi del Golfo, in Asia, in Sud America e in Africa hanno accettato di impegnarsi nel finanziamento. Gli investimenti promessi riguardano energia, logistica, industria manifatturiera e trasporti. L’Iran, ricorda Reuters, non ha attratto praticamente alcun investimento estero diretto significativo negli ultimi quattro decenni a causa delle sanzioni statunitensi e internazionali.
Guerra in Iran e Medio Oriente, 17 giugno
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17 giugno 2026
Teheran, Israele fermi l’aggressione al Libano o reagiremo
Il quartier generale operativo delle Forze armate iraniane ha avvertito che se l’esercito israeliano non fermerà la sua aggressione nel Libano meridionale “dovrà aspettarsi una dura reazione da parte delle potenti forze armate della Repubblica islamica dell’Iran”. Lo riporta Tasnim. “Negli ultimi due giorni, l’esercito israeliano ha violato il cessate il fuoco nel Libano meridionale per ben 84 volte, nonostante la dichiarazione del presidente statunitense sulla fine delle ostilità, continuando a perpetrare atrocità e a uccidere la popolazione oppressa del Libano”.
17 giugno 2026
I contenuti della bozza dell’accordo
Gli Stati Uniti e l’Iran si preparano a firmare formalmente un accordo di pace provvisorio che ha già portato entrambe le parti a rivendicare la vittoria, sebbene i dettagli dell’intesa stiano emergendo in modo incompleto e gli esperti del settore energetico siano scettici sulla rapidità con cui potrà riaprire lo Stretto di Hormuz.
Il testo del cosiddetto memorandum d’intesa – che apre la strada a due mesi di negoziati sul programma nucleare iraniano e su altre questioni – non è ancora stato pubblicato. Una bozza quasi definitiva, mostra che l’Iran dovrebbe ottenere una deroga alle sanzioni che gli consentirà di vendere petrolio immediatamente, mentre altri incentivi finanziari saranno rinviati.
Un funzionario statunitense ha affermato che l’accordo completo potrebbe essere pubblicato nei prossimi due giorni, prima della cerimonia di firma. L’evento è previsto a Bürgenstock, una località montana che si affaccia sul Lago di Lucerna, ha annunciato martedì il Ministero degli Esteri svizzero. Il vicepresidente J.D. Vance dovrebbe guidare la delegazione americana, mentre l’Iran sarà probabilmente rappresentato dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf.
Il presidente Donald Trump si trova in Francia per il vertice del G7, dove la guerra con l’Iran – che ha fatto impennare i prezzi dell’energia – è al centro del dibattito. Paesi europei come Francia, Regno Unito e Italia sono pronti a contribuire allo sminamento dello Stretto di Hormuz, se necessario, pur essendo preoccupati per i potenziali rischi per le proprie navi e scettici sulla possibilità di una riapertura completa entro venerdì, come promesso da Trump.
Intervenendo al vertice martedì, Trump ha affermato che l’accordo è “cosa fatta” e impedirà all’Iran di sviluppare armi nucleari, aggiungendo che gli Stati Uniti non pagheranno riparazioni di guerra né investiranno denaro in Iran. Il presidente ha dichiarato che i leader di Teheran “devono dimostrare il loro valore, credo, prima che chiunque di noi possa intervenire”.
Martedì Trump ha anche avuto colloqui con il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Sheikh Mohamed bin Zayed, e con l’emiro del Qatar, Sheikh Tamim bin Hamad. Questi paesi potrebbero contribuire, insieme agli Stati Uniti, alla creazione di un fondo di sviluppo da 300 miliardi di dollari per l’Iran dopo il conflitto. La bozza afferma che gli Stati Uniti e i loro partner regionali elaboreranno un piano per fornire tale somma a sostegno della ricostruzione e dello sviluppo economico dell’Iran.
Gli Stati Uniti si rivolgeranno ad altri paesi e al settore privato per ottenere impegni di investimento, ha dichiarato un funzionario americano. L’Iran afferma che la guerra, iniziata il 28 febbraio con un bombardamento israelo-americano, gli è costata oltre 250 miliardi di dollari in danni economici.
Funzionari iraniani hanno affermato che il memorandum d’intesa consentirebbe loro di accedere a decine di miliardi di dollari di fondi congelati in paesi come il Qatar. La bozza visionata da Bloomberg afferma che gli Stati Uniti si impegnano a “sbloccare e rendere pienamente disponibili” tali fondi, senza tuttavia fissare una tempistica.
L’Iran è soggetto a sanzioni statunitensi sin dalla rivoluzione del 1979 che ha rovesciato lo scià. Secondo un’analisi dell’Atlantic Council, all’epoca furono congelati circa 12 miliardi di dollari di fondi iraniani. Nei decenni successivi, gli Stati Uniti e altri Paesi hanno imposto ulteriori sanzioni, soprattutto nel periodo precedente all’entrata in vigore del Piano d’azione congiunto globale (JCPOA) sul programma nucleare iraniano, attuato nel 2015.
Le stime sull’ammontare totale dei beni del governo iraniano depositati in conti a livello globale variano notevolmente, da 24 miliardi di dollari a oltre 100 miliardi. Nel 2023, l’amministrazione Biden aveva pianificato di mettere a disposizione dell’Iran 6 miliardi di dollari provenienti dalle entrate petrolifere iraniane attraverso un conto per gli aiuti umanitari gestito dal Qatar, ma tale piano è stato sospeso in seguito agli attacchi di Hamas contro Israele del 7 ottobre 2023.
I prezzi del petrolio sono crollati bruscamente da quando Trump, alla fine della scorsa settimana, ha dichiarato che un accordo era imminente. Il Brent ha registrato un lieve rialzo all’inizio di mercoledì, dopo essere sceso di circa il 5% chiudendo la sessione precedente sotto i 79 dollari.
Il calo della domanda in Cina, così come lo smaltimento delle riserve petrolifere di emergenza da parte degli Stati Uniti e di altre nazioni, ha contribuito al ribasso dei prezzi. È probabile che tali riserve debbano essere ricostituite una volta che lo Stretto di Hormuz sarà riaperto.
Molti governi europei, investitori nel settore energetico e compagnie di navigazione nutrono dubbi sulla rapidità con cui lo Stretto – attraverso il quale transita una parte significativa delle forniture mondiali di petrolio, gas naturale liquefatto e alluminio – potrà tornare alle condizioni prebelliche.
Oltre alla potenziale necessità di sgomberare il canale, si pone la questione a lungo termine se l’Iran consentirà il libero passaggio.
Teheran ha fatto intendere che applicherà tariffe di navigazione alle navi dopo il periodo di negoziazione di 60 giorni previsto dai nuovi colloqui tra Stati Uniti e Iran. Martedì, durante l’incontro con il leader degli Emirati Arabi Uniti, Trump ha affermato che lo Stretto sarebbe stato aperto “permanentemente” senza pedaggio. Il giorno precedente, un alto funzionario statunitense aveva dichiarato ai giornalisti che lo status dello Stretto oltre il periodo di negoziazione di 60 giorni sarebbe stato oggetto di discussione.
Lunedì Vance ha difeso l’accordo, affermando che si baserà su un sistema di verifica per garantire che l’Iran rispetti i suoi impegni. I repubblicani del Senato hanno dichiarato di star facendo pressione sull’amministrazione Trump per ottenere dettagli e hanno lasciato intendere che il Congresso voterà infine sull’accordo finale.
17 giugno 2026
Petroliere iraniane oltrepassano la zona di blocco Usa, prima volta in due mesi
La piattaforma di monitoraggio marittimo TankerTrackers ha riportato che alcune petroliere di Teheran hanno oltrepassato la zona di blocco dei porti iraniani imposta dagli Stati Uniti da circa due mesi, alla vigilia della firma di un accordo tra Iran e Usa prevista per venerdì.
“Almeno due superpetroliere appartenenti alla National Iranian Tanker Company (Nitc), denominate Diona e Hero2, hanno oltrepassato il perimetro del blocco navale statunitense trasportando un totale di 3,8 milioni di barili di petrolio greggio iraniano”, ha riferito il sito web aggiungendo in seguito che anche una terza petroliera “con 1 milione di barili di petrolio” aveva oltrepassato il confine. “Si tratta delle prime esportazioni di greggio dell’Iran in due mesi”, ha concluso TankerTrackers citando dati di tracciamento digitali corroborati da immagini satellitari.






