23 giugno 2026
Guerra, ultime notizie. Senato Usa approva risoluzione per bloccare azione militare di Trump in Iran
L’Iran non ha alcuna intenzione di permettere all’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica di ispezionare i suoi siti bombardati da Israele e dagli Stati Uniti, dice il ministero degli Esteri Araghchi. «Non abbiamo avuto alcun incontro con il direttore generale dell’Aiea e non prevediamo che l’agenzia ispezioni gli impianti nucleari iraniani danneggiati», aggiunge il portavoce Baghaei. Nella notte, il capo negoziatore di Teheran Ghalibaf aveva chiarito che «lo Stretto di Hormuz, nel rispetto delle norme internazionali, sarà gestito dall’Iran». Il premier israeliano Netanyahu tuona: «Con l’Iran non è finita»
Translated by AI.
For feedback, please contact
english@ilsole24ore.com
Sintesi per punti
- Trump: 80 mld di dollari per guerra Iran poco rispetto a risultato ottenuto
- Libano, sale a 4.192 numero vittime da inizio invasione Israele
- Netanyahu: grazie a Usa ma voglio autonomia armamenti. Con Iran non è finita
- Anche Danimarca riapre ambasciata a Teheran
- Teheran: «L’Aiea non potrà visitare i siti atomici bombardati»
23 giugno 2026
Senato Usa approva risoluzione per bloccare azione militare di Trump in Iran
Il Senato Usa ha approvato per la prima volta una risoluzione sui poteri di guerra volta a bloccare un’azione militare degli Stati Uniti contro l’Iran. Il voto arriva mentre i legislatori osservano con diffidenza gli sforzi del presidente Donald Trump per risolvere il conflitto. È la decima volta che il Senato cerca di far approvare una risoluzione sui poteri di guerra. Tuttavia, un numero crescente di legislatori repubblicani, sia alla Camera che al Senato, ha espresso preoccupazione sia per la guerra che per l’accordo raggiunto da Trump con l’Iran per porvi fine. Ciò avviene mentre il Pentagono sta chiedendo al Congresso 80 miliardi di dollari, destinati principalmente alla guerra contro l’Iran, per ricostituire le scorte di munizioni e le riserve.
23 giugno 2026
Trump: ispettori Aiea saranno sul terreno al momento opportuno
Il presidente Usa Donald Trump ha smentito che non sia prevista una visita degli ispettori dell’Aiea nell’ambito dell’accordo raggiunto, come affermato da Teheran, assicurando che le ispezioni sono parte integrante dell’intesa. Rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano se l’assenza di una visita programmata degli ispettori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica facesse parte dell’accordo, Trump ha replicato: “Si sbagliano. Si sbagliano. Si sbagliano. Sanno che si sbagliano. Ce lo hanno detto dentro, e lo abbiamo messo nero su bianco: ispezione al 100%”.
Il presidente Usa ha aggiunto che, se le informazioni riferite dai giornalisti fossero corrette, cancellerebbe immediatamente gli incontri. “Se avessero ragione loro, cancellerei subito gli incontri”, ha detto. Alla domanda su quando gli ispettori saranno effettivamente sul terreno, Trump ha risposto: “Al momento opportuno”. E ha precisato: “Non c’è fretta, ma saranno sul terreno al momento opportuno”.
23 giugno 2026
Pezeshkian: non negozieremo mai la nostra capacità difensiva
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha affermato che l’Iran non negozierà le proprie capacità difensive e che il programma missilistico non è incluso, né sarà mai incluso, in alcun memorandum d’intesa. LO riferisce l’agenzia di stampa Reuters. “Non negozieremo mai la nostra capacità difensiva con nessuno”, ha detto Pezeshkian. I missili iraniani, ha aggiunto, “non erano nel memorandum e non lo saranno mai”. Il presidente iraniano ha inoltre affermato che la pace e la stabilità regionale richiedono “discussioni sincere e cooperazione intra-regionale”.
FOTO D'ARCHIVIO: Un modellino stampato in 3D raffigurante il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, la bandiera dell'Iran e la parola "Sanzioni" in questa illustrazione realizzata il 17 aprile 2025. REUTERS/Dado Ruvic/Illustrazione/Foto d'archivio REUTERS
Fai una domanda alla redazione
Hai domande o segnalazioni su questo articolo? Scrivi alla redazione
23 giugno 2026
Commissione Onu: bimbi Gaza presi di mira da Israele, è genocidio

La Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite accusa Israele di avere deliberatamente preso di mira bambini palestinesi nella Striscia di Gaza. Secondo gli investigatori, questo elemento contribuirebbe a dimostrare un «intento genocida» da parte delle autorità e delle forze di sicurezza israeliane. Tel Aviv ha respinto le conclusioni del rapporto, definendolo «diffamatorio» e accusando la Commissione di ignorare le responsabilità di Hamas.
Le conclusioni sono contenute in un nuovo rapporto pubblicato dalla Commissione istituita nel 2021 dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite per indagare sulle violazioni del diritto internazionale nei Territori palestinesi e in Israele. Gli investigatori affermano di avere trovato elementi che, a loro giudizio, indicano che bambini palestinesi siano stati deliberatamente presi di mira e uccisi dalle forze di sicurezza israeliane.
23 giugno 2026
Meloni: «Il rapporto con gli Usa deve tornare alla normalità. Mi auguro che non ci siano contraccolpi»

«Penso che il nostro lavoro bilaterale con gli Stati Uniti debba tornare alla sua normalità, l’ho detto ieri in Consiglio dei ministri. Penso che Tajani abbia fatto bene ad annullare la sua missione a Miami, ma non c’è bisogno di andare oltre. A Villa Taverna il Governo sarà presente. Perché non cambio idea: la politica estera italiana resterà quella degli ultimi 80 anni». Parola di Giorgia Meloni. Intervistata da Maurizio Belpietro in conclusione dell’evento “Il giorno della Verità”, la presidente del Consiglio risponde innanzitutto alle domande sul suo rapporto con il presidente degli Stati Uniti.
23 giugno 2026
Rubio arrivato ad Abu Dhabi, prima tappa di tour negli Stati del Golfo
Il Segretario di Stato americano Marco Rubio è atterrato ad Abu Dhabi, prima tappa di un tour negli Stati del Golfo duramente colpiti dalla campagna di rappresaglia iraniana, secondo quanto riportato da un giornalista dell’Afp. Rubio incontrerà i leader degli Emirati Arabi Uniti domani, prima di recarsi in Kuwait e successivamente in Bahrein per una riunione del Consiglio di Cooperazione del Golfo, nel tentativo di rassicurare gli alleati statunitensi dopo la firma di un accordo preliminare tra Stati Uniti e Iran la scorsa settimana.
23 giugno 2026
Pilota F-15 abbattuto in Iran, “ho visto droni muoversi all’unisono, come medusa”
Un pilota di caccia americano, tratto in salvo dalle forze speciali dopo essere stato abbattuto sopra l’Iran lo scorso aprile, ha detto di aver visto diversi droni iraniani che si muovevano all’unisono in una formazione simile a una medusa. Lo riferiscono fonti informate alla Cnn. Se il pilota dell’F-15 ha davvero visto ciò che ha descritto si tratterebbe di un progresso allarmante nelle capacità di Teheran. “Diversi droni interconnessi che si muovevano come un unico corpo, con droni più piccoli sotto quelli più grandi, a mo’ di zampe. Sembravano alieni”, ha riferito una delle persone presenti alla testimonianza dell’aviatore americano a un gruppo di funzionari dell’intelligence. Un’altra fonte ha riferito alla Cnn che il pilota ha descritto di aver visto un “campo minato di droni”. Sebbene le cause esatte dell’abbattimento del caccia siano ancora oggetto di indagine, i primi rapporti hanno indicato la possibilità che possa essere stata una formazione di droni iraniani.
23 giugno 2026
Iran, Centcom: due portaerei “presenti e vigili” in Medio Oriente
Il Comando Centrale unificato delle Forze armate degli Stati Uniti ha scritto su X che “due portaerei statunitensi sono attualmente dispiegate in Medio Oriente, mentre le forze statunitensi rimangono presenti e vigili” nella regione.
23 giugno 2026
L’Onu avvia evacuazione di oltre 11mila marittimi bloccati nel Golfo di Hormuz
L’Organizzazione marittima internazionale (Imo) - agenzia Onu responsabile della sicurezza della navigazione - ha avviato il piano di evacuazione di oltre 11mila lavoratori marittimi ancora bloccati nell’area del Golfo dopo mesi di paralisi dello Stretto di Hormuz causata dalla guerra in Medio Oriente. L’operazione è «su vasta scala» e «sarà condotta in stretta collaborazione con l’Iran, l’Oman, tutti gli altri Stati costieri della regione, gli Stati Uniti e l’industria marittima», ha dichiarato Arsenio Dominguez, Segretario Generale dell’Imo.
L’organizzazione marittima ha inoltre dichiarato all’Afp di aver «già contattato le navi per attuare il piano». Ogni nave riceverà istruzioni individuali sulle modalità e sui tempi di uscita dall’area. L’Imo pubblicherà inoltre un rapporto quotidiano sul numero delle navi evacuate. Per facilitare il deflusso del traffico commerciale, le imbarcazioni in uscita attraverso Hormuz potranno utilizzare “due rotte temporanee”, spiega la nota. I primi segnali di normalizzazione a Hormuz sono già visibili. Secondo i dati della società specializzata Kpler, solo ieri almeno 36 navi cariche di materie prime hanno attraversato lo Stretto di Hormuz, il numero più elevato dall’inizio della guerra in Medio Oriente.
23 giugno 2026
Trump: 80 mld di dollari per guerra Iran poco rispetto a risultato ottenuto
Gli 80 miliardi di dollari che il conflitto con l’Iran sarebbe costato agli Stati uniti sono una cifra contenuta rispetto al risultato ottenuto: impedire a Teheran di rappresentare una minaccia nucleare. Lo ha detto il presidente Usa Donald Trump in un’intervista a PBS News. “E’ molto poco rispetto a quello che stiamo facendo. L’Iran non avrà mai un’arma nucleare. L’Iran non sarà mai in grado di usare un’arma nucleare. E se non lo fai, allora avranno un’arma nucleare, e allora vedrete i soldi veri”, ha detto Trump, rispondendo a una domanda sulla somma che il Pentagono avrebbe chiesto al Congresso.
La scorsa settimana il Wall Street Journal, citando fonti, ha riferito che il Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti ha chiesto al Congresso di stanziare altri 80 miliardi di dollari per coprire le spese legate alle operazioni in Iran e altri costi.
Secondo il quotidiano, i vertici del Pentagono hanno anche avvertito che i fondi per le operazioni potrebbero esaurirsi già questa estate se il Congresso non approverà una nuova legge di spesa militare. Il bilancio del Pentagono per l’anno fiscale 2026 è di circa 1.000 miliardi di dollari.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump lascia la Casa Bianca a Washington, DC, USA, il 19 giugno 2026. Il presidente Trump dovrebbe recarsi, passando per la Joint Base Andrews, a Camp David, la residenza presidenziale di campagna nel Maryland. EPA/WILL OLIVER / POOL
23 giugno 2026
Iran, tre banche in tilt dopo nuovo cyberattacco
I servizi bancari elettronici in Iran sono stati colpiti da gravi disservizi dopo un nuovo cyberattacco contro diverse banche statali. Lo hanno riferito media iraniani, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Dpa. Gli istituti coinvolti sono Melli, Saderat e Tejarat, costretti a sospendere temporaneamente a livello nazionale i servizi basati su carta, rendendo indisponibili i pagamenti online. Secondo il dipartimento informatico del Consiglio di coordinamento bancario, la misura è stata adottata per impedire accessi non autorizzati e proteggere i fondi dei clienti, ha riferito il sito Shargh. Le autorità hanno spiegato che gli esperti stanno lavorando per ripristinare i servizi il prima possibile, senza fornire ulteriori dettagli tecnici. Le banche private iraniane, secondo le informazioni disponibili, non sarebbero state colpite.
L’interruzione segue un attacco informatico simile avvenuto a metà giugno, che aveva interessato quattro grandi banche statali e causato il blocco dei sistemi di pagamento online e degli sportelli automatici a Teheran. Allora il gruppo hacker Black Wolves aveva rivendicato l’azione, scrivendo su Telegram che “una guerra silenziosa è in corso e l’Iran è sotto attacco informatico”. In passato cyberattacchi hanno preso di mira anche altre istituzioni iraniane, tra cui la banca centrale nel 2022 e le telecamere di sorveglianza del carcere di Evin a Teheran, la cui violazione rese poi pubbliche immagini di violenze contro prigionieri politici.
23 giugno 2026
Libano, sale a 4.192 numero vittime da inizio invasione Israele
Il Ministero della Salute libanese ha annunciato che il numero delle persone uccise durante l’invasione israeliana durata mesi è salito a 4.192. Il bilancio è aumentato dopo che il ministero ha accertato 17 nuovi decessi nelle ultime 24 ore. Almeno 12.171 libanesi sono inoltre stati feriti da quando la guerra con Israele è ripresa il 2 marzo. Almeno due persone sono state uccise oggi dopo che le forze israeliane hanno aperto il fuoco su quella che Hezbollah ha definito una squadra impegnata nella rimozione di detriti nel sud del Libano. L’esercito israeliano ha invece definito le vittime “terroristi”.
23 giugno 2026
Iran, Lavrov: Russia sostiene processo pace tra Teheran e gli Usa
La Russia sostiene il processo di pace tra gli Stati Uniti e l’Iran ed è pronta a favorirlo. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov. “Ha prevalso la linea del ritorno alla pace, e noi la sosteniamo attivamente. Siamo pronti a facilitare in ogni modo possibile i negoziati tra gli Stati Uniti e l’Iran”, ha affermato Lavrov durante la 12esima tavola rotonda delle ambasciate presso l’Accademia Diplomatica del Ministero degli Esteri russo.
Il ministro ha aggiunto che gli Stati Uniti hanno finalmente compreso la necessità di una soluzione diplomatica con l’Iran e che probabilmente non è stato facile per Washington arrivare a questa conclusione.
Nella notte tra il 17 e il 18 giugno, Iran e Stati Uniti hanno firmato a distanza un memorandum d’intesa (MoU) che prevede la fine del conflitto militare iniziato il 28 febbraio.
23 giugno 2026
Usa: Pentagono chiede al Congresso 80 mld $ per guerra contro l’Iran (Wsj)
Il Pentagono ha comunicato al Senato statunitense di aver bisogno di circa 80 miliardi di dollari, principalmente per coprire i costi della guerra degli Stati Uniti contro l’Iran. Si tratta di un importo che andrebbe ad aggiungersi al già considerevole aumento di spesa militare richiesto dal presidente Donald Trump. L’Ufficio di gestione e bilancio della Casa Bianca non ha ancora presentato una richiesta formale al Congresso. Tuttavia, un alto funzionario del vicesegretario alla Difesa ha informato i senatori della richiesta di finanziamenti per la guerra contro l’Iran la scorsa settimana, secondo due persone a conoscenza della situazione. La notizia è stata riportata dal Wall Street Journal.
23 giugno 2026
Hormuz, Crosetto: Italia sarebbe ben accetta in missione sminamento
- La credibilità delle forze armate italiane come soggetto percepito come terzo dalle parti in conflitto è uno degli asset principali dell’Italia negli scenari di crisi, dal Libano a Gaza fino all’eventuale missione di sminamento nello Stretto di Hormuz. Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto, intervistato oggi al “Giorno della Verità”.
Parlando dell’ipotesi di una missione di sminamento a Hormuz, Crosetto ha spiegato che l’Italia dispone di una capacità specialistica riconosciuta e potrebbe metterla “a servizio della navigazione”, ma solo dentro una cornice chiara: autorizzazione del Parlamento, assenza di una zona di guerra e garanzie da parte di tutti gli attori regionali. “Se io mando le mie navi che sono pacifiche per sminare, bisogna che nessuno mi attacchi da tutte le parti”, ha osservato.
Il ministro ha sottolineato che, una volta ottenuta l’autorizzazione parlamentare e definite le condizioni politiche e operative, l’Italia potrebbe essere “tra le nazioni meglio accette” dai Paesi che si affacciano su quello stretto. A sostegno di questa valutazione, Crosetto ha richiamato il precedente di Unifil in Libano, la cui presenza “di fatto è stata accettata da Hezbollah, dalle milizie sciite e quindi, diciamo, anche da Teheran”
23 giugno 2026
Iran: Trump, «19 milioni di barili petrolio transitati ieri da Hormuz, è record»
“Ieri 19 milioni di barili di petrolio sono transitati dallo Stretto di Hormuz, un record assoluto. I prezzi del petrolio stanno crollando e il mondo è un posto molto più sicuro”. Lo ha annunciato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un post su Truth.
23 giugno 2026
Iran e Oman studiano i costi dei servizi da applicare a Hormuz
Oman e Iran progetteranno insieme la futura amministrazione dello Stretto di Hormuz e i relativi costi da applicare per i servizi forniti. Si apprende da un comunicato congiunto fra Teheran e Muscat, in seguito all’incontro fra il ministro degli Esteri iraniano Araghchi, il capo-negoziatore Ghalibaf e il sultano dell’Oman, Haitham bin Tariq. Nel documento, i due Paesi hanno sottolineato “la loro sovranità sulle rispettive acque territoriali nello Stretto di Hormuz”, concordando “di mantenere il dialogo sulla questione attraverso un gruppo di lavoro congiunto tra i due ministeri degli Esteri, al fine di raggiungere un accordo sulla futura gestione della navigazione nello Stretto, sui servizi che saranno forniti e sui relativi costi, in conformità con gli standard internazionali”.
23 giugno 2026
La versione di Trump: Teheran ha accettato ispezioni nucleari
“Nonostante le loro proteste e dichiarazioni false che sostengono il contrario, l’Iran ha accettato pienamente e completamente ispezioni nucleari al massimo livello per un periodo molto lungo nel futuro (all’infinito!!!). Ciò garantirà l’ ’onestà nucleare’ ”. Lo scrive in un post su Truth Social il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, reagendo alle ultime dichiarazioni arrivate da Teheran sulle ispezioni ai propri siti nucleari. “Se non avessero accettato questo, non ci sarebbero stati ulteriori negoziati!”.
Altro post: “Il denaro e le sanzioni che il Tesoro Usa sta sbloccando saranno depositati in un conto controllato dagli Stati Uniti e utilizzati per l’acquisto di cibo e forniture mediche, esclusivamente dagli Stati Uniti, tra cui mais, grano e soia dai grandi agricoltori americani. Si tratta di beni di cui l’Iran ha disperatamente bisogno. E’ una crisi umanitaria e ritengo necessario intervenire ORA. I colloqui procedono bene”. Lo afferma il presidente Usa Donald Trump.
23 giugno 2026
Netanyahu: «Grazie agli Usa ma voglio autonomia armamenti. Con l’Iran non è finita»
«Apprezzo molto il sostegno che abbiamo ricevuto dai nostri amici americani, ma dobbiamo liberarci dalla dipendenza e costruire un nostro sistema autonomo di armamenti. Voglio l’autonomia negli armamenti. Ora ci troviamo di fronte all’Iran e ai suoi alleati. Li abbiamo colpiti. Non è ancora finita, ma dipende dalla nostra forza. Dove saremo tra 30 anni dipende dalla nostra forza. Per questo ciò che stiamo facendo ora è costruire una forza ancora maggiore». Lo ha detto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu durante un incontro giovedì scorso con un corso per ufficiali della riserva presso il kibbutz Migdal Oz, a Gush Etzion.
23 giugno 2026
Pezeshkian a Islamabad: al lavoro per attuazione memorandum
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian è partito da Teheran per Islamabad. Parlando con i giornalisti all’aeroporto, ha dichiarato: “La mia visita mira a portare avanti il processo di piena attuazione di tutti gli articoli del Memorandum d’intesa firmato tra Iran e Stati Uniti, nel quadro del diritto internazionale e dei diritti dell’Iran”.
23 giugno 2026
Sud Libano, Idf uccide uomo vicino bulldozer
Un giovane è stato ucciso e altri due sono rimasti feriti quando soldati nemici hanno aperto il fuoco con mitragliatrici contro di loro mentre si trovavano vicino a un bulldozer che stava sgomberando una strada nel quartiere di Deir a Nabatieh al-Fawqa, nel Libano meridionale. Lo scrive l’agenzia libanese Nna.
Sempre la Nna riferisce che l’Idf avrebbe aperto il fuoco contro alcuni residenti alla periferia della città di Hadatha mentre si recavano a completare una sepoltura nel cimitero cittadino, scortati dall’esercito libanese. Nei pressi del cimitero di Haddatha sono stati avvistati anche tre carri armati Merkava e un bulldozer.
23 giugno 2026
Anche Danimarca riapre ambasciata a Teheran
La Danimarca ha riaperto la sua ambasciata a Teheran dopo oltre tre mesi di chiusura a causa del conflitto in Medio Oriente, ha annunciato oggi il ministero degli Esteri danese.
“Alla luce del miglioramento della situazione della sicurezza in Iran, l’ambasciata a Teheran riapre”, ha dichiarato il ministero in un comunicato. “L’ambasciatore danese in Iran lavora presso l’ambasciata dal 19 giugno”, ha aggiunto.
Anche l’ambasciata italiana a Teheran ha riaperto venerdì, dopo essere rimasta chiusa per oltre tre mesi.
23 giugno 2026
Teheran: «L’Aiea non potrà visitare i siti atomici bombardati»
L’Iran non ha alcuna intenzione di permettere all’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) di ispezionare i suoi siti bombardati da Israele e dagli Stati Uniti. Lo ha dichiarato in una conferenza stampa il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei.
23 giugno 2026
Kallas: «Ue al lavoro per una nuova missione in Libano»
“In Libano, Israele e Hezbollah sono intrappolati in un pericoloso ciclo di attacchi, contrattacchi e fragili cessate il fuoco”. Lo afferma sui social l’Alta rappresentante dell’Ue per la politica estera Kaja Kallas. “Con il ministro degli Esteri libanese Youssef Raggi ho esaminato il sostegno dell’Ue alle Forze armate libanesi e il lavoro per l’istituzione di una nuova missione Ue nel Paese”, aggiunge.
23 giugno 2026
Smotrich: «Non teniamo negoziati con il diavolo Iran, Idf resta in Libano»
In una intervista alla Radio militare, il ministro di ultradestra israliano Bezalel Smotrich ha affermato che “Israele non fa parte dei colloqui nel negoziato con l’Iran per scelta”. “Non condurremo colloqui con il diavolo”, ha dichiarato. Smotrich ha poi ribadito che Israele non ritirerà le sue forze militari dal Libano meridionale “finché Hezbollah esisterà in Libano” e finché questo governo rimarrà al potere. “Semplicemente non accadrà”, ha detto.
23 giugno 2026
Israele presenta oggi piano per il Libano a Washington
Nei colloqui diretti tra le delegazioni di Beirut e Gerusalemme che si terranno oggi a Washington, Israele proporrà un progetto pilota di ritiro parziale da un’area limitata del Libano meridionale, nella quale entrerà l’esercito libanese sotto supervisione americana. Lo rivela Channel 12, a cui una fonte israeliana ha dichiarato: “Arriviamo con delle mappe per decidere quale sarà l’area del progetto pilota che si svolgerà in una zona a sud del fiume Litani, cioè a sud della Linea Gialla”.
Secondo il piano, l’esercito israeliano si ritirerebbe da un’area, considerata relativamente bonificata da terroristi e armi di Hezbollah.
I colloqui dovrebbero concludersi giovedì pomeriggio- Nel frattempo, l’Idf sta operando per distruggere un complesso sotterraneo di Hezbollah nella dorsale montuosa di Ali Taher.
23 giugno 2026
Hezbollah: «Rimaniamo col dito sul grilletto, Israele non violi patti»
Mahmoud Qamati, vice capo del consiglio politico di Hezbollah, ha nuovamente avvertito che il gruppo libanese risponderà a qualsiasi violazione del cessate il fuoco da parte di Israele. Lo scrive Al-Jazeera, citando l’iraniana Press Tv. Qamati ha affermato che la rappresaglia di Hezbollah sarà “della stessa natura”, aggiungendo che non ci sarà un “ritorno alla situazione prebellica”, quando le forze israeliane lanciavano attacchi quasi quotidiani contro il Libano, mentre i combattenti del gruppo si astenevano dal sparare. “Hezbollah rimane in stato di massima allerta, con il dito sul grilletto, pronto a fronteggiare qualsiasi violazione da parte del regime israeliano”, ha dichiarato.
23 giugno 2026
Ghalibaf: «Su Hormuz coordinamento e linea diretta con gli Usa»
«Abbiamo concordato di istituire un meccanismo di coordinamento, che include una linea diretta e un centro di contatto a cui rivolgersi in caso di ambiguità o controversie» rispetto al traffico marittimo dello Stretto di Hormuz. Lo ha detto il capo negoziatore dell’Iran Mohammed Bagher Ghalibaf, parlando dei colloqui con gli Usa. «Durante questo periodo di 30 giorni, ai sensi dell’articolo 5», ha aggiunto, «le parti potranno mantenere uno stretto coordinamento affinché le navi che transitano nello Stretto possano farlo in modo più sicuro ed efficiente. Con l’aiuto di Dio, questo contribuirà a migliorare i flussi di traffico e i volumi di navi attraverso lo Stretto, a dare impulso all’economia regionale, a sostenere l’economia globale e a permetterci di guardare avanti».
23 giugno 2026
Pezeshkian: «Israele non abbia più il diritto di bombardare Libano e Palestina»
«Dobbiamo tutti impegnarci affinché il Libano sia incluso nel processo di pace tra Iran e Stati Uniti e che Israele non abbia più il diritto di bombardare il Libano e la Palestina». Lo ha dichiarato il presidente Masoud Pezeshkian in una conversazione telefonica con il suo omologo turco Recep Tayyip Erdogan ieri sera. Secondo l’agenzia iraniana Irna, Erdogan, da parte sua, ha elogiato il saggio approccio dell’Iran nei confronti degli attacchi israeliani in Libano durante i colloqui Iran-Usa e ha espresso la speranza che l’Iran continui su questa strada «contro coloro che si oppongono ai colloqui. L’inclusione del Libano in questo accordo ha avuto un risultato molto positivo», ha aggiunto.
23 giugno 2026
Accordo Usa-Iran, sbloccati 12 miliardi di fondi congelati
Il capo negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha dichiarato che è stato raggiunto un accordo con gli Stati Uniti per lo sblocco di 12 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati. La notizia è riportata da Al-Jazeera e da altri media della regione. I fondi sarebbero suddivisi in due tranche da 6 miliardi.
23 giugno 2026
Iran: istituiti gruppi di lavoro su nucleare e sanzioni
L’Iran ha annunciato l’istituzione di gruppi di lavoro sul nucleare e sulle sanzioni nell’ambito dei negoziati con gli Stati Uniti. Inoltre ha comunicato la conclusione dei colloqui tecnici in Svizzera.
23 giugno 2026
Ghalibaf: «Lo stretto di Hormuz sarà gestito dall’Iran»
«Tutti devono sapere che la gestione dello Stretto di Hormuz non tornerà mai più a essere quella di prima della guerra. Naturalmente le norme internazionali saranno rispettate, ma sarà l’Iran a gestire lo Stretto di Hormuz». Lo ha detto - secondo quanto riportano i media statali iraniani - il capo negoziatore di Teheran, Mohammed Bagher Ghalibaf.
23 giugno 2026
Nucleare, ok di Teheran al ritorno degli ispettori Aiea
Progressi tra Washington e Teheran dopo i colloqui in Svizzera: sono stati istituiti gruppi di lavoro su nucleare e sanzioni. Il vicepresidente Usa J.D. Vance annuncia l’ok dell’Iran al ritorno degli ispettori Aiea: «Una pietra miliare per raggiungere un accordo sul nucleare». Gli Usa allentano le sanzioni e autorizzano la vendita di una parte del petrolio iraniano.






