Automotive

GM licenzia mille ingegneri del software. «Servono scelte coraggiose»

Riorganizzazione per non perdere competitività. Di recente la casa Usa è stata criticata per aver sostituito Apple CarPlay con un sistema proprietario

di Alberto Annicchiarico

Il logo GM sull’edificio della sede della casa automobilistica a Detroit, Michigan.  REUTERS/Rebecca Cook

3' di lettura

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General Motors ha avviato il licenziamento di oltre 1.000 ingegneri del software, nel contesto di un processo di snellimento dell’organizzazione che si occupa di software e servizi, secondo una fonte non ufficiale. Più di 600 licenziamenti avverranno nelle sedi del Michigan. Queste decisioni seguono di due mesi la promozione di due ex Apple, David Richardson e Baris Cetinok, a vicepresidenti senior del gruppo e co-leader della divisione focalizzata su veicoli connessi, infotainment e sistemi avanzati di assistenza alla guida.

«Dobbiamo fare scelte coraggiose e dare priorità agli investimenti che avranno il maggiore impatto», ha dichiarato la casa di Detroit, confermando i tagli, senza però specificare il numero esatto di persone coinvolte. GM ha rifiutato di indicare quanto queste riduzioni influiranno sul numero complessivo degli ingegneri del software. La notizia arriva a una settimana dalla comunicazione di una ristrutturazione e riduzione della capacità in Cina.

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GM è impegnata nello sviluppo di software di bordo che gestiscono sempre più i sistemi essenziali dei veicoli, dalla gestione della batteria alle funzionalità di guida, fino alla visualizzazione dei contenuti a bordo, in particolare nei modelli elettrici più recenti dell’azienda. Negli ultimi anni, l’azienda ha accelerato le assunzioni nel settore dello sviluppo software, nel quadro della sua spinta verso l’elettrificazione, le auto a guida autonoma e i servizi correlati al software. GM spera che i nuovi servizi alle stazioni di ricarica, i contenuti digitali e altre attività diverse dal settore strettamente automobilistico, possano un giorno generare ricavi per miliardi.

Un percorso non privo di ostacoli, la transizione. Con problemi, ad esempio, per il suv elettrico Chevrolet Blazer e la Cadillac Lyriq elettrica, alcuni dei quali legati proprio a difetti del software. Inciampi comuni a quelli incontrati da altri player, come Volkswagen con la sua unità dedicata al software, Cariad, che ha rallentato lo sviluppo di modelli cruciali, ad esempio la Porsche Macan elettrica.

Nel caso del Blazer, GM ha dovuto affrontare le reazioni negative dei consumatori, con relative polemiche infuocate, per aver sostituito il sistema di infotainment CarPlay di Apple con il sistema proprietario.

In ogni caso i licenziamenti comunicati non necessariamente indicano una riduzione dell’importanza del software per GM, ma potrebbero riflettere una strategia di riorganizzazione e ottimizzazione delle risorse per affrontare meglio le sfide future e mantenere la competitività nel settore automobilistico in evoluzione.

GM potrebbe essere impegnata in una riorganizzazione della sua forza lavoro per ottimizzare le risorse e migliorare l’efficienza. Questo potrebbe includere la concentrazione su aree di sviluppo software specifiche e il taglio di posizioni che non sono più ritenute necessarie o che possono essere esternalizzate.

Un’altra possibile ragione è la necessità di ridurre i costi. GM, come molte altre aziende automobilistiche, potrebbe trovarsi sotto pressione per mantenere la competitività in un settore che richiede investimenti massicci in nuove tecnologie come i veicoli elettrici e autonomi. Tagliare personale può essere una misura per contenere i costi operativi e reinvestire le risorse in altre aree strategiche.

Ma è anche possibile che la casa di Detroit stia investendo in tecnologie di automazione che riducono la necessità di un gran numero di ingegneri del software. GM potrebbe anche voler riorientare i suoi sforzi verso specifiche aree di sviluppo software che sono considerate più critiche per il futuro. Questo potrebbe comportare la riduzione delle attività in settori meno prioritari e la riallocazione delle risorse.

Il titolo non ha risentito particolarmente della notizia dei licenziamenti, restando in area positiva, poco sotto l’1%. Saldo da inizio d’anno, +27 per cento.

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