Industria

Auto, arrivano i tagli anche in Gm: 1.300 posti in due stabilimenti

Decisione a qualche settimana dalla ratifica del nuovo costoso contratto di lavoro firmato dopo il lungo sciopero della United auto workers

di Alberto Annicchiarico

La presidente e ceo di General Motors, Mary Barra. REUTERS/Elizabeth Frantz

2' di lettura

2' di lettura

La frenata dell’Auto (in particolare elettrica) rimbalza tra le due sponde dell’Atlantico, dai programmi di austerity del Gruppo Volkswagen alla riduzione degli organici negli Stati Uniti. E dopo la notizia sui tagli nella controllata Cruise, in crisi con in i suoi robotaxi, General Motors taglia più di 1.300 posti di lavoro a ore in due di stabilimenti del Michigan, a qualche settimana dalla ratifica del nuovo costoso contratto di lavoro firmato dopo un finanziariamente sanguinoso sciopero della United auto workers durato sei settimane.

La prima casa automobilistica Usa ha dichiarato giovedì, in un documento depositato presso le autorità di regolamentazione statali, che l’impianto di Lake Orion, nel Michigan, alle porte di Detroit, licenzierà 945 dipendenti, mentre l’impianto di Lansing, nel Michigan, perderà 369 lavoratori. Le riduzioni di personale in entrambi gli stabilimenti saranno effettive dal 1 gennaio.

Loading...

Un portavoce di GM non ha rilasciato commenti immediati sui tagli ai posti di lavoro, che arrivano dopo che l’azienda, a fine ottobre, si è impegnata ad aumentare i salari.

Lo stabilimento di Lake Orion produce l’auto elettrica Chevy Bolt (quella usata per i robotaxi di Cruise messi a riposo), la cui produzione cesserà alla fine dell’anno. A causa della frenata della domanda negli Stati Uniti GM ha posticipato i piani per la produzione di nuovi pick-up elettrici fino al 2025, un anno dopo rispetto a quanto inizialmente previsto. Lo stabilimento di Lansing produce i modelli Cadillac CT4 e CT5, nonché la berlina sportiva Chevrolet Camaro, che GM ha dichiarato di voler cessare di produrre il mese prossimo.

A fine novembre il colosso guidato dalla ceo e presidente Mary Barra ha annunciato un incremento record del dividendo (+33%) e un buyback da 10 miliardi di dollari, il piano di riacquisto più grande di sempre.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti