Puglia sul finir dell’estate in dieci scatti
Gli atleti gareggiano ancora al MarTA di Taranto
Il recentissimo successo dei Giochi del Mediterraneo ha rilanciato l’immagine di Taranto quale città dei due mari, unica colonia spartana in Italia, mai così aperta, ai giorni nostri, verso il Mediterraneo. Perciò il viaggio settembrino non può che avere come approdo il MarTa, perché al Museo Archeologico Nazionale sta riscuotendo un enorme successo di critica e pubblico la mostra intitolata “L’Arte della Vittoria. Atleti e competizioni nel Mediterraneo”, nella quale si possono ammirare la tomba dell’atleta ove sono conservate le spoglie dell’ignoto uomo di sport che nel V secolo a.C. perì a Taranto dopo avere partecipato e vinto ai Giochi di Atene come attestano le anfore panatenaiche esibite ai quattro lati del suo sarcofago monumentale in calcare. Inoltre, sono esposti una hydra con la quadriga in corsa, scene di lotta, insieme a tanti altri reperti che testimoniano la forza degli atleti partecipanti alle più importanti competizioni nel Mediterraneo spesso raccontate anche da Platone nei suoi scritti. La testa di donna greca in terracotta dalla celeberrima acconciatura impreziosita da un diadema, tipico elemento della gioielleria femminile nel mondo greco, risalente al IV secolo a.C, il mosaico pavimentale con satiro e ninfa, i raffinatissimi orecchini a navicella in oro, la statua in bronzo raffigurante Zeus nell’atto di scagliare la folgore rinvenuta nella messapica Ugento testimoniano l’antica ricchezza artistica di questo estremo lembo di Puglia.

