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Impara l’arte
Tre articoli in anteprima dalla domenica del Sole24ore presentati da Stefano Salis
Ascoltalo oradi Sissi Bellomo
3' di lettura
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Sul gas la Russia continua a fare la voce grossa, ma la mina dei pagamenti in rubli sembra disinnescata. C’è anzi un tentativo – nei fatti piuttosto che con le parole – di ricucire le relazioni commerciali con i clienti storici di Gazprom, Italia e Germania in primis.
A una settimana dall’annuncio shock del Cremlino, il presidente Vladimir Putin ha firmato il decreto che prescrive le “nuove” regole per pagare a partire da oggi le forniture di gas, ribadendo che se gli acquirenti non si adegueranno per Mosca si tratterà di «insolvenza, con tutte le conseguenze del caso», compresa una chiusura dei rubinetti.
«Nessuno ci vende nulla gratis e nemmeno noi faremo la carità, quindi i contratti esistenti saranno rescissi», ha minacciato Putin.
In realtà nel decreto russo sembra esserci ben poco di nuovo rispetto ai meccanismi già collaudati. E questo dovrebbe permettere ai clienti europei di continuare a rifornirsi da Gazprom e a Mosca di salvare la faccia.
Gli attuali contratti non subiranno modifiche unilaterali – come accusava il G7 – e nemmeno saranno rimessi in discussione. I versamenti potranno ancora essere effettuati in euro o in dollari. E al cambio in valuta russa ci penserà Gazprombank, banca non sottoposta a sanzioni, che già ora riceve la maggior parte dei pagamenti per il gas russo.