La cerimonia inaugurale del Festival di Trento 2025

22 maggio 2025

Giorgetti: «Sui dazi ragionevole una soluzione sul modello inglese». Tajani: «Rafforzeremo l’export su nuovi mercati»

Per la ministra del Turismo “se il turismo va bene devo ringraziare gli imprenditori e i lavoratori perché hanno combattuto contro la pandemia”. Quest’anno Il Sole 24 Ore celebra un compleanno speciale - 160 anni - e organizza una mostra open air che ripercorre i momenti chiave della storia italiana e globale attraverso le pagine del quotidiano

a cura di Enrico BronzoVittorio Nuti e Mariolina Sesto
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22 maggio 2025

Ianeselli: appuntamento per classe dirigente e classi scolastiche

Il Festival dell’economia di Trento è «il festival delle classi dirigenti e delle classi scolastiche». Per Franco Ianeselli, sindaco di Trento, questa è la forza della manifestazione organizzata dal Gruppo 24 Ore e da Trentino Marketing che si è aperta oggi, ricordando che «questa mattina un cittadino mi ha detto: “stiamo diventando come Cernobbio”, io risposto “noi siamo Trento”. Qui c’è tanta classe dirigente ma siamo il Festival delle classi dirigenti e classi scolastiche». Al Festival c’è «il Paese che discute del proprio futuro e lo fa con i giovani e le persone», ha continuato, sottolineando che «il senso del Festival è occuparsi del tempo e delle riflessioni».

22 maggio 2025

Fugatti: il Festival una Davos popolare che parla a tutti

«Credo che l’orgoglio di Trento e del Trentino sia quello di essere al centro del dibattito economico internazionale, del dibattito culturale e politico. Quest’anno è il 20esimo anno, abbiamo avuto qualche settimana fa il governatore della Banca d’Italia, siamo stati dal presidente della Repubblica» e la

«tendenza che avete voluto introdurre, da una parte mantenere l’aspetto scientifico con una grande presenza di Nobel e scienziati, dall’altra riuscire a parlare al popolo e al territorio» rende davvero Trento una «Davos popolare». Così Maurizio Fugatti, presidente della Provincia Autonoma di Trento, alla cerimonia inaugurale del Festival dell’economia di Trento, augurandosi di «continuare questo percorso» e facendo i «complimenti al Sole 24 Ore e al Comitato scientifico» per l’organizzazione.

22 maggio 2025

Silvestri: diamo strumenti per interpretare cambiamenti del mondo

«Vogliamo dare il senso compiuto alla parola Festival: coinvolgere tutti. Vogliamo spiegare concetti difficili in modo che possano interessare tutti. Il futuro si costruisce a quattro mani e da quattro edizioni abbiamo deciso di coinvolgere i ragazzi. Ciò non significa deresponsabilizzarci ma costruire insieme a loro un futuro migliore. Noi lo facciamo cercando di dare gli strumenti per interpretare cambiamenti del mondo». Lo ha affermato Federico Silvestri, amministratore delegato del Gruppo 24 ORE, alla cerimonia di inaugurazione del Festival dell’Economia di Trento. «La missione è iniziata e la sfida è continuare a farlo sempre di più», ha aggiunto. «Ci piace pensare che in questo percorso ogni anno cerchiamo di aggiungere qualcosa; non lo facciamo da soli ma grazie ai nostri ospiti e al pubblico. Il Festival ha avuto anche uno spin off ed è arrivato fino a San Francisco. Questa iniziativa l’abbiamo chiamata “road to Trento” perché questo territorio ci ha dato tanto e in cambio cerchiamo di dare conoscere in tutto il mondo questa iniziativa».

22 maggio 2025

Tamburini: giornata entusiasmante, lo sarà tutta la kermesse

«Quella di oggi è stata una giornata entusiasmante e sono certo che lo saranno anche le altre come da tradizione». Così Fabio Tamburini, Direttore de Il Sole 24 Ore, Radio 24 e Radiocor, Presidente Comitato scientifico del Festival dell’Economia di Trento, alla cerimonia di inaugurazione della kermesse. Il direttore si è soffermato sulla scelta del titolo del Festival, giunto alla sua ventesima edizione: “Rischi e scelte fatali. L’Europa al bivio”. «E’ stata una scelta, collettiva fatta dall’advisory board. Penso di poter dire che lo abbiamo azzeccato, senza timori di smentita. Le cronache degli ultimi mesi e settimane mi permettono di dire, senza timore di smentita, che quello che è accaduto è andato oltre l’immaginabile. Ne stiamo vedendo di tutti colori e il Fetsival è una occasione straordinaria» per affrontare queste tematiche. «Trento caput mundi: c’è un tasso di conoscenza significativa a disposizione dei trentini e non».

22 maggio 2025

Colaiacovo: con Sole 24 Ore buon matrimonio, sono 2 eccellenze

Quello tra il Sole 24 Ore e il Festival dell’economia di Trento «mi sembra un buon matrimonio, sono due eccellenze». Lo ha detto Maria Carmela Colaiacovo, presidente del Gruppo 24 Ore, alla cerimonia inaugurale del Festival. Quest’anno sono «20 anni di Festival e 160 anni del Sole, è una grande responsabilità» organizzare questo evento, che ha la «capacità di attrarre voci diverse», e farlo «diventare un punto di riflessione per le scelte per il futuro del nostro Paese», ha continuato Colaiacovo, sottolineando che «un patrimonio è il festival, un patrimonio è il Sole» e insieme sono «un ponte tra società civile, istituzioni, persone». Colaiacovo, ricordando di essere da poco in carica alla guida del Gruppo 24 Ore, ha fatto «i complimenti» all’organizzazione. «Avendo nel Dna la mia matrice turistica, vedere questi flussi è importante per un territorio, portano ricchezza, occupazione e futuro».

22 maggio 2025

Ue, Caltagirone: serve unione politica o resta espressione commerciale

Per l’Europa la prospettiva deve essere quella “di un’unione politica altrimenti siamo un’espressione commerciale”. E’ il punto di vista che esprime Francesco Gaetano Caltagirone, numero uno del gruppo attivo nell’editoria, nel cemento, nella finanza e nell’immobiliare nel corso di una tavola rotonda con Giulio Tremonti al Festival dell’Economia di Trento. “Credo che finchè non diventiamo un soggetto politico non possiamo stare ad un tavolo alla pari con gli altri” osserva rispondendo alle domande del direttore di Radiocor, Radio 24 e Il Sole Ore Fabio Tamburini nel dialogo con l’ex ministro dell’Economia e presidente della Commissione Esteri della Camera. Gli altri sono Gli Stati Uniti e la Cina in quel tavolo a tre gambe con l’Europa che secondo Tremonti può dare stabilità all’equilibrio geopolitico mondiale. Oggi, osserva ancora Caltagirone, l’Europa può stare legittimamente al tavolo solo in quanto “grande soggetto commerciale”. Il filo rosso del dialogo è sul tema ’cambiamento o conservazione’ e spazia dai dazi e ai nuovi blocchi geopolitici al ruolo del dollaro che è deve restare, secondo l’ex ministro, “simbolo dell’Occidente”. Caltagirone, che al termine non risponde a domande sull’attualità finanziaria, afferma di essere favorevole alla politica di riarmo decisa in Europa. “La libertà è un bene supremo, è una conquista, non è un dono nè un diritto, nessuno ce la regalerà dobbiamo conquistarla e gli altri se non saremo abbastanza forti la comprimeranno, quindi dobbiamo essere abbastanza forti per difenderla e quindi efficienti”. Per rimanere liberi, secondo Caltagirone, serve una capacità di decisione più rapida: “Le nostre democrazie, di cui siamo fieri, hanno bisogno di manutenzione e una delle più importanti e che la democrazia elegge qualcuno che deve avere i poteri una volta eletto, non i lacci e i lacciuoli che lo frenano. Quale è l’antidoto al potere che gli si dà? Il mandato deve essere breve e non deve essere rieleggibile”.

22 maggio 2025

Pirelli, Tronchetti: valutiamo investimento in Usa, su norme troveremo soluzione

Negli Stati Uniti “vogliamo fare un grosso investimento per continuare a crescere in un quadro geopolitico in continuo movimento e in cui la strategia local for local è fondamentale”. Lo ha affermato il vicepresidente esecutivo di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, al Festival dell’Economia di Trento, ribadendo di essere fiducioso che si troverà una soluzione “per rispettare le norme americane”.

Tronchetti ha quindi sottolineato di voler evitare che i “progetti in America entrino nelle dinamiche geopolitiche. A oggi ci riusciamo, stiamo perseguendo l’obiettivo, abbiamo ancora qualche ostacolo perché la normativa americana è ostile ovviamente a quello che è considerato l’avversario strategico che è la Cina. Noi cerchiamo di crescere in entrambi i Paesi. In Cina abbiamo ottimi rapporti, poi ci sono, diciamo, situazioni con un singolo socio”.

“La prima cosa che perseguiamo da tanti anni è di avere una autonomia local for local della nostra produzione - ha spiegato Tronchetti. In Cina produciamo per la Cina e per i mercati limitrofi. In Europa produciamo essenzialmente per l’Europa, con un po’ di esportazione. Negli Stati Uniti siamo cresciuti anche attraverso il Messico, prima parte del Nafta e ora Usmca. Ora negli Usa abbiamo un progetto che parte dalla nostra fabbrica in Georgia, una base tecnologica già esistente e sofisticata ma con volumi ridotti”.

22 maggio 2025

Ue, Tremonti: cambi ed esca da Medioevo che si è creata

“L’Europa deve cambiare, uscire dal Medioevo che lei stessa si è creata e ragionare sul fatto che, ancora oggi, sta producendo leggi demenziali”. Lo ha detto Giulio Tremonti, presidente della Commissione affari esteri e comunitari della Camera, intervenendo a un panel del Festival dell’economia di Trento. “Il cambiamento nell’Europa è necessario anche perchè ci sono questioni sulle quali non si potrà mai essere d’accordo - ha aggiunto -. Con 27 Paesi il concetto dell’unanimità, in Europa, non ha senso. Su quali fronti? Quello della difesa, per esempio. E poi sull’allargamento, rispetto al quale l’Europa in questi anni ha fatto politiche graduali e paternalistiche. Se consideriamo che ci stiamo allargando verso est e, di contro, la Russia lo sta facendo verso ovest, credo che a prescindere dalle forme con cui si concluderà il conflitto ci sarà bisogno di nuovi equilibri. Sicuramente il processo in atto è molto complicato. Ma guardando al futuro, ho fiducia nelle prospettive di un’Europa di cui non possiamo fare a meno: come detto però, deve cambiare”.

22 maggio 2025

Tajani: invito Papa su Russia e Ucraina sia accolto da tutti

Sulla pace tra Russia e Ucraina “non è facile. Registriamo qualche segnale positivo, certamente. La disponibilità del santo padre ad accogliere in Vaticano le due parti, magari con l’Europa e gli Stati Uniti, rappresenta un forte messaggio di pace. Il messaggio del papa deve essere accolto da tutti. Bisogna lavorare, costruire giorno per giorno la pace”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervenendo all’incontro “il Made in Italy: le strategie dell’Italia” nell’ambito del Festival dell’economia di Trento. “Stiamo lavorando tantissimo anche per il Medio Oriente, ho da poco sentito il ministro degli Esteri dell’Oman per avviare la mediazione tra Stati Uniti ed Iran sul nucleare. Il fatto che queste trattative vadano avanti e sia stata scelta Roma come sede di dialogo è molto importante”, ha aggiunto.

22 maggio 2025

Cina, Tajani: i rapporti sono ottimi e li stiamo implementando

«Con la Cina, siamo usciti dalla via della Seta, ma i rapporti sono ottimi e li stiamo implementando». Lo ha detto Antonio Tajani, ministro degli Affari Esteri, in collegamento con l’evento “Made in Italy: le strategie dell’Italia”, durante il Festival dell’Economia di Trento, organizzato dal Gruppo 24 Ore insieme a Trentino Marketing, preannunciando a breve un vertice bilaterale. «Abbiamo lavorato per il volo Venezia-Shanghai e stiamo lavorando per altri voli commerciali tra la Cina e il Nord Italia. Dal punto di vista commerciale i rapporti sono ottimi ma non possiamo guardare solo alla Cina», ha continuato Tajani, sottolineando che l’Italia si deve rivolgere anche ad altri mercati: «all’India, che ha più abitanti della Cina, all’America Latina, la Turchia e all’Estremo Oriente, oltre che all’Indo-pacifico e al Sudafrica. Stiamo modernizzando la nostra politica estera, sia in ottica commerciale che di pace. Dove passano le merci non passano le armi».

22 maggio 2025

Giorgetti: «Sull’Ucraina passi avanti con gli Usa»

“I fabbisogni finanziari in Ucraina tendono ad aumentare e non a diminuire, il Paese dovrà essere aiutato, e aiutato soprattutto nella fase postbellica, di ricostruzione: lì ci vorrà un’azione concertata importante”, dice il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, in Canada per il G7 Finanze. “Ieri ad esempio, una delle chiavi che ha aiutato ad uscire dall’impasse con gli Stati Uniti, è che io ho proprio richiamato una delle frasi di qualche settimana fa di Scott Bessent”, il segretario del Tesoro: “Nella fase di ricostruzione a beneficiare dei profitti della ricostruzione non potranno partecipare coloro che hanno finanziato o aiutato l’economia russa e la macchina di guerra russa. E’ un principio importante, una sorta di sanzione preventiva: tutti coloro che in qualche modo oggi traggono profitto da questa situazione non potranno certamente trarne profitto. E’ uno degli esempi di come, in qualche modo, abbiamo fatto dei passi in avanti insieme appunto all’alleato americano”.

22 maggio 2025

Tajani: «Piano export ad oggi è pari a 623,5 miliardi di euro»

“Oggi siamo a 623,5 miliardi di euro. Stiamo facendo veramente un grande lavoro e sono grato a Ice, Simest e Saces per lo straordinario lavoro di accompagnamento delle nostre imprese sui mercati internazionali. Stiamo organizzando business forum in tutto il mondo. Io non credo che lo Stato debba fare l’imprenditore ma accompagnare le imprese. Ecco perché ho voluto fortemente la riforma del ministero degli Esteri, che ha già passato il vaglio del Consiglio di Stato e arriverà in Parlamento, prevede un ministero a due teste, una politica ed una economica”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervenendo all’incontro “il Made in Italy: le strategie dell’Italia” nell’ambito del Festival dell’economia di Trento organizzato dal Gruppo 24 Ore e da Trentino Marketing, in merito al Piano che prevede di incrementare il valore dell’export italiano fino a 700 miliardi di euro entro la fine della legislatura.

22 maggio 2025

Export, Tajani: al lavoro per aprire nuovi mercati e rafforzare dove già siamo

«Stiamo lavorando tantissimo per esplorare nuovi mercati e per rafforzare i mercati dove siamo già. In questa fase serve lavorare ancora di più per rafforzare il commercio internazionale del nostro Paese. Il commercio internazionale può essere il modo migliore per sostenere le nostre imprese. Stiamo facendo un grande lavoro e ringrazio Sace, Ice e Simest per straordinario lavoro al fianco delle imprese». Lo ha detto Antonio Tajani, ministro degli Affari Esteri, in collegamento con l’evento “Made in Italy: le strategie dell’Italia”, durante il Festival dell’Economia di Trento, organizzato dal Gruppo 24 Ore insieme a Trentino Marketing. «Lo Stato deve essere protagonista dell’accompagno e del sostegno alle imprese. Per questo abbiamo voluto che il ministero fosse anche del commercio internazionale, un ministero con 2 teste, una politica e una economica, per far sì che il nostro ministero possa aiutare tutte le imprese italiane nel mondo, anche le più piccole», ha continuato Tajani.

22 maggio 2025

Tajani: Hamas non può essere futuro della Palestina

“Hamas non può essere il futuro della Palestina, la guida della Palestina: anzi, Hamas è la causa dei mali che sta soffrendo il popolo palestinese oggi”: lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervenuto al Festival dell’Economia di Trento.

22 maggio 2025

Giorgetti: «No ai piani quinquennali, l’Ue sia reattiva»

“La pretesa tutta positivista di pianificare a 5 o a 7 anni... la storia ci insegna che non è possibile”. Bisogna invece essere “pronti e reattivi a rispondere”, dice il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, intervistato in collegamento dal Canada al festival dell’economia organizzato a Trento da Gruppo 24 Ore e Trentino Marketing, in un ragionamento sull’approccio europeo su fronti come il Pnrr e le spese per la Difesa. Giorgetti lo sottolinea ricordando di aver già stigmatizzato, in passato, con “una battuta” quei “piani quinquennali che ricordano quelli sovietici che non hanno mai funzionato”. “Il problema dell’Europa oggi - dice il ministro, in Canada per il G7 finanze - è che ha altri soggetti che sono pronti e reattivi a rispondere mentre noi abbiamo dei sistemi di governance che implicano percorsi molto complicati. Basta pensare che adesso in Europa siamo allo stop di clock, dobbiamo totalmente eliminare la normativa regolatoria che abbiamo approvato negli ultimi 3 anni: questa è la dimostrazione che dobbiamo essere più flessibili nell’approccio. Vertici come Ecofin e G7 finanze ”sono tutti utili”, soprattutto in “una fase storica di cambiamento degli equilibri globali”: il ministro lo dice evidenziando quanto “partecipare a questi vertici importanti e partecipare da protagonista, con uno standing che all’Italia viene riconosciuto in questo momento, sia estremamente produttivo per gli interessi nazionali. Non voglio fare un discorso di vanto per il governo: è una realtà oggettiva che tutti coloro che partecipano al dibattito internazionale, anche i privati, i soggetti del commercio, chi gira il mondo, hanno tutti percepito. Di questo possiamo andare assolutamente fieri”.

22 maggio 2025

Dazi, Giorgetti: «È competenza Ue ma Italia crea “ponti” grazie a sue relazioni»

«La competenza in materia di commercio internazionale è Europea, e sarà l’Europa a siglare eventualmente l’accordo, ma è altrettanto evidente che, per ragioni anche semplicemente di relazioni umane, l’Italia ha capacità di smussare gli angoli e creare ponti, un termine che oggi va di moda». Così il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, intervistato durante il Festival di Trento. Il nostro Paese ha «svolto ruolo importante per arrivare a una sintesi», visto che nelle relazioni tra i Paesi «c’è un ruolo formale e un ruolo sostanziale».

22 maggio 2025

Caltagirone: «Occidente ha imboccato declino, serve cambiamento»

“La strada che ha imboccato tutto l’occidente si porta verso un declino e quindi serve un cambiamento”. Lo ha detto l’imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone, nel corso di un dibattito su ’Cambiamento o conservazione’, nell’ambito del Festival dell’Economia di Trento organizzato dal Gruppo 24 Ore e Trentino Marketing per conto della Provincia Autonoma di Trento. “Molte delle discontinuità ed evoluzioni - aggiunge - partono dalle necessità. In America qualche decennio fa si è fatto la scelta di privilegiare i consumatori e così si è creato il disavanzo. E come ogni debito pubblico non esiste un tetto ma una percezione. E per la prima volta il debito pubblico americano è percepito come un qualcosa che è meglio non aumentarlo ulteriormente. E questo impone il pareggio della bilancia dei pagamenti oppure la strada dei dazi o infine con la svalutazione del dollaro. Il consumatore americano negli anni ha azzerato tutti i risparmi familiari ed ha creato un enorme debito pubblico per pagare meno i prodotti”. Ma in occidente “non vedo chi altri può sostituire la leadership degli Stati Uniti. A meno che non si faccia l’Europa unita, ma è una cosa che vedo molto lontano”.

22 maggio 2025

Difesa, Giorgetti: «Siamo leggermente sopra 2% per spese»

“La Nato ha delle regole. C’è un manuale, l’abbiamo applicato e sulla base del nostro bilancio siamo leggermente sopra il 2%” del Pil per la spesa in difesa. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, intervistato al Festival dell’Economia di Trento, evento organizzato dal ’Gruppo 24ore’ e da Trentino Marketing.

22 maggio 2025

Imprese, Bracco: “Incertezza nemica crescita, servono meno paletti”

“Noi come aziende ce la mettiamo tutto per rimanere competitivi, il Paese deve essere orgoglioso e difendere il suo manifatturiero” ma “l’incertezza è sempre nemica della crescita perché condiziona la fiducia di imprenditori e consumatori e ha inevitabili ricadute negative sugli investimenti”. Lo ha detto Diana Bracco, presidente e ceo del Gruppo Bracco, multinazionale italiana del settore chimico e farmaceutico, ospite al Festival dell’economia di Trento, organizzato dal Gruppo 24 Ore.

Negli ultimi anni le aziende “hanno dovuto affrontare situazioni inimmaginabili”, dalla pandemia ai teatri di guerra, che “hanno prodotto drammatici incrementi dei prezzi dell’energia e delle materie prime e grosse difficoltà di approvvigionamento”. In questo contesto “servono meno paletti per lo sviluppo e serve soprattutto un’Europa che creda nella crescita della sua economia e che supporti le sue filiere senza lacci e lacciuoli”, ha affermato Bracco, chiedendo quindi alle istituzioni “più semplicità normativa e più coordinamento delle politiche economiche, altrimenti il nostro continente rischia di diventare solo un mercato di consumo e di perdere competitività rispetto a giganti quali Stati Uniti, Cina e altri Paesi emergenti”.

22 maggio 2025

Giorgetti, tassa Ue su pacchi cinesi è «sensata e auspicabile»

L’ipotesi che l’Ue possa applicare una extra tassa di due euro sulle merci provenienti dalla Cina, al di sotto di un certo valore, è una «proposta che ha un senso» e «se fatta bene è un qualcosa che tutti ritengono ragionevole e auspicabile». Così il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, intervistato al Festival di Trento.

22 maggio 2025

Giorgetti: sui dazi ragionevole una soluzione sul modello inglese

“L’amministrazione americana sta raggiungendo accordi o li sta per raggiungere con Regno Unito e Cina. Non dico che l’Unione europea arriverà per ultima ma credo che si raggiungeranno dei risultati ragionevoli”. Lo ha detto il ministro dell’economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti, intervenendo al Festival dell’Economia di Trento in corso fino a domenica.

Sui dazi, ha aggiunto il ministro, “l’interesse comune è trovare un’intesa. Una ritirata totale delle posizioni americane mi pare improbabile ma in relazione agli annunci di partenza credo che alla fine si troverà soluzione ragionevole”. Secondo Giorgetti, che ha parlato in collegamento dal G7 in Canada. “sarà molto difficile che l’accordo finale sia molto diverso da quello fatto con gli inglesi”, che ha riportato i dazi dal 25% al 10 per cento.

“Imprese resilienti, gestibili dazi limitati”

“L’economia italiana ha delle peculiarità, abbiamo imprenditori piccoli e medi con una capacità di resilienza pazzesca, sono convinto che un ammontare dei dazi limitato sia gestibile da parte loro”, ha spiegato Giorgetti. Ma ha avvertito: “Ci sono alcuni settori, come il farmaceutico, che invece, in termini di competitività rispetto ad altre locazioni, potrebbero pagare un prezzo significativo”. Per questi settori bisogna essere ”molto vigili” e avere “un negoziato importante”.

Ucraina, G7 non partito benissimo “ma ha trovato posizione comune”

Tra i temi affrontati dal ministro anche la reazione del G7 in corso in Canada alla guerra in Ucraina. “Sono giornate molto intense e non siamo partiti benissimo. Gli americani hanno posto alcuni temi su cui volevano discutere e ci sono state discussioni. Ieri però è stata una giornata proficua, tant’è che siamo riusciti a trovare delle formule di compromesso che in qualche modo ribadiscono la posizione comune sull’Ucraina”, ha sottolineato Giorgetti.

22 maggio 2025

Stellantis, Bruno: ribadiamo centralità Italia, investimenti solidi su tutti stabilimenti

Stellantis “ribadisce la centralità dell’Italia attraverso il Piano Italia, che prevede degli investimenti solidi su ognuno dei nostri stabilimenti”. Lo ha detto a Radiocor Anonella Bruno, managing director di Stellantis Italia, a margine di uno dei panel del Festival dell’Economia di Trento, organizzato dal Gruppo 24 Ore insieme a Trentino Marketing. Alle critiche sulla fattibilità del Piano Italia e sulle scelte fatte finora dalla società, mosse per esempio dai sindacati e da alcuni esponenti politici, “la migliore che possiamo dare è con i fatti. La produzione della Compass a Melfi rispetta i tempi e l’inizio della produzione della 500 ibrida a Mirafiori che rispetta i tempi. Quindi questi sono due esempi concreti di esecuzione del Piano Industriale per l’Italia”, ha detto Bruno, sottolineando che “andremo avanti secondo i tempi e ribadiamo l’impegno per l’Italia”.

22 maggio 2025

Tronchetti: Ue non ha governance adeguata, troppe norme ostacolo competitività

I rischi dell’Europa nascono “da una governance che non è adatta a gestire una situazione di fatto federale. L’unico modo sarebbe avere un gruppo ristretto che ha la responsabilità, che nomina chi prende le decisioni e viene quindi delegato dagli altri paesi a scegliere su alcune materie. Questo non è stato fatto. Si è allargata l’Europa, complicando la governance - invece che semplificando - e si è arrivati a una Europa a 27 non in grado di prendere decisioni strategiche. Il progetto originario si è perso e l’Europa non ha costruito una governance comune e quindi non può avere una politica estera comune né una gestione della difesa comune in senso lato”. Lo ha affermato il Vice Presidente esecutivo di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, intervenendo al Festival dell’Economia di Trento 2025.

“Non vedo chi sta costruendo davvero la casa – prosegue - e gli scricchiolii fanno vedere la fragilità. La costruzione richiede basi solide, richiede anche il riconoscimento di cose che non sono andate bene. Non è una caccia al colpevole: l’Europa deve cercare se stessa e per farlo deve cambiare”. Per Tronchetti, infine, è importante anche instaurare un vero dialogo fra il mondo dell’industria e l’Ue. “Non vedo – conclude - una relazione fra l’industria e Bruxelles per costruire un’Europa diversa da quella che abbiamo visto”, concentrata non solo su “uno sviluppo di normative che nulla hanno a che vedere con la competitività industriale dell’Europa”.

“Valutiamo investimento negli Stati Uniti”

“La prima cosa che perseguiamo da tanti anni è di avere una autonomia local for local della nostra produzione. In Cina produciamo per la Cina e per i mercati limitrofi. In Europa produciamo essenzialmente per l’Europa, con un po’ di esportazione”. Coì Tronchetti Provera, nel corso del Festival dell’Economia in corso a Trento. “Negli Stati Uniti - aggiunge - siamo cresciuti anche attraverso il Messico, prima parte del Nafta e ora Usmca. Ora negli Usa abbiamo un progetto che parte dalla nostra fabbrica a Rome, in Georgia, una base tecnologica già esistente e sofisticata ma con volumi ridotti. Negli Stati Uniti vogliamo fare un grosso investimento per continuare a crescere in un quadro geopolitico in continuo movimento e in cui la strategia local for local è fondamentale”. Tronchetti ha poi sottolineato di voler evitare che i “progetti in America entrino nelle dinamiche geopolitiche. A oggi ci riusciamo, stiamo perseguendo l’obiettivo, abbiamo ancora qualche ostacolo perché la normativa americana è ostile ovviamente a quello che è considerato l’avversario strategico che è la Cina. Noi cerchiamo di crescere in entrambi i Paesi. In Cina abbiamo ottimi rapporti, poi ci sono, diciamo, situazioni con un singolo socio. Comunque troveremo una soluzione per rispettare le norme americane”.

22 maggio 2025

Crosetto, giusto che Italia dica a Netanyahu che sta sbagliando

“Mi sembra giusto dire oggi a Israele che quello che sta accadendo rischia di fare danno ad Israele stesso. Il fatto che questa guerra stia portando all’uccisione di migliaia di persone innocenti sta costruendo le condizioni perché Hamas trovi ancora più consenso. È giusto che una nazione amica dica che Netanyahu sta sbagliando, dobbiamo mettere in sicurezza la Palestina e dare un futuro alla Palestina”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, intervenendo in collegamento da Roma all’incontro “Geopolitica delle risorse: materie prime e sovranità tecnologica una sfida globale” nell’ambito del Festival dell’economia di Trento.

“Difesa europea con Turchia, Norvegia, e Paesi est”

La difesa europea, ha sottolineato poi il ministro, “deve prevedere 27 Paesi, anzi deve essere intesa come continentale, quindi con Turchia, Norvegia, e Paesi dell’est, messi assieme in una alleanza ancora più grande dell’Europa politica. Come gruppo dei cinque, cioè Italia, Polonia, Gran Bretagna, Francia e Germania, abbiamo cercato di forzare dei passi per far inter operare le forze armate e uniformare le pratiche di addestramento, ci vogliono anche regole comuni su cosa acquistiamo e che ciò che acquistiamo sia interoperabile”. “Abbiamo bisogno di concorrenza nel settore della Difesa, perché la capacità di produzione è troppo lenta e costosa rispetto a quella americana o russa, che ha un costo notevolmente inferiore e con meno soldi producono di più di noi e della Nato. C’è un percorso da fare per le aziende della difesa, ormai c’è osmosi con la produzione civile. Un osmosi che ci sarà sempre di più ma avremo sempre bisogno di un doppio binario per aumentare il livello tecnologico e avere prodotti meno costosi di quelli che abbiamo ora. In uno scenario molto complicato”, ha aggiunto Crosetto.

“Futuro dell’Europa passa dal rapporto con l’Africa”

“La speranza del futuro dell’Europa passa dal rapporto con l’Africa, che crescerà come grande produttore di materie prime”, ha sottolineato Crosetto in un altro passaggio dell’incontro “Geopolitica delle risorse: materie prime e sovranità tecnologica una sfida globale”. “Il ministero deve guardare le traiettorie di sviluppo per capire quali scontri potremo trovarci davanti nei prossimi anni, attrezzarci per evitare che deflagrino in guerre. L’avvento dell’Ia e del quanting computer metterà a disposizione dell’umanità una possibilità di calcolo e analisi che non ha paragone con il passato. Una crescita tecnologica esponenziale, il dramma è capire come guidare questo processo, perché è una materia che conoscono in pochi. Parlare di sicurezza significa parlare di qualcosa di molto più grande della difesa tradizionale”, ha aggiunto Crosetto. “La professoressa Caputo, più grande esperta italiana di intelligenza artificiale, lavora per noi per verificare come organizzare forze armate e difesa, come rendere l’Ai utile per aumentare la nostra capacità di analisi e ottimizzare la nostra difesa. Ci occupiamo anche di materie prime, perché dove ci sono significa guardare dove ci saranno i conflitti. Parliamo di tecnologie che si reggono su materie prime che come Europa importiamo al 100% dalla Cina, gli Usa ne importano all’80%. Quindi tutte le materie prima del futuro sono extraeuropee e quindi dobbiamo confrontarci con questo scenario”, ha concluso Crosetto.

22 maggio 2025

Stellantis, Bruno: sull’elettrico tenere conto dei consumatori

Per quanto riguarda l’automotive, uno dei punti centrali della transizione ecologica e del Green Deal è il passaggio al 100% elettrico e “Stellantis conferma il proprio commitment verso la decarbonizzazione e il passaggio all’elettrico, ma dobbiamo considerare che c’è un consumatore e oggi il consumatore non è ancora pronto”. Lo ha detto Anonella Bruno, managing director di Stellantis Italia.

Questo “crea un tema di accessibilità delle vetture, di costi e di infrastrutture, cosa che non riguarda solo il numero di colonnine di ricarica presenti ma anche la distribuzione sul territorio”, ha detto Bruno, spiegando che per quanto riguarda le colonnine “in Italia la situazione sta migliorando, ma non c’è una situazione omogenea sul territorio, circa il 60% è concentrato nel nord. Inoltre, sappiamo che nel momento in cui si vuole installare in condominio il toolbox si devono sostenere dei costi importanti, quindi è necessario concentrarsi anche su questi elementi per favorire la transizione tecnologica”.

22 maggio 2025

Gad Lerner: deumanizzazione specchio di Israele e Hamas

“Fino a qualche tempo fa la causa palestinese era passata in secondo piano, anche in Israele, un classico caso di rimozione collettiva. A Tel Aviv si poteva vivere una vita assolutamente vivace a 90 chilometri dal confine di Gaza. Era passata l’idea che i palestinesi potessero essere gestiti solo con la repressione. 

Un atteggiamento così corrompe anche sul piano morale. Dall’altra parte hanno prevalso a un certo punto le visioni di integralismo religioso, sconfiggendo la precedente classe dirigente palestinese laica.

Gad Lerner e Ugo Tramballi

Il futuro di Gaza Nella foto: Gad Lerner, Ugo Tramballi

Poi lo shock dell’aggressione di Hamas ha fatto prevalere l’idea in Israele che tutti i palestinesi fossero responsabili, colpevoli nel loro insieme. La deumanizzazione dell’altro è lo strumento che rende efficace la propaganda dei fanatici, la destra israeliana e Hamas, che si guardano allo specchio”. Lo ha detto Gad Lerner.

“L’Occidente deve esercitare una pressione sul governo israeliano sul piano economico e dei rifornimenti militari, anche per evitare un doppio standard, per cui si condanna ciò che fa Putin e si fa finta di non vedere quello che sta facendo Netanyahu. Fare cambiare rotta a Israele è fondamentale, chiama in causa anche noi ebrei della diaspora, anche per evitare che sempre più persone pensino che il Paese semplicemente è un errore della storia, e non ha diritto di esistere: cosa farebbero i 7 milioni di ebrei che vivono lì?”.

22 maggio 2025

Crosetto: «Difesa è continentale»

“La costruzione della difesa europea deve vedere uniti tutti i Paesi ma nella mia testa penso che bisogna coinvolgere anche quei Paesi come Norvegia e Turchia che non sono nell’Ue. Serve una difesa, diciamo così, continentale”.

Lo ha detto Guido Crosetto, ministro della Difesa. “Un’altra cosa è la coalizione dei volenterosi - ha aggiunto Crosetto -. Francia e Regno Unito hanno detto pensiamo a cosa fare dopo la tregua, se ci sarà, Ucraina-Russa. Noi diciamo che ancora non sappiamo come sarà la pace”.

22 maggio 2025

Melinda: per piccola gelata danni per 30 mln

“Il cambiamento climatico costa: per una piccola gelata tardiva abbiamo avuto danni per oltre 30 milioni di euro. Servono risorse per investire nella ricerca e serve tempo affinché questa possa produrre cambiamenti costruttivi”.

Lo ha detto Ernesto Seppi, presidente di Melinda.

Seppi ha anche espresso “la preoccupazione che la guerra dei dazi provochi effetti a cascata che interesseranno tutto il settore agricolo in modo trasversale” e ha invitato “la politica locale a mettere in campo tutti gli strumenti per compattare e tenere unito il settore”.

22 maggio 2025

Mezzacorona: mondo vino spera in diplomazia sui dazi

“Siamo tutti nel mezzo di una tempesta di ritorno al protezionismo. Il settore vino proviene da tre anni di grandi difficoltà, con un aumento dei costi sproporzionato, anche del denaro. Esportiamo quasi l’80% e dobbiamo continuare a remunerare al meglio i nostri soci. Confidiamo molto nel lavoro diplomatico, sperando che sappia ottemperare le rivalità commerciali che sono sorte.

Nel frattempo, lavoriamo con la Commissione europea per trovare misure che riescano a compensare i rischi e stiamo trovando apertura e disponibilità al dialogo”.

Lo ha detto Luca Rigotti, presidente del gruppo Mezzacorona facendo riferimento ai dazi imposti dall’amministrazione Trump e all’instabilità geopolitica conseguente al conflitto Ucraina-Russia.

22 maggio 2025

Santanchè: 110 mln ai contratti di sviluppo

“Stiamo lavorando al decreto interministeriale che destinerà 110 milioni di euro ai contratti di sviluppo, includendo anche interventi di efficientamento energetico, un aspetto fondamentale per la sostenibilità del settore”.

Così la ministra del Turismo, Daniela Santanchè, durante il Festival dell’economia in corso a Trento. “Il nostro obiettivo - ha concluso Santanchè - è rendere il turismo sempre più competitivo, di qualità e, naturalmente, sostenibile”.

22 maggio 2025

Bei, Vigliotti: 70 mld per l’innovazione

La Bei è prossima al varo di un maxi programma di finanziamenti da 70 miliardi per l’innovazione per il prossimo triennio, dal quale si attende un effetto leva per gli investimenti da 250 miliardi. Lo indica a Radiocor la vicepresidente della Banca, Gelsomina Vigliotti, a margine di un evento del Festival dell’Economia.

Gelsomina Vigliotti (Bei)

Gelsomina Vigliotti

L’obiettivo è “portare l’industria europea a fare un salto tecnologico importante, la competizione intenazionale è fortissima, i rapporti Letta e Draghi ci hanno fatto vedere come siamo in ritardo su molti fronti e quindi, come Bei, vogliamo fornire finanza agevolata per quei ricercatori o quelle start up che vogliono diventare più grandi e non riescono a trovare i finanziamenti adeguati”. Il programma dovrebbe partire già a giugno o comunque prima della pausa estiva.

22 maggio 2025

Golden power, Zoppini: «In Italia veti limitati»

In Italia l’applicazione dei poteri di golden power da parte del Governo è stata fin qui “molto limitata” e la statistica delle operazioni vietate è “limitatissima”, altri Paesi Ue hanno dimostrato di avere “approcci molto più protezionistici” rispetto all’Italia. Lo ha sottolineato Andrea Zoppini, professore di diritto civile all’Università di Roma Tre, in merito ai poteri speciali di cui dispone il governo per la salvaguardia dell’interesse nazionale in settori economici ritenuti strategici.

Questi poteri - ha spiegato nel corso del dibattito su protezionismo e libero mercato al Festival dell’Economia di Trento organizzato dal Gruppo 24 Ore insieme a Trentino Marketing- esistono nell’Unione europea, negli Stati Uniti e a maggior ragione in ordinamenti diversi dalla tradizione occidentale. Quindi il dibattito pubblico che si è originato, per effetto di alcune operazioni e di casi attuali, può essere sorprendente, ma siamo di fronte a discipline presenti negli Stati Uniti e in Europa. In secondo luogo, altri ordinamenti europei come Francia, Germania e recentemente anche la Spagna hanno approcci molto più protezionistici di noi italiani”.

L’esperienza italiana - ha aggiunto - “ha una statistica di veti limitatissima e ha riguardato essenzialmente acquisizioni da parte di soggetti extra Ue oggetto di sanzioni, tipicamente la Russia, oppure situazioni rilevanti che hanno riguardato la Cina rispetto ai quali il governo ha ritenuto di vietare l’operazione. Quindi se c’è un grande dibattito in Italia, l’applicazione è molto limitata. Sicuramente il golden power è un indizio molto significativo di una tendenza di antiglobalizzazione, ma non è solo un fatto italiano”.

22 maggio 2025

Spence: «Nessuna Paese europeo riuscirà a farcela da sola»

Per la Germania è finita un’epoca, però per far ripartire l’economia non riparte certo da zero. Tuttavia nessuna economia dei Paesi europei riuscirà a farcela da sola. L’economia di scala è tutto in questa fase di competizione tecnologica, “occorrono enormi investimenti, occorre muoversi in una logica di maggiore centralizzazione seguire la via del finanziamento centralizzato con gli eurobond costituirebbe un ovvio vantaggio”.

Nobel Spence: meno crescita globale per Trump, ma non sarà catastrofe

Per la Germania è finita un’epoca, però per far ripartire l’economia non riparte certo da zero. Tuttavia nessuna economia dei paesi europei riuscirà a farcela da sola. L’economia di scala è tutto in questa fase di competizione tecnologica, “occorrono enormi investimenti, occorre muoversi in una logica di maggiore centralizzazione seguire la via del finanziamento centralizzato con gli eurobond costituirebbe un ovvio vantaggio”. L’economista americano Michael Spence (Premio Nobel 2001) non è davvero pessimista sulla possibilità per la Germania e per la stessa Unione europea di trovare le giuste soluzioni per superare lo stallo economico e politico in cui si trova. Al Festival dell’economia organizzato dal Gruppo 24 Ore a Trento, Spence da un lato ritiene che da Trump “possiamo aspettarci solo incertezza”, tuttavia invita a non esagerare sull’”impatto catastrofico” delle sue politiche: “ci sarà un rallentamento globale, ma l’economia americana rappresenta il 25% dell’economia mondiale, il resto dell’economia, dai paesi emergenti all’Europa, è resiliente”.

Può sorprendere uno sprazzo di ottimismo sulla capacità europea di far fronte all’incertezza geopolitica ed economica nel momento in cui l’indice Pmi flash di S&P Global rileva che l’attività nel settore privato dell’area euro si è contratta per la prima volta da cinque mesi, e – qualche giorno fa – la Commissione europea certifica una riduzione marcata delle previsioni di crescita (ridotta a 0,9% quest’anno e all’1,4% l’anno prossimo con la Germania a quota 0 dopo due anni di recessione). Tuttavia l’economista americano invita a osservare la situazione con uno sguardo non schiacciato sull’immediato. Dagli Stati Uniti non ci si può che aspettare incertezza nel breve periodo, sostiene Spence: “Ha annunciato il ‘liberation day’ e dopo due giorni ha sospeso alcuni dazi perché il mercato obbligazionario era impazzito diventando quasi illiquido e questa sì che si configurerebbe come una catastrofe per il sistema finanziario. Ora siamo in una fase nella quale si parla di accordi bilaterali”. A Il Sole 24 Ore Radiocor Spence aggiunge: “Trump può ignorare tutto, ma non i mercati finanziari”. Quanto alle discussioni a livello del G7, alle prospettive di un deprezzamento del dollaro per forzare una espansione delle esportazioni, dice di non vedere “possibilità di un accordo globale sul livello del dollaro, semplicemente non ve ne sono le condizioni”.

Come andrà non si sa. La cosa certa è che “agli occhi di molti gli Stati Uniti sono diventati un alleato sempre meno prevedibile e affidabile e la conclusione attualmente è che ciò non cambierà per cui ci saranno tanti cambiamenti nelle politiche che saranno sempre più all’insegna dell’autosufficienza in Europa, per quanto riguarda la difesa è un cambiamento già in atto basta vedere ciò che è stato deciso in Germania”.

Spence si riferisce ai piani di spesa per difesa e sicurezza come a quelli per gli investimenti infrastrutturali, il tutto sostenuto dal superamento del freno al debito interno: “Sono cambiamenti costosi per la Germania all’inizio però il beneficio sarà avvertito nel medio periodo”. Per il Premio Nobel per l’economia (preso con i colleghi Stiglitz e Akerlof per le loro analisi dei mercati con informazione asimmetrica) l’effetto della politica commerciale di Trump “sarà più grande per gli Stati Uniti” tuttavia “non è che Europa e i paesi emergenti smettano di fare scambi commerciali, è possibile che sia gli Usa che gli altri paesi stiano sovrastimando l’impatto delle politiche americane, ci sarà certo un rallentamento nell’economia americana e a livello globale, inevitabile, ma l’effetto generale non sarà catastrofico”.

I rischi non vanno presi sottogamba, però: Spence ritiene il percorso di bilancio americano un fattore da tenere sotto stretta sorveglianza: è “poco sostenibile, il deficit pubblico aumenta e “Trump non migliorerà le cose”, il debito sovrano al 125% del pil “sta arrivando in territorio italiano” (nel 2025 previsto in aumento al 136,7% del pil dalla Commissione europea), i tassi di interesse sono elevati e poi “la perdita di credibilità del dollaro come valuta di riserva che implica meno investimenti in quella valuta: è un cambiamento pericoloso”. Di più: Spence riporta che gli è stato chiesto se tale situazione debba essere presa con serietà: “Secondo me sì, nei mercati finanziari possono verificarsi convulsioni e se sarà così ci saranno correzioni a metà tragitto, la situazione non è favorevole”.

Sulla Germania Spence ritiene che certo l’economia ristagna, tuttavia non deve essere sottovalutato che negli ultimi anni “è riuscita a muoversi in settori innovativi ad alto valore aggiunto dopo aver spostato le attività a basso valore aggiunto nell’Europa orientale: il modello ha funzionato”. Per quanto l’economia tedesca sia alle prese con diversi problemi strutturali, dalla diversificazione delle forniture energetiche per le quali “c’è un grosso problema” all’esposizione pesante all’export, “è sempre una potenza industriale, una locomotiva e, quanto all’evoluzione digitale sono ottimista sulla sua capacità, come della capacità europea, di colmare lo svantaggio competitivo” rispetto a Usa e Cina. “Attualmente ci sono grandi attori che operano nell’open source, proliferano i piccoli modelli che sono meno costosi, sono disponibili e sono convinto che l’Europa riuscirà a migliorare la sua presenza, servirà per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, serviranno data center, cloud pubblici”.

Spence ritiene necessario lasciare alle spalle l’illusione che si tratti di processi in cui ogni paese pensa a sé: “Agire individualmente, paese per paese è un errore, la Ue è un’economia enorme, ha bisogno di un mercato dei capitali favorevole all’investimento (venture capital), bisogna far leva sulla dimensione di scala che l’Europa offre ed è una illusione pensare che la Germania da sola possa risolvere il problema. La direzione è quella indicata da Draghi e Letta nei loro rapporti e ora dipende solo dagli europei sapendo che le necessità di capitale sono molto grandi, che prima di avere un buon ritorno dall’investimento passa del tempo e che all’inizio occorre avere a disposizione molto denaro. L’economia di scala è tutto in questa fase di competizione tecnologica”.

In Europa, questa la conclusione dell’economista americano, “occorre muoversi in una logica di maggiore centralizzazione, un quadro in cui gli eurobond costituirebbero un ovvio vantaggio”. Che questo porti a una “difesa centralizzata” non è realistico pensarlo, dice Spence, “siamo in una fase in cui l’obiettivo è un coordinamento efficace”. Il finanziamento, tuttavia, “deve essere centrale perché meno costoso, trasformerebbe l’euro in una valuta di riserva” perché questa può esistere solo se c’è un mercato del debito corrispondente e “a quel punto può essere forte abbastanza per affrontare qualsiasi difficoltà nel sistema finanziario e questa è una scelta politica”.

22 maggio 2025

Affitti brevi, Santanchè: tra 6 mesi vediamo

“Io credo che il tema” degli affitti brevi sia “molto complesso e non è che tout court si può trovare la soluzione perfetta. Io credo che, come nella vita, bisogna andare per tentativi”. Lo ha detto il ministro del Turismo, Daniela Santanchè, durante il suo intervento a un panel nell’ambito del Festival dell’economia in corso a Trento. “Non dico che quello che abbiamo fatto è il massimo che si può fare, quello che mi interessa è capire, perché non voglio sbagliare. Adesso aspettiamo ancora sei mesi e vediamo” ha aggiunto.

“Io penso che se tu hai una casa e la affitti per aumentare il reddito familiare, per magari mandare tuo figlio a studiare una lingua, magari per andare dal dentista, come fai a mettergli la stessa tassazione degli alberghi? Cosa diversa è se tu hai più appartamenti e allora la tassazione, come abbiamo fatto, deve essere più alta perché tu devi diventare impresa ed è quello che abbiamo fatto, ma io dico vediamo come funziona, sono laica” ha continuato ricordando che Barcellona, che ha introdotto misure molto restrittive, “sta parzialmente tornando indietro”.

22 maggio 2025

Federalberghi: affitti brevi concorrenza sleale agli hotel

“Gli affitti brevi turistici sono una vera e propria concorrenza sleale agli hotel. Bisogna cambiare la destinazione d’uso e fare pagare tutte le tasse che pagano le strutture ricettive. Pensiamo a Venezia: il visitatore riempie la città ma dorme altrove. Pensiamo al Salone del mobile di Milano: ha fatto numeri record ma gli hotel non erano al tutto esaurito perché le persone hanno affittato appartamenti altrove”. Lo ha detto Bernabò Bocca, presidente Federalberghi, intervenendo al panel ’Il turismo deve cambiare: qualità e non solo quantità’ nell’ambito del Festival dell’economia di Trento in corso fino a domenica.

E’ stata poi auspicata una continua riqualificazione del parco alberghiero italiano “perché la concorrenza internazionale è aggressiva e ci sono anche tanti fondi esteri che stanno investendo. Poi c’è il nodo infrastrutture e i trasporti. Il turista deve raggiungere il luogo della vacanza. Abbiamo un sistema di trasporti regionali che taglia fuori tante bellissime destinazioni. Abbiamo a disposizione una linea alta velocità eccezionale ma appena si esce da quella, si interrompono i collegamenti e bisogna farsi il segno della croce”.

22 maggio 2025

Fabri: Fenomeno affitti brevi non è governato

Per sostenere il settore italiano del turismo bisogna puntare molto sul capitale umano e sulla formazione per attrarre i giovani del comparto. È la richiesta avanzata dalla presidente di Confindustria Alberghi, Elisabetta Fabri, durante l’evento “Il turismo deve cambiare: qualità e non solo quantità” durante il Festival dell’Economia di Trento. Per Fabri il fenomeno degli affitti “attualmente non è governato”, perchè “se io voglio aprire un albergo al centro di Firenze, non lo posso più fare. Non esiste possibilità di aprire avere licenze per aprire a Firenze. Invece, se voglio aprire prendere un appartamento e metterci 10 persone a mo’ di dormitorio, lo posso fare. E’ sempre stato così”. “Parliamo di quanta gente noi albergatori assistiamo e facciamo crescere professionalmente...quella è una opportunità sicuramente ma va governato”, aggiunge.

«Sul turismo è cambiato approccio, il turismo non è mai stato in nessun tavolo in maniera decorosa, ora è al centro dell’attenzione di tutti. L’obiettivo è fare dell’Italia il paese più ambito e partiamo da un tesoro di cui forse non ci rendiamo conto, oltre alle bellezze penso al capitale umano», ha detto Fabri. «Abbiamo un terreno fertile che dobbiamo seminare per il futuro», ha continuato Fabri, sottolineando che «quello che manca e dobbiamo fare meglio è attrarre i giovani, che forse non hanno chiaro che questo è un mondo meraviglioso: non ci sono scuole alberghiere di riferimento come in Svizzera e Usa, dobbiamo creare una cultura dell’ospitalità» con la formazione di alto livello.

22 maggio 2025

Brunetta (Cnel): “Lavoro e formazione a chi sta per uscire dal carcere” Santanchè: per turismo puntare su qualità che non è solo lusso

L’Italia “non riesce a rispondere al dettato dell’articolo 27 della Costituzione, il quale sancisce che le carceri non devono essere afflittive, e soprattutto che hanno come obiettivo il reinserimento e la rieducazione. I detenuti sono 61.000. Sono affetti da sovraffollamento e qualità della vita indecente, tolte le eccezioni di alcune delle 189 carceri che ci sono in Italia”. Lo ha detto il presidente del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel) Renato Brunetta, a Trento per il Festival dell’Economia, in occasione dell’incontro “Scuola, lavoro, formazione in carcere e fuori con l’obiettivo recidiva zero”.

“Una delle prime cose su cui sto lavorando è dentiere, occhiali e apparecchi acustici. In carcere chi ha bisogno di queste cose e non ha i soldi per comprarsele non le ha. Vi pare possibile?”, ha aggiunto Brunetta, che ha parlato anche del progetto “Recidiva zero”. “Spendiamo un bel grumo di miliardi per tenere in piedi il sistema carcerario. Ma almeno funziona? No, non funziona. Perché il 70% di chi è stato in carcere ci ritorna. Si chiama recidiva”, ha detto. “Altri studi dicono che se nel periodo della privazione della libertà questi individui hanno delle esperienze di scuola, formazione e lavoro la recidiva precipita al 2% e anche allo 0%. Quindi vuol dire che si può pure tenere in piedi il sistema, però almeno rispondendo al dettato costituzionale diamo speranza”. In particolare, ha aggiunto il presidente del Cnel, sui “6.000-7.000 che hanno una pena residua di un anno bisognerebbe intervenire subito. Bisogna cominciare a ragionare sull’investimento su scuola, lavoro e formazione intanto per chi sta per uscire”.

“Se il turismo va bene devo ringraziare gli imprenditori e i lavoratori perché hanno combattuto contro la pandemia. Il governo può solo sostenere le imprese e aiutarle a creare ricchezza e quindi a dare vita a nuovi posti di lavoro soprattutto perché le imprese del turismo sono piccole. L’Italia è un piccolo puntino nel mondo. Ma abbiamo tutto e siamo la nazione più bella del mondo. Nel passato ci sono stati errori, pensando solo a quanti turisti arrivavano”. Lo ha detto la ministra del Turismo Daniela Santanché intervenendo al panel ’Il turismo deve cambiare: qualità e non solo quantità’ nell’ambito del Festival dell’economia di Trento in corso fino a domenica.

 L’Italia deve puntare sul turismo di qualità, che non dire solo lusso, evitando il turismo predatorio. Secondo Santanchè «l’Italia è un piccolo puntino nel mondo e siamo una nazione meravigliosa. Abbiamo tutto. Siamo chiaramente la nazione più bella del mondo. In passato sono stati fatti degli errori, si è puntato sulla quantità, sul numero delle teste, mentre dobbiamo guardare alla spesa pro capite del turista. Non abbiamo bisogno di un turismo predatorio». Occorre «puntare alla qualità che non è lusso, ma visto che lo dico io i cretini dicono che è lusso. La qualità sono i servizi, la qualità dei servizi, campeggio, villaggio, albergo a tre stelle, ristorante, perché oggi il turista è più consapevole». L’Italia deve «diventare una super potenza del turismo» e per farlo bisogna anche «investire in formazione» e anche per questo è stato «fatto un fondo per il turismo con 60 milioni di euro, vogliamo aiutare le imprese formando» i lavoratori.

“Se il turismo va bene bisogna ringraziare i lavoratori e gli imprenditori che sono stati resilienti, anche durante la pandemia - ha sottolineato poi la ministra - e se va bene lo dobbiamo a loro. Il governo può solo sostenere le imprese, aiutarle a creare ricchezza, cioè posti di lavoro. Il governo può semplificare. Nel turismo abbiamo specificità in più perché imprese del turismo sono spesso micro o piccole”. Durante l’incontro sono stati ricordati i dati sul turismo in Italia, che è in crescita del 2,5% con quasi 460 milioni di presenze e quelle straniere che aumentano e sono oltre la metà. L’Italia è infatti ormai al secondo posto tra i Paesi europei, dopo la Spagna.

“L’Italia è un piccolo pontile nel mondo, siamo veramente la nazione più bella del mondo. In passato era però tutto basato sulla quantità, su quante teste, ma invece dobbiamo basarci sulla spesa pro capite del singolo turista. E poi c’è un tema di mappatura sulle attività, sono spariti gli artigiani e i piccoli negozi, sostituiti da pizzerie e attività di ristorazione, che va bene, ma la vera sfida è la qualità dei servizi, perché il turista è più informato e consapevole, giustamente pretende un servizio”, ha detto Santanché.

22 maggio 2025

Locatelli, su caso Trentino per terzo mandato “nessuna crisi nazionale”

“A livello nazionale non c’è nessuna crisi perchè il Governo è forte, non ha subito alcuna ripercussione per questo tema”. Lo afferma Alessandra Locatelli, ministra per la Disabilità, rispondendo alla domanda sul caso della legge per il terzo mandato per i presidenti della Provincia autonoma di Trento e sulla crisi interna tra Forza Italia e Lega. Di recente il Consiglio dei ministri ha deliberato di impugnare alla Corte costituzionale la legge trentina che ha portato da due a tre il limite dei mandati consecutivi. Una legge che consentirebbe al governatore leghista Maurizio Fugatti di ricandidarsi per la terza volta.

Alessandra Locatelli (ministra alla Disabilità)

“Io personalmente, che ho fatto l’amministratore, e anche la Lega - ha aggiunto la ministra Locatelli - siamo convinti che questa dovrebbe essere una risposta per tutti gli amministratori che lavorano bene, indipendentemente dal numero di mandati, ma in base alle loro capacita’, al loro modo di rapportarsi con i cittadini e con il percorso amministrativo. Tuttavia e’ un tema naturalmente affrontato dal punto di vista tecnico e soprattutto territoriale. A livello nazionale noi andiamo avanti, sempre più convinti”. La ministra ha parlato a margine del convegno ’Conflitti, crisi e tutele delle persone con disabilità, al Festival dell’Economia di Trento.

22 maggio 2025

Seppi: Fitopatie e cambio climatico, strategie comuni in agricoltura

“Tutti gli agricoltori, soprattutto quelli che operano in territori complessi come le aree montane, si trovano oggi ad affrontare gelate tardive sempre più frequenti anche in primavera, siccità alternate a bombe d’acqua e alluvioni e una crescente diffusione delle fitopatie. A queste sfide bisogna rispondere con strategie comuni favorendo un’aggregazione di qualità che rappresenta, da un lato, un vero valore aggiunto e, dall’altro, uno strumento efficace per diffondere pratiche di contrasto e adattamento anche tra i piccoli produttori”. Lo ha detto Ernesto Seppi, presidente del Consorzio Melinda e dell’Associazione dei produttori ortofrutticoli trentini, durante la ventesima edizione del Festival dell’economia di Trento. “Un’aggregazione anche trasversale, fondata su progetti e prodotti condivisi. L’esperienza delle cooperative dei melicoltori della Val di Non è un esempio virtuoso che può fare scuola anche altrove. Al tempo stesso è fondamentale che le istituzioni, a ogni livello, siano al fianco degli agricoltori, a partire dalla tutela dell’accesso alle risorse idriche che, oltre a essere una priorità agricola, è anche una delicata questione sociale. La difesa della produzione resta quindi l’obiettivo centrale per il comparto, con la finalità primaria di tutelare la marginalità economica dei soci”, ha detto Seppi nel corso del panel “Titani dell’impossibile: le cooperative tengono la rotta tra le onde del caos, 130 anni di Cooperazione Trentina”.

22 maggio 2025

Padre Fortunato: cambiar strada o economia fallirà, l’uomo sia al centro

“L’economia deve cambiare rotta, altrimenti sarà essa stessa a dichiarare il proprio fallimento. Un sistema economico che arricchisce i già ricchi e abbandona i più poveri ha perso il suo significato autentico. Negli ultimi anni, ha voltato le spalle ai più fragili, contribuendo alla morte di milioni di bambini e ignorando la sofferenza dei più piccoli. È tempo di rimettere al centro l’uomo e la sua dignità: solo così l’economia potrà tornare a essere un vero valore al servizio di tutti”. Lo ha dichiarato padre Enzo Fortunato, presidente del Pontificio Comitato per la Giornata Mondiale dei Bambini, che interverrà oggi, 22 maggio, alle 14:30 al Festival dell’Economia di Trento nel panel dal titolo “Immigrazioni e popoli, il futuro dei bambini”: vi parteciperanno Tawakkol Karman, premio Nobel per la pace 2011, e Fabio Tamburini, direttore del Sole 24 Ore.

22 maggio 2025

Locatelli: l’Ai può migliorare la vita disabili anche in momenti crisi

“La carta di Solfagnano è il frutto per la prima volta dei ministri G7 di impegno comune a fare di più. Le priorità sono otto e riguardano la vita autonoma e i servizi. Ma anche tanta innovazione, come l’intelligenza artificiale, per migliorare la vita delle persone con disabilità nella vita quotidiana se sfruttata nel modo opportuno. Bisogna sviluppare le potenzialità nel modo giusto, ma è una grande sfida per la messa in protezione delle persone con disabilità nei momenti di crisi dalle guerre agli eventi meteorologici”. Lo ha detto la ministra per le disabilità Alessandra Locatelli, partecipando al dialogo ’Conflitti sociali, crisi e tutele delle persone con disabilità’, panel del Festival dell’economia di Trento in corso fino a domenica, facendo riferimento alla carta di Solfagnano.

Conflitti, crisi e tutele delle persone con disabilità Nella foto: Andrea Bonsignori, Fabio Ciciliano, Rosario Maria Gianluca Valastro, Alessandra Locatelli, Maria Luisa Colledani.

Il Governo, ha sottolineato Locatelli, è al lavoro sull’attuazione dei principi della Carta di Solfagnano che impegna i ministri del G7 che lavorano sul tema della disabilità a declinare “assieme alcuni principi della Convenzione Onu, un documento di impegno reciproco a fare di piu’ sui propri territori”. “Le priorità - ha spiegato Locatelli - sono otto, tra queste ce ne sono alcune classiche che riguardano la vita delle persone con disabilità, la loro vita indipendente, l’inclusione lavorativa, i servizi, e ce ne sono alcune piu’ innovative come quella che riguarda l’uso dell’intelligenza artificiale, le nuove opportunità per migliorare la qualità della vita”. Le persone con disabilità “possono beneficiare delle nuove tecnologie; se sfruttate nel modo opportuno, credo che in questo ambito ci siano delle grandi potenzialità, da sviluppare nel modo giusto”.

La ministra ha anche auspicato che “entro fine anno” possa iniziare l’iter per il disegno di legge sul riconoscimento dei care giver familiari. A questo proposito, ha precisato, “il tavolo ha lavorato per un anno, era formato da tanti soggetti che arrivavano dal mondo delle famiglie, delle associazioni, dei territori per cercare di trovare un punto di caduta comune su un tema importantissimo perchè chi ama e cura non vuole essere sostituito ma accompagnato nel percorso. Abbiamo pensato a una proposta a tutele differenziate, a partire dal caregiver familiare convivente prevalente” per dare “pero’ delle tutele anche ad altre persone che ruotano intorno alla famiglia, intorno alla persona con sostegni differenziati”.

Riguardo all’iter del disegno di legge, Locatelli auspica che adesso “ci saranno le interlocuzioni con il Mef per trovare le adeguate coperture, perchè questo è il momento giusto, non lo dobbiamo perdere e soprattutto perchè così poi si avvierà anche l’iter parlamentare. Intendiamo creare una risposta condivisa per tutti. Io spero che entro la fine di quest’anno possa iniziare l’iter”.

“Già da qualche anno, a partire dal 2021, è stata scritta la riforma per la disabilità. Soprattutto con i decreti attuativi dello scorso anno abbiamo dato una marcia in più a questa volontà di cambiamento per mettere la persona al centro di un percorso di vita, ma soprattutto per dare la spinta alla semplificazione e alla sburocratizzazione, e magari finalmente per far lavorare insieme il mondo sociale con quello sanitario”. Per la ministra per le disabilità “La riforma chiede di muoversi alle istituzioni. Sono le istituzioni che devono sedersi intorno ad un tavolo, che è quello delle equipe multidimensionali”, ha aggiunto la ministra. Con la riforma “obblighiamo ad essere presenti i rappresentanti del mondo sociale, i rappresentanti del mondo sanitario e, a geometria variabile, tutti i soggetti che concorrono” a dare risposte alla vita delle persone con disabilità. All’interno dell’equipe multidimensionale, “tutti cooperano a dare delle risposte e poi vengono attivati i servizi e le misure”, ha chiarito Locatelli. “È una legge eccezionale perché cambia il modo di lavorare il sistema di presa in carico, soprattutto territoriale, che lavora da 30, 40, 50 anni allo stesso modo”, ha concluso.

Un’altra grande sfida riguarda, ha aggiunto la ministra, riguarda “la protezione, la messa in sicurezza delle persone con disabilità nell’ambito di crisi, eventi umanitari, situazioni di conflitto e di guerra, eventi avversi di tipo meteorologico. Dobbiamo essere preparati anche con piani specifici mirati, con protocolli indirizzati alle persone con disabilità”. Un lavoro che “già a livello nazionale lo stiamo facendo con la protezione civile, con la Croce Rossa.

Locatelli ha poi ricordato altri ambiti di lavoro come lo sport per i disabili, con le Paralimpiadi, che “sono una sfida eccezionale che porta al centro i talenti”. “Le Paralimpiadi del 2026 mettono al centro le persone con disabilità - ha aggiunto la ministra in un altro passaggio del suo intervento - dimostrando che si può andare oltre i limiti. Dobbiamo condividere questo momento anche con i media non solo con i grandi eventi ma anche con quegli eventi straordinari quotidiani che contribuiscono a comunicare chi si occupa tutti i giorni di disabilità”.

22 maggio 2025

“Rischi e scelte fatali, l’Europa al bivio”: opinioni a confronto nell’era Trump

Le scelte ed i rischi per l’Europa dopo l’arrivo di Donald Trump che ha determinato grandi cambiamenti internazionali e nuovi equilibri geopolitici. Sarà questo il filo conduttore del Festival dell’Economia di Trento che quest’anno compie venti anni. Nei prossimi quattro giorni, a Trento si confronteranno economisti, manager, premi nobel, politici ed esponenti del governo. Per il ventennale del Festival, quest’anno la città di Trento terrà a battesimo anche la prima delle iniziative ideate per festeggiare i 160 anni del Sole 24 Ore, che culmineranno a novembre. Non poteva che essere la città del Festival dell’Economia a dare il via ai festeggiamenti del quotidiano economico finanziario più longevo d’Italia, nato nel 1865 con la testata Il Sole.

22 maggio 2025

In arrivo i Nobel Michael Spence (Economia 2001) e Tawakkol Karman (Pace 2011)

Il primo Nobel ad arrivare a Trento sarà Michael Spence (Premio Nobel per l’Economia 2001) che spiegherà “Perché la Germania si è fermata e come far ripartire la crescita (non solo in Germania)” (ore 12:15 Palazzo della Provincia–Sala Depero), mentre al pomeriggio Tawakkol Karman, Premio Nobel per la Pace 2011, interverrà in un dialogo con Padre Enzo Fortunato su “Immigrazioni e popoli, il futuro dei bambini” (ore 14:15, Teatro Sociale).

22 maggio 2025

Nel pomeriggio cerimonia inaugurale: sul palco anche il cardinale Gianfranco RavasiFestival dell’economia al via oggi a Trento con cinque ministri Difesa europea e dollaro vs renminbi tra i temi del primo giorno del Festival dell’Economia

A concludere la giornata sarà la cerimonia inaugurale del Festival con il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente emerito del pontificio consiglio per la cultura. Si alterneranno poi sul palco anche gli organizzatori del Festival: Maria Carmela Colaiacovo, presidente gruppo 24 Ore; Flavio Deflorian, rettore dell’Università di Trento; Maurizio Fugatti, presidente della Provincia Autonoma di Trento; Franco Ianeselli, sindaco di Trento; Maurizio Rossini, amministratore delegato di Trentino Marketing, Federico Silvestri, amministratore delegato del Gruppo 24 Ore, e Fabio Tamburini, direttore de Il Sole 24 Ore. In parallelo prenderanno il via anche gli incontri dei palinsesti del Fuori Festival, Economie dei Territori e Incontri con l’Autore.

Cinque ministri e due Premi Nobel aprono oggi la ventesima edizione del Festival dell’economia di Trento, in programma fino a domenica con l’organizzazione del Gruppo 24 Ore e Trentino Marketing per conto della Provincia autonoma in collaborazione con Comune e Università. Ad aprire la kermesse, dal titolo ’Rischi e scelte fatali. L’Europa al bivio’, la ministra per le disabilità Alessandra Locatelli, che partecipa al dialogo ’Conflitti sociali, crisi e tutele delle persone con disabilità insieme a Andrea Bonsignori di Impresa sociale BreakCotto, il capo della Protezione civile Fabio Ciciliano e Rosario Valastro, presidente Croce Rossa Italiana.

A Trento anche la ministra del turismo Daniela Santanché, che interverrà nel panel ’Il turismo deve cambiare: qualità e non solo quantità’ con Bernabò Bocca, presidente Federalberghi, ed Elisabetta Fabri, presidente Confindustria Alberghi. Saranno invece in collegamento Guido Crosetto, ministro della difesa, che interverrà sul tema ’Il paradigma delle guerre’, Giancarlo Giorgetti, ministro dell’economia e delle finanze che parlerà di geopolitica e dazi, Antonio Tajani, ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, con Mario Vattani, commissario generale per l’Italia a Expo 2025 Osaka, sulle strategie per il Made in Italy.

Nel programma della prima giornata del Festival previsto anche il dialogo dell’imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone con Giulio Tremonti; la video l’intervista del direttore SkyTg24 Giuseppe De Bellis a Marco Tronchetti Provera ed un dibattito al quale parteciperà Andrea Illy. Tra i protagonisti del primo giorno anche il presidente del Cnel Renato Brunetta.

Difesa europea e dollaro vs renminbi tra i temi del primo giorno del Festival dell’Economia

“Il ruolo del dollaro e l’internazionalizzazione del renminbi”, con l’intervento di Jianqi Chen (International institute of strategic studies of the party school of the CPC Centralcommittee) e un confronto dal titolo ’Prima gli investimenti nella difesa o prima l’esercito europeo?”, che mtetterà a confronto tra gli altri Vincenzo Camporini, già capo di stato maggiore Ministero della Difesa; e Veronica De Romanis, dell’Universita’ Luiss Guido Carli tra i temi del primo giorno del Festival dell’Economia, che inaugura oggi a Trento la sua XX edizione.

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