Consiglio dei ministri

Il Governo impugna la legge trentina sul terzo mandato ma è scontro nella maggioranza: la Lega vota contro

Ok al decreto infrastrutture: sui voli soggetti agli oneri del servizio pubblico, in primis per la Sicilia e la Sardegna, le tariffe potranno essere soggette a un tetto massimo «per determinate categorie di passeggeri» nel caso in cui i prezzi subiscano impennate in alcuni periodi dell’anno, come accade puntualmente durante l’estate o nei periodi festivi

di Redazione Roma

Il decreto Infrastrutture è approdato sul tavolo del Consiglio dei ministri

5' di lettura

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Il Governo ha approvato il decreto Infrastrutture. Lo ha comunicato il Mit, quando ancora era in corso la riunione del Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi. Sul tavolo del Governo anche Lep (Livelli essenziali delle prestazioni) e terzo mandato. La riunione dell’esecutivo è poi terminata pochi minuti prima delle 13:00.

Governo impugna legge trentina sui mandati, Lega vota contro

Il Consiglio dei ministri, a quanto si apprende da più fonti, ha inoltre deliberato di impugnare alla Corte costituzionale la legge della Provincia autonoma di Trento che ha portato da due a tre il limite dei mandati consecutivi per il presidente della Provincia. La delibera è arrivata dopo un confronto tra i ministri piuttosto dibattuto, e con il voto contrario di quelli della Lega. Sono intervenuti, fra gli altri, il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli e quello dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. La legge della Provincia autonoma di Trento consentirebbe il terzo mandato al presidente della provincia autonoma (oggi il leghista Maurizio Fugatti).

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Fugatti: impugnazione Governo è un atto contro il Trentino

“Lo riteniamo un atto istituzionale molto pesante contro le prerogative dell’autonomia trentina, con una chiara valenza politica” ha detto ai giornalisti il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, commentando l’impugnazione da parte del Governo della legge sul terzo mandato. “Le autonomie speciali - ha aggiunto - come la Corte costituzionale ha detto tra le righe nella sentenza della Campania, hanno potere legislativo esclusivo su questa materia. Quindi riteniamo questo un atto contro l’autonomia del Trentino”.

Fonti: in Cdm impugnazione ’tecnica’ legge Trentino, ’nessun fatto politico’

In Consiglio dei ministri la maggioranza di centrodestra si divide sul caso Trentino. Fonti presenti al Cdm precisano che non si è svolto un vero e proprio voto sulla questione, ma i ministri del partito di Matteo Salvini avrebbero comunque ribadito la loro contrarietà. Secondo fonti vicine al dossier, l’impugnazione rappresenta uno “strumento tecnico”: dalla riunione - che si sarebbe svolta in un clima definito “tranquillo” - è emerso che “sul terzo mandato si ragiona”. L’obiettivo dell’impugnazione sarebbe dunque quello di fare chiarezza “su un quadro più ampio” dal punto di vista legislativo, in vista di un coinvolgimento di tutte le forze politiche. Ad ogni modo, l’impugnazione, sottolinea un’altra fonte governativa, “non è un fatto politico, atteso che il mandato di Fugatti scade nel 2028 e quindi la pronuncia della Corte costituzionale arriverà per tempo”.

Il decreto Infrastrutture

Il decreto Infrastrutture contiene norme molte diverse l’una dalle altre, dalle tariffe dei voli alle date per la stagione balneare, ha perso qualche pezzo rispetto alle prime bozze circolate: non è più previsto il comma che trasformava la società Stretto di Messina, che ha il compito di realizzare il ponte, in una “stazione appaltante”, in grado quindi di gestire autonomamente il completo iter delle operazioni.

All’ordine del giorno della riunione, dunque, anche il disegno di legge delega sui Livelli essenziali di assistenza (Lep) legati all’Autonomia differenziata.

Aumento per contratti di realizzazione dell’opera, con il limite massimo del 50%

Per quanto riguarda il provvedimento sulle infrastrutture, sono rimaste due norme che riguardano la sostanza, riguardano il prezzo: la prima consente di adeguare il costo originariamente fissato nella Nadef del 2012 a 8,5 miliardi mentre ora si attesta 13,5 miliardi; la seconda permette che un aumento per contratti di realizzazione dell’opera, con il limite massimo del 50%, come previsto dalla normativa europea. Sono norme che sembrano avvicinare l’appuntamento con il Cipess, il comitato interministeriale per la programmazione economica, che dovrebbe dare l’ultimo via libera prima dell’avvio concreto dei lavori.

Riunione al ministero sul piano antimafia

Al Mit il ministro Matteo Salvini ha convocato una conferenza stampa e una riunione con esperti e istituzioni con l’obiettivo di mettere a punto un piano antimafia che accompagni la realizzazione fin dalle prime fasi, quelle degli espropri dei terreni. Sarà seguito - spiega il ministero delle Infrastrutture - quanto è già stato messo in campo per le Olimpiadi Milano Cortina: per il collegamento stabile tra Calabria e Sicilia si seguirà lo stesso piano con misure aggiornate e rafforzate e che entreranno in funzione già nella prima fase dell’opera, ovvero durante gli espropri, già monitorati dalle competenti prefetture.

Le misure nella pancia del provvedimento

Ci sono invece molti articoli: dalle tariffe per i voli soggetti agli oneri di servizio pubblico al codice degli appalti, dagli adeguamenti per alcuni interventi previsti dal Pnrr alle concessione autostradali fino alle date della stagione balneare.

Sui voli soggetti agli oneri del servizio pubblico, in primis per la Sicilia e la Sardegna, le tariffe potranno essere soggette a un tetto massimo «per determinate categorie di passeggeri» nel caso in cui i prezzi subiscano impennate in alcuni periodi dell’anno, come accade puntualmente durante l’estate o nei periodi festivi.

Spaziando tra le norme vengono rese più veloci e facile gli appalti e i subappalti in caso di emergenze legate ad interventi di protezione civile: sono previste sanzioni dello 02,5 per mille per ogni giorno di ritardo fino ad un massimo del 10% dell’ammontare dei lavori ma anche la possibilità di premi della stessa entità se invece si finisce in anticipo.

Alcune norme riguardano anche le verifiche sismiche di uffici pubblici, con l’arrivo di un indice di affollamento. Per dare omogeneità alle misure di sicurezza sulla balneazione viene poi stabilito su tutto il territorio che la stagione balneare è fissata dalla terza settimana di maggio alla terza settimana di settembre di ogni anno. Le regioni o gli enti locali possono anticipare o posticipare l’inizio della stagione balneare di una settimana, ma non ampliare la durate complessiva del periodo. Al di fuori di questo periodo le strutture balneari possono comunque aprire attivando servizi di assistenza bagnanti o destinando le spiagge ai soli fini “elioterapici”, come dire, per prendere la tintarella senza fare il bagno.

In cdm via libera al Ddl sull’autonomia

Il Consiglio dei ministri ha approvato anche il disegno di legge delega sui Livelli essenziali di assistenza (Lep) legati all’Autonomia differenziata. La bozza del ddl targata 16 maggio si compone di trentatré articoli, suddivisi in tre titoli. Il testo assegna all’esecutivo la delega ad adottare decreti legislativi volti a definire i Lep nelle materie di competenza concorrente tra Stato e Regioni, in attuazione dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione. Nel primo articolo del provvedimento, visionato dall’Adnkronos, si legge: “ai fini della completa attuazione dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione, il governo è delegato ad adottare, entro 9 mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per la determinazione, per le specifiche funzioni disciplinate dalla normativa vigente nelle materie o negli ambiti di materie di cui all’articolo 3, comma 3, della legge 26 giugno 2024, n. 86, con esclusione della materia indicata dalla lettera f) del medesimo comma”, ovvero la parte relativa alla tutela della salute, “dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale”. Nel secondo titolo del disegno di legge delega vengono indicate le aree di intervento dei Lep, ovvero: lavoro, istruzione, ricerca, alimentazione, sport, governo del territorio, porti e aeroporti civili, reti di trasporto e navigazione, comunicazione, energia, cultura e ambiente.

Prof atenei valutati, più soldi a chi ha i più bravi

I nuovi docenti universitari saranno valutati ogni due anni, e queste valutazioni influenzeranno i fondi destinati agli atenei: chi assume i candidati migliori avrà più fondi. E’ quanto prevede la riforma delle modalità di accesso alla professione universitaria, presentata dalla ministra dell’Università Anna Maria Bernini, approvata dal Consiglio dei ministri. Si prevedono percorsi di reclutamento più facili con l’autocertificazione, rafforzamento dell’autonomia universitaria, maggiore responsabilità degli atenei. Tra le novità che si introdurranno, lo Stato fisserà i requisiti minimi a livello nazionale, ma saranno le università a gestire le selezioni.

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