Difesa, Crosetto: «Le materie prime consentono di sviluppare tecnologia, Piano Mattei determinante»
Il ministro: «Avere una mappa delle materie prime significa avere una mappa dei possibili scontri futuri»
di Andrea Carli
5' di lettura
I punti chiave
- «Parlare di sicurezza significa parlare di qualcosa più grande della difesa tradizionale»
- Italia dipendente
- Il provvedimento per monitorare i punti deboli nelle catene di approvvigionamento
- Il ministro: «Difesa europea con Turchia, Norvegia, e Paesi est»
- «Sulla difesa abbiamo bisogno di investimenti maggiori»
- «Serve più concorrenza nel settore della Difesa»
- «Fincantieri e AgustaWestland tra più preparate a sfide future»
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Il tema è sempre più strategico sul piano geopolitico. Non esiste un’industria della difesa senza materie prime, senza una catena sicura di approvvigionamento a lungo termine. I sistemi d’arma complessi come carri armati, missili e aerei assorbono una vasta gamma di queste componenti. L’Italia, pur avendo un’industria della difesa avanzata, dipende dall’estero per questo tipo di risorse.
L’impatto che hanno sulla catena degli approvvigionamenti della Difesa, e quindi sul fronte dei costi, è la variabile che può fare la differenza, soprattutto in una una fase in cui la Nato preme sugli alleati affinché mettano mano al portafoglio e vadano oltre la fatidica soglia del 2% del Pil destinato alle spese per la Difesa.
«Le materie prime consentono di implementare le tecnologie. Ci occupiamo di questo dossier dal primo giorno che sono arrivato al ministero», ha spiegato Guido Crosetto, intervenuto in collegamento da Roma all’incontro “Geopolitica delle risorse: materie prime e sovranità tecnologica una sfida globale” nell’ambito del Festival dell’economia di Trento organizzato dal Gruppo 24 Ore e da Trentino Marketing.
Intervistato dal vice direttore de Il Sole 24 Ore Daniele Bellasio, il responsabile della Difesa ha messo in evidenza un aspetto: «Avere una mappa delle materie prime significa avere una mappa dei possibili scontri futuri. Lo scenario da affrontare è quello di una mancanza di queste materie prime. Da questo punto di vista, il Piano Mattei è determinante. La speranza del futuro dell’Europa passa dal rapporto con l’Africa, che crescerà come grande produttore di materie prime».
«Parlare di sicurezza significa parlare di qualcosa più grande della difesa tradizionale»
Questo scenario ha un “convitato di pietra”: l’intelligenza artificiale. «Il ministero deve guardare le traiettorie di sviluppo per capire quali scontri potremo trovarci davanti nei prossimi anni, attrezzarci per evitare che deflagrino in guerre - ha sottolineato Crosetto -. L’avvento dell’Ia e del quanting computer metterà a disposizione dell’umanità una possibilità di calcolo e analisi che non ha paragone con il passato. Una crescita tecnologica esponenziale, il dramma è capire come guidare questo processo, perché è una materia che conoscono in pochi. Parlare di sicurezza significa parlare di qualcosa di molto più grande della difesa tradizionale».








