Piano industriale

Ferrari: nel 2030 ricavi a 9 miliardi e 20% offerta elettrica. Le azioni affondano in Borsa

Svelati i primi dettagli della vettura elettrica che debutterà nel 2026. Elkann: «Impegno verso l’Italia». Il titolo in calo in Borsa

di Marigia Mangano

FILE PHOTO: A Ferrari logo is being installed on a Ferrari car at Ferrari's new 'e-building' facility where the luxury sportscar maker is testing lines before an expected start of car production in early 2025, in Maranello, Italy, June 21, 2024. REUTERS/Daniele Mascolo/File Photo

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I punti chiave

  • Il 20% dell’offerta sarà elettrica
  • Investiti 6,5 miliardi dall’Ipo
  • Impegno del primo azionista verso il gruppo

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Ferrari punta a 9 miliardi di ricavi nel 2030, con 4,7 miliardi di investimenti pianificati nei prossimi cinque anni e alza il velo sulla prima vettura elettrica: avrà quattro porte e quattro posti, un motore di oltre 1000 cavalli, un’autonomia dichiarata di oltre 530 chilometri e una velocità massima di 310 chilometri orari. Il modello, annunciato da tempo e presentato nel corso del Capital markets day, segna un passaggio chiave nella strategia di neutralità tecnologica della Ferrari. «E’ una data storica» ha detto Benedetto Vigna, amministratore delegato di Ferrari. «Sarà un’aggiunta all’offerta dei modelli di gamma. Un’opportunità per allargare la nostra base clienti». «La nuova Ferrari Elettrica testimonia ancora una volta la nostra volontà di progredire coniugando rigore tecnologico, creatività del design e maestria artigianale», ha affermato il presidente della casa di Maranello John Elkann aprendo il Capital Markets Day, confermando un impegno totale dell’azionista di riferimento verso il gruppo e verso l’Italia. In calo il titolo in Borsa che è arrivato a perdere oltre 14%.

Nel 2030, l’offerta per il 20% sarà elettrica. Ricavi a 9 miliardi

Ferrari prevede quattro nuovi lanci per anno, in media, pianificati fra il 2026 e il 2030 e la Ferrari elettrica sarà un’aggiunta all’offerta dei modelli di gamma. Nel 2030 l’offerta di prodotti sarà per il 40% Ice, 40% ibrida e 20% elettrica.

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Il piano strategico al 2030 della casa di Maranello traccia così l’identikit della Ferrari del futuro e si pone obiettivi ambiziosi. Il gruppo ha rivisto innanzitutto al rialzo i target finanziari 2025, superando così i target di profittabilità del piano strategico al 2026 con un anno di anticipo. Partenda dalle nuove stime, il nuovo piano della casa di Maranello punta a raggiungere ricavi netti di circa 9 miliardi, con un tasso di crescita annuale composto di circa il 5%, trainato principalmente da Sports Cars e dalle altre attività legate alle vetture, sostenuto dalla visibilità garantita dal portafoglio ordini. L’aumento dei ricavi è dovuto all’arricchimento del mix prodotto con le personalizzazioni. Anche i ricavi dalle attività Racing e Lifestyle contribuiranno positivamente alla performance. L’ebit raggiungerà almeno 2,75 miliardi nel 2030, con un margine di almeno il 30%, grazie al forte mix prodotto, inclusi i modelli in edizione limitata. Nel 2030 la società si pone l’obiettivo di raggiungere un ebitda di almeno 3,6 miliardi di euro, con un margine ebitda almeno pari al 40%. Questa forte profittabilità si traduce in una significativa generazione di free cash flow industriale e in un miglioramento del rapporto di conversione dell’ebitda in flussi di cassa a oltre il 50%. Infatti, Ferrari mira a generare un free cash flow industriale cumulato di circa 8 miliardi nel periodo 2026-2030, sostenuto principalmente dalla crescente profittabilità, parzialmente compensata da investimenti cumulati per circa 4,7 miliardi e da altre variazioni operative. All’interno di questa cornice, Ferrari continuerà l’innovazione sul prodotto per il lungo termine, con investimenti cumulati pari a 4,7 miliardi di euro nel corso del piano, con una parte significativa dedicata alla prossima generazione di auto sportive.

Sulla base di questi nuovi numeri, Ferrari proporrà un aumento nella remunerazione agli azionisti, con un aumento del dividend pay-out al 40% dell’utile netto rettificato a partire dai risultati dell’esercizio 2025, che conduce a un dividendo cumulato di circa 3,5 miliardi dal 2027 al 2031, e un nuovo programma di riacquisto di azioni proprie per circa 3,5 miliardi, da eseguire dal 2026 fino al termine del piano, in linea con l’andamento della generazione di free cash flow industriale.

La Ferrari elettrica nel 2026

Nel corso del Capital Markets Day ai media e agli investitori finanziari e svela alcuni dettagli della prima vettura elettrica, la novità più attesa, che, ha dichiarato Elkann, «testimonia ancora una volta la nostra volontà di progredire coniugando rigore tecnologico, creatività del design e maestria artigianale». «La sua architettura - ha spiegato - è rivoluzionaria. Quattro motori elettrici indipendenti, che garantiscono un controllo attivo su ogni ruota e un’agilità senza precedenti, in linea con il Dna Ferrari. Un’esperienza di guida unica, frutto del nostro impareggiabile know-how in materia d’integrazione dei veicoli, che regalerà nuove emozioni. Nel 2018, vi ho detto che ciò si cela dietro al marchio Ferrari è fondamentale, e che la storia del nostro fondatore è il fattore decisivo in tutto ciò che facciamo. Questo vale ancora oggi»

«Il progetto - ha ricordato Vigna - nasce da anni di ricerca iniziata con le soluzioni ibride ispirate alla Formula 1 nel 2009. Dopo modelli come la 599 Hy-Kers, LaFerrari, SF90 Stradale e 296 Gtb, la nuova elettrica rappresenta la sintesi di competenze sviluppate nel campo dell’elettrificazione». Vigna ha spiegato che l’idea di introdurre una Ferrari elettrica è legata anche al fatto di mettere a disposizione dei clienti tutte le soluzioni tecnologiche possibili: termico, elettrico e ibrido. «Vogliamo accogliere nella nostra famiglia persone che desiderano guidare solo auto elettriche e che vogliono vivere l’esperienza Ferrari». Quello del Capital markets day è stato il primo step dove sono state illustrate alcune caratteristiche della vettura legate alla batteria, sospensioni attive, telaio, sound e motori elettrici. All’inizio del 2026 ci sarà un’anticipazione del design degli interni. Qualche mese dopo è prevista la World Premiere. Una particolare attenzione gli ingegneri di Maranello l’hanno dedicata al sound, uno degli elementi critici di una supersportiva elettrica. In particolare, mentre per il motore a combustione interna il suono si propaga sotto forma di vibrazione aerea, per l’assale elettrico il suono viaggia attraverso il metallo sotto forma di vibrazione solida. «Durante la marcia ordinaria - ha spiegato Gianmaria Fulgenzi, chief product development officer di Ferrari - l’auto privilegia il silenzio volto all’aumento del comfort acustico, ma quando il driver in accelerazione richiede coppia motrice o utilizza le palette in modalità manuale, il sound si attiva».

Investiti 6,5 miliardi

La fotografia aggiornata del gruppo, fornita nel corso del Capital Markets day, vede clienti attivi a quota 90.000 e dal 2022 ne sono stati acquisiti 32.300 nuovi. Di questi il 45% è diventato collezionista dal 2022 in poi, il numero di Ferrari da loro possedute è salito del 20%. Inoltre, ha annunciato il gruppo, saranno aperti nuovi centri Tailor Made a Tokio e Los Angeles.

«Quando Ferrari ha fatto il suo debutto in borsa, il 21 ottobre 2015, il mondo ha rivolto la sua attenzione verso di noi. Molti si sono chiesti se un’azienda costruita sulla passione, sull’innovazione e sull’artigianalità potesse dare prova del suo valore anche sotto la ferrea disciplina dei mercati dei capitali. A distanza di dieci anni, la risposta a questa domanda emerge con chiarezza: Ferrari è oggi un’azienda ancora più forte», ha ricordato Elkann aprendo il Capital Markets Day a Maranello. «I traguardi raggiunti da Ferrari non sono solo numeri, ma sono la prova del nostro impegno», ha sottolineato Elkann. «Dall’offerta pubblica iniziale (Ipo), abbiamo investito 6,5 miliardi di euro in spese in conto capitale - ha detto il presidente della casa di Maranello - gettando così le basi per la nostra crescita e il nostro futuro. In questi ultimi dieci anni, abbiamo lanciato 41 nuove auto sportive, ognuna delle quali spicca come espressione unica del Dna Ferrari. Abbiamo raddoppiato inoltre la nostra forza lavoro, passando da poco meno di tremila dipendenti nel 2015 ai circa seimila di oggi. Quanto all’innovazione, abbiamo assistito ad un’accelerazione stupefacente: 883 brevetti depositati dalla nostra quotazione in borsa iniziale e già 144 quest’anno».

Ferrari elettrica, il telaio e l’architettura

«Che sia ben chiaro: questa per me è una questione personale. Mi impegno in qualità di presidente, di azionista di maggioranza, e soprattutto nel nome di una passione che per me dura da tutta una vita: quella per Ferrari». Elkann ha parlato di “impegno per l’Italia”, verso i collaboratori, gli ’amati Ferraristi’, i “fedeli tifosi, ansiosi di vederci vincere in Formula 1 come stiamo facendo nelle gare di endurance”, i partner e la community Ferrari che «condivide con noi la convinzione che Ferrari non sia solo un’azienda, ma una forza vitale e irrefrenabile».

Il polo M-Tech Alfredo Ferrrari

Nel corso dell’evento è stato poi annunciato che nascerà a Maranello, «un polo formativo all’avanguardia, che fornirà conoscenze tecniche per una nuova era, formando e ispirando nuove generazioni di ingegneri, tecnici e innovatori». «La M-Tech Alfredo Ferrari (dove la M sta per Maranello, Tech per Tecnologia e Alfredo Ferrari è il nome sia del padre, che del fratello che del figlio maggiore di Enzo Ferrari) aprirà le sue porte nel 2029 - ha detto Elkann - anno in cui celebreremo anche il centenario della fondazione della Scuderia Ferrari. La M-Tech Alfredo Ferrari spianerà la strada alle innovazioni del futuro, nell’interesse dell’intera Motor Valley, accogliendo persone provenienti da tutto il mondo».

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  • Marigia Mangano

    Marigia Manganoinviato

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, Inglese

    Argomenti: Finanza, automotive, tlc, holding di famiglia, banche e assicurazioni

    Premi: Premio internazionale Amici di Milano per i giovani, 2007, categoria giornalista

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