I conti

Eni: risultati solidi nel primo trimestre nonostante la flessione dei prezzi del gas

L’ad Descalzi: «Nel primo trimestre 2024 abbiamo accelerato il processo di trasformazione del nostro portafoglio facendo leva sulle diverse piattaforme di crescita del valore, sia nei business tradizionali che in quelli legati alla transizione energetica»

di Celestina Dominelli

4' di lettura

4' di lettura

Eni arriva al giro di boa del primo trimestre con risultati solidi nonostante la flessione dei prezzi del gas che hanno lasciato sul terreno il 50% del valore rispetto allo stesso periodo del 2023, mentre sono rimaste sostanzialmente stabili le quotazioni del Brent. Così i conti del gruppo guidato da Claudio Descalzi vanno in archivio con un Ebit proforma adjusted - che incorpora l’Ebit in quota Eni delle jv collegate - a 4,1 miliardi di euro (-30% sui primi tre mesi del 2023), un utile netto adjusted di 1,58 miliardi (-46%, mentre il dato non depurato delle partite straordinarie si attesta a 1,2 miliardi, in calo del 49%) e un flusso di cassa a costi di rimpiazzo adjusted (prima delle variazioni del circolante) di 3,9 miliardi (-26% rispetto ai primi tre mesi del 2023). Risultati che spingono il gruppo a rivedere al rialzo sia le previsioni annuali di Ebit proforma adjusted sia il flusso di cassa adjusted ante variazioni del circolante, con l’asticella fissata a oltre 14 miliardi. E al rialzo è previsto anche il piano di buyback (kl riacquisto di azioni proprie), ora a 1,6 miliardi con un incremento del 45% rispetto al livello comunicato in occasione della presentazione del piano strategico lo scorso marzo (1,1 miliardi).

L’ad: abbiamo accelerato la trasformazione del nostro portafoglio

«Nel primo trimestre 2024 abbiamo accelerato il processo di trasformazione del nostro portafoglio facendo leva sulle diverse piattaforme di crescita del valore, sia nei business tradizionali che in quelli legati alla transizione energetica - è il commento del numero uno Descalzi -. Grazie al perfezionamento dell’acquisizione di Neptune Energy e all’annunciata operazione di fusione delle attività UK con Ithaca Energy, rafforzeremo l’Upstream con una maggiore presenza nei paesi OCSE e crescente incidenza della produzione gas; inoltre, l’investimento del fondo EIP in Plenitude, ad un valore implicito di oltre €10 mld, conferma l’elevato potenziale del nostro segmento rinnovabili e retail».

Loading...

Descalzi: ottimi risultati operativi

Il ceo parla pone l’accento sul conseguimento «di ottimi risultati operativi grazie alle nostre competenze distintive nell’esplorazione e nello sviluppo: la rilevante scoperta esplorativa in Costa d’Avorio aumenterà le opzioni di creazione di valore nel lungo termine in termini sia di risorse addizionali sia di possibile anticipata monetizzazione; il modello di sviluppo “accelerato” ha consentito di effettuare il primo carico di gas liquefatto dal progetto Congo LNG a distanza di appena un anno dalla decisione d’investimento. I risultati finanziari del trimestre sono stati eccellenti, con un forte contributo della E&P grazie all’incremento della produzione del 5% rispetto all’anno precedente e la continua crescita di Plenitude ed Enilive».

L’esplorazione e produzione

Venendo all’apporto dei vari settori, nel primo trimestre 2024, E&P (esplorazione e produzione) ha conseguito un ebit proforma adjusted di 3,32 miliardi grazie alla crescita della produzione (1,74 mln barili di olio equivalente al giorno, +5% rispetto al primo trimestre 2023), come evidenziato anche da Descalzi, per via del traino dell’entrata a regime di nuovi giacimenti e dall’acquisizione di Neptune Energy. Tale crescita e la costante attenzione all’efficienza, hanno consentito di conseguire risultati resilienti (in riduzione di appena il 13% rispetto al primo trimestre 2023), nonostante l’indebolimento dei prezzi di realizzo del gas naturale, sottolinea la nota diffusa dal gruppo.

Il comparto gas

Quanto al comparto gas, nel primo trimestre 2024 Ggp ha conseguito un ebit proforma adjusted di 0,33 miliardi di euro, in linea con le aspettative del management che scontavano minori opportunità di trading a causa della riduzione sia dei prezzi sia della volatilità rispetto all’anno precedente.

L’apporto di Enilive e Plenitude

Molto deciso, poi, l’apporto del nuovo settore di attività Enilive e Plenitude che, nei primi tre mesi del 2024, ha contribuito in maniera sostanziale ai risultati di gruppo con 0,42 miliardi di euro di ebitd proforma adjusted (circa +60% rispetto al primo trimestre 2023). Enilive ha conseguito 0,18 miliardi di ebit proforma adjusted (+30%) grazie alle maggiori lavorazioni delle bioraffinerie e alla positiva performance dell’attività di commercializzazione, mentre Plenitude ha registrato 0,24 miliardi di ebit proforma adjusted, l’80% in più rispetto all’anno precedente, trainato dai maggiori margini delle commodity che hanno beneficiato di un favorevole scenario prezzi e dalla migliore performance del retail nei mercati internazionali nonché dall’entrata in esercizio di nuova capacità rinnovabile e relative produzioni. Nel primo trimestre 2024, poi, l’ebitda proforma adjusted di Enilive di 0,25 miliardi (+27%) e il dato di Plenitude di 0,35 miliardi (circa +50%) sono risultati entrambi in linea con le previsioni del management.

La raffinazione e la chimica

Nel primo trimestre 2024, il business Refining ha registrato un ebit proforma adjusted di 0,2 miliardi di euro sostenuto da remunerativi margini di raffinazione e dall’affidabilità degli impianti in Europa. Il business della Chimica gestito da Versalis ha conseguito una perdita operativa proforma adjusted di 0,17 miliardi a causa delle avverse condizioni macroeconomiche e degli svantaggi di costo degli impianti europei rispetto ad altre geografie. Tuttavia, la costante attenzione a ottimizzare i costi ha consentito di migliorare il risultato di circa 70 milioni su base sequenziale.

L’indebitamento

Tornando ai dati di gruppo, l’incremento dell’indebitamento ante Ifrs 16 pari è pari a circa 3,3 miliardi ed è dovuto al flusso di cassa netto da attività operativa adjusted di 3,9 miliardi, agli investimenti di 2 miliardi, ai fabbisogni di circolante (circa 2 miliardi), al pagamento dei dividendi agli azionisti Eni e all’acquisto di azioni proprie di 1,2 miliardi, all’effetto netto di acquisizioni/disinvestimenti (1,7 miliardi), nonché al pagamento delle rate di leasing e delle cedole dei bond ibridi (0,3 miliardi). Il leverage è pari a 0,23 (a fronte del livello di 0,14 del primo trimestre del 2023) «ben all’interno del nostro intervallo obiettivo - evidenzia Descalzi - nonostante l’esborso per l’acquisizione di Neptune Energy».

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti