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Tre articoli in anteprima dalla domenica del Sole24ore presentati da Stefano Salis
Ascoltalo oradi Celestina Dominelli
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Ventisette miliardi di investimenti al 2027 (-20% rispetto alla precedente strategia) finalizzati a massimizzare lo sviluppo dei business tradizionali e ad accelerare, al contempo, la crescita di nuove attività a elevato rendimento legate alla transizione energetica che rimane la rotta principale del gruppo da perseguire, però, attraverso una strategia oculata sul fronte dell’impegno finanziario e delle prossime mosse. Che vedranno la società impegnata altresì a garantire un potenziamento della remunerazione assicurata ai soci, mediante dividendi e buyback in aumento rispetto al precedente 25-30% (con la cedola proposta che toccherà un euro nel 2024, in aumento di oltre il 6%, mentre il riacquisto di azioni proprie sarà di 1,1 miliardi), e una gestione efficiente dal portafoglio dal quale si prevede un contributo netto in termini di cassa di 8 miliardi, come prodotto del bilanciamento tra dismissioni (la maggior parte) ed eventuali acquisizioni.
È questa la rotta tracciata da Eni nel nuovo piano strategico 2024-2027 presentato oggi dall’ad Claudio Descalzi alla comunità finanziaria e imperniato, come detto, su una gestione molto oculata degli investimenti e su una serie di iniziative di efficienza nelle attività corporate che garantiranno, nell’arco di piano 1,8 miliardi di euro di risparmi, in linea con l’evoluzione della strategia e del modello satellitare che ha consentito al gruppo di valorizzare al massimo i propri asset, a partire da Plenitude ed Enilive.
«Grazie a queste azioni, stiamo rendendo Eni ancora più profittevole, meglio diversificata e con fondamentali più solidi, potenziando la remunerazione agli azionisti. Riteniamo - è il commento del numero uno Claudio Descalzi - che la transizione energetica possa essere realizzabile se genera ritorni adeguati e sostenibili, e pone le basi per nuove e profittevoli forme di business. Ed è proprio quello che stiamo facendo»27.
Passando all’andamento dei vari business, Eni punta nella direzione Natural Resources a generare cassa dalle attività continuando a marciare a pieni giri sulla strada della decarbonizzazione dei propri asset. In tal senso il gruppo potrà contare sull’avanzamento del proprio business upstream - con la produzione attesa crescere a un tasso medio annuo del 3-4% fino al 2027, in media del 2% dopo le operazioni di dismissioni previste grazie all’accelerazione delle attività di gestione del portafoglio - e lavorerà a ridurre la propria presenza nei progetti a elevata partecipazione, attraverso l’applicazione del modello dual exploration (in sostanza, anticipando la monetizzazione collegata ai progressi sul fronte dello sviluppo dei propri asset) e la dismissione delle attività marginali, che rappresenteranno oltre la metà delle cessioni del gruppo.
Quanto al business del gas (Ggp), l’ebit pro-forma è previsto a circa 800 milioni nel 2024 considerando una progressiva normalizzazione del mercato con prezzi più bassi e una volatilità ridotta. E con la possibiltà, qualora il contesto dovesse peggiorare, di poter generare significativi upside fino a oltre un miliardo, facendo leva sul portafoglio e sulla disponibilità di infrastrutture e logistica.