Dopo Netflix anche Disney+: arrivano gli annunci nello streaming
Piano d’abbonamento più caro per chi deciderà di mantenere la piattaforma priva di pubblicità
di Biagio Simonetta
2' di lettura
2' di lettura
Il sogno dello streaming libero, delle piattaforme senza pubblicità e lontane dalle logiche care alla vecchia Tv via cavo, si sta infrangendo contro il muro severo del business. E dopo Netflix, costretta dai conti in difficoltà del post-pandemia a rivedere i suoi piani, anche Disney+ ha lanciato il suo piano di abbonamento che include gli annunci pubblicitari. Un lancio che, al momento, riguarda solo il mercato americano (ma che molto presto sarà esteso agli altri mercati), e che porta in grembo un aumento dei costi per i piani senza annunci.
La novità è stata introdotta e prevede che il costo di un abbonamento mensile alla piattaforma passi da 7,99 a 10,99 dollari. Un aumento di 3 dollari che può essere evitato accettando di sottoscrivere la modalità che include gli annunci pubblicitari. Il nuovo piano comprensivo di advertising, che viene chiamato Disney+ Basic, costa infatti 7,99 dollari, offre di fatto le stesse caratteristiche del livello premium ma include la fruizione obbligata di annunci pubblicitari durante l’utilizzo della piattaforma. L’introduzione di questa modalità di abbonamento arriva con circa un mese di ritardo rispetto all’analoga decisione presa da Netflix, azienda che ha patito notevolmente il ritorno alla socialità post-Covid e il fenomeno, ancora irrisolto, del password sharing.
La Disney aveva annunciato per la prima volta che avrebbe introdotto un piano supportato dalla pubblicità a marzo di quest’anno, ritenendo questo passaggio un elemento fondamentale per raggiungere l’obiettivo dei 230/260 milioni di abbonati entro il 2024. Attualmente la piattaforma conta poco più di 164 milioni di abbonati a livello globale. Dal punto di vista finanziario, il business dello streaming di Disney ha perso 1,5 miliardi di dollari nell’ultimo trimestre, rispetto a una perdita di 630 milioni di dollari nel quarto trimestre dello scorso anno. La speranza, per il colosso di Burbank, è che l’introduzione di un piano con annunci pubblicitari, possa aiutare a invertire la rotta.



