Private equity

Chiara Ferragni, per la società Fenice spunta il fondo Avm Gestioni

Se il riassetto andrà in porto, il futuro socio andrà al controllo, ma l’influencer - che dovrebbe andare in minoranza - punta a mantenere ampi poteri

di Carlo Festa

Chiara Ferragni: “Non solo impresa, sui social anche per parlare di salute mentale”

2' di lettura

2' di lettura

Riassetto in corso di svolgimento per la Fenice di Chiara Ferragni. L’influencer e altri azionisti dell’azienda, società titolare dei diritti di sfruttamento del marchio dell’imprenditrice, starebbero infatti negoziando in queste settimane con un fondo di private equity. Quest’ultimo, secondo indiscrezioni, sarebbe il gruppo finanziario Avm Gestioni, società d’investimento guidata e presieduta da Giovanna Dossena.

Le trattative sarebbero in corso di svolgimento, anche se una chiusura dell’operazione non sembra imminente. In vendita c'è il 40% in Fenice posseduto dal socio Alchimia, ma anche ulteriori quote per un complessivo 66%. Se il riassetto andrà in porto, il futuro socio andrà al controllo, ma la stessa Ferragni, che dovrebbe andare in minoranza, punta a mantenere ampi poteri nella società che sfrutta il suo nome.

Loading...

Ormai dal marzo scorso è in corso di svolgimento un processo, gestito dall’advisor Bnp Paribs, volto a individuare un partner finanziario. Le informazioni finanziarie sulla società, che possiede licenze del brand Chiara Ferragni con aziende come Disney, Oreo, Nespresso, Monnalisa, Morellato, Safilo, Evian, Champion, Aeffe, somo arrivate nel gennaio scorso a private equity e multinazionali del lusso: fondi come Ergon Capital, L Catterton, Aksia, Style Capital e i colossi del lusso transalpini Kering e Lvmh. E, appunto, anche il gruppo Avm Gestioni ha valutato il dossier.

Liliana Segre: mi interessano i Maneskin e Chiara Ferragni

Fenice è una start up, anche se l'influencer-imprenditrice confida in una crescita esponenziale nei prossimi anni grazie alle rosee prospettive dei settori di riferimento collegati al suo nome.

I numeri per ora dicono che ha generato 1,1 milioni di fatturato nel 2020 (con perdite per 3,4 milioni), con poco meno di 5 milioni nel 2021. La previsione (ma sono sempre stime) è che la società dopo i 12 milioni del 2022, i 18 milioni del 2023 e i 23 milioni del 2024 possa fare 27,8 milioni di fatturato nel 2025 con un Ebit Margin al 30%.

Nel maggio scorso sono circolati però, tra i potenziali compratori, numeri rettificati al rialzo per gli ultimi bilanci della stessa Fenice. Nel dettaglio, sono state rettificate le previsioni di giro d’affari di fine 2021 per la società che sfrutta i diritti dell’imprenditrice: da 4,4 milioni di euro di fatturato a complessivi 6,6 milioni di euro, con un rialzo del 45% delle stime precedenti. Per il 2002 si attendono, invece, ordini più consistenti: con 3,3 milioni per il solo make-up.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti