Dai fondi sostenibili alla diversity: le norme (per ora) frenano la fuga
Deflussi i pari a 376 milioni nel 2024, ma resta l’incognita sulle scelte future dei gestori
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I punti chiave
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La diversity viene messa al bando negli Usa e una riflessione fra i gestori di fondi di investimento si apre sulle allocazioni future. La diversità, però, è solo una delle tante componenti del cluster della sostenibilità, che ha registrato grandi passi indietro negli ultimi tre anni, anche e soprattutto in Europa.
I fondi “sostenibili”
Se si guarda agli anni passati gli afflussi nei fondi sostenibili globali hanno raggiunto il picco massimo di 645 miliardi di dollari nel 2021, in concomitanza con un anno record per il mercato generale, che ha registrato oltre 2,4 mila miliardi di dollari in nuove sottoscrizioni, secondo i dati Morningstar. Già nel 2022 il dato ha registrato un crollo del 75%, pur rimanendo in territorio positivo, mentre il mercato più ampio ha subito deflussi significativi, penalizzato da un contesto macroeconomico sfidante caratterizzato dalla guerra in Ucraina, dall’elevata inflazione e dai timori di recessione. Se poi nel 2023 i fondi sostenibili hanno mantenuto una certa resilienza (con la sola eccezione degli Stati Uniti), nel 2024, invece, gli afflussi si sono dimezzati, a fronte di un boom del mercato generale, che ha registrato il secondo miglior anno degli ultimi sette per nuove sottoscrizioni, sostenuto dal forte rally azionario Usa.
Gli investimenti in diversity
In questo contesto vanno letti i dati relativi ai deflussi dai fondi che investono in società focalizzate su strategie di diversity: sempre secondo Morningstar i deflussi sono stati pari a 376 milioni nel 2024, praticamente un terzo rispetto al dato di 1,2 miliardi del 2023. Riconoscere un trend strettamente connesso alla politica della nuova amministrazione Trump è ancora prematuro.
La leadership europea
L’impatto, comunque, sarà mitigato da due caratteristiche di questo tipo di investimenti: la prima è i ordine geografico. Sul mercato dei fondi sostenibili l’Europa pesa per l’84% con 2.679 miliardi di dollari e 5.502 fonti (pari al 73% del totale), mentre gli investimenti in sostebilità degli Usa pesano per l’11% pari a 344 miliardi divisi in 612 fondi (8% del totale a livello globale).
Le normative statali negli Usa
La seconda motivazione è di tipo normativo. Negli Stati Uniti esistono legislazioni statali che regolano gli investimenti da parte dei fondi pensione anche in tema di diversity. Lo Stato di New York, ad esempio, ha approvato nel 2010 la Retirement Legislation, che prevede che impone ai piani pensionistici pubblici dello Stato e al New York State Insurance Fund (20 miliardi di dollari gestiti) di adottare «una strategia per aumentare la partecipazione di gestori di investimento emergenti e di altre imprese di asset management di proprietà di minoranze e donne». La normativa statale definisce diverse managers quei gestori con una quota di proprietà minima del 51% detenuta da almeno una donna o un membro di un gruppo minoritario e a loro i grandi investitori istituzionali devono dedicare una serie di iniziative. Come la settimana di incontri organizzati a metà febbraio dal New York City Retirement Systems (279,7 miliardi gestiti), che ha visto la partecipazione di 850 fondi definiti emergenti.



