Disney punta su Josh D’Amaro: dai parchi alla guida del colosso nel dopo Iger
Disney sceglie il capo della divisione Experiences come nuovo amministratore delegato dal 18 marzo. La competitor Walden sarà il nuovo presidente
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La successione più osservata di Hollywood ha finalmente un nome. Disney ha annunciato che Josh D’Amaro sarà il nuovo amministratore delegato e raccoglierà il testimone di Bob Iger, segnando l’inizio di una nuova fase per la compagnia dell’intrattenimento più iconica d’America. L’avvicendamento scatterà il 18 marzo, mentre Iger resterà nel consiglio di amministrazione e come consulente senior fino al 31 dicembre, data del suo ritiro definitivo.
D’Amaro, 54 anni, non è un volto da red carpet: la sua carriera è cresciuta soprattutto tra parchi a tema, navi da crociera e la gigantesca macchina operativa di Disney. Ma proprio questo, oggi, è il punto. La divisione Experiences (parchi, crociere e prodotti) è diventata la più robusta fonte di profitti del gruppo: nell’ultimo anno fiscale ha generato il 38% dei ricavi e il 57% dell’utile operativo, numeri che raccontano meglio di qualsiasi slogan dove batta il cuore economico della Disney contemporanea.
La scelta: continuità, ma anche scommessa
La nomina chiude una corsa interna che ha visto in lizza anche Dana Walden (co-presidente dell’intrattenimento e figura molto considerata nell’industria), Alan Bergman e Jimmy Pitaro. Alla fine, il consiglio ha puntato sull’uomo che presiede il motore più redditizio dell’azienda e che, negli ultimi anni, ha supervisionato un sistema fatto di 12 parchi a tema, 57 hotel e oltre 185mila dipendenti.
Certo, la Disney che arriva al 2026 non è più trainata come un tempo dalle reti televisive, e nemmeno può permettersi che lo streaming resti un investimento “per il futuro” senza diventare un presente sostenibile. L’azienda ha davanti sfide simultanee: far crescere la parte experiences, ma anche consolidare lo streaming, rilanciare l’efficacia del cinema e gestire la lenta erosione dell’audience televisiva tradizionale (ABC e Disney Channel inclusi).
La cautela del board (e l’ombra di Chapek)
Sullo sfondo resta la memoria di un passaggio di consegne traumatico: nel 2020 Disney affidò la guida a Bob Chapek (allora anche lui proveniente dai parchi), salvo poi rimuoverlo e richiamare Iger nel 2022. Stavolta, l’azienda rivendica un processo più ordinato: Iger ha seguito personalmente il mentoring dei possibili successori e la selezione è stata guidata dal presidente James Gorman, entrato nel board nel 2024 dopo avere gestito una successione molto apprezzata in Morgan Stanley.


